2. Influssi della

riflessione ecclesiale

sulle scelte pastorali

di NPG

Rosangela Siboldi

 

(cf Note di pastorale giovanile (1967-1988): rivista salesiana audace e aperta agli influssi ecclesiali)

Le scelte maturate in NPG costituiscono una “sorgente” per la pastorale giovanile in genere; e tale fonte, connotata dalla capacità di “scambio”, risulta autorevole per il confluire degli apporti più significativi del magistero ecclesiale.
Le pagine della rivista tengono lo sguardo fisso all’atteggiamento pastorale innovativo riscontrabile nell’esperienza del Vaticano II; rivelano sintonia con l’impegno di rinnovamento espresso nel Magistero e rilanciano le intuizioni pastorali significative man mano emergenti dalla riflessione sul vissuto ecclesiale.

2.1. Nuovo atteggiamento pastorale inaugurato

Il «balzo in avanti» registrato dall’evento conciliare (1962-1965) inaugura un nuovo atteggiamento pastorale. Le idee maturate circa la nuova ecclesiologia sollecitano la Chiesa a sostituire la «fuga mundi» con la solidarietà, la promozione umana, la mutua relazione poiché essa prende coscienza di sentirsi «realmente e intimamente solidale con il genere umano e con la sua storia» (GS 1). La comunità ecclesiale si sente chiamata a considerare il contesto umano come un «luogo teologico», realtà dove scoprire le tracce delle sollecitazioni dello Spirito, i «segni» della presenza del progetto salvifico divino (cf GS 4. 11). Intende pertanto perseguire un atteggiamento di servizio e di cooperazione sincera che sfocia nella volontà di «instaurare un dialogo» per la salvezza della persona e l’edificazione della società umana (cf GS 3).
Grazie alla maturazione di una nuova visione antropologica confluita nel “progetto uomo” dei primi capitoli della costituzione conciliare Gaudium et spes, in cui la persona umana è considerata nell’integralità delle sue dimensioni e come essere situato, avviene una svolta nella consapevolezza cristiana: la persona diventa l’ambito comune del dialogo tra Chiesa e mondo, il supremo interesse condiviso dalle due parti.
La dottrina conciliare, secondo l’espressione di Paolo VI, «è rivolta in un’unica direzione: servire l’uomo»;[1] rivolge la sua mente «verso la direzione antropocentrica della cultura moderna»[2] con la convinzione di non deviare perché «tale interesse è dovuto al carattere pastorale, che il Concilio ha scelto quasi programma».[3] Pertanto la spiritualità conciliare –afferma il Papa- consiste in «una simpatia immensa» per l’uomo che ha spinto all’ascolto delle sfide poste dall’umanesimo laico profano e alla decisione per un «nuovo umanesimo», dimostrando di essere «i cultori dell’uomo».[4] Rilevando che durante il concilio «la religione del Dio che si è fatto Uomo s’è incontrata con la religione […] dell’uomo che si fa Dio», il Pontefice constata che non sono avvenuti scontri perché «l’antica storia del Samaritano è stata il paradigma della spiritualità del Concilio»;[5] e legittima tale spiritualità alla luce del mistero di Gesù Cristo. Grazie al Dio fatto uomo il volto di ogni uomo è il volto di Cristo e nel volto del Figlio è riflesso il volto del Padre. In sintonia con la cristologia dei Padri conciliari che vede in Cristo la cifra esplicativa del mistero dell’uomo, il Papa ricorda: «Il nostro umanesimo si fa cristianesimo, e il nostro cristianesimo si fa teocentrico; tanto che possiamo altresì enunciare: per conoscere Dio bisogna conoscere l’uomo».[6]
In questa linea, il mistero del Dio fatto uomo emerge come la grande “mediazione” posta a modello per la prassi della Chiesa, stimola al superamento della tensione Chiesa-mondo, mette in gioco una spiritualità che assume un impegno nella società.
In questa luce si pone l’affermazione «Tutto ciò che è umanamente valido è cristiano»,[7] presente in NPG già nel primo editoriale del ’68 e poi divenuta un “ritornello” che vuole contraddistinguere la proposta nascente. Essa mette in prospettiva le implicanze salvifiche del “dogma dell’incarnazione”; evoca le parole di Paolo VI: «Tutto ciò ch’è umano ci riguarda»,[8] e l’autorevole apporto della Gaudium et spes circa il valore dell’attività umana e la realtà della presenza misteriosa e dinamica del Regno sulla terra (cf 34b e 39c).

