“Perché abbiano la vita”

Sorella Lisa - Bose


7 dicembre 2019

In quel tempo Gesù disse1 «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. 2Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. 3Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. 4E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. 5Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». 6Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. 7Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. 8Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. 9Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. 10Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza.
Gv 10,1-10

Ambrogio, di cui oggi facciamo memoria, fu chiamato a presiedere la diocesi di Milano intorno al 373. Scrisse nel suo Trattato sulla penitenza (XI,8,73):
“Non ero degno di essere vescovo, e lo sapevo … Dunque, o Signore non permettere che si perda ora che è vescovo colui che tu hai chiamato a questo ministero. E prima di tutto, donami di saper compatire con affetto i peccatori. Ogni volta che mi si confessa il peccato da parte del colpevole, che io sappia prendere parte al suo dolore. Invece di riprenderlo con arroganza, che io sappia affliggermene e piangere”.
Ambrogio ha cercato di essere pastore dietro al “buon pastore” (Gv 10,11.14). Per entrare nel recinto delle pecore, è passato attraverso la porta che è il Cristo stesso; ha ascoltato le sue parole, si è lasciato chiamare per nome e così ha imparato a guidare il gregge del Signore. Non si è impadronito delle pecore, non le ha sfruttate, non ha fatto da padrone sulla loro fede, ma si è messo a servizio della loro gioia (cf. 2Cor 1,24).
Gesù ha posto un criterio discriminante tra il pastore e il ladro o brigante: il pastore Gesù è venuto perché gli uomini “abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”, ladri e briganti sono venuti e vengono per “rubare e sacrificare (e non: “uccidere”, come traduce la CEI) e distruggere”. Vi è il rischio che le guide del gregge finiscano per togliere la vita alle pecore in nome di Dio, per “sacrificarle”, per servirsi delle pecore invece di servirle.
“Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10). Queste parole dovrebbero guidare il ministero di ogni pastore, dovrebbero guidare ogni cristiano nel suo servizio ai fratelli.
Ambrogio ha saputo fare questo. Vi è un episodio emblematico di questa sua scelta a favore della vita. Un giorno fece vendere i calici e con il ricavato riuscì a riscattare dei prigionieri e a ridonare loro la libertà. Ne parlò “con il popolo, in modo da rendere chiaro e dimostrare che era stato molto meglio salvare delle vite per il Signore piuttosto che dell’oro. Colui che inviò gli apostoli senza oro (cf. Mt 10,9), radunò anche la chiesa senza oro. La chiesa possiede oro non per custodirlo, ma per distribuirlo, per recare aiuto in caso di bisogno … Non è meglio che i presbiteri facciano fondere gli oggetti sacri per provvedere cibo ai poveri, se mancano di altri mezzi, piuttosto che un nemico sacrilego li profani e li rubi? Non dirà forse il Signore: ‘Perché hai lasciato morire di fame tanti poveri? Certamente avevi dell’oro, avresti potuto dare loro del cibo. E perché tanti prigionieri furono messi in vendita e, poiché non furono riscattati, vennero uccisi dal nemico? Sarebbe stato meglio che tu avessi salvato esseri viventi piuttosto che oggetti di metallo!’ … Ho preferito dunque consegnarvi questi uomini liberi piuttosto che conservare l’oro!” (I doveri II,28).
Ambrogio ha voluto salvare la vita di quella povera gente fatta prigioniera; ha lavorato per la vita.
Per questo è venuto il Signore: perché tutti abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza; per questo vive il cristiano, per collaborare a questa volontà del Signore.