Come organizzare una festa dei giovani

Inserito in NPG annata 1984.

 

Irene Cortassa

(NPG 1984-09-17)


È da precisare, come premessa, che la Gi.O.C. non è un ente ricreativo o un'agenzia del tempo libero, bensì un Movimento che lavora coi giovani del mondo operaio, innestando a partire dall'aggregazione un cammino di presa di coscienza della propria vita e della condizione sociale in cui si è inseriti.
Nel Movimento ha assunto pertanto una dimensione importante la socializzazione dei giovani tramite il divertimento, il tempo libero organizzato, lo stare insieme. Diverse sono state le «feste dei giovani» (come le chiamiamo noi) organizzate nelle realtà dove la Gi.O.C. opera.
Anche a Carmagnola da vari anni vi è questo appuntamento annuale di incontro con i giovani del paese tramite la musica, la riespressione teatrale, i giochi...
Ed è proprio a partire da queste esperienze realizzate che si possono trarre alcune indicazioni utili da tenere presente nell'organizzazione di una festa. Queste indicazioni non sono dunque ipotesi teoriche, ma il frutto della nostra esperienza e la base sulla quale lavoriamo per avviare momenti di massa coi giovani.
Nel momento in cui un gruppo, ente od associazione sceglie di fare una festa, è importante che sviluppi al suo interno alcune riflessioni.

Gli obiettivi

Occorre capire come mai si è giunti alla determinazione di realizzare una festa. Ogni gruppo, movimento, associazione ha un suo ambito di intervento, un suo progetto, un suo stile di lavoro: è importante analizzare come il momento della festa rientra nel progetto che si prefigge il gruppo, precisare quali sono gli obiettivi globali che ci portano a scegliere questa iniziativa anziché un'altra.
Dagli obiettivi globali si passa alla ricerca di obiettivi specifici che stanno alla base di ciò che comporrà la festa stessa.
Un esempio: per noi alcuni obiettivi globali erano la socializzazione e l'incontro coi giovani; per obiettivi specifici individuavamo di volta in volta la denuncia di una situazione, l'aggregazione di una o più bande di un quartiere popolare, la riespressione da parte dei giovani di alcune loro scoperte tramite strumenti visivi (recital, mostre), ecc...
Può essere interessante far partire dall'occasione dell'organizzazione di una festa una riflessione tra gli organizzatori su «che senso ha per noi fare festa?». Soprattutto se si ha la pretesa di fare una festa cosiddetta «alternativa» alle varie proposte che la società offre, è indispensabile conoscere quali valori riteniamo importante proporre e sperimentare coi soggetti interessati.

I soggetti

È necessario avere chiaro a chi ci si rivolge nel proporre questa iniziativa: se ad una fascia specifica di persone (giovani, bambini, genitori...) o se ci si vuole rivolgere ad un pubblico diversificato.
Solo individuando i soggetti interessati sarà possibile programmare i vari momenti della festa adatti a coloro che vi parteciperanno.
Non è però sufficiente scegliere la/le categoria/e da coinvolgere, ma può arricchire l'osservare insieme come questi soggetti vivono già oggi la socializzazione, il fare festa, quali richieste fanno alle strutture preposte al tempo libero, quali esigenze esprimono..., ma soprattutto, tramite una analisi più approfondita, occorre ricercare quali bisogni profondi essi manifestano.
A partire da questa attenzione e mediazione tra le richieste più immediate ed i bisogni può nascere un vero incontro tra chi parteciperà alla festa e chi l'organizzerà ed una sintonia tra le esigenze e le proposte.