2.2. Cammino di rinnovamento perseguito

Il periodo 1967-1988 è caratterizzato da significativi eventi ecclesiali espressione di una tensione al rinnovamento che suscita nuovi fermenti nella ricerca in campo teologico, catechetico, liturgico, pastorale.
NPG segue con attenzione e vigilanza ogni apporto in ordine al potenziamento della mentalità pastorale che gradualmente tende a fondare.
Registra i contributi dei Sinodi dei vescovi celebrati dalla Chiesa universale in cui si è trattato, tra l’altro, del tema della giustizia sociale (1971); dell’evangelizzazione nel mondo contemporaneo (1974); della catechesi nel nostro tempo con particolare riferimento alla catechesi dei fanciulli e dei giovani (1977); della riconciliazione e penitenza nella missione della Chiesa (1983); del Concilio come dono di Dio alla Chiesa e al mondo (1985); della vocazione e missione dei Laici nella chiesa e nel mondo (1987).[9]
Coglie ogni occasione opportuna per segnalare quanto il Santo Padre dice e fa per i giovani. Ad esempio, rilancia l’invito rivolto ai Vescovi italiani a considerare la pastorale giovanile come una priorità pastorale,[10] e fa suo il commento della rivista “La Civiltà Cattolica” in proposito: «Ci chiediamo se non sia ormai maturato il tempo di realizzare un incontro di tutta la Chiesa italiana che, seguendo l’esempio e il cammino aperto dal convegno su Evangelizzazione e promozione umana, affronti la questione giovanile, facendo sì che gli stessi giovani ne siano protagonisti. La celebrazione, nel 1981, del 90° anniversario della Rerum novarum potrebbe offrire l’occasione propizia per una impostazione nuova ed organica della pastorale giovanile in Italia, sia per quanto riguarda il coordinamento tra le associazioni cattoliche, sia per quanto riguarda il problema dei “lontani”. Da un rinnovato impegno pastorale per i giovani e dei giovani prenderanno energia e slancio tutte le componenti della comunità ecclesiale».[11]
Come eco di una risposta culturale corale all’esortazione del Papa, NPG promuove il convegno di studio e di ricerca sui problemi della pastorale giovanile “La comunità ecclesiale e i giovani negli anni ‘80”.[12]
Segue con attenzione le iniziative di Giovanni Paolo II finalizzate a potenziare l’incontro tra la Chiesa e i giovani: l’inaugurazione del centro internazionale giovanile S. Lorenzo; le celebrazioni avvenute in occasione del Giubileo straordinario della Redenzione (1984) e dell’anno internazionale della gioventù (1985), sfociate nell’iniziativa di convocare ogni anno tutti i giovani del mondo alla domenica delle Palme per la Giornata Mondiale della Gioventù; la nota lettera Ai giovani e alle giovani del mondo (1985) e l’appello espresso nel messaggio per la Giornata mondiale della pace (1985) La pace e i giovani camminano insieme.[13]
La testata prende atto del «crescente interessamento europeo per la questione giovanile in rapporto alla fede».[14] Ricorda il IV Simposio dei Vescovi europei dal tema «I giovani e la fede» (17-21 giugno 1978) e il Simposio dedicato alla «Secolarizzazione ed evangelizzazione oggi in Europa» (1985), che rileva anche il problema giovanile.
Registra con particolare fedeltà le iniziative intraprese dalla Chiesa Italiana che segnano una “rifondazione” dell’azione pastorale, espressa specialmente: nella pubblicazione del documento pastorale Il rinnovamento della catechesi (1970) che nella rivista risuona abbondantemente come documento fondante e rilanciante la nuova mentalità pastorale; nel piano pastorale pluriennale Evangelizzazione e sacramenti (1973), che espone le linee ispiranti e programmatiche per gli anni ’70 e che matura fino ad assumere l’urgenza della mediazione culturale con un impegno missionario più esplicito confermato dal primo Convegno ecclesiale Evangelizzazione e promozione umana (1976).
Sottolineando che l’attenzione ecclesiale verso il mondo giovanile passa pure attraverso l’interesse ai movimenti ecclesiali per lo più costituiti dalla gioventù, interesse sollecitato dalla preoccupazione di una loro genuina ecclesialità, la testata fa più volte riferimento alla Nota pastorale sui criteri di ecclesialità dei gruppi (1981).[15] Rilevata la significatività dell’elaborazione di una proposta vocazionale per la gioventù, certificata dal documento Vocazioni nella Chiesa italiana (1985), annota che «si interroga con viva sensibilità sull’attuale condizione giovanile […e che] arriva a concludere che “pastorale giovanile e pastorale vocazionale sono complementari”».[16]
