L'anno in corso

Incontrarsi: cultura della fraternità in pastorale universitaria

Inserito in NPG annata 2020.

TEMI DI PASTORALE UNIVERSITARIA /17

Alfonsina Zanatta *

(NPG 2020-04-70)

La formazione umana nei luoghi della conoscenza

Le vie pastorali prendono solitamente forma dall’intreccio sinergico di ideali, obiettivi generali, tipologia di formazione e temperamento dei responsabili, contesto in cui ci si trova a operare. Nel caso della pastorale universitaria della diocesi di Vercelli quest’ultimo fattore si è rivelato il primo a innescare i processi: sull’impostazione ha influito considerevolmente la presenza in città del Dipartimento di Studi umanistici dell’Università del Piemonte Orientale, ateneo di recente formazione con sedi nelle province di Vercelli, Biella e Novara. L’azione pastorale in e con un’università laica ha sollecitato progettualità nuove e originali, spesso accompagnate da intese culturali ed educative con docenti, ma anche con altri attori culturali: da subito le proposte sono state indirizzate, oltre che agli studenti, anche ai giovani del territorio, attraverso linee condivise con l’amministrazione comunale e con l’associazionismo.
Parallelamente, si è progressivamente delineata una distinzione nell’organizzazione ecclesiale: la pastorale giovanile più all’interno della Chiesa, mentre quella universitaria maggiormente attiva in luoghi extra ecclesiali. In uno scenario così variegato la scelta primaria e fondamentale è stata quella di aver cura della persona, e dunque di tentare un dialogo e un’offerta a partire dalla formazione umana. Attenzione dunque ad ogni singolo studente, colto nella sua dimensione più personale e accompagnato nel fare ordine e sintesi nel suo percorso esistenziale e accademico, e speciale cura della crescita nella conoscenza, e dunque offerta di itinerari, seminari e incontri su argomenti centrali per l’affacciarsi con maturità, responsabilità e stile evangelico nel mondo adulto e nella cultura contemporanea, secondo il modello antropologico cristiano.

Alleanze culturali ed educative

Va da sé che la pastorale per gli universitari non può che procedere unita alla pastorale della cultura, all’evangelizzazione dei saperi, alla comunicazione alta e orientata alla verità. Un’università laica difficilmente acconsente a concedere alla Chiesa uno spazio interno, tanto meno una cappellania; può però accogliere iniziative culturali e lasciarsi coinvolgere in collaborazioni varie. Questo è stato per la realtà vercellese, in cui per molti anni si sono potuti realizzare cicli di incontri su diverse tematiche, per lo più sviscerate da prospettive letterarie e filosofiche, avvalendosi anche dei contributi di alcuni docenti. Nel tempo si sono approfondite amicizie e condivisioni con un buon numero di questi, che sempre più garantiscono sinergie educative e supporti importanti anche sul piano istituzionale. Attraverso il mandato della “terza missione”, l’università diventa sempre più spesso partner consapevole e convinta di un’azione sinergica per la comunità. Negli ultimi anni, sfruttando occasioni significative come la Festa Popoli – manifestazione decennale vercellese promossa da diocesi, comune e associazioni di volontariato – molti docenti e ricercatori sono diventati protagonisti di molteplici iniziative, prefigurando e declinando nel locale molti degli intenti del Manifesto per l’università sottoscritto da CEI e CRUI nel maggio scorso, in particolare là dove si parla delle nuove sfide formative e culturali, e si insiste su un’idea di Università come comunità di studio, di ricerca e di vita a stretto contatto con la realtà effettiva del luogo, in cui divenga promotrice di dialogo e di libertà. Seppur nel rispetto delle differenti finalità, attraverso la pastorale universitaria, Diocesi e Università del Piemonte Orientale si incontrano nella comune missione della formazione della persona e della costruzione di una cultura umana, a beneficio dell’intera società.
In alcuni ambiti soprattutto ci si è trovati concordi e sinceramente alleati nel diffondere una conoscenza corretta e veritiera, secondo modalità etiche e rispettose del valore degli studenti, ma anche di ogni cittadino. È stato possibile sperimentare la forza della collaborazione e della comune ricerca di valori autentici e alti per la persona, quali la giustizia, la libertà, la possibilità di espressione, l’accoglienza, il diritto allo studio. Questo sia nella proposta a tutti gli studenti - ma anche a tutti i cittadini, credenti e non - di approfondimenti, convegni, conferenze, tavole rotonde, seminari, sia attraverso una buona sinergia, oltre che con il personale docente, anche con i settori dell’Università del Piemonte Orientale impegnati sul diritto allo studio, sull’orientamento, sul job placement. In questi ultimi mesi sta crescendo l’impegno per un coordinamento efficace per offrire nuovi posti letto e nuovi servizi per gli studenti più svantaggiati, secondo progetti educativi condivisi.