Il programma

Si può poi passare alla fase della ricerca delle iniziative che comporranno la festa. Queste naturalmente saranno la conseguenza delle scelte precedenti: gli obiettivi ed i soggetti.
Alcuni spazi che si potrebbero inserire in una festa sono:
- il gioco/l'animazione/lo sport: spazi per persone diverse, legate ad hobby o interessi specifici, che aprono a coinvolgimenti e divertimenti di massa, a espressioni di capacità fisiche ed intellettuali;
- la musica, attraverso concerti, serate di ascolto od il coinvolgimento di gruppi di base che fanno musica insieme;
- il teatro può essere un momento di espressione/spettacolo culturale o anche di produzione diretta (es. drammatizzazioni, recite...);
- i momenti culturali possono svilupparsi con dibattiti su tematiche varie, con forme di riespressione visive (audiovisivi, mostre, film...). Sono occasione di confronto sui nostri contenuti;
- spazi «distensivi» di incontro: se molti utenti parteciperanno alle iniziative specifiche, altri aderiranno all'ambiente complessivo che si creerà: occorre pertanto che la festa diventi un momento di incontro nel suo insieme, un punto di ritrovo dove le persone si fermano a chiacchierare, scherzare... Può essere utile offrire uno spaccio-bar od occasioni per mangiare/bere/cantare insieme in modo spontaneo. Elemento importante da tenere presente è quello di inserire iniziative «nuove», «originali», che colgano interessi specifici e diffusi tra i soggetti da coinvolgere (es. gare con il motorino tra un gruppo di giovani dei quartieri...). Soprattutto per i giovani è da ricordare che esistono proposte diversificate da parte della società e che l'elemento «novità» può attrarre, ma anche tra gli adulti vi sarà meno partecipazione se le proposte sono ripetitive o vogliono porsi in concorrenza con spazi sovente più a portata di mano (es. film/TV). Su questo occorre sviluppare molta creatività, fantasia ed inventiva, ricercando magari tecniche nuove, confronti con altre realtà di animazione, o partecipando a feste diverse che possano offrire stimoli.
Può essere d'aiuto, pur organizzando iniziative già realizzate precedentemente, l'inserimento di strumenti nuovi (visivi, sonori, mobili, ecc...) che colgano l'attenzione degli utenti.

ll coinvolgimento

Come coinvolgere i soggetti che abbiamo individuato?
Un grosso spazio nell'organizzazione della festa va dato al coinvolgimento delle persone. Questo può avvenire a due livelli:
- verso gli utenti delle iniziative: può servire per alcuni giochi o gare ricercare prima della festa le persone, facendo magari iscrizioni in luoghi molto frequentati, od inviti personali... ;
- ma soprattutto il risultato può essere maggiore se riusciamo a coinvolgere i possibili «utenti» nell'organizzazione stessa dell'iniziativa (trovare forme di decentramento di alcuni spazi/impegni, far fare le squadre agli altri, fare assemblee aperte per l'organizzazione...).
Un valido rapporto con le persone, un inserimento nella realtà dei soggetti interessati diventano elementi essenziali per garantirsi una presenza numerosa ed attiva alla festa. Importantissima diventa la capacità di creare protagonismo tra le persone: un'iniziativa infatti che il singolo assuma come sua apre alla disponibilità, alla responsabilità ed a contributi diversi. Bisogna uscire dall'avere nella festa un pubblico che ascolta od aderisce passivamente per creare una partecipazione attiva di base che sarà di arricchimento e realizzazione per tutti.

La pubblicità

Qualunque iniziativa, sia essa rivolta a persone interne od esterne al nostro gruppo/associazione, deve essere pubblicizzata. Chiunque, anche coloro che sono più ai margini di appartenenza o geograficamente, deve essere informato della proposta che viene fatta e dell'opportunità che gli si offre di rispondere ad alcuni bisogni.
La pubblicità può assumere diverse forme: da quelle più tradizionali che conosciamo (volantini, manifesti, speakeraggi, mezzi di comunicazione quali TV, radio...) a quelle più originali che non sempre è facile individuare (bandiere, striscioni, cartelloni in posti strategici, oggetti...).
Più saremo capaci di individuare forme di pubblicità «nuove» più il nostro invito avrà un pubblico attento ed interessato. Utile può essere pubblicizzare la festa tramite articoli di giornali nei quali, oltre all'annuncio, si sviluppino i contenuti e gli obiettivi che hanno ispirato la festa stessa. A seconda del tipo di iniziativa può essere valido rivolgere inviti specifici ad altri enti, associazioni, istituzioni o ad esperti o personaggi che sí ritiene potrebbero qualificare con la loro presenza la festa.
Da tenere presente che, sia per il coinvolgimento che per la pubblicità, il mezzo più efficace è il «contatto diretto» con le persone, lo spiegare, l'informare, l'invitare tramite il rapporto diretto... individuando magari, per avvicinare alcuni ambienti, i canali migliori che possano usare tale metodo (amici, conoscenti...).

