L'esperimento «mondo e fede» nella catechesi degli adolescenti

Inserito in NPG annata 1970.


Valentino Meloni

(NPG 1970-10-78)

Un assillo dei responsabili della pastorale giovanile è la ricerca di un metodo di catechesi per gli adolescenti e i giovani, accettabile e integrabile. È facile intuire i requisiti indispensabili:
• partire dagli interessi più vivi
• aprire, a cerchi concentrici, ad un discorso organico e approfondito
• inserirsi e rispettare i dinamismi del gruppo
• tradursi immediatamente in gesti di impegno comune
• essere intessuto di esperienze vive, al di là delle facili parole.
Proprio per questo, non si sa mai dove battere il capo.
Non sempre è possibile costruirsi qualcosa, sul momento: è viva l'urgenza di un materiale pronto, da adattare forse, ma sulla cui linea muoversi, senza rompersi la testa e senza correre il pericolo del generico.
Ecco allora una proposta, studiata per gruppi giovanili più o meno spontanei.

I GIOVANI CREDONO ANCORA IN DIO?

È questa una domanda preoccupata degli educatori del nostro tempo. Una domanda, diciamo, giustificata da un complesso di circostanze, di fatti nuovi, di atteggiamenti sconosciuti alle generazioni passate, di prese di posizione impensabili in altri tempi da una libertà di linguaggio che spesso sconcerta e invita alla riflessione. Tutto questo fa ripetere una frase che siamo abituati a sentire in svariate sfumature: «Non c'è più religione, non c'è più fede».
Confessione della propria impotenza? Oppure espressione di un mondo – cioè di un certo tipo di religione e di fede – che si sta sgretolando a poco a poco? Favoriscono questo stato di depressione le statistiche che parlano di un'avanzata dell'ateismo in tutti i settori, e particolarmente nel settore giovanile.
Eppure le statistiche parlano anche diversamente. Parlano di una forte percentuale di giovani che dichiarano di volere la religione nelle scuole superiori, anche se, a fortissima maggioranza, chiedono che sia cambiato il tipo di presentazione. Parlano di movimenti giovanili che attuano, nelle forme più svariate, i principi evangelici della carità, della ricerca della giustizia, del dare qualcosa di proprio e qualcosa di sé a quelli che sono privi di tutto, del ritenere propri fratelli gli uomini dl tutto il mondo.
Allora, cosa sta succedendo? I giovani del nostro tempo hanno forse scoperto un nuovo modo di credere in Dio? un nuovo modo di vivere la fede? e questo nuovo modo può ritenersi autentico? Questo camminare fuori delle norme «comuni», che cosa dice a noi educatori della fede?

SINTOMI DI MATURAZIONE

Ricordo l'impressione che mi fece, una decina di anni fa, il trovare una domenica in un paese di montagna tutti i giovani del paese in chiesa nel pomeriggio a cantare i vesperi. Saranno stati almeno una cinquantina. Uno spettacolo che allora mi commosse.
Oggi penso che non succeda più neppure in quel paese fortunato; e, me lo si lasci dire... lo spero anche. Perché mi sono abituato a guardare, oltre la scorza del sentimento, la sostanza che vi è nascosta. E la sostanza, qui, rischia troppo spesso di ridursi al compimento di una «pratica», che fa parte invece di un patrimonio religioso altamente rispettabile. Una specie di «rispetto umano» alla rovescia, dal momento che «ci vanno tutti».
Ma perché oggi, invece, i giovani vanno così poco in chiesa?
Non è qui il luogo per esaminare a fondo un problema così complesso. Ma non diamo, come al solito, tutta la colpa alla depravazione dei costumi, alla molteplicità dei divertimenti e degli allettamenti, alla mancanza di polso dei genitori.
Ovviamente tutti questi elementi hanno la loro parte di responsabilità, ma non insistiamoci troppo perché ci sentiremmo, in qualche modo, la zappa sui piedi: i costumi, i divertimenti, gli allettamenti, i genitori, i giovani li hanno trovati bell'e fatti, creati dalla società degli adulti, di quegli adulti che «ieri» dovrebbero essere stati oggetto di un'altra forma di catechesi e di pastorale!
Ma polemiche e confronti non approdano quasi mai a buone soluzioni. D'altra parte mi piace riportare qui una riflessione di Le Bras:
«Non ci sono Grandi Epoche nella storia della Chiesa. Non attaccate un'etichetta a nessuna. Il mondo non è mai stato cristiano... La Chiesa lavora, lotta, esorta e riesce più o meno con alcuni; tra questi si stacca una élite, come reazione contro l'ambiente generale. Perciò non bisogna essere né pessimisti né ottimisti per nessuna epoca» [1].
Ma, detto questo, s'impone ugualmente l'esame della nostra situazione; in particolare l'esame dell'atteggiamento giovanile nei confronti della fede.
Da inchieste, studi, interviste si ricava in modo inequivocabile che i giovani non accettano più:
• di pensare semplicemente come pensano gli altri
• di agire secondo schemi prestabiliti
• di subire imposizioni prefabbricate.
Per contro rivendicano a se stessi il diritto:
• di avere un pensiero personale
• di avere un proprio credo
• di mettere in questione modi di pensare e di agire recepiti nella fanciullezza
• di entrare direttamente alla costruzione del proprio avvenire.
Si comprende che, in una tale situazione di spirito, la religione sarà la prima cosa che verrà posta in discussione. In particolare, rifiuto di accettare una religione imposta e affermazione del diritto di discutere tutte le posizioni.