Nella prima metà degli anni Ottanta registra un interesse in crescendo della Chiesa italiana (e del suo Magistero) verso la gioventù nella prospettiva dell’impegno ecclesiale di comunione e riconciliazione.[17] Il piano pastorale con Comunione e comunità (1 ottobre 1981) inaugura ampiezza di prospettive; codifica il significativo cambiamento specialmente col documento La Chiesa italiana e le prospettive del Paese (23 ottobre 1981) che apre la Chiesa alla qualità etica della fede, e col secondo Convegno Ecclesiale a Loreto (aprile 1985) che immette in un cammino di accettazione del pluralismo in atteggiamento di riconciliazione e sottolinea l’esigenza di forte spiritualità. La Nota pastorale La chiesa in Italia dopo Loreto (giugno 1985), si pone in continuità risultando un manifesto della riconciliazione cristiana a servizio del mondo senza riserve.
NPG cerca di leggere lo stile con cui la Chiesa italiana si è avvicinata ai giovani;[18] individua progetti di pastorale giovanile elaborati da centri di studio e dalle riviste specializzate;[19] ripensa le tante iniziative e le vie pastorali scelte dai gruppi, associazioni e movimenti cercando di intuire le tappe che segnano particolarmente la presenza ecclesiale tra i giovani.[20] Dà molto spazio al rinnovato impegno evangelizzatore espresso nella proposta catechistica della Conferenza Episcopale Italiana per la fascia dell’età giovanile; informa circa gli sviluppi del progetto catechistico.[21]
La testata è attenta agli ambiti ecclesiali segnati da varie correnti di pensiero che si influenzano a vicenda. Segue con particolare interesse la riflessione pastorale come “interpretazione dell’esperienza”, l’approfondimento di alcune questioni fondanti di teologia pratica quali la natura “mediazionale” dell’azione pastorale e il principio del divino umano.[22]
Sollecitata dal carisma salesiano, si sente confermata dai documenti della Chiesa, soprattutto dalla riflessione della Chiesa latinoamericana, nella “scelta dei poveri” e di impegno inscindibile per la promozione umana e per l’evangelizzazione. Tematiche, queste, emerse in modo eclatante nei Documenti di Medellín (1968) e arricchite dalla riflessione delle teologie della liberazione e della speranza, ma affrontate anche nel Sinodo dei Vescovi La giustizia nel mondo (1971), presenti nel documento pastorale della Chiesa in Italia Evangelizzazione e Sacramenti (1973) e riconfermate con decisione nel Convegno ecclesiale Evangelizzazione e promozione umana (1976). Introduce articoli di Pastori che si collocano nel contesto dell'America Latina e nel quadro teologico offerto dai Documenti di Medellín (1968): il vescovo e segretario generale del CELAM, E. Pironio, e l’arcivescovo di Santiago del Cile, card. R. Silva Henriquez.[23] Per la convinzione che l’azione educativa è la chiave dello sviluppo, la particolare sintonia della rivista col contesto latinoamericano porta anche alla scelta dell’educazione liberatrice come risposta alla situazione storica che impone la meta della costruzione dell’uomo nuovo della “cultura”, santificato dalla grazia.[24]
Sigalini, collaboratore di NPG, parla di «affinità elettiva tra riflessioni ed esperienze di pastorale giovanile in Italia e America Latina», cioè di «contatti (registrati puntualmente dalla rivista) che si sono vieppiù intensificati negli anni 70 attorno alle tematiche della liberazione, della religiosità popolare, del movimento dal basso, nella metodologia, nella considerazione del peso determinante della struttura socio-economica in ogni processo di coscientizzazione, nella prospettiva teologica del Cristo come liberatore, nella opzione per i poveri. Parole chiave come “spiritualità della liberazione” e “opzione per i poveri” sono entrate anche nel vocabolario “storico” della pastorale giovanile in Italia; e anche persone come Segundo Galilea, Arturo Paoli, Leonardo Boff».[25]

