Segnavia dello spirito. Introduzione

Inserito in NPG annata 2002.


Carmine Di Sante

(NPG 2002-03-2)

 

Quella mattina la sveglia suonò prima dell’alba. La montagna ci attendeva nella sua maestosità e sfidava la nostra curiosità e il nostro coraggio. Era la prima scalata per quel gruppo di ragazzi scalmanati (tra i quali mi rivedo ancora oggi a distanza di decenni) che non si erano mai cimentati con il suo fascino e la sua asprezza. Ma come raggiungere la vetta e non perdersi nel bosco quando essa si sottraeva allo sguardo e di fronte ai sentieri molteplici ed opposti non si sapeva più quale fosse la direzione giusta da prendere? Non c’era da temere, ci era stato detto. Solo sarebbe stato necessario fare attenzione. Perché negli incroci – sulla scorza degli alberi o sulla superficie del sasso o di un masso – si sarebbero trovati dei segni a colore o numerati che avrebbero indicato la via da seguire. Dei segnavia appunto.
A partire da quel lontano giorno, i segnavia – i segni che nella montagna orientano e aiutano a non perdersi - mi si sono rivestiti lentamente di una dimensione simbolica affascinante e mi sono apparsi, sempre più chiaramente, come la metafora della parola divina rivolta all’uomo. Non è infatti questa – la parola di Dio custodita nella bibbia - il segnavia dell’esistenza che indica all’uomo il sentiero da percorrere per non perdersi e disperdersi? E’ noto che, per il racconto biblico, Dio si è rivelato a Mosè sul monte Sinai e Gesù, per Matteo, “ha consegnato” le sue beatitudini ai discepoli parlando da una montagna. Non è fare violenza al testo biblico se si interpreta il senso della montagna non solo come il simbolo della trascendenza di Dio, come affermano i fenomenologi della religione, ma anche come il simbolo dell’ambiguità dell’esistenza umana alla quale la parola di Dio si offre come orientamento e insegnamento: i due significati del termine Torah con la quale gli ebrei nominano la bibbia.
Di qui il titolo di questa rubrica, Segnavia dello Spirito, dove il genitivo ha valore soggettivo: lo Spirito che, nell’esistenza, incide i segnavia che la orientano; e dove il termine non rimanda in primo luogo allo spirito dell’uomo – la sua parte più profonda, nascosta ed originale – ma allo Spirito di Dio che allo spirito dell’uomo si rivolge come suo tu e gli parla . Per la tradizione ebraico-cristiana, non diversamente che per le grandi religioni, la storia umana è storia del dialogo tra lo Spirito di Dio e lo spirito dell’uomo, e la bibbia è l’oggettivazione narrativa, normativa ed esemplare, della potenza dello Spirito che in ogni epoca parla all’uomo – ad ogni uomo – per orientarlo e dischiudergli la via della salvezza o la direzione giusta.
I segnavia dello Spirito con i quali il lettore si imbatterà in questa rubrica sono presi dal patrimonio biblico. Certamente non è solo con la bibbia che Dio indica la via all’uomo, essendo molteplici le modalità e le forme con le quali egli lo incontra (cfr Eb 1,1): dalla voce personale e immediata della coscienza, “il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo dove egli si trova solo con Dio, la cui voce risuona nell’intimità propria” (Gaudium et Spes 16), alla presenza anonima del volto – di ogni volto – che accade all’io di incontrare, ai testi liturgici, agli scritti di tutti i giusti e santi della storia, alle pagine della poesia e della letteratura mondiali. Ma tra tutte le testimonianze dello Spirito la bibbia resta, per la tradizione ebraico-cristiana, unica per il suo valore canonico e fondativo.
Da questo oceano saranno attinte parole brevi o versetti essenziali perché, accolti e riecheggiati durante il giorno, gustati e “ruminati”, cioè masticati a lungo e assimilati, diventino “più dolci del miele” (Sal 119, 103), “più preziosi dell’oro, dell’oro fino” (Sal 119, 127) e più luminosi della luce delle stelle e del sole che, se hanno il potere di guidare i passi dell’uomo sul piano materiale, non sono in grado di rischiararne il mistero e l’enigma sul piano ultimo, cioè escatologico. Parole brevi o versetti che serviranno come guida, come segnavia appunto, per gustare la vita che, ogni giorno, ci viene incontro e orientarla nelle ore dell’ambiguità e della notte. Segnavia ognuno dei quali avrà un nome e sul quale sosteremo brevemente una volta al mese.

Silenzio
Ascolto
Parola
Amore
Gratuità
Riconoscenza
Responsabilità