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Identikit dell'adolescente (Indagine Eurispes 2010)


ADOLESCENTI PIU’ CONSAPEVOLI DELLA CRISI RISPETTO AI BAMBINI. I risultati dell’indagine evidenziano, anzitutto, che più di un adolescente su quattro ritiene che la propria famiglia sia stata colpita in una certa misura dalla crisi economica (29% del totale). Una risposta che può essere inficiata da vari fattori, come ad esempio la desiderabilità sociale o la difficoltà ad ammettere che la propria famiglia sta vivendo una situazione problematica. Una risposta più oggettiva si ha probabilmente quando la domanda è riferita alle famiglie di parenti, amici e conoscenti: in questo caso infatti la percentuale di chi afferma di conoscere  altre famiglie colpite dalla crisi sale al 52,3%. In particolare, il 18,9% degli adolescenti, quasi uno su cinque, ritiene che la situazione lavorativa sia cambiata. Il 7,5% dichiara la perdita del lavoro da parte di uno o entrambi i genitori; il 7% che uno o entrambi i genitori si trovano in cassa integrazione e l’8,3% che uno o entrambi i genitori hanno dovuto trovare lavoro in un’altra città.

MENO SOLDI PER LE SPESE QUOTIDIANE E IL TEMPO LIBERO. I risultati dell’indagine evidenziano una più diffusa percezione degli effetti della crisi tra gli adolescenti rispetto ai bambini (cfr. Identikit del bambino): circa un adolescente su tre (33,2% del totale) ritiene che la propria famiglia si sia mostrata, negli ultimi mesi, più attenta alle spese per cibo e vestiario. La stessa percentuale sale al 45,7% del totale (poco meno di un adolescente su due) per quel che riguarda la maggiore attenzione per spese extra relative al tempo libero (cene fuori, divertimenti, etc.); il 16,2% degli adolescenti ha riscontrato difficoltà della famiglia ad arrivare alla fine del mese e il 19,9% ritiene che la propria famiglia abbia avuto, negli ultimi mesi, difficoltà economiche; il 17,1% degli adolescenti ritiene che la crisi abbia indotto la propria famiglia a rinunciare alle vacanze.

IL CLIMA FAMILIARE: IN AUMENTO LE LITI CON I GENITORI. Un ulteriore aspetto analizzato nell’indagine campionaria riguarda gli eventuali cambiamenti recentemente riscontrati dagli adolescenti nei rapporti interpersonali all’interno della famiglia. Un adolescente su quattro circa dichiara un maggior nervosismo dei genitori nell’ultimo periodo (25,3% del totale, contro il 69,8% che non ritiene vi siano stati cambiamenti). Risultano inoltre in aumento sia i litigi tra i genitori (13,5%), sia quelli tra genitori e figli (28,7% del totale), dichiarati da più di un adolescente su quattro. Parallelamente ad un peggioramento dei rapporti intrafamiliari, si rileva anche un maggior nervosismo degli intervistati stessi, riscontrato nel 39,6% del campione.

LA PAGHETTA NON RISENTE DELLA CRISI. I risultati evidenziano come la quasi totalità degli intervistati (83,2% del totale, 4 adolescenti su 5) dispone settimanalmente di soldi, contro il 15,1% che non ha nulla a disposizione. È interessante rilevare come la maggioranza assoluta degli intervistati che dichiarano di possedere dei soldi esprimono un giudizio positivo sull’adeguatezza di quanto ricevono settimanalmente rispetto alle loro esigenze (per il 56,3% sono quanto serve). Il 27,9% ritiene che i soldi a disposizione siano più di quanto effettivamente gli occorra; solo una minoranza ritiene che siano inadeguati alle proprie esigenze di consumo (per il 14,6% sono meno di quel che occorre). Poco più di un adolescente su dieci, tra chi possiede settimanalmente dei soldi, ha dichiarato di guadagnarli con piccoli lavoretti (13,3% del totale).

I MASCHI SPENDONO SOPRATTUTTO NELLE USCITE CON GLI AMICI, LE FEMMINE NELLO SHOPPING. MA SOLO 1 ADOLESCENTE SU 10 È? ATTENTO A RISPARMIARE. Le preferenze degli intervistati in merito alle scelte di consumo dei soldi disponibili ogni settimana, rilevano una netta propensione degli adolescenti verso tutto ciò che ha attinenza con la socialità, la comunicazione e la moda. Infatti, la maggioranza assoluta di chi riceve dei soldi settimanalmente li destina prioritariamente alle uscite con gli amici (41,1%), all’acquisto di prodotti di abbigliamento e accessori (10,7%) e di ricariche telefoniche (10,6%). Meno diffuse sono le preferenze espresse relativamente ad altri prodotti di consumo, quali generi alimentari e videogiochi (privilegiati, rispettivamente, dal 5,9% e dal 4% di chi riceve settimanalmente dei soldi), mentre circa un adolescente su dieci mostra un’attitudine al risparmio (il 13,9% di chi riceve settimanalmente dei soldi li mette prevalentemente da parte). Come nell’infanzia, anche nell’adolescenza le preferenze di consumo dei soldi disponibili settimanalmente si differenziano notevolmente in funzione del sesso. In particolare i maschi privilegiano maggiormente le spese destinate alle uscite con gli amici (43,8% contro il 38,8% delle femmine), all’acquisto di videogiochi (8,2% contro lo 0,4% delle femmine), di fumetti e riviste (2% contro l’1,3% delle femmine). Le femmine privilegiano maggiormente le spese per l’acquisto di abbigliamento e accessori (16% contro il 4,4% dei maschi), di ricariche telefoniche (12,7% contro l’8,1% dei maschi), sigarette (4,4% contro il 3% dei maschi), libri (2,1% contro l’1,4% dei maschi).