La preparazione/organizzazione della festa

Dopo una chiarezza al nostro interno degli obiettivi della festa e l'aver creato un contesto esterno che ci garantisca la partecipazione dell'utenza, occorre concentrare l'attenzione sull'organizzazione specifica della festa e dei vari momenti in essa contenuti.
Tecnicamente occorrerà prevedere uno spazio fisico (salone, parco, cortile...) capace di contenere il numero di utenti che prevediamo possa aderire; l'attrezzatura necessaria (sedie, tavoli) sia per accogliere le persone che per realizzare le iniziative; gli impianti necessari (voce, luce...).
Nell'organizzare alcune iniziative specifiche occorre ricordarsi la necessità di avere permessi da autorità o enti preposti (Comune, Vigili Urbani...) e di garantire le norme di sicurezza (assicurazione, antinfortunistica).
Un aspetto da impostare e seguire è quello delle finanze, di come cioè la festa può autofinanziarsi o coprire eventuali spese.
La preparazione della festa può essere un grosso momento educativo per gli organizzatori. Pensiamo ai valori che possono essere presenti: una equa divisione di compiti che veda tutti responsabili; la disponibilità del dedicare tempo, denaro ed energie per la realizzazione di un'iniziativa comune con obiettivi validi; l'incontro e la conoscenza che passa attraverso il lavorare insieme; l'espressione delle proprie potenzialità che vengono messe al servizio della collettività, ecc...
La riuscita della festa sarà maggiormente garantita quando si instaurerà tra gli organizzatori uno spirito di collaborazione e di affiatamento.

La festa

Il momento della festa è quello che ci deve vedere maggiormente protagonisti. E non soltanto nel garantire le iniziative o gli impegni che più direttamente ci coinvolgono. Fondamentale sarà la nostra presenza in tutto l'arco della festa.
Dovremo trasformarci da «organizzatori» in «animatori». Dovremo dare spazio alla nostra capacità di comunicare, di incontrarsi, di coinvolgere le persone affinchè la festa sia veramente realizzata «con» i soggetti, e non «per loro».
Determinante è creare un ambiente accogliente, che dia ad un primo impatto il senso della festa, della gioia di stare insieme (può essere utile favorire momenti iniziali di accoglienza e conoscenza tra le persone, realizzare un ambiente fisico con addobbi colorati, cartelloni animati...).
Dovremo essere attenti al raggiungimento degli obiettivio che ci eravamo prefissi all'inizio: questi infatti dovranno guidare la nostra presenza ed il nostro stile di animazione.

La verifica

Al termine della festa, oltreché curare la risistemazione del dopo-festa che deve vedere altrettanto presenti gli organizzatori, è opportuno darsi come gruppo/associazione un momento di verifica sull'andamento della festa stessa.
Durante la verifica è fondamentale capire se abbiamo raggiunto gli obiettivi iniziali, se la festa si è rivelata uno strumento utile per tali fini, se l'organizzazione ha funzionato bene o meno bene, il perché di alcuni limiti o carenze che possono esserci stati, quale partecipazione ed incontro abbiamo realizzato con i soggetti.
La verifica della festa può avere anche un'attenzione a come ognuno di noi ha vissuto questa esperienza: le scoperte, le tensioni, le incoerenze, le aspettative, le realizzazioni...
La verifica può essere utile per migliorare sia il nostro impegno personale, sia la nostra capacità come gruppo/associazione di organizzare feste. Dalla verifica possono nascere indicazioni per l'organizzazione di future feste o momenti aggregativi simili. Se la festa infine si inserisce in un progetto più globale (educativo, ricreativo, sociale...) è necessario, a partire dalla verifica, individuarne la continuità: come sviluppare altre proposte per i soggetti contattati, come ricreare momenti di allegria e divertimento, ecc...
Dalla nostra capacità di non fermarsi, bensì di rinnovarsi e di continuare, iniziativa dopo iniziativa, può concretizzarsi questo progetto nel quale crediamo e per il quale dedichiamo le nostre energie.
Queste indicazioni ci hanno aiutato nel nostro cammino educativo coi giovani del mondo operaio, a stare con loro, a condividere la loro esperienza, a fare festa insieme.