(NPG 1980-05-15)
Iniziamo con questo dossier la riflessione programmata su «giovani e valori».
È un tenia importante e impegnativo (come abbiamo già suggerito in NPG 1980/1-2, pag. 2) e pensiamo di dedicarci spazio e attenzione particolare.
Siamo consapevoli che il termine «valore» non è molto chiaro, oggi soprattutto. Rappresenta infatti uno dei poli in cui si concentra il nuovo che attraversa l'attuale condizione culturale e giovanile.
Per evitare equivoci, dobbiamo mettere le carte in tavola, all'inizio del cammino.
Certo, anche se questa chiarificazione previa è indispensabile, la nostra proposta sarà più chiara e completa solo alla conclusione del programma redazionale.
1. Cosa intendiamo per «valore»
Quando parliamo di «valore», intendiamo contemporaneamente tre cose.
In primo luogo vogliamo sottolineare i grandi valori perenni, che fondano l'esistenza umana e cristiana. Anche se insistiamo sulla ricerca e sulla provvisorietà, non possiamo tdfatto dimenticare che esistono dimensioni costitutive, che ci si presentano con una particolare forza normativa.
In secondo luogo, pensiamo alle concretizzazioni storiche di questi grandi valori: ai valori come «valorizzazioni». Facciamo un esempio. L'amore è un valore fondamentale. In ogni epoca culturale, questo valore ha preso connotazioni concrete, si è in qualche modo «incarnato», per diventare significativo dentro un modello culturale. Normalmente noi incontriamo i «valori» solo nella veste storica e relativa delle «valorizzazioni». Comprendiamo il valore «amore» solo nel modo concreto in cui lo si vive, anche se nessuna realizzazione è in grado di risolvere pienamente le esigenze dell'amore. In terzo luogo, pensando ai valori-valorizzazioni vogliamo indicare anche la soglia soggettiva di questi dati. Sottolineiamo quel momento importante nella formazione personale in cui ogni individuo si decide per determinati valori e li costituisce come quadro di riferimento per tutti gli orientamenti e le scelte della sua esistenza. In questo caso, «valore» è la decisione personale nei confronti di alcuni fatti fondamentali.
Come si vede, i tre livelli in cui definiamo «valore», sono distinti; ma si intrecciano profondamente. Il primo livello si concretizza nei successivi ed essi si costruiscono (e definiscono) sul primo. Sarà importante, nel corso delle riflessioni, distinguere bene a quale livello ci si intende riferire.
2. Valori umani e valori cristiani
Questa nostra ricerca si colloca in un ambito prevalentemente educativo: cerchiamo cioè quali valori caratterizzino l'uomo. Non mettiamo però tra parentesi la nostra esperienza di fede. Tutt'altro. Essa è in causa a due titoli diversi, come i lettori ben sanno. In primo luogo, l'esperienza cristiana serve per giudicare se determinati valori sono veramente umani e non possono al contrario risultare contro l'uomo. I cristiani sanno che l'uomo-nuovo è prima di tutto un dono da accogliere e su cui confrontarsi, anche se sentono di essere con tutti i fratelli in umanità alla ricerca continua di questo modello pieno e riuscito di uomo.
In secondo luogo, la fede è interessata, perché solo in una definizione umanamente autentica di valore, possiamo inserire e riesprimere l'esperienza cristiana. La ricerca sui valori rappresenta quindi un punto centrale dell'educazione alla fede, anche se viene vissuta e realizzata prevalentemente attraverso le scienze dell'uomo.
3. La nostra programmazione redazionale
Da tempo abbiamo iniziato in redazione un attento confronto su questi problemi. Ora possiamo offrire i frutti di questa ricerca.
Lo facciamo con tre interventi complementari.
Questo primo intervento (giovani e valori: un problema) ha la funzione di evidenziare meglio il problema. Sappiamo di trovarci in un momento di grave crisi culturale e di profondi cambiamenti.
Certo, i cambi sono al livello delle valorizzazioni e dei quadri di riferimento. Ma questi cambi mettono in questione i grandi valori. Per questo ci interpellano radicalmente. I modelli diversi di valori che emergono nel nostro contesto sociale e che trovano i giovani pronti catalizzatori, hanno spesso radici di ordine strutturale. Quando l'educatore interpreta ciò che sta capitando solo in prospettiva etica o, peggio, moralistica, si chiude la porta dietro le spalle e il dialogo diventa impossibile. Anche i fatti strutturali, però, vanno valutati con un approccio globale: sarebbe un grave errore far coincidere «valorizzazione» con «valore».