RESISTE LA FAMIGLIA TRADIZIONALE.. In una società atomizzata, mutevole, plurale e, spesso, percepita come precaria, la ricerca di stabilità e di certezze nella vita di un adolescente è inevitabilmente legata alle mura domestiche. I dati emersi mostrano che, nonostante l’aumento dei divorzi nel nostro Paese, l’85% degli adolescenti vive con entrambi i genitori, mentre il 9,8% solo con la mamma (cui nella maggior parte dei casi di separazione viene dato l’affidamento), l’1,1% con il papà e l’1% con nonni o altri familiari. È interessante il dato secondo cui il 2,4% vive con un genitore e l’attuale compagno/a, una tipologia di famiglia allargata che va sempre più diffondendosi. Solo lo 0,3%, infine, è affidato ad un istituto o comunità.

DIALOGO IN FAMIGLIA: SCUOLA E AMICI GLI ARGOMENTI PRINCIPALI. Solo il 5,1% dei ragazzi dichiara di non parlare mai con i genitori delle cose che lo riguardano, a fronte del 18,3% che lo fa sempre e del 34,8% che lo fa spesso. La quota maggiore, tuttavia, è costituita da chi lo fa solo qualche volta (41,4%). Il principale argomento di conversazione di adolescenti e genitori è la scuola (ne parla sempre il 75% del campione e il 22% almeno in parte). Altro oggetto di discussione ampiamente diffuso sono gli avvenimenti che riguardano la vita del ragazzo/a (il 41%, sempre e il 44,9% almeno in parte, a fronte del 12,7% che non lo fa mai). Gli amici sono tema di confronto per l’85,5% degli intervistati (il 45,2% abitualmente e il 40,3% di farlo in parte). Un altro campo di discussione è quello dei desideri dei ragazzi, che li esprimono nel 39,6% dei casi e, almeno in parte, nel 41,4%. Circa 3/4 del campione si confronta con i genitori per ciò che concerne i propri problemi (il 34,1% risponde sì e il 42,7% in parte).

PAURE, SESSO E SENTIMENTI PER MOLTI SONO UN TABU’. Minore è il dialogo familiare su quelle che sono le paure dei ragazzi: solo il 27% ammette di parlarne e il 36,3% di farlo in parte, a fronte del 34,6% che non lo fa per nulla. Per ciò che concerne più prettamente la vita privata, il confronto con i genitori è diffuso solo tra una minoranza dei ragazzi. Infatti, solamente il 12,8% degli adolescenti parla abitualmente di questioni sentimentali; il 30,2% ha indicato di farlo in parte, mentre il 54,6% di non farlo. Se, dunque, la vita sentimentale dei ragazzi rimane fuori dalle mura domestiche, il vero e proprio tabù rimane la sessualità, tema affrontato solo nell’8,9% dei casi e in parte dal 21,4% del campione. La maggioranza degli adolescenti (66,7%), quindi, non parla con i propri genitori di questo argomento così “delicato”.

LA PAURA PRINCIPALE: NON ESSERE ALL’ALTEZZA DELLE ASPETTATIVE. La domanda seguente ha voluto indagare quali siano oggi le principali paure degli adolescenti. I dati mostrano che la maggioranza degli intervistati teme di non risultare conforme alle aspettative di altri, un primato figlio della società dell’apparenza ormai consolidatasi. Tra i ragazzi, infatti, al 56,6% è capitato di aver paura di deludere i genitori (qualche volta 34,1% o spesso 22,4%), al 52,4% di fare brutta figura (qualche volta 31,9% o spesso 20,5%) e al 45,3% di deludere gli amici (qualche volta 28,8% o spesso 16,5%). La crisi economica e sociale che sta colpendo dal 2008 il Paese, invece, è percepita con preoccupazione dal 36,5% dei ragazzi, che ammette di aver paura di non trovare un lavoro (il 23,8% qualche volta e il 12,7% spesso). Le catastrofi naturali che si sono avute in Italia negli ultimi anni sono percepite dal 29,6% degli adolescenti come una paura reale. Il 19,3% degli intervistati, infatti, ammette di averle temute qualche volta e il 10,3% di temerle spesso. Un’ulteriore paura con cui convive circa un quarto degli intervistati è relativa alla sfera affettiva e, più genericamente, sociale:  la paura di rimanere solo colpisce qualche volta o spesso il 29,4% dei ragazzi. Ci sono poi la paura di non trovare un/a fidanzato/a (27,1%) e di essere separato dai genitori (25,1%). Da non trascurare la maggiore paura, tra le femmine, di essere avvicinati da estranei (33,4% a fronte del 15,3% dei maschi).

IL CONFLITTO CON I GENITORI: DISOBBEDISCE IL 24,2% DEI RAGAZZI. Il conflitto genitori-figli diventa palese nel momento in cui si verifica una divergenza di opinioni. Le cause delle divergenze possono essere molteplici e, spesso, un dissidio contingente può nascondere o far nascere incomprensioni più profonde. Ma qual è la reazione dei ragazzi agli “scontri” con i genitori? In un terzo dei casi (34,3%) gli adolescenti affermano che in caso di disaccordo i genitori spiegano i motivi della decisione fino a far comprendere al figlio le loro ragioni. C’è però un 24,2% che disobbedisce facendo ugualmente ciò che vuole: il 13,4% dopo essersi mostrato accondiscendente e il 10,8% sfidando apertamente l’autorità genitoriale, esprimendo la propria contrarietà al divieto posto. Il 20,1% del campione si limita a fare ciò che gli viene detto, senza chiedere e ricevere alcuna spiegazione, mentre il 16,4% del campione invece afferma di riuscire a convincere i genitori di aver ragione.

