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Scheda 8

La testimonianza

dei fedeli laici

nel mondo

(LG 38)

 

Cf "Chiesa, che cosa dici di te stessa? perché tu sei?"

 

I. PARTE TEOLOGICA

Approfondimento tematico

La vocazione specifica dei laici è quella di cercare il Regno di Dio nella loro quotidianità secolare, ordinando tutto secondo Dio. Vivono completamente immersi nel mondo in condizioni di vita ordinarie sia familiari sia sociali, ma con il mandato specifico di permeare evangelicamente ogni realtà e di testimoniare Cristo Gesù specie con la vita, la fede, la speranza e la carità, per illuminare e ordinare tutto a Cristo, facendo di se stessi una continua lode a Dio.
Tale vocazione specifica dei laici è strettamente connessa con la testimonianza che essi sono chiamati a dare con la propria vita a Cristo Gesù. «Ogni laico deve essere davanti al mondo un testimone della risurrezione e della vita del Signore Gesù e un segno del Dio vivo» (LG 38).
Ciò vuol dire che con tutta la loro vita i laici debbono testimoniare il Signore Risorto e Vivente tra i suoi discepoli e nella storia degli uomini; debbono diventare “segno”, cioè “sacramento” della Sua presenza, in quanto Egli stesso continua a profetizzare nella sua Chiesa mediante la testimonianza di vita dei suoi fedeli.
Come “sacramento” di Cristo Gesù, il laico è costituito, attraverso il proprio stato di vita, testimone e strumento della missione della Chiesa nel mondo e deve vivere profeticamente la sua vita in unione con lo Spirito di Cristo.
Tale testimonianza deve rendere evidente la centralità di Cristo in tutta la loro persona e il loro operare ed assumere, così, la dimensione della profezia. Il profeta, infatti, rende manifesta la volontà di Dio nel preciso momento storico in cui si esprime. Pensiamo, per esempio, ai profeti dell’Antico Testamento: essi hanno ricevuto una “parola” da Dio e l’hanno annunciata, con la parola e con la vita, ai loro fratelli, ai vicini e anche ai lontani.
Essere testimoni della risurrezione del Signore Gesù deve rendere persone di speranza, capaci di leggere i segni dei tempi (cf Lc 13,54-56), capaci di leggere il tempo stesso come “segno” del Regno che viene, che si avvicina sempre più, perché il Regno è Gesù stesso, il quale è già in mezzo a noi ma - allo stesso tempo – è in cammino verso di noi, ci viene incontro, spinge noi e tutta l’umanità, tutta la storia e tutto il creato inesorabilmente e instancabilmente verso di Lui.
La testimonianza/profezia dei laici è guidata e suscitata dallo Spirito del Risorto, il quale parla oggi per mezzo dei profeti e dei testimoni, perché «la testimonianza di Gesù è lo spirito di profezia» (Ap 19,10). Tutti insieme, ognuno con la propria modalità e mediante la sua condizione, devono portare i frutti suscitati dallo Spirito, quali amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé (cf Gal 5,22) e permeare la realtà in cui vivono del Vangelo delle Beatitudini: essere poveri in spirito, miti, misericordiosi, puri di cuore, operatori di pace e saper consolare gli afflitti, avere fame e sete della giustizia di Dio, cioè desiderare e darsi da fare affinché si compia la sua volontà e che il suo Regno si compia.
In un tempo come il nostro e in una società come la nostra è importante vivere con radicalità e autenticità lo spirito delle beatitudini, specie per quanto riguarda l’essere artigiani di pace. Il Signore Gesù ci ha lasciato la sua Pace (cf Gv 14,27) ed Egli stesso è la nostra pace e ha abbattuto ogni muro che può provocare divisioni tra i popoli, le culture, nelle famiglie, nelle comunità cristiane (cf Ef 2,17).
La testimonianza si fa profezia quando si esprime con l’umiltà, la pazienza, la semplicità, l’autenticità, il coraggio della propria fede e delle scelte che ne derivano. «Voi siete il sale della terra … Voi siete la luce del mondo … Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli» (Mt 5,13-16).
La testimonianza dei laici nel mondo può essere una strada maestra per l’evangelizzazione, quando questa viene offerta a partire da come essi per primi sono disposti a rinunciare a se stessi e a seguire il Maestro e Signore e possono rappresentare una grande sfida per l’annuncio della Buona Notizia.
Certamente ciò richiede vivere in prima persona un rapporto d’amore coinvolgente ed intimo con Cristo Gesù, perché in questo caso si può testimoniare solo ciò che si vive.
Ai laici, allora, è richiesto di permeare tutta la realtà “secolare” dello spirito evangelico, consapevoli che il mondo è il luogo privilegiato della loro missione e della loro testimonianza, quel mondo che è creatura di Dio e che è amato da Dio, non adeguandosi però al mondo inteso come terreno di presenza del male.
«Essi [coloro che il Padre gli ha dato] sono nel mondo … e il mondo li ha odiati perché essi non sono del mondo …» (Gv 17, 11.14), contro il quale devono invece lottare con le armi della fedeltà, della costanza, della preghiera, della perseveranza e dell’offerta cristiane, tenendo presente che la prima via dell’evangelizzazione e della testimonianza rimane l’uomo, la persona umana, con la sua dignità e con le sue contraddizioni, con la quale sono chiamati ad intessere un continuo dialogo, che non vuol dire giungere a compromessi con ciò che non è evangelico, ma tenere le porte - della propria vita e della propria esperienza di fede - aperte, perché lo Spirito di Cristo agisce quando vuole e come vuole ed ogni cristiano è chiamato ad essere “segno e strumento” dell’azione dello Spