Nuovi culti

e pratiche spirituali

Alessandro Olivieri Pennesi

La domanda di spiritualità si ripropone oggi, anche tra le nuove generazioni, sotto forma di ricerca di saggezza e di senso. Si tratta di un fenomeno sociale recente ma che va ridisegnando un nuovo paesaggio “religioso” che permarrà a lungo.
Sono crollati i grandi sistemi ideologici; le risposte fornite del materialismo consumistico risultano inadeguate ed ecco che i nuovi “nomadi spirituali” per spegnere la loro sete vanno ad attingere a tutte le fonti e a tutte le tradizioni oggi rese accessibili attraverso la rete ; spesso rifiutano le grandi religioni e i loro dogmi.

Oltre la religione

L’espressione “religione” è divenuta per molti troppo stretta per qualificare la ricerca di senso, la sete di mistica e la ricerca di esperienza spirituale che anima molte persone oggi anche nel nostro Paese.
Tale ricerca si alimenta con letture di racconti, testimonianze, incontri e viaggi esotici. Viene data importanza all’avventura spirituale, ma staccata dall’insegnamento dottrinale delle grandi tradizioni religiose.
Per comprendere questa “corrente culturale”, nella prospettiva di stabilire un dialogo autentico con quanti ne sono influenzati, ma anche per evidenziare i punti sui quali queste spiritualità contrastano con la fede cristiana, vanno senz’altro incoraggiate in ambito ecclesiale le iniziative di associazioni che offrono un indispensabile supporto informativo e di documentazione del fenomeno che è comunque in crescita e che sta subendo rapide trasformazioni dovute a questa sorta di nomadismo spirituale.

Le molte anime della nuova spiritualità

Come il Web, anche la nuova spiritualità può essere considerata una sorta di metanetwork, vale a dire una rete che collega tra loro vari e distinti network, che presentano uno o più punti comuni tra loro.
Qui di seguito propongo un tentativo di illustrarne i principali, con l’accortezza che la suddivisione esposta ha uno scopo puramente espositivo, giacché tali network sono in realtà alquanto intrecciati, con ampie aree di sovrapposizione tra gli uni e gli altri, come del resto vuole la logica stessa del metanetwork e della visione olistica.
La salute è la salvezza, proprio come la malattia è disarmonia, frammentazione del proprio sé. Salute e salvezza che generalmente riferiamo rispettivamente al corpo e allo spirito, nella nuova spiritualità si uniscono e si dissolvono; da questa prospettiva sorge il network terapeutico, da considerarsi tra i più vasti settori della Nuova Era. In esso si possono individuare quattro orientamenti:
Il mondo delle medicine cosiddette alternative (o medicine dolci o non convenzionali). Questa nuova visione della salute si riallaccia alle grandi tradizioni orientali e alle guarigioni sciamaniche. Oggi assistiamo ai fenomeni di guarigione mediante lo spirito, pratica caratteristica del variegato mondo pentecostale cristiano che presenta sorprendenti paralleli con le forme terapeutiche diffuse nell’ambito della nuova spiritualità.
La nuova spiritualità promuove varie tecniche di massaggi e danze sacre. È nei termini di apertura al sacro che si riscoprono le danze proposte dai circoli esoterici. La pratica dei “movimenti”, così definita, mira a raggiungere una nuova consapevolezza dei nostri atteggiamenti fisici che ci definiscono e invitano a riscoprire una presenza dell’essere attraverso il riequilibrio del corpo e una messa in ordine delle sue funzioni. L’esperienza spirituale della danza sacra è vissuta non solo da chi la pratica direttamente, ma viene anche trasmessa agli spettatori, in quanto si creerebbe un campo energetico di mutazione dove molte energie scorrerebbero coinvolgendo i presenti.
Esse mirano a modificare la coscienza e a sperimentare più elevati percorsi interiori. Si possono menzionare tra gli altri, le tecniche di “rinascita”, di respirazione, di risveglio della tradizione orientale, l’esperienza della camminata sui carboni ardenti. In tale ambito è da menzionare anche il controverso fenomeno della canalizzazione, che metterebbe in contatto con entità disincarnate, al fine di ottenere guarigioni, superare lo stress, potenziare la creatività e la terapia della reincarnazione. Attraverso gli scritti di alcuni psichiatri e psicoterapeuti, l’antica dottrina della reincarnazione viene modificata sostanzialmente al fine di raggiungere un auto-perfezionamento tramite tecniche di regressione ipnotica in cui si sperimenterebbero gli innumerevoli cicli di morte e di rinascita.
Il quarto campo delle terapie include tecniche utilizzate dai più come mere forme di rilassamento profondo. Tra gli elementi che accomunano le varie forme di meditazione, possiamo individuare le tecniche di respirazione orientali, la recita ripetitiva di formule sacre, la concentrazione su punti specifici del corpo. L’insegnamento sui centri di energia del corpo sottile risponde ad una ben precisa visione spirituale nella quale l’uomo è chiamato all’autorealizzazione attraverso la conoscenza e lo sviluppo delle proprie potenzialità, in un’interazione continua con la sfera cosmica e divina. L’individuo si presenta come un ricettacolo e fonte di energia, in grado di assorbire, ravvivare e trasmettere forza vitale.