RIFIUTO DEL «TESTO» DI RELIGIONE

Perché un testo di Religione nella scuola superiore? Si continua a dire che la religione non è una «materia», però si continua a trattarla come fosse una materia. Questo ci dicono i ragazzi. Ragionano male? Anche nella scuola superiore le ore si avvicendano per tutte le materie, e a un certo punto viene anche «l'ora di religione», affidata al «professore» di religione, il quale svolge un «programma» di religione. Cosa si vuole di più per una «materia» scolastica? Veramente qualcosa in meno c'è: è il voto. E questo dà ai ragazzi la possibilità di non studiare questa che resta pur sempre una materia.
Ed essi si ribellano fortemente a questo stato di cose, e si adattano sempre di meno ad avere un testo.
Riconosciamo che in questo ci aiutano a maturare in noi stessi il concetto che possiamo avere della religione «insegnata» nella scuola.
Ma come fare allora? Se non ci fosse un testo, un programma, un'ora stabilita, come se la caverebbe un insegnante di religione? Il pericolo di ridurre il tutto a una casistica ingombrante e superficiale e a sterili discussioni, è tutt'altro che ipotetico anche adesso, con tanto di testo, di programma e di ora stabilita.

L'ESPERIMENTO DI «MONDO E FEDE»

Ci furono in questi ultimi anni buoni tentativi di conciliare la ritrosia dei ragazzi al testo e l'esigenza di un testo, con un metodo nuovo di presentazione che lascia ai ragazzi molte possibilità di intervento. Accenniamo a «Cieli nuovi e mondi nuovi» di Negri-Cionchi, per i licei, e a «Uomini per un mondo nuovo» di Cionchi, per gli istituti professionali. Ma si tratta pur sempre di un testo, che svolge un determinato programma che è appunto il programma di religione approvato per le scuole superiori. E un programma è sempre qualcosa che «si deve svolgere», indipendentemente dalle condizioni di ambiente, di cultura, di situazione, anche se la religione, particolarmente con i metodi nuovi, cerca di raggiungere l'uomo nelle situazioni concrete.
«Mondo o Voti«vuole dare un contributo alla soluzione delle grosse difficoltà che I giovani Incantano nella presentazione attuale del Messaggio religioso. Non si il volge muto alle scuole, ancora molto legate a un programma, quanto piuttosto ai gruppi spontanei e alle associazioni di vario genere. Tuttavia anche la scuola può trarne notevole vantaggio, specialmente le classi terminali, che «per programma» hanno una maggiore possibilità di affrontare con un certo impegno temi monografici.
«Mondo e Fede» è un movimento internazionale, nato dall'intuizione di un grande educatore e studioso di problemi adolescenziali: Pierre Babin, docente di catechetica a Lione, Parigi, Strasburgo e Montreal (Canada).
La collezione raccoglie attualmente undici équipes nazionali, e precisamente: Belgio, Brasile, Canada, Francia, Inghilterra, Italia, Olanda, Portogallo, Spagna, Stati Uniti, Svizzera.
La caratteristica di lavoro delle équipes è lo scambio internazionale. Lo scopo è ben definito dal primo articolo dello Statuto:
«La collezione Mondo e Fede ha per oggetto l'elaborazione di libri, dossiers, strumenti di lavoro o materiale audiovisivo, in vista della catechesi degli adolescenti e dei giovani, secondo gli orientamenti generali definiti in Opzione per una catechesi dei giovani» [2].
Gli orientamenti generali sono i seguenti:

