Virginia Di Cicco

(NPG 2003-09-2)

 

La mia collega guarda sconsolata il calendario e scuote la testa. “Ecco il Natale! Si ricomincia di nuovo con la corsa ai regali! Di nuovo a strizzare il cervello per trovare qualcosa che sia adatto ad ognuno senza spendere troppo. Poi, nata l’idea, bisogna trovare anche il tempo per cercare questo qualcosa e magari comprarlo dove costa meno. Povera tredicesima! Quante cose devono uscire fuori”.
Non faccio in tempo ad alzare la testa dalla mia scrivania che già un coro di solidarietà si leva da parte del resto dell’ufficio.
Monica ride: “Se questo è il problema, allora ditemi come sia possibile che io abbia un armadio di cose che non metterò e neppure userò mai e delle quali non avrò mai cuore di disfarmi? Regali assolutamente inutili, fatti da gente che mi conosce da secoli! L’ultimo? un profumo. Ed io sono allergica ai profumi dalla nascita!”. Con una grossa risata torniamo tutte al lavoro.
Nella mia mente, però, qualcosa si è messo in movimento. Tornata a casa, inizio un giro di telefonate con la mia famiglia - tra il comico e il surreale - e l’approvazione che riesco a raccogliere con le mie idee è davvero sconcertante. L’entusiasmo esplode come se dopo secoli di asfissia finalmente le persone potessero liberarsi da terribili pesi che comprimono il torace e i polmoni, a prendere davvero un largo respiro. Gioia inattesa, sollievo, speranze appagate, un sogno incredibile che diventa reale. Tutti d’accordo. Mi sento un genio, il salvatore del Natale, e vado a spiegarvi perché.
Le mie idee esplosive possono essere riassunte in tre proposte:
– la cifra massima da destinare ad ogni regalo viene stabilita in euro 2,50 con una soglia di tolleranza di 50 centesimi. In questo modo l’operazione “acquisto del regalo” non risulterà propriamente più facile ma di certo più divertente;
– la tradizionale tombola della Notte Santa – a cui partecipano da sempre tutti i membri della famiglia senza limiti d’età – viene completamente rivoluzionata. Ciascun invitato dovrà portare da casa, rigorosamente impacchettati, due cianfrusaglie, due regali ricevuti e come dice Monica mai usati, insomma due cose che girano per casa da anni senza che nessuno abbia mai trovato il coraggio di disfarsene. Tutti questi “doni” messi insieme saranno i premi per i vari vincitori della tombola.
A giudicare dai ghigni soffocati che ho sentito provenire dai buchini della cornetta del telefono, i miei cari sembrano già entrati in pieno nel gioco.
Ogni prezioso attimo del nostro tempo libero sarà impiegato per scegliere con il massimo dell’attenzione la cianfrusaglia più cianfrusaglia, quella inguardabile e insopportabile che teniamo nascosta nel fondo dell’armadio, sotto le coperte, e … che liberazione affibbiarla a tua cugina che ha appena arredato la sua nuova casa!
Ed infine la terza proposta, quella seria:
- con i soldi che avanzano dal budget che solitamente veniva investito per i regali compreremo qualcosa che tenga caldo e sia morbido per i poveri che passeranno la notte cenando alla Caritas. Allo scoccare della mezzanotte, andremo tutti insieme, stretti per il freddo, a portare guanti, sciarpe, giacche e calzini di lana. Per una volta divertiti, allegri, senza smorfie di disapprovazione. Per una volta davvero leggeri e sereni, per niente insoddisfatti e pieni d’amore. Contenti davvero, anche delle nostre cianfrusaglie. Per una volta davvero Natale.