Le “scuole” e i metodi di ricerca spirituale

Fanno patte di questo network metodi e realtà tra loro anche molto diverse, che possono classificarsi in categorie o sub-network. Il primo sub-network è quello dei metodi e delle pratiche mistiche, a cui si è già fatto riferimento, tra cui si annoverano le varie pratiche corporee orientali.
Vi è poi il sub-network delle pratiche per predire il futuro e, in generale, tutte quelle attività note alla parapsicologia.
Abbiamo, infine, il sub-network dei culti ispirati a vari maestri, prevalentemente orientali, che hanno svolto e svolgono a tutt’oggi un ruolo importante nel divulgare filosofie e metodi di autoconoscenza e di ricerca interiore e spirituale e sono quindi in qualche modo co-autori del fenomeno globale di risveglio delle coscienze che si palesa con la “nuova spiritualità”.
È forse il più ristretto network, quanto a numero di persone coinvolte direttamente ma non può essere trascurato per la sua importanza storica e soprattutto strategica; infatti, continuano a rappresentare un modello di riferimento utopico importante per gli aderenti molti dei quali aspirano, almeno in linea di principio, a vivere in una comunità ideale, tra persone affini che mettano in pratica nel quotidiano i principi della nuova cultura e, se una comunità stabile non è alla loro portata, va bene anche una comunità transitoria, come quella che si crea, per qualche giorno, durante un seminario o una vacanza spirituale, oppure una comunità settoriale, come quella costituita dagli aderenti ad un centro, un’associazione o un movimento spirituale; o anche una comunità virtuale, come quella che si crea tra i lettori di una rivista specializzata o i frequentatori di siti web o social network.
La vita comunitaria – stabile, transitoria o settoriale che sia – è vista da molti come un banco di prova per le possibili proposte di realtà alternative, un laboratorio indispensabile per saggiare certi principi e metodi, per idearne e collaudarne di ulteriori.
È il più ristretto ed esclusivo network: ne fa parte il think-thank della “nuova spiritualità”, costituita da una ristretta cerchia di intellettuali, scienziati, manager, docenti, operatori olistici, terapeuti e scrittori ecc.
Anche per questo network vale il discorso appena fatto per le comunità, e cioè che, nonostante l’esiguità numerica degli appartenenti, ha un’importanza strategica perché è da qui che sono partiti e partono molti degli elementi costitutivi della nuova coscienza, molti dei principi, delle proposte e dei metodi che la compongono, molte delle riscoperte e aggiornamenti in chiave moderna di antichi metodi sapienziali, molte delle iniziative di divulgazione del nuovo piano di coscienza e di dialogo e interconnessione tra network.