È LO STUDIO IL PRINCIPALE ARGOMENTO DI DISCUSSIONE. Il principale argomento di discussione e scontro tra genitori e figli è lo studio (32,3%), mentre le altre cause di confronto maggiormente frequenti sono più legate alla sfera prettamente educativa: il 18,1% degli adolescenti discute con i genitori quando risponde male, il 12,4% per gli orari di rientro e uscita e il 10,7% perché non fa ciò che gli viene detto di fare. È più frequente che siano le femmine a rispondere male (23,1% rispetto al 12,2% dei ragazzi) e ad avere momenti di confronto sugli orari (14,8% vs 9,6%), dato probabilmente dovuto alla maggiore libertà concessa ai maschi ritenuti, forse, meno soggetti a pericoli di sorta.

FUGHE DA CASA: CI PENSA 1 ADOLESCENTE SU 3. Durante l’adolescenza, periodo di ribellione e ricerca (a volte anche ostentata) di autonomia e indipendenza, possono verificarsi fughe da casa, gesto estremo di un ragazzo deciso a ribellarsi all’autorità paterna e materna e a rivendicare l’essere adulto. Dal sondaggio emerge che circa un terzo degli intervistati ha preso in considerazione l’eventualità di scappare di casa (33,1%). La propensione a scappare di casa è maggiore tra le femmine, che ammettono di aver pensato ad una simile eventualità nel 37,9% dei casi, a fronte del 27,5% dei maschi.

LA TV HA CEDUTO IL PASSO AL PC. Gli strumenti tecnologici di più largo utilizzo fra gli adolescenti risultano essere il computer (lo usa il 92,8% del campione) e la televisione (92,7%). Il pc eguaglia dunque, per diffusione, la popolarissima e sempre accessibile Tv, a riprova della quasi totale alfabetizzazione informatica delle nuove generazioni. Il pc supera la Tv anche per intensità dei consumi: il 12,5% lo usa per oltre 4 ore al giorno, a fronte dell’8,1% dei forti consumatori televisivi. La maggior parte degli adolescenti, comunque, guarda la televisione ed usa il computer con moderazione, fino a 2 ore al giorno. Al terzo posto, fra le tecnologie più diffuse tra i ragazzi, si colloca poi Internet, usato da quasi il 90% del campione. Oltre un terzo degli adolescenti naviga più di 2 ore al giorno, il 13% più di 4 ore.

UN QUARTO DEGLI ADOLESCENTI USA IL CELLULARE PER PIU’ DI 4 ORE AL GIORNO. L’85% dei ragazzi usa il telefonino, sebbene resista un 14,2% che ancora non lo possiede. Da sottolineare che un quarto degli adolescenti (24,5%) utilizza il cellulare per oltre 4 ore al giorno. È dunque questo lo strumento tecnologico che si presta al consumo più intenso da parte dei 12-19enni. Molto diffuso è anche il lettore Mp3/iPod (70,6%), ma caratterizzato da consumi più contenuti (il 38,1% lo usa al massimo per un’ora al giorno). La maggioranza del campione utilizza il lettore dvd (59,2%) e le consolle per videogiochi (Playstation/PSP/Xbox/Wii) (56,2%), per intervalli di tempo medio-brevi. I dati indicano, in modo abbastanza sorprendente, che ben il 60,7% degli adolescenti non ascolta mai la radio, evidenziando che, almeno per i giovanissimi, questo storico e suggestivo mezzo di comunicazione è stato oggi messo in secondo piano da tecnologie più moderne, senza dubbio da lettori Mp3 e iPod, ma anche da Internet

IL BOOM DELLA CONSOLLE. Sebbene siano meno diffuse che fra i bambini, le consolle per videogiochi hanno comunque fatto segnare nell’ultimo anno un vero boom fra gli adolescenti: nel 2009 non le usava il 68,9% del campione, quest’anno solo il 42,8%, segno del fatto che l’offerta nel settore è stata particolarmente ricca e capace di intercettare i teen agers.

OLTRE 7 RAGAZZI SU 10 NAVIGANO DA SOLI. La maggior parte dei ragazzi tendono ad utilizzare da soli quasi tutte le apparecchiature tecnologiche. In particolare, usa Internet da solo il 72,7% del campione, mentre il 13,5% naviga con gli amici. Appena il 4,5% lo fa con i genitori. Anche nel caso della Tv prevalgono gli spettatori solitari (46,6%), ma risulta significativa la quota di chi la guarda con i genitori (38,5%). Tale percentuale risulta elevata soprattutto al Sud. Per quanto riguarda invece il lettore dvd e le consolle per videogiochi, tra gli adolescenti prevale l’abitudine di utilizzarle in compagnia degli amici (rispettivamente il 30,9% ed il 33,4%). Si tratta infatti di strumenti che si prestano maggiormente ad un utilizzo collettivo: guardare film o giocare con la consolle insieme agli amici rappresentano occasioni non solo di intrattenimento ma anche di socialità. I ragazzi, più ancora dei bambini, godono quindi di larga autonomia nell’utilizzo delle tecnologie, dal cellulare alla Rete, con tutte le sue potenziali insidie.