Esperienze di relazione e di alterità

Accanto o, meglio, prima e attraverso gli incontri a carattere formativo e culturale, volti all’arricchimento dell’offerta di conoscenze e al sostegno nel fare sintesi e mettere ordine tra le molte – ma spesso troppe e confuse – sollecitazioni intellettuali degli anni universitari, si è scelto di porre attenzione speciale alla dimensione relazionale, conformemente alla visione antropologica cristiana, e ritenendola perciò fondamentale per la formazione umana e per l’annuncio evangelico. Sostenere il desiderio e la ricerca di sane relazioni, favorire gli incontri autentici, non mediati, accompagnare nella costruzione di amicizie e rapporti di qualità, educare all’accoglienza delle differenze, al rispetto dell’alterità, orientare verso una coscienza civile alta, ispirata al riconoscimento della dignità e dei diritti di ciascuna persona, aiutare a riconoscere in ciascuno il fratello, il figlio di Dio: gran parte delle energie sono state spese in questa cura, che ha generato iniziative molteplici, quasi sempre in collaborazione con l’Università, e in taluni casi anche con il Comune e la Prefettura; ne sono nate esperienze ricche e stimolanti, come laboratori teatrali e formazione sul dialogo tra le culture all’interno di centri di accoglienza, con la partecipazione anche di giovani del servizio civile.
Sottolineerei qui gli scambi con gli studenti fuori sede, molti dei quali provenienti da Paesi africani, ospiti delle residenze universitarie. La loro presenza numerosa e vivace ha generato occasioni di ritrovo, momenti di convivialità ma anche di confronto e di maturazione, soprattutto per ciò che concerne le motivazioni allo studio e le grandi scelte. Le loro necessità, spesso molto concrete a causa della provenienza da famiglie con scarse disponibilità economiche, hanno innescato processi di collaborazione significativi con altri uffici diocesani, in particolare con la Caritas.

Cultura e ospitalità: l’appello del nostro tempo

La lunga e consolidata collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale è approdata nel maggio del 2018 alla stipulazione di un protocollo di intesa tra Diocesi e Dipartimento di Studi Umanistici, sulla promozione e il coordinamento di studi e iniziative nell'area interculturale. La formalizzazione della collaborazione ha consentito l’elaborazione e la proposta fattiva di VOLTI A MAMRE, un progetto che raggiunge e nutre la formazione accademica e in qualche modo sollecita l’intero tessuto culturale e sociale vercellese.
Dall’autunno del 2018 si propongono incontri e seminari agli studenti e a tutti coloro che, per ragioni formative, professionali o di semplice interesse personale, desiderano conoscere e approfondire argomenti di estrema attualità, tanto delicati quanto centrali per la vita comunitaria, quali il dialogo tra culture e religioni, i fattori dell’integrazione, i diritti e la discriminazione, l'apertura all'altro e l'accoglienza, gli scenari di politica internazionale con le loro ripercussioni sulla cultura locale. Insieme a tali percorsi, validi anche per l’assegnazione di crediti per gli studenti universitari e per l’aggiornamento di varie categorie professionali, ci si dedica ad attività pratiche ed espressive, in un'ottica di inclusione e scambio tra giovani di diversa provenienza culturale, sociale e linguistica. Tra questi, conversazioni per apprendere e perfezionare la lingua italiana, laboratori teatrali e workshop artigianali. La collaborazione con artisti e associazioni del territorio ha permesso di esplorare spazi ed eventi nuovi e innovativi, favorendo la crescita dei talenti dei giovani e il diffondersi dei valori posti a fondamento del Progetto.
Per l’avvio di VOLTI A MAMRE si è scelto di focalizzare l’attenzione sull’atteggiamento dell’ospitalità, richiamato dallo stesso titolo del progetto. Di Mamre, località nei pressi di Hebron, si parla più volte nel libro della Genesi. Il riferimento più puntuale è al capitolo diciottesimo: alle querce di Mamre siede Abramo quando, nell’ora più calda del giorno, gli si presentano dinnanzi tre viandanti, stranieri. A loro riserva le attenzioni dell’ospitalità più autentica e in cambio riceve l’annuncio della nascita del figlio Isacco. Abramo – come risaputo importante anche per i musulmani e gli ebrei – e l’episodio racchiudono significati profondissimi, quali l’incontro con Dio e la sua manifestazione trinitaria, resa agli occhi dei secoli successivi con il noto modello iconografico. A noi preme però sottolineare soprattutto l’atteggiamento di ospitalità sincera e autentica. Per tornare al titolo del progetto, segnalo poi la valenza di vólti, essenza delle persone, svelamento nella corporeità di ciò che ad essa non si può ridurre, via di relazione profonda, e di vòlti, ovvero rivolti, orientati al valore dell’accoglienza. Come dicevamo, tutto questo si declina a Vercelli in variegate forme, informali e conviviali oppure strutturate e istituzionali, accomunate spesso dalla presenza di giovani stranieri giunti qui con storie e motivazioni anche molto differenti: dai richiedenti asilo e dai rifugiati agli studenti che nelle borse di studio e nei progetti di internazionalizzazione hanno colto una possibilità unica per completare gli studi e per farne una risorsa decisiva per le proprie vite, delle loro famiglie ma anche, in molti casi, dei loro stessi Paesi di origine. In questo senso significativa è soprattutto la presenza di giovani siriani, frequentanti corsi a carattere scientifico. Lo scenario pluriculturale in cui vengono a collocarsi le diverse proposte esige una preparazione solida e una riflessione condivisa sui presupposti teorici e culturali. Tali esigenze sono state a fondamento di alcuni incontri, a invito, su “Identità cristiana e pluralismo culturale”, in cui ci si è avvalsi dei contributi di teologi e filosofi, e di un seminario aperto al pubblico su Alterità e ospitalità, condotto da giovani dottori di ricerca in filosofia sotto la supervisione di docenti del Dipartimento di Studi umanistici. La prima parte di tale itinerario è stata conclusa con un convegno sulle Sfide dell’ospitalità, e resa fruibile dal pubblico più vasto attraverso la pubblicazione di un testo per Aracne edizioni.

