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    Il rosario: alla scoperta della storia della salvezza



    (NPG 1973-10-69)

    Per guidare a pregare il rosario con una intonazione fedele alla devozione mariana sottolineata dal Concilio, offriamo un repertorio di sussidi.
    Come sempre, sono nelle mani dell'educatore, perché hanno bisogno di adattamenti e riletture in base ai destinatari.
    Il primo «blocco» inserisce il rosario nel quadro della storia della salvezza, attraverso la proposta di riflessioni introduttive per ogni mistero. È spesso sottolineato un elemento caratteristico. La salvezza diventa storia qui-ora per ogni cristiano attraverso i sacramenti e lungo l'arco dell'anno liturgico. Nel rosario la meditazione è guidata verso una concentrazione che permette di cogliere maggiormente la sintesi: in uno spazio molto ristretto di tempo sono «rappresentate» tutte le grandi tappe della nostra salvezza. Il secondo sussidio offre la proposta di una celebrazione in cui situare la recita del rosario. Ogni mistero è introdotto dai riferimenti scritturistici adeguati e inserito in un quadro più ampio di preghiera.
    La proposta si riferisce solo ai misteri «gloriosi». Non è difficile però ricostruirne altre: basta richiamarsi alle riflessioni presentate nel primo sussidio.


    IL ROSARIO NELLA STORIA DELLA SALVEZZA

    Cristiano è chi ha scelto Cristo e lo segue. In questa decisione fondamentale per Gesù Cristo è contenuta e compiuta ogni altra esigenza di conoscenza ed azione di fede (RdC, 57).
    Per il cristiano l'uomo non trova il senso definitivo e totale della propria vita in se stesso, ma nel rapporto con la persona di Gesù.
    Il cristiano, dunque, ha bisogno non solo di realizzare la propria unione con Cristo nei sacramenti, ma di tenere in certo modo sempre davanti agli occhi la vita e la persona di Gesù.
    D'altra parte, unita in modo ineffabile al Signore è Maria, che «nella Chiesa santa occupa, dopo Cristo, il posto più alto e il più vicino a noi». In lei, la «piena di grazia» e il «modello della Chiesa», si manifesta in modo eminente il dono dello Spirito Santo. In Lei, preservata da ogni macchia di peccato originale, liberamente e totalmente fedele al Signore, assunta alla gloria celeste in anima e corpo, lo Spirito Santo ha già pienamente attuato e manifestato la sua missione. Ella è «pienamente conformata con il figlio suo, Signore dei dominanti, vincitore del peccato e della morte». Madre di Dio e «madre a noi nell'ordine della grazia» vergine e madre, figura della verginità e maternità di tutta la Chiesa, segno di certa speranza e di consolazione per il «peregrinante popolo di Dio», Ella «riunisce per così dire e riverbera in sé i massimi dati della fede» e «chiama i credenti al Figlio suo, al suo sacrificio e all'amore del Padre».
    II rosario è un mezzo semplice per tenere presente al proprio spirito il mistero di Gesù e di Maria perché siano luce sulla nostra vita e questa diventi sempre più conforme ad essi.
    La meditazione dei misteri viene svolta sulla trama della ripetizione vocale dell'Ave Maria. In questo modo pregano le labbra e il cuore, e tutto l'uomo entra in comunione con Dio. Recitare il rosario è inserirsi in una grande corrente di preghiera, in un immenso coro di generazioni e generazioni di cristiani e di santi che l'hanno amato e praticato. Non ultimo Papa Giovanni che ogni giorno, fino al termine della vita, lo recitò intero.

    Misteri gaudiosi

    L'uomo non si salva da solo. L'iniziativa è di Dio. Ma è anche vero che Dio non salva da solo l'uomo. Vuole la sua collaborazione.
    Dio non salva l'uomo restando fuori dell'umanità, ma immergendosi nell'uomo, facendosi uno di noi. In una donna: Maria. Gesù, suo figlio, è il figlio di Dio. Gesù è il salvatore.
    La morte dell'uomo è la separazione da Dio. La salvezza e la vita dell'uomo sono nell'unione con Dio. Gesù realizza questa unione in modo unico: l'uomo-Gesù è personalmente Dio. Per questo è la salvezza dell'uomo.
    I misteri gaudiosi sono l'annuncio gioioso e l'inizio della salvezza. Il mistero centrale è quello dell'Incarnazione.
    La figura dominante è Maria. Essa accoglie in sé il Verbo di Dio col suo «sì» libero e responsabile; annuncia l'avvenimento e porta la grazia ad Elisabetta e a Giovanni; dà alla luce Gesù, lo offre al Padre, ne avverte tutto il suo mistero ritrovandolo nel tempio.