L’editoria specializzata

Il network dell’editoria specializzata si colloca trasversalmente agli altri network cui fa, in un certo senso, da portavoce. È costituito in buona misura da case editrici di piccole e piccolissime dimensioni, spesso fondate da simpatizzanti o operatori di uno o più network, dunque mosse più da uno spirito di servizio e di divulgazione che non da mere motivazioni di lucro (non mancano tuttavia case editrici “normali”, orientate al profitto).
Inoltre, da qualche anno anche i grandi editori si sono messi a pubblicare libri di tendenza dopo aver constatato che questo è, al momento, l’ambito culturale più effervescente e stimolante, e dunque anche più suscettibile di raggiungere buoni livelli di vendita. Nel nostro Paese, l’ingresso dei grandi editori, tuttavia, pur se positivo in termini di diffusione del fenomeno, ha comportato una certa inflazione di libri tra cui non è facile orientarsi.
Essendo un settore del tutto nuovo e sconosciuto per tali editori, la scelta dei titoli da pubblicare non sempre ha rispettato gli standard di qualità, così che spesso le opere migliori sono quelle pubblicate da piccole case editrici che, però, hanno una distribuzione e presenza in libreria molto più bassa dei grandi editori. Importante, anche se poco sviluppato in Italia, il sub-network delle riviste specializzate, pubblicate esclusivamente da piccole case editrici.
Vi è poi una moltitudine di riviste a diffusione regionale o cittadina, spesso gratuite, distribuite presso librerie, farmacie e erboristerie, centri di medicina e terapia alternativa e associazioni. Sia le riviste in edicola sia quelle gratuite sono importanti per l’opera di divulgazione e di dibattito che compiono, nonché per l’attività di informazione sulle conferenze, i gruppi e i seminari esperienziali attinenti i temi e i metodi della nuova spiritualità, che rappresentano – come vedremo più oltre – il vero crogiolo della nuova cultura.