Spazi di spiritualità e preghiera

A fondamento della cura per le dimensioni culturali e relazionali sta quella per la spiritualità, in corrispondenza al mandato fondamentale della pastorale per gli universitari. La molteplicità di provenienze culturali, religiose, formative richiede evidentemente uno sforzo aggiunto nel seguire personalmente i cammini di ciascuno, molti differenti tra loro.
Percentualmente pochi risultano poi i giovani che chiedono esplicitamente di venire guidati in un cammino di fede. Molti si avvicinano per esclusive ragioni di studio, di esperienze di stage, magari semplicemente per acquisire qualche credito formativo. L’impegno nell’accompagnamento e nel discernimento è inoltre generalmente appesantito dalla discontinuità di molti studenti, dalle frequenti e talvolta lunghe pause per viaggi all’estero, dall’interruzione o dalla conclusione degli studi. Più semplice e lineare è la proposta di incontri sulla fede e di preghiera tra gli studenti stranieri ospiti delle residenze universitarie. Nella Veglia pasquale due di loro, al termine di un percorso di catechesi elaborato su misura, a completamento di quello già avviato nel Paese d’origine, hanno ricevuto il battesimo in cattedrale, e ciò ha rappresentato una felice occasione di richiamo spirituale per l’intero gruppo: altri studenti chiedono di ricevere i sacramenti e altri ancora crescono nella fede e nella pratica. È stato anche possibile instaurare legami con alcune comunità parrocchiali che accolgono i catecumeni ma anche altri studenti nelle liturgie eucaristiche domenicali. Come luogo di nuova appartenenza ecclesiale, accanto alla chiesa parrocchiale, sta divenendo sempre più significativa l’abbazia di sant’Andrea, sita accanto ad alcune delle sedi più importanti dell’università. La sala capitolare in particolare si presta molto bene a soste di silenzio, riflessione e preghiera personale. Da alcuni mesi essa viene aperta per gli universitari nella pausa pranzo di ogni giovedì. Gli studenti, ma anche i docenti e il personale tecnico amministrativo, oltre che eventuali altri fedeli o cercatori di Dio, possono qui trovare uno spazio di interiorità e preghiera, aiutati da alcuni testi spirituali lasciati liberamente a disposizione. Un giovedì al mese l’arcivescovo presiede la celebrazione eucaristica, animata di volta in volta da gruppi diversi di studenti.

* Pastorale Universitaria Vercelli.