    L'angelo porta l'annuncio a Maria

    Maria risponde liberamente di sì a Dio che la chiama a collaborare con lui alla salvezza dell'uomo. Dio per entrare nel mondo come uomo ha voluto aver bisogno del libero consenso di una creatura. La storia della salvezza continua. Dio cerca ancora collaboratori liberi. Ogni uomo è chiamato per una «missione». Egli ci rende responsabili di noi stessi e dei fratelli. A noi tocca scoprire la vocazione e la missione che Dio ci affida. La vita ha un senso: è una chiamata.

    Maria visita la cugina Elisabetta 

    Maria è la prima messaggera del Vangelo. Essa corre subito dai suoi parenti per renderli partecipi della sua gioia ed annunciare loro il grande avvenimento della incarnazione del Figlio di Dio.
    Ogni cristiano deve essere portatore di Cristo e «messaggero» del Vangelo. Il dono di Dio ricevuto nel battesimo non può tenerlo gelosamente per sé, ma deve comunicarlo agli altri con la parola e soprattutto nella vita.

    Gesù nasce a Betlemme 

    Gesù è il Figlio di Dio fatto uomo. Maria, madre di Gesù, è madre di Dio. Essa lo ha accolto nella fede e ce lo presenta perché anche noi «crediamo in lui».
    Gesù soltanto è il «salvatore» dell'uomo: nessun altro e niente altro.

    Gesù è presentato al tempio

    Maria «presenta» a Dio il Figlio, glielo offre. Gesù è il primogenito, ma a differenza dei primogeniti ebrei in Egitto, non sarà «risparmiato», ma col suo sangue porterà la nuova e definitiva liberazione. Per questo la spada della croce trapasserà l'anima di Maria.
    Noi, come Maria, continuiamo ad «offrire» al Padre Cristo, suo Figlio, nella Messa e ci associamo a lui.

    Gesù è ritrovato nel tempio

    Maria è la madre umana di Gesù. Anche per lei Gesù resta un mistero. Egli nel tempio comincia a rivelare la propria identità e la propria missione: «attendere alle cose del Padre». Una rivelazione che rimane misteriosa: «non compresero». Come Maria, dobbiamo accoglierla e conservarla nel cuore con la meditazione.

    Misteri dolorosi

    La meditazione della passione del Signore non ha per oggetto solo i fatti (flagellazione, coronazione di spine, ecc.), ma il loro significato.
    La passione e la morte di Gesù sono «rivelazione» dell'amore di Dio Padre per gli uomini, e dell'amore di Cristo per il Padre e per gli uomini. Verso il Padre sono un atto infinito di adorazione, di fedeltà e di obbedienza. Verso di noi sono «doni di grazia», salvezza.
    Dio, dunque, non si rivela attraverso chi è nella forza, nel potere, ma nella debolezza: Cristo crocifisso è la rivelazione definitiva di Dio.
    Ma Cristo crocifisso ci rivela anche chi è l'uomo: è uomo veramente solo chi «dà la vita» per gli altri e per Dio. La vita si realizza nell'amore.
    La meditazione sulla passione e morte dì Gesù deve avere una unica conclusione: fare nella vita di tutti i giorni quello che ha fatto lui. È la conclusione che tira S. Giovanni: «Cristo ha dato per noi la sua vita, noi dobbiamo dare la nostra vita per ì fratelli».

    Gesù agonizza nell'orto degli ulivi

    Nell'agonia dell'orto Gesù ci rivela la sua fedeltà totale a Dio e il vero senso della preghiera: pregare non è piegare Dio a fare la nostra volontà, ma adeguare la nostra volontà a quella di Dio.
    «Cristo ha annientato se stesso
    ha preso la forma di schiavo.
    È diventato simile agii uomini.
    Egli ha umiliato se stesso
    facendosi obbediente fino alla morte,
    fino alla morte di croce» (Fil. 2,7-8).

    Gesù è flagellato

    «Non a prezzo d'oro e d'argento noi fummo riscattati, ma dal sangue prezioso di Cristo, agnello immacolato.
    Il Cristo ha sofferto per noi lasciandoci l'esempio perché anche noi seguiamo le orme di lui» (1 Pt 1,18; 2,21).

    Gesù coronato di spine

    Una corona di spine sul capo, una canna fra le mani: ecco i segni della regalità di Gesù!
    È attraverso la sua passione e morte che Gesù diventa il capo della Chiesa. Non possiamo dimenticare di essere membra di un capo coronato di spine. «Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei» (Ef 5,15). «Se così Dio amò noi, noi pure dobbiamo amarci l'un l'altro» (1 Gv 4,11).

    Gesù porta la croce al calvario

    «Cristo portò sulla croce i nostri peccati e noi siamo stati redenti dalle sue piaghe» (1 Pt 2,21).

    Gesù muore sulla croce 

    La morte di Gesù ci manifesta quanto Dio ama l'uomo, ed è per noi la sorgente della vita.
    «Dio ha amato tanto il mondo da dare il suo figlio, l'unigenito, perché chi crede in lui non perisca, ma abbia la vita eterna» (Gv 3,16).
    Maria, che ha seguito il figlio fino al Calvario, ora, ai piedi della croce, diventa la madre della Chiesa.

    Misteri gloriosi

    L'annuncio del mistero cristiano trova il suo vertice nell'annuncio della risurrezione.
    La risurrezione di Gesù è un fatto realissimo avvenuto nella nostra storia. Gli apostoli ne sono i testimoni qualificati e preordinati: insieme all'esperienza di Gesù risorto essi, sotto la luce dello Spirito, percepiscono il senso profondo di questo avvenimento.
    La risurrezione di Gesù non è una rianimazione del corpo, come quella di Lazzaro, ma qualcosa di essenzialmente diverso. È l'ingresso di Cristo in una condizione «nuova» di esistenza.
    La risurrezione di Gesù è l'atto divino per mezzo del quale Dio salva l'uomo, tutto l'uomo, anima e corpo, nella sua concretezza storica. La risurrezione perciò ci dice che la salvezza è un dono di Dio, non è frutto di sforzo umano. Non coincide col progresso umano, ma richiede un «intervento» di Dio, un «passaggio» da questo mondo al Padre.
    Ci dice ancora che la salvezza si è realizzata pienamente in uno della nostra stirpe; perciò l'esistenza umana ha un senso, un futuro, una speranza. Cristo risorto è la nostra speranza.
    Ci dice, infine, che la salvezza si realizza attraverso la dinamica morte-risurrezione. Cristo risorto è la vittoria sul peccato. La salvezza richiede una conversione; per aderire a Cristo Salvatore bisogna rompere con l'egoismo peccatore, morire a se stessi per risorgere con lui.

    Cristo risorge da morte

    Cristo è il capo, noi le membra. Se è risorto lui, risorgeremo anche noi. La risurrezione di Gesù ci dà la certezza della nostra risurrezione, una risurrezione che comincia qui, in una vita di amore per Dio e i fratelli.
    II cristiano può guardare avanti con gioia, perché davanti a sé non c'è il nulla e la morte, ma il Cristo risorto.

    Cristo ascende al cielo

    L'ascensione è la glorificazione di Gesù, il suo ritorno al Padre dopo aver adempito la sua missione nel mondo. Egli ora vive presso Dio «sempre pronto ad intercedere per noi».

    Lo Spirito Santo discende sugli apostoli 

    Lo Spirito Santo è il dono di Cristo risorto. Maria lo accoglie insieme agli apostoli nel cenacolo.
    Egli è lo Spirito Creatore che edifica il corpo di Cristo; è il dono messianico per eccellenza, che fa entrare l'uomo in un nuovo e definitivo rapporto con Dio e lo conforma a Cristo; conserva ed alimenta la comunione di salvezza tra gli uomini. Dono ottenuto ed inviato a noi da Gesù Cristo, ne continua e completa la missione, animando e guidando la Chiesa e il mondo nel cammino verso l'ultimo compimento.
    È lui che spinge la Chiesa a svilupparsi, a rinnovarsi, ad aggiornarsi, a capire i tempi, ad evangelizzare il mondo; è lui che ne conserva la struttura organica e ne vivifica le istituzioni; è lui che viene comunicato nei sacramenti, per mezzo dei quali santifica il popolo di Dio.
    Egli è principio di unità e di interiorità; distribuendo alla Chiesa doni e carismi, vi suscita vocazioni ed opere che l'autorità non estingue, ma discerne, giudica e coordina.
    Per mezzo di lui, la viva voce del Vangelo risuona nella Chiesa e nel mondo.

    Maria è assunta in cielo

    Maria glorificata nell'assunzione è la creatura che ha già raggiunto la pienezza della salvezza. È già quello che noi saremo. Per questo essa brilla dinanzi a noi, peregrinante popolo di Dio, come segno di sicura speranza e consolazione.

    Maria coronata regina 

    Il cammino della vita ha una mèta: il regno definitivo di Dio, la comunione beatificante degli uomini con Dio e tra loro.
    Maria vi è già entrata. Noi siamo nell'attesa. La speranza cristiana è un'attesa fiduciosa e operosa. Il regno di Dio che aspettiamo cominciamo a costruirlo qui. Dio gli darà compimento.

    CELEBRAZIONI DI PREGHIERA SUI MISTERI GLORIOSI

    Primo mistero glorioso: LA RESURREZIONE

    Canto

    Letture

    G Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato. Stiamo vivendo ora con grande gioia i misteri gloriosi della nostra redenzione che culmineranno con la venuta dello Spirito Santo, a Pentecoste. Mediteremo questa sera sul primo di questi misteri: la Resurrezione di Gesù. Ascoltiamo la narrazione fatta nella santa notte di Pasqua.

    L Dal vangelo secondo Matteo (28,1-8)

    G Risorti anche noi con Cristo nel battesimo, innalziamo la nostra anima a desideri e aspirazioni degne di un cristiano. Ci uniremo così ai sentimenti di Maria per la Resurrezione di Gesù, suo figlio.
    L Dalla lettera di San Paolo apostolo ai Colossesi (3,1-4).

    Omelia

    Preghiera 

    G Ora recitiamo la prima decina del rosario, meditando quanto la Parola di Dio ci ha rivelato. Offriamo la nostra preghiera per i nuovi battezzati e perché tutti i cristiani siano fedeli alle promesse battesimali.
    (dopo la recita della decina, qualche momento di silenzio per una preghiera personale).

    SG O Dio, che hai allietato il mondo
    con la Resurrezione del tuo figlio Gesù,
    concedi a noi,
    per l'intercessione della Vergine Maria, madre sua e madre nostra, di godere le gioie dell'eterna vita.
    Per Cristo nostro Signore.
    T Amen.

    Secondo mistero glorioso: L'ASCENSIONE

    Canto

    Letture 

    G La missione di Gesù sulla terra è terminata. Egli ora sale al cielo nella gioia e nella gloria per poterci inviare il dono del Padre: lo Spirito Santo. Sono gli ultimi avvenimenti della vita di Gesù sulla terra.

    L Dagli atti degli apostoli (1,3-11).

    G Gesù è salito al cielo, nel regno della luce. Ora è il nostro amico e il nostro difensore.

    L Dalla prima lettera di san Giovanni (1,7; 2,1-2).

    Omelia

    Preghiera

    G Recitiamo il secondo mistero glorioso offrendolo per tutti coloro che, troppo
    preoccupati di un benessere e di una felicità terrena, non sanno alzare il
    cuore e lo sguardo alla casa del Paradiso dove il Padre ci attende. (c.s.).

    SG O Dio, Padre onnipotente,
    noi crediamo che il nostro Redentore, tuo figlio,
    è salito al cielo: concedi che noi pure
    abitiamo con lo spirito e con la speranza
    nella casa del Paradiso.
    Per Cristo nostro Signore.
    T Amen.