IL 14,8% DEI RAGAZZI CERCA O SCARICA MATERIALE VIETATO. Gli adolescenti utilizzano Internet soprattutto per cercare informazioni di loro interesse (lo fa l’83,1% dei navigatori), guardare filmati su YouTube (81,3%), chattare (78,1%), utilizzare Social Network (78%), scaricare musica/film/giochi/video (75,3%), cercare materiale utile per lo studio (72,9%). La netta maggioranza usa anche la posta elettronica (59,4%) e quasi la metà gioca con i videogiochi (49%). Molto meno comuni, tra i ragazzi, le altre applicazioni della Rete: il 29,4% legge un Blog, il 19,9% partecipa a giochi di ruolo, il 19,8% fa acquisti online, il 15,4% legge/scrive su un forum, il 14,8% cerca/scarica materiali proibiti/vietati. I dati descrivono un utilizzo di Internet da parte dei teen agers legato soprattutto all’evasione e allo svago, ma anche alla socialità, senza però dimenticare la Rete come fondamentale fonte di ogni tipo di informazioni, anche quelle utili allo studio.

SI INNAMORA SU INTERNET IL 17,3% DEGLI ADOLESCENTI. Chiedendo agli adolescenti intervistati se è mai capitato loro di conoscere una persona su Internet e di innamorarsene, è emersa una notevole maggioranza (l’80,3% del campione) di coloro i quali non hanno mai avuto un’esperienza di questo tipo, vissuta invece dal 17,3% degli adolescenti intervistati, con una maggioranza dei maschi (20,8%) rispetto alle femmine (14,3%). Notevoli le differenze per area geografica: gli intervistati che hanno conosciuto una persona su Internet e se ne sono innamorati sono, infatti, l’8,4% al Nord-Est ed il 23% al Sud; tra questi due “estremi” si collocano il 16,7% degli intervistati del Nord-Ovest che hanno vissuto tale esperienza, il 17,4% del Centro ed il 20,2% delle Isole. Il 58,5% degli intervistati si esprime in maniera positiva rispetto all’utilizzo di Internet per incontri sentimentali: il 31,2% del campione elogia la facilità con la quale è possibile conoscere persone sul web, per il 15,3% è positivo il fatto di poter essere più disinibiti e svincolati da giudizi esterni e per il 12% è importante l’opportunità di decidere quanto e come esporsi. È comunque alta la percentuale di coloro – il 37,8% del campione – che ha mostrato un giudizio tendenzialmente critico, non identificando in tale ambito alcun aspetto positivo e segnalando, pertanto, una tendenza piuttosto marcata alla prudenza nell’utilizzo di Internet sotto tale aspetto.

IL RISCHIO LEGATO ALLA FINZIONE PREOCCUPA LA META’ DEI RAGAZZI. Gli adolescenti si confermano critici anche nelle risposte riguardanti gli aspetti negativi legati all’uso di Internet in amore; soltanto il 4,3% degli intervistati non ne rintraccia alcuno, mentre ben il 92,3% ne identifica diversi. I pareri negativi a riguardo derivano, soprattutto, dal rischio costituito dalla possibilità di finzione che caratterizza gli incontri sul web (nel 51,9% dei casi) ed in secondo luogo dalla difficoltà a fidarsi di chi non si conosce faccia-a-faccia (per il 16,9%). Il 9,9% degli intervistati sostiene che la conoscenza virtuale di una persona non possa essere profonda, il 7,3% teme una forte delusione al momento dell’incontro faccia-a-faccia, il 6,3% è scoraggiato dalla freddezza e dalla scarsa emotività trasmessa dagli incontri su Internet. Ma come si fa a capire se ci si può fidare di una persona che si conosce in Rete? Intervistati su tale quesito, il 39,8% di essi sostiene che non si possa avere fiducia e che sia meglio essere prudenti ed il 38,6% afferma che si capisce che ci si può fidare di una persona solo se la si incontra dal vivo. Tra coloro i quali si dimostrano maggiormente possibilisti a riguardo, il 10,9% sostiene che sia possibile capire se ci si può fidare facendo alcune domande e solo il 7,7% si affida, in tal senso, al proprio istinto.

1 ADOLESCENTE SU 10 RITIENE ACCETTABILE CHE UN COETANEO SI SPOGLI IN INTERNET. In relazione ai comportamenti degli adolescenti nel loro utilizzo di Internet, è interessante comprendere quali siano gli orientamenti di valore e i giudizi nei confronti di atteggiamenti e comportamenti messi in atto on line dai coetanei. Nei confronti di coetanei che su Internet si spogliano, sebbene il giudizio sia prevalentemente negativo (74,5%), fa riflettere il fatto che un adolescente su dieci (9,8%) lo ritenga accettabile. Altri comportamenti largamente reputati in modo negativo sono la diffusione di informazioni non vere (negativo per il 69% dei casi) e la falsificazione dell’identità (64,3%). I comportamenti che, invece, registrano il maggior numero di giudizi positivi sono lo scaricare musica senza pagare (azione valutata positivamente dal 20,6% degli intervistati e accettabile da un altro 20.9%) e il mettere on line le fotografie dei propri amici (giudicato positivamente dal 19,6% e accettabile dal 21,5%). Infine, gli adolescenti intervistati esprimono la propria indifferenza per i comportamenti di coetanei che sono sempre su Internet (40,7%) o nei riguardi di quelli che lasciano il proprio indirizzo o il numero del proprio cellulare su Internet (38,7%). Ciò mostra come spesso i ragazzi non siano completamente consapevoli dei pericoli della Rete e non colgano, in particolare, i rischi legati allo sviluppo di una dipendenza da Internet e alla divulgazione dei dati personali.

MUSICA E FILM SEMPRE PIU’ SCARICATI DAL WEB. L’acquisizione attraverso Internet è senz’altro il sentiero ormai spianato per quanto riguarda la musica: gli adolescenti intervistati la scaricano dal web nel 68,2% dei casi (la percentuale sale al 76,5% per i 16-19enni). Per quanto concerne i film, li scarica da Internet il 44,3% dei ragazzi (51,8% dei 16-19enni), mentre i videogiochi sono scaricati dal 30,3% (33,9% dei 16-19enni).

VIDEOGIOCHI: L’AVVENTURA E IL GENERE SPORT VINCONO RISPETTO AGLI “SPARATUTTO”. Per quanto riguarda la scelta dei videogiochi, emerge una propensione verso il genere d’avventura (23,8% del campione), cui seguono il genere sportivo (21,4%), i videogiochi di guerra/sparatutto (17%) e quelli di strategia (8,3%). Dunque, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare da numerosi studi, articoli e ricerche sulla violenza giovanile rafforzata dall’utilizzo di videogiochi di natura violenta, i videogiochi di quest’ultimo genere (giochi di guerra e “sparatutto”) sono utilizzati in misura inferiore di 6,8 punti percentuali rispetto a quelli di avventura. Sorprendentemente, inoltre, risulta di discrete dimensioni la parte del campione che ha dichiarato di non preferire alcun videogioco (15,6% dei casi). Infine, il 12,6% degli intervistati predilige videogiochi di altro genere.

1 ADOLESCENTE SU 3 NON AMA LEGGERE. Secondo i risultati del sondaggio i ragazzi si mostrano nel complesso dei discreti lettori: il 38% afferma di leggere da uno a tre libri l’anno, il 22,5% arriva ad un numero che oscilla fra i 4 ed i 10 e l’8,1% supera i 20 libri in un anno. L’8,3% legge mediamente dagli 11 ai 20 libri all’anno. Ben il 22,7% dei giovani afferma, invece, di concentrarsi esclusivamente sui testi scolastici, escludendo dalle proprie letture tutti gli altri libri: percentuale più alta tra i maschi (27%) che tra le femmine (19%), che si dimostrano maggiormente appassionate alla lettura. Nonostante gli adolescenti intervistati si siano mostrati discreti lettori, dall’indagine emerge che a quasi un adolescente su tre (29,2%) la lettura non piace.

UNA PASSIONE NATA DALL’INTERESSE PERSONALE. Per il 60% degli adolescenti intervistati, la voglia di leggere deriva da una forte curiosità personale. La motivazione alla lettura, pertanto, nasce interiormente in maniera del tutto autonoma e solo in pochi casi viene trasmessa da altri: dalla famiglia (6,5%), dagli insegnanti (3,7%) o dagli amici (3,4%). Per un consistente numero di ragazzi, uno dei fattori che incuriosiscono maggiormente è la visione di un film che è stato tratto da un libro (11,7%) e che fa “venir voglia di leggere” quasi quanto la “presenza di libri in casa” (8,8%). Infine, per il 4,1% dei ragazzi il desiderio alla lettura matura grazie a suggerimenti “pescati” nella Rete.

CLASSI SEMPRE PIU’ MULTIETNICHE, SOPRATTUTTO NEL NORD-OVEST. La crescente presenza di immigrati ha come naturale conseguenza la multietnicità della scuola. Il 46% degli adolescenti, infatti, dichiara di dividere le mura scolastiche con compagni stranieri: il 31,1% con un numero compreso tra 1 e 3, l’11,9% tra 4 e 7, l’1,9% tra 8 e 10, e, infine, una piccola percentuale (1,1%) con più di 10 alunni di origine non italiana. L’analisi per area geografica pone in evidenza una disparità territoriale nella presenza di alunni di origine straniera nelle scuole. Gli adolescenti residenti nel Nord-Ovest, infatti, dichiarano che ci sono studenti non italiani nella loro classe nell’81,8% dei casi, seguiti dagli abitanti del Nord-Est (50,1%) e delle Isole (38,4%). Al Centro e al Sud, le percentuali sono inferiori, rispettivamente il 31,8% e il 25,1%.

CURIOSITA’ E SIMPATIA I SENTIMENTI PREVALENTI VERSO LO STRANIERO IN CLASSE. MA IL 2,3% PROVA ODIO E DISPREZZO. Che cosa provano gli adolescenti nei confronti dei loro compagni di classe di origine straniera? Quanto sono influenzati dalle cronache quotidiane e dagli allarmi sociali? Il 30,7% dichiara di provare curiosità, un sentimento indice di apertura verso mondi sconosciuti, fatti di tradizioni, pratiche e culture differenti da quelle note. Altro impulso positivo lo sente il 19,9% che è mosso da simpatia e il 12,4% da interesse a conoscere persone estranee alla cultura maggioritaria e dominante. Il 23,2%, invece, si dice indifferente, mentre il 2,3% arriva a esprimere odio e disprezzo. Una percentuale simile a chi, al contrario, prova incondizionata fiducia (2,4%).