Linee guida per un rinnovato annuncio dell’Evangelo

Il compito che ci sta davanti oggi è vivere, pensare ed esprimere il cristianesimo in un innesto vitale e critico nelle culture del nostro tempo, segnate dalla non credenza e dall’indifferenza religiosa, dall’esoterismo e dal relativismo, dalle religioni e dalle spiritualità non convenzionali.
È necessario, pertanto, tornare alla trilogia secolare dell’apostolato: vedere, giudicare, agire, cioè vedere la realtà con realismo, discernere il bene e il male, i punti di ancoraggio, e agire in tal senso, perché è inutile ritirarci in una posizione difensiva e lamentarci per la perdita di punti strategici spirituali e sociali. Nell’affrontare la questione riguardante le possibili linee di azione pastorale, preliminarmente si suggeriscono i seguenti aspetti: a) accogliere; b) discernere; c) evidenziare le incompatibilità.
Accogliere. Cosa significa accogliere le nuove forme di religiosità e di spiritualità alternative e la visione dell’uomo che esse comportano? Potremmo dire innanzitutto: informarsi, dialogare e mettersi personalmente in discussione. Accogliere è informarsi attraverso i centri di ricerca e di informazione sui culti presenti in Europa, le associazioni ecclesiali, alcuni dicasteri vaticani.
Accogliere è dialogare. Il dialogo viene portato avanti con le persone nel rispetto dell’altro, evitando due rischi opposti: confrontandosi con la nuova spiritualità si è tentati di respingere in toto ogni sua manifestazione, negare il dialogo classificando ogni sua manifestazione come esclusivamente negativa.
L’altro atteggiamento intende accogliere senza operare un discernimento. È in fondo lasciarsi sedurre da ideologie dai contorni ambigui e controversi, in modo particolare per cristiani non sufficientemente formati. La dottrina che propugna è in grado di sedurre gli stessi “eletti”, parafrasando l’espressione di Matteo 24,24, in quanto utilizza spesso lo stesso linguaggio e le stesse espressioni care al cristianesimo.
Accogliere è rimettersi in discussione. Che ne abbiamo fatto della nostra vita mistica? C’è urgenza di riscoprire questa relazione intima con Dio ed entrare nel mistero sponsale di Dio. Un ritorno dunque alle sorgenti, alle radici cristiane.
È necessario chiedersi: perché cercare nell’Oriente non-cristiano ciò che possiamo trovare nella nostra tradizione? Siamo ancora attenti ai segni della presenza del trascendente, al senso della sacralità, alla bellezza della liturgia? Quale intensità di relazioni si registrano nella vita fraterna e comunitaria? In che misura siamo attenti al servizio ai poveri, all’evangelizzazione e alla testimonianza?
Discernere. Nel contesto della nuova spiritualità il teologo, inserito nella comunità cristiana, è chiamato a operare un discernimento sulla scia di quanto è scritto nelle lettere di Paolo e Giovanni (cf. 1Gv 4,2). A una ricerca tutta intellettuale della conoscenza-gnosi, l’apostolo Paolo contrappone la figura di Cristo, che manifesta la saggezza e la potenza di Dio mediante la croce.
La prima lettera ai Corinzi ci è di conforto allorché Paolo afferma che non ha voluto conoscere altro che Gesù Cristo e Gesù Cristo crocifisso. Questo è il percorso scelto da Dio per portare alla salvezza il mondo: l’incarnazione del Verbo di Dio; pietra angolare rigettata dagli uomini. Occorre vagliare le ideologie, le filosofie e le credenze e verificare se l’incarnazione di Dio è affermata.
Se la risposta è affermativa, possiamo concludere, con certezza morale, che ci troviamo in presenza dello Spirito di Dio. La croce fornisce la chiave per cogliere il messaggio di Gesù ed entrare nell’autentica nuova era della storia che egli ha promesso di inaugurare e di portare a compimento.
Incompatibilità. Per evidenziare le incompatibilità è bene distinguere le persone dalle idee che esse affermano, poiché siamo chiamati ad amare le persone ma a denunciare le eventuali concezioni erronee. Non identifichiamo mai un’idea, un pensiero con la persona.

Quale spiritualità per il Terzo millennio?

La nuova spiritualità propone diverse forme di vita, musiche armoniche, visioni ecologiche e sembra rispondere ai tanti segnali di mutamento di paradigma a livello planetario. I nuovi “cercatori di senso” sembrano essere assetati di spiritualità “fai da te”, di mistica, di fusione e armonia cosmica.
L’attuale crisi ecosistemica rende necessaria un’evoluzione umana globale, del pensare e dell’essere, ribadiscono alcuni esponenti della nuova spiritualità. La sfida del terzo millennio include la sfida della visione globale, dell’unità della coscienza.
A tal fine si intendono esplorare, in una visione unitaria alchemica, le antiche tecniche di evoluzione spirituale assieme alle più avanzate ricerche sugli stati modificati di coscienza; si esplorano linguaggi trasversali che legano gli antichi miti universali, le psicologie del profondo e le affascinanti concezioni scientifiche del vuoto quantistico; si integrano le medicine sacre e la psicosomatica con l’analisi del passato e del prossimo futuro, si analizzano gli eventi globali di quel grande organismo vivente che è la nostra Terra e le sue prospettive di vita futura.
Si potrebbe concludere l’itinerario attraverso questo paesaggio spirituale ricorrendo ad una suggestiva immagine che paragona le grandi religioni storiche alle cattedrali e la nuova spiritualità ad una fiera mondiale e che si traduce in una sfida per i cristiani a portare il messaggio delle cattedrali alla gente della fiera. Seguendo l’immagine proposta, i credenti sono sollecitati ad uscire dalla cattedrale e a portare l’evangelo in tutte le dimensioni della vita.

(FONTE: http://www.settimananews.it/spiritualita/nuovi-culti-e-pratiche-spirituali)