Questo dossier è di tipo ricognitivo: aiuta ad indagare criticamente.
Il secondo intervento (giovani e valori: una proposta) entrerà invece direttamente sul piano educativo. Esso ha lo scopo di individuare alcuni valori-valorizzazioni decisivi per l'uomo e significativi per i giovani d'oggi, da «proporre».
La ricerca sui valori si accompagna necessariamente alla ricerca sul modo di proporli: contenuti 'e modelli educativi si intersecano profondamente. Il dossier affronterà quindi questo ambito generale di carattere educativo.
Il terzo intervento (giovani e valori: un progetto) cerca di scendere ulteriormente verso il concreto. Tra i tanti valori, ne sceglieremo uno (quale? stiamo ancora pensandoci. Aiutateci con i vostri consigli). E su questo faremo da capo il processo completo: lo riformuleremo in modo che risulti significativo rispetto alle concrete domande giovanili e cercheremo di suggerire i processi educativi capaci di trasformare il valore in quadro di riferimento personale.
Solo a termine percorso, la nostra proposta potrà risultare sufficientemente organica e strutturata operativamente.
FATTI
Questo primo dossier ha la funzione di descrivere e interpretare il reale. Non abbiamo, per il momento, nessuna pretesa valutativa, né tanto meno la preoccupazione didattica. Verranno dopo: dopo aver compreso quello che sta capitando oggi. Attraverso una serie di flashes, ci chiediamo: cosa sta capitando nell'attuale condizione giovanile? Quali «valori» nuovi stanno emergendo? Come sono vissuti i valori perenni?
Ci muoviamo con una precisa ipotesi alle spalle. Questa: c'è del nuovo nel mondo dei valori, soprattutto a livello giovanile; e questo «nuovo» ha ragioni prevalenkemente strutturali.
Normalmente il discorso che si fa è un altro: quello che c'è è buono o cattivo; i giovani d'oggi sono un grave problema... oppure rappresentano il rimedio a tutti i nostri mali. O cose simili.
Noi preferiamo, per ora, analizzare i fatti, coglierli nel loro contesto originante. Dalle concrete valorizzazioni risaliamo ai valori. In questo movimento possiamo scoprire cose nuove, dimensioni perdute dei valori, oppure possiamo scoprire dei «tradimenti)) e delle regressioni. Da questa costatazione potrà in seguito nascere il progetto educativo: di intervento promozionale e liberatore.
Sarà così un intervento che riformula i valori perenni itualorizzazioni significative per i giovani d'oggi o che si impegna a modificare l'attuale situazione culturale e strutturale, per fare spazio ad un modo alternativo di crescere come uomo.
PROSPETTIVE
Questa seconda parte del dossier completa e interpreta la precedente, operando un cambio di prospettiva.
Dallo sguardo sui giovani ci spostiamo a quello sulla società. Abbiamo considerato l'attuale condizione giovanile in ordine ad alcuni punti nodali (lavoro, famiglia, tempo libero, scuola...). Ora abbracciamo tutti
questi elementi nel denominatore comune delle grandi correnti di pensiero e dei grossi fatti strutturali.
Proprio in questo sguardo d'insieme, viene verificata la nostra ipotesi: la crisi dei valori tradizionali e la ricerca di nuovi valori sono causa-effetto dei modelli culturali e strutturali oggi emergenti. Il conflitto tra valori tradizionali e nuove valorizzazioni esprime un più grave conflitto di immagini d'uomo e di società. Esso dà origine ad una intensa crisi di significato: una apocalisse culturale, come qualcuno l'ha chiamata.
La crisi istituzionale la manifesta e la condensa.
Per questi motivi, come emerge chiaramente dagli studi che seguono, la ricerca sui valori investe non solo la tradizione educativa cattolica, ma attraversa profondamente un po' tutte le correnti di pensiero.
È un momento importante quello che stiamo vivendo. Nel crogiuolo dei «valori» ci stiamo giocando la nostra immagine di uomo e di società.









