UN FENOMENO PERVASIVO E ARTICOLATO. A partire dagli anni Novanta, il bullismo ha cominciato ad essere considerato, anche nel nostro Paese, una delle forme attraverso le quali si esprime il disagio giovanile. Alle forme dirette (prevaricazione fisica e verbale verso la vittima) e indirette (più subdole e sottili, attuate con l’esclusione di alcuni soggetti dal gruppo dei pari, nella manipolazione dei rapporti di amicizia, nelle calunnie e nella diffusione di notizie false sul conto di soggetti più deboli) se n’è aggiunta recentemente una terza – il cyberbullismo – che si avvale del fascino esercitato dalle nuove tecnologie sui giovani per raggiungere lo scopo di perseguitare le vittime. Prese in giro, offese, umiliazioni, minacce, esclusioni e diffusione di pettegolezzi non avvengono più solo faccia a faccia, ma accadono sempre più spesso nella realtà virtuale del cyberspazio. Considerando la sostanziale pervasività del fenomeno, Telefono Azzurro ed Eurispes hanno collaborato, negli anni, al fine di indagare queste particolari manifestazioni di disagio giovanile, fornendo una base di ricerca quali-quantitativa, che fosse la più completa possibile, a coloro che si interessano direttamente di tali problematiche.

DANNI E FURTI SUBITI DAL 26% DEI RAGAZZI, OFFESE E PROVOCAZIONI DA OLTRE IL 25%. Da quanto rilevato attraverso l’elaborazione dei dati, si nota che il 25,3% degli adolescenti italiani è stato più volte vittima di provocazioni e prese in giro da parte di uno o più compagni (in particolare i 12-15enni con il 29,7%, rispetto al 19,8% dei 16-19enni). Una percentuale pressoché analoga (25,2%) afferma di essere stata offesa ripetutamente e senza motivo (in particolare il 28,9% degli 11-15enni e il 20,5% dei 16-19enni). Ad essa si aggiungono quanti sono venuti a conoscenza dell’esistenza di informazioni false diffuse sul proprio conto (23,5%). Nel 10,9% dei casi si sono verificate anche situazioni di esclusione e isolamento all’interno del gruppo di riferimento. Particolarmente elevata (26%) appare, nel complesso, la frequenza con la quale molti dei ragazzi intervistati hanno dichiarato di aver subìto danni ad oggetti personali (12,5%) e furti (13,5% di cui: 9,5% di cibo/oggetti; 4% di denaro). Infine, il 12% ha affermato di essere stato minacciato (7%) e picchiato (5%) da qualche compagno più prepotente. Come per i bambini, anche per gli adolescenti la scuola resta lo scenario dove spesso e volentieri il bullo agisce ai danni dei compagni più deboli: il 43% del campione sostiene di essere stato testimone diretto di fenomeni di questo tipo all’interno degli istituti scolastici (in particolare i 12-15enni, con il 50,9%, rispetto al 33,1% dei 16-19enni).

RABBIA, EMPATIA CON LA VITTIMA, DISAPPROVAZIONE SONO I SENTIMENTI PIU’ COMUNI. Dall’analisi dei dati rilevati si evidenzia che, nella maggior parte dei casi (32,5%), i ragazzi provano un forte senso di rabbia nei confronti di chi prevarica fisicamente o psicologicamente un compagno. Una percentuale particolarmente elevata dimostra che, tra gli adolescenti, è molto alto il grado di empatia che essi riescono a stabilire in circostanze di questo tipo: il 26,8% degli intervistati, infatti, afferma di provare pena per la vittima o di disapprovare completamente il comportamento del bullo (16,4%). La paura è un altro dei sentimenti che dominano l’animo dei ragazzi, così come si può osservare dal 12,4% del campione che ha indicato questo item di risposta. Tale reazione può talvolta spingere alcuni soggetti a orientarsi verso un atteggiamento di indifferenza (9,6%), per evitare un coinvolgimento diretto in situazioni spiacevoli nelle quali è difficile prendere posizione. Sentimento in particolare prevalente tra i maschi (13,9%) rispetto alle femmine (5,7%). Non superano l’1,5% tutte quelle risposte emozionali volte a incoraggiare le prepotenze messe in atto: solo l’1,1% si diverte nell’assistere allo “spettacolo” e lo 0,3% prova ammirazione (0,1%) e invidia (0,2%) per il bullo. Eppure, quando si chiede di riferire il comportamento dei compagni, la percentuale di quanti si divertono sale al 15,2% e di quanti restano indifferenti al 15,6%: un dato che lascia riflettere.

LE VITTIME DEL BULLO: CHI NON SA DIFENDERSI, GLI STRANIERI E CHI HA DIFETTI FISICI. La vittima ideale per il bullo, secondo il parere degli adolescenti italiani, è principalmente un soggetto debole che non ha sviluppato meccanismi di auto protezione tali da permettergli di reagire all’abuso subìto (52,2%). A tale punto di vista fanno seguito percentuali meno marcate di ragazzi per i quali le prepotenze toccano maggiormente i compagni stranieri (6,5%), quelli che presentano qualche difetto fisico evidente (5,5%), nonché quanti si distinguono per il buon rendimento scolastico (5,1%). Anche un atteggiamento più effeminato da parte di un ragazzo o il modo di fare tendenzialmente mascolino di una adolescente può essere un pretesto valido per il bullo per scaricare la propria violenza (4,8%).