• Una catechesi che annuncia il Regno: la Buona Notizia è rivolta all'uomo in quanto cercatore di un bene. La catechesi non deve tradire questa istanza di ogni uomo, e in particolare di ogni giovane.
• Una catechesi fedele ai valori di pienezza umana: in linea con la nuova civiltà, che è civiltà di efficacia, di produttività, di tendenza sociale e comunitaria, di apertura all'universo, rompere il «tran tran» della tradizione che snerva la forza del Messaggio e far prendere coscienza che nel lavoro di ogni giorno l'uomo può sentire la grandezza della crescita cristiana.
• Una catechesi rivelatrice della vita: il rinnovamento del linguaggio dottrinale deve portare alla scoperta dei punti di congiunzione tra la Rivelazione e l'uomo contemporaneo.
• Una catechesi educatrice alla libertà nella fede: educare a prendere le proprie responsabilità, attraverso un metodo che giunga a suscitare l'invenzione personale e l'assimilazione attiva.
• Una catechesi educatrice di una presenza attiva nel mondo: la religione non è tanto una cosa che si deve sapere quanto una cosa che si deve vivere; la catechesi perciò educa all'azione e al comportamento e sfocia in un impegno nel mondo di oggi e nel suo servizio.
• Una catechesi di gruppo guidata da un educatore fraterno: formare delle persone che si sentano in situazione di gruppo; per l'educatore si indica un nuovo tipo di presenza nel gruppo, che è appunto la presenza «fraterna». La catechesi perciò insegnerà ai giovani a lavorare in gruppo e ne farà conoscere le norme.
• Una catechesi educazione all'universale: perciò non più soltanto la religiosità dell'ambiente, ma un raggio più vasto di orizzonti. I giovani impareranno a nutrire la loro fede attraverso il dialogo, in uno scambio di qualità anche con coloro che potrebbero apparire «gli estranei».
In questo tipo di catechesi i giovani saranno avvantaggiati dallo «scambio internazionale», nota caratteristica della collezione «Mondo e Fede».

REALIZZAZIONI

Come è detto nel primo articolo dello Statuto, lo scopo della collezione non è di studiare teoricamente il mondo degli adolescenti, ma di preparare per essi dei dossiers di catechesi e di incontri. Perciò si è subito andati in porto con un certo numero di pubblicazioni.

♦ Pubblicazioni metodologiche: due opere di cui la prima indica gli obiettivi fondamentali e la seconda ne spiega le tecniche:
• Opzioni
• Metodologia

 Catechesi: un certo numero di dossiers, comprendenti delle «Schede di lavoro»
• una «Guida» per l'animatore. Secondo lo stile della collezione, un dossier proposto da una équipe nazionale viene approvato dall'Equipe internazionale; redatto per una nazione, viene «adattato» dalle altre nazioni secondo le esigenze ambientali.
Attualmente l'équipe italiana ha adattato i seguenti dossiers, redatti originariamente dall'équipe di Lione:
• Amicizia (che consta di 5 temi per 5 incontri)
• Purezza (che consta di 6 temi per 6 incontri)
• Il tuo domani (che consta di 11 temi per 11 incontri)
• (in corso di stampa) La Chiesa e i giovani di oggi (con 12 temi per 12 incontri, con un terzo libretto a parte, illustrato, che riporta documenti e testimonianze).

• L'équipe italiana sta preparando il lavoro originale:
La fede e la mia vita, con 9 temi per 9 incontri che svolgeranno i seguenti argomenti:
1. Come la fede ha toccato la mia vita
2. L'influsso della fede sulla mia vita di membro di una famiglia
3. Le mie amicizie al prisma della fede
4. La ragazza che incontro sul mio sentiero (per ragazzi)
5. Il ragazzo che incontra le mie simpatie
6. C'è un modo di lavorare proprio dei credenti?
7. La fede di fronte all'insuccesso
8. Incidenze della fede nello sguardo all'avvenire
9. Fede e pratiche religiose.

NOTE

[1] TOUSSEART, Le sentiment religieux en Flandre à la fin du Moyen Age, Plon, 1960, p. 845, n.3.
[2] Opzioni, L.D.C., 1968, L. 700.