    Terzo mistero glorioso: LA PENTECOSTE

    Canto

    Letture

    G Sugli apostoli, raccolti con Maria nel cenacolo, discende lo Spirito Santo: è la pienezza della Pasqua. Lo Spirito del Signore risorto inaugura un'era nuova: gli ultimi tempi annunciati dai profeti, i tempi dello Spirito Santo e di Maria Madre e Ausiliatrice della Chiesa.

    L Dagli atti degli apostoli (2,1-11).

    G Nella lotta quotidiana che ogni uomo combatte tra quello che vorrebbe
    essere, il suo «progetto di sé», e quello che invece quotidianamente si
    ritrova, lo Spirito Santo diventa una forza di vittoria e di liberazione.

    L Dalla lettera di san Paolo ai Galati (5,15-25).

    Omelia

    Preghiera

    G Recitiamo con fede e attenzione il terzo mistero glorioso del Rosario. Chiediamo alla Madonna del cenacolo di aiutare il Papa e i Vescovi e tutti coloro che lavorano nella Chiesa.
    (c.s.).

    SG O Dio, che hai istruito i tuoi fedeli
    illuminando i loro cuori con la luce dello Spirito Santo:
    concedi a noi di avere nello stesso Spirito
    il gusto del bene e di godere sempre del suo conforto.
    Per Cristo nostro Signore.
    T Amen.

    Quarto mistero glorioso: L'ASSUNZIONE

    Canto

    Letture

    G La Madonna, Madre di Dio, è stata assunta in cielo col suo corpo verginale e l'anima splendente di grazia. Lascia la sua terra, il suo popolo, e torna a Dio, il Padre che l'ama d'infinito amore. Come una regina che entri piena di colori nella sua reggia, tra canti di gioia.
    Per questo la Chiesa applica a Maria i versi ispirati del Salmo 44.

    L Dal libro dei Salmi (44,11-16).

    G E dalla terra si alza un grande inno che canta le vittorie di Maria sul nemico di Dio e degli uomini, sul serpente antico, il diavolo, cui Maria ha troncato il capo, salvando l'umanità. Quest'inno antichissimo era stato cantato dagli Ebrei in onore di Giuditta, l'eroina che aveva liberato Israele dalle minacce di Oloferne. La Chiesa lo applica a Maria, la più grande eroina del popolo di Dio.

    L Dal libro di Giuditta (13,22-25; 15,10).

    Omelia

    Preghiera

    G Offriamo il quarto mistero glorioso per la purezza e la castità dei giovani e di tutti i cristiani. Sarà la virtù che renderà splendido il nostro ingresso nella gloria celeste, col nostro corpo glorificato.
    (c.s.).

    SG O Dio, Padre buono,
    che hai assunto in corpo e anima alla gloria celeste
    l'immacolata vergine Maria, madre del tuo Figlio,
    concedi a noi di ricercare sempre le cose del cielo
    per poter un giorno entrare nella tua casa di gioia.
    Per Cristo nostro Signore.
    T Amen.

    Quinto mistero glorioso: MARIA REGINA

    Canto

    Letture

    G Assunta alla gloria del cielo, Maria è incoronata da Dio regina del cielo e della terra. Oggi c'è ancora tanta sofferenza, pianto, ingiustizia su questa nostra terra. Ma un giorno vi sarà un cielo e una terra nuova, un mondo nuovo di gioia, di amore, di pace, di vita senza fine. Ce lo ricorda, in una visione grandiosa, san Giovanni.

    L Dall'apocalisse di san Giovanni (21,1-4).

    G In questo splendido mondo nuovo, si avvererà per l'eternità la grande profezia che un giorno lontano Maria aveva cantato: «Tutti i popoli mi diranno beata!».

    L Dal vangelo secondo Luca (1,46-50).

    Omelia

    Preghiera

    G Offriamo il quinto mistero glorioso per i missionari che lavorano ad estendere il regno di Cristo e di Maria nel mondo, e per tutti coloro che lavorano per creare sulla terra quella giustizia, pace e amore che godremo per sempre alla fine dei tempi.
    (c.s.).

    SG O Padre, che hai incoronato la tua santissima Madre
    come nostra regina,
    sostienici col tuo aiuto
    e concedi a noi che ti preghiamo
    di poter godere la pace in questa vita
    e la gloria nella vita eterna.
    Per Cristo nostro Signore.
    T Amen.


    T e r z a
    p a g i n A


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