IL BULLISMO PASSA ANCHE DAL CELLULARE. Gli studi condotti da Telefono Azzurro ed Eurispes evidenziano la tendenza da parte di alcuni adolescenti del nostro Paese a perpetrare attraverso l’uso sbagliato del telefonino o di Internet veri e propri atti di violenza psicologica nei confronti di soggetti “deboli”. I dati rilevati a riguardo mostrano che il 4,3% del campione ha utilizzato spesso (1,8%) o qualche volta (2,5%) il cellulare o il web per escludere una persona da gruppi della realtà virtuale o, nel 4% dei casi, per diffondere massivamente informazioni false e cattiverie ai danni di qualche compagno (qualche volta: 2,4%; spesso: 1,6%). Si ferma al 3%, invece, la percentuale di coloro ai quali è capitato di inviare sms, foto o video offensivi. Coloro che svolgono un ruolo da protagonista attivo nella scena del cyberbullismo dichiarano, con una frequenza pari al 39,4%, di prediligere il cellulare come strumento di diffusione di contenuti che possono ledere la dignità di un compagno, ferire la sua personalità e distruggere la considerazione che gli altri hanno di lui. Si tratta infatti di un mezzo di comunicazione con una copertura capillare tra le nuove generazioni, il che assicura la pervasività del messaggio diffuso. Non va però trascurato il 14,3% che sceglie i Social Network per compiere prepotenze che, sebbene abbiano inizio in un contesto virtuale, hanno ricadute importanti nella vita reale dell’adolescente che ne è vittima. Su livelli analoghi si collocano le chat, scelte dal 10,6% del campione dei cyberbulli. Giochi di ruolo (4%) e spamming via e-mail (4%) sono le armi di cui si serve complessivamente l’8% dei prepotenti che agiscono nell’ombra del cyberspazio.

SUL WEB  LA DIFFUSIONE DI INFORMAZIONI FALSE COLPISCE IL 7,4% DEI RAGAZZI. Come evidenziato dall’elaborazione delle risposte fornite dai ragazzi, al 7,4% del campione è capitato di scoprire, navigando in Rete, la presenza di informazioni false diffuse sul proprio conto (qualche volta: 5,5%, spesso: 1,9%). A tale percentuale si aggiungono quanti hanno ricevuto messaggi o altri contenuti mediali (video, foto, ecc.) a carattere offensivo o di minaccia (3,2%, di cui: qualche volta 2,4% e spesso 0,8%). Infine, il 2,4% degli adolescenti ha subìto l’esclusione intenzionale all’interno di gruppo sorto su Internet.

RICORRE AL BISTURI PER RAGIONI ESTETICHE IL 5,3% DEGLI ADOLESCENTI. Nella società del narcisismo, della ricerca della visibilità, del potere dell’immagine, i giovani, di fatto, sono i soggetti che con più facilità finiscono per sottostare all’obbligo di essere belli, addirittura modificando il loro corpo con interventi di chirurgia estetica. Secondo l’indagine condotta da Telefono Azzurro ed Eurispes, si è sottoposto ad un intervento di chirurgia estetica il 5,3% degli adolescenti, percentuale minoritaria ma non insignificante se si considera che gli intervistati hanno un’età compresa fra i 12 ed i 19 anni. Per quanto riguarda invece gli altri interventi di manipolazione del proprio corpo più in voga tra i giovani, i dati indicano che il 15,5% è ricorso al piercing ed il 6,5% al tatuaggio. Il piercing risulta quindi più apprezzato, forse anche perché non necessariamente permanente. Il piercing risulta più diffuso tra le femmine che tra i maschi (19,9% vs 10,4%). Il tatuaggio, invece, risulta leggermente più frequente tra gli intervistati di sesso maschile (7% vs 6%), mentre quasi identica è la quota di ragazze e ragazzi che per correggere difetti fisici sceglie di sottoporsi ad interventi di chirurgia estetica, a testimonianza di quanto oggi l’attenzione all’estetica sia prerogativa di entrambi i sessi (5,5% vs 5%).

QUASI IL 28% DICHIARA DI BERE SUPERALCOLICI. L’adolescenza è l’età dell’attrazione nei confronti dei pericoli e di ciò che è oggetto di divieto. Da qui la frequente attrazione per l’alcol, le sostanze stupefacenti ed il fumo: comportamenti “da grandi”, che gli adulti “proibiscono” e definiscono dannosi. Dall’indagine emerge che gli intervistati dichiarano di stare a debita distanza da sostanze pericolose come droghe, alcol e psicofarmaci, mostrando così un comportamento responsabile. La larghissima maggioranza degli adolescenti afferma di non aver mai fatto uso di eroina (94,9%), di lsd/ allucinogeni e ecstasy/acidi (in entrambi i casi 94,5%), di psicofarmaci (92,6%), di cocaina (92,2%), di hashish/marijuana (86,6%). Quasi la metà del campione non beve mai vino e birra, ma non va sottovalutato che oltre un terzo (36,8%) lo fa occasionalmente, e ben l’11,7% lo fa spesso. È importante poi sottolineare l’esistenza di una discreta percentuale di ragazzi intervistati a cui capita di bere superalcolici (occasionalmente il 21% e spesso il 7,8%), spinti forse, visto la loro giovane età, dalla curiosità di assaporare il gusto del “proibito” che spesso cela, tuttavia, pericoli da non sottovalutare. Per quanto concerne gli psicofarmaci, il 92,6% degli adolescenti non li usa mai, il 2,3% occasionalmente, l’1,6% spesso. Va tuttavia sottolineato che gli intervistati hanno maggiore facilità a dichiarare che gli altri – piuttosto che loro stessi – adottano tali tipi di comportamenti. Se, ad esempio, gli adolescenti dichiarano di fare uso di droghe leggere occasionalmente o spesso nel 10,3% dei casi, la percentuale di amici che fa uso di tali hashish/marijuana sale al 33,4%. Allo stesso modo, se il 5,9% dei ragazzi dichiara di fare uso occasionalmente o spesso di eroina/cocaina, ben l’11,1% dichiara di avere amici che fanno uso di droghe pesanti e il 9,2% che assumono pasticche: dati senza dubbio preoccupanti.

IL 17,6% GIUDICA POSITIVO O ACCETTABILE UBRIACARSI. Come giudicano gli adolescenti una serie di comportamenti che possono rivelarsi dannosi per la salute? Sebbene l’indagine mostri che la larga maggioranza del campione considera negativo fare uso di droghe leggere (73,2%) e pesanti (87,3%) o assumere ecstasy/acidi (87%) e psicofarmaci (79,2%), non va sottovalutato che viene ritenuto accettabile o addirittura positivo: fumare da più di un adolescente su cinque (21,9%); ubriacarsi dal 17,6%; fare uso di droghe leggere dal 9,9%; fare uso di droghe pesanti dal 4,2%; assumere extasy/acidi dal 4,4%; ma anche sottoporsi a doping per migliorare le prestazioni sportive (5,6%).

UNA DIETA ABBASTANZA EQUILIBRATA. Dall’indagine effettuata emerge che l’alimentazione dei ragazzi dai 12 ai 19 anni appare, nel complesso, piuttosto equilibrata. La pasta o il riso rappresentano il pasto principale, tanto da essere mangiati “tutti i giorni” dal 42,7% dei ragazzi e “spesso” dal 34,4%. Insieme ai carboidrati (pasta e riso) anche la frutta viene assunta “tutti i giorni” e “spesso” rispettivamente dal 42,4% e dal 29,8% dei giovani intervistati. La carne non fa parte dell’alimentazione quotidiana (il 16,2% dichiara di mangiarla “tutti i giorni”) ma viene, comunque, mangiata “spesso” (56,2%) o “una/due volte la settimana” (23,7%). Il pesce, invece, viene inserito nella dieta dei 12-19enni “una/due volte la settimana” (57,5%) e “spesso” solo nel 22,6% dei casi. La verdura, come la frutta alimento portatore per eccellenza di vitamine e sali minerali, è assunta tutti i giorni solo dal 29,1% degli intervistati, mentre il 35,4% la consuma spesso e il 20,6% almeno una o due volte a settimana. Il formaggio, invece, è consumato con frequenza dal 53,1% (il 17,3% lo fa quotidianamente e 35,8% spesso), mentre il 45% solo saltuariamente o mai (rispettivamente il 29,9% e il 15,1%). Circa la metà degli intervistati (52,3%), inoltre, assume frequentemente dolci (il 19,2% quotidianamente e il 33,1% spesso), mentre il 38% occasionalmente durante la settimana e il 7,6% mai. Gli snack, infine, fanno parte della dieta abituale degli adolescenti nel 58,9% dei casi, a fronte del 27,7% che li consuma solo una o due volte a settimana e dell’11,2% che non li mangia mai.

IL 16% DELLE RAGAZZE È A DIETA PERCHE’ SI SENTE GRASSO. Il 73% dei ragazzi dichiara si non seguire una particolare alimentazione, mentre un adolescente su 10 ammette di mangiare secondo una dieta particolare perché si considera grasso. Un dato che sale al 16% tra le ragazze (mentre i maschi si fermano al 4,7%). Il 5,5% degli adolescenti è costretto ad un’alimentazione particolare perché secondo il parere dei genitori o del medico ha necessità di dimagrire, mentre il 4,8% segue una alimentazione particolare con l’obiettivo di ingrassare. Solo il 3% circa degli adolescenti dichiara di seguire una dieta particolare a causa di problemi di salute effettivi (allergie, intolleranze, etc.).

MANGIARE FUORI: AL PRIMO POSTO LA PIZZERIA, AL SECONDO IL FAST-FOOD. Durante l’adolescenza i ragazzi cominciano ad avere una vita sociale articolata, fatta non più solo di ciò che è predisposto dai genitori, ma anche di uscite serali con gli amici (sempre più frequentemente con l’innalzarsi dell’età). È, dunque, interessante indagare quali siano le abitudini alimentari degli adolescenti fuori dalle mura domestiche. I dati emersi dal sondaggio mostrano come i ragazzi prediligano uno dei luoghi di ristorazione tipici della cucina nazionale: il 56,4% degli intervistati, infatti, mangia spesso (49,7%) o sempre (6,7%) in pizzeria, e il 37,6% vi si reca almeno qualche volta. Seconda mèta più frequentata è il fast food, di cui sono pochi i clienti assidui (il 9% ci va spesso o sempre), ma numerosi quelli occasionali (56,9%). Tra i cibi “etnici” il più consumato risulta essere il Kebab, con il 9,8% degli adolescenti che lo mangia spesso o sempre e il 34,3% che lo fa qualche volta, mentre meno successo hanno i ristoranti cinesi e la cucina giapponese (scelti, in entrambi i casi, dal 4,8% che ci va assiduamente e dal 21% e 10,8% che ci va solo saltuariamente.

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