 

NOTE

[1] Paolo VI, Allocuzione all’ultima sezione pubblica del Concilio (7 dicembre 1965), in Insegnamenti di Paolo VI, III(1965), 730. Il Papa nell’enciclica Ecclesiam Suam (=ES) affermò: «La rivelazione, cioè la relazione soprannaturale che Dio stesso ha preso l’iniziativa di instaurare con l’umanità può essere raffigurata in un dialogo, nel quale il Verbo di Dio si esprime nell’Incarnazione e quindi nel Vangelo […]. Bisogna che noi abbiamo sempre presente questo ineffabile e realissimo rapporto dialogico offerto e ristabilito con noi da Dio […], per comprendere quale rapporto noi, cioè la Chiesa, dobbiamo cercare di instaurare e di promuovere con l’umanità» (Id., Lettera Enciclica Ecclesiam Suam, 6 agosto 1964, 72-73, in Enchiridion Vaticanum, 2. Documenti ufficiali della Santa Sede 1963-1967. Testo ufficiale e versione italiana, Bologna, Centro Editoriale Dehoniano 197610, 193-194).

[2] Id., Allocuzione, in Insegnamenti III(1965), 730. Il Santo Padre ricorda che la Chiesa è chiamata a mediare il Vangelo nella storia: «Non si salva il mondo dal di fuori; occorre, come il Verbo di Dio che si è fatto uomo, immedesimarsi in certa misura, nella forma di vita di coloro a cui si vuol portare il messaggio di Cristo, occorre condividere» (ES 90, in EV 2/198).

[3] Paolo VI, Allocuzione, in Insegnamenti III(1965), 731.

[4] Ivi 729.

[5] Ivi.

[6] Ivi 731.

[7] Cf Editoriale. Tutto ciò che è umanamente valido è cristiano, in NPG 2(1968)1, 4-7.

[8] ES n. 101, in EV 2/201.

[9] Cf ad esempio: Ardusso Franco, La salvezza cristiana, in NPG 9(1975)6, 2-24; Bissoli Cesare, 5. Vent’anni di pastorale giovanile: spunti di valutazione, in NPG 20(1986)4, 30-34; Sorge Bartolomeo, I laici nella Chiesa: nodi non risolti a vent’anni dal concilio, in NPG 21(1987)8, 24-32; Dossier. Ridire il concilio con i giovani, in NPG 21(1987)9, 3-34; Gallo Luis A., Le quattro costituzioni del Vaticano II. Identità, struttura, portata, in NPG 21(1987)9, 4-20; Viganò Egidio, Con i giovani nell’orbita del Vaticano II, in NPG 21(1987)9, 28-34; Id., Formazione dei laici e pastorale giovanile, in NPG 22(1988)3, 61-64.

[10] NPG 14(1980)9, 2. Cf Il Papa alla XVII Assemblea generale dei Vescovi italiani, Roma 29 maggio 1980, in L'Osservatore Romano (31. 05. 1980) 1 e 16.

[11] NPG 14(1980)9, 2. Cf pure Editoriale, “Pensate ai giovani”, in La Civiltà Cattolica 131(1980)III, 357.

[12] Cf NPG 15(1981)5, 2-3.

[13] Cf Bissoli, 5. Vent’anni di pastorale, in NPG 20(1986)4, 34.

[14] Id., 2. L’attenzione, in NPG 20(1986)4, 8.

[15] Cf ad es.: NPG 15(1981)9, 4.

[16] Bissoli, 2. L’attenzione, in NPG 20(1986)4, 9.

[17] Cf Id., 1. Dare la parola ai fatti: importanza della ricerca, in NPG 20(1986)4, 4-6.

[18] Cf Id., 1. Dare la parola, in NPG 20(1986)4, 4-6; Id., 2. L’attenzione, in NPG 20(1986)4, 7-12; Id., 4. La prassi operativa: il servizio della chiesa ai giovani in Italia, in NPG 20(1986)4, 26-29.

[19] Cf Id., 3. Riflessioni e progetti di pastorale giovanile, in NPG 20(1986)4, 13-25.

[20] Cf Id., 5. Vent’anni di pastorale, in NPG 20(1986)4, 30-34.

[21] Cf ad esempio: Dossier. Prepariamoci al “catechismo dei giovani”, in NPG 13(1979)1, 23-70; Il “catechismo” per la comunità ecclesiale italiana (Intervista a Mons. Aldo Del Monte), in NPG 13(1979)1, 25-27; Dossier. Questo è il “catechismo dei giovani”, in NPG 13(1979)5, 13-69; Cf Dossier. Il catechismo degli adolescenti “Io ho scelto voi”, in NPG 17(1983)2, 3-36; Bissoli Cesare, Revisione dei catechismi a partire dal “Documento di base”, in NPG 21(1987)3, 23-30.

[22] Cf ad es.: Arnold Franz Xavier, Storia moderna della teologia pastorale. Il principio del divino-umano e il cammino della teologia pastorale [Pastoraltheologische Durchblicke, Freiburg, Herder 1965] Roma, Città Nuova 1970; Van Caster, Pour un éclairage chrétien de l’experience, in Lumen Vitae 25(1970)3, 429-446; Schoonenberg Piet, Scuola e educazione alla fede: esperienza e rivelazione, in NPG 7(1973)6-7, 73-83.

[23] Cf Pironio Eduardo, Appunti per una teologia della liberazione, in NPG 7(1973)2, 2-27; Silva Henriquez Raul, Verso la liberazione dell’uomo: violenza o non violenza? in NPG 7(1973)11, 2-15.

[24] Cf Viganò Egidio, L’educazione liberatrice come criterio di verifica dell’attività pastorale, in NPG 7(1973)12, 3-18.

[25] Sigalini Domenico, La pastorale giovanile nell’America Latina a convegno, in NPG 33(1999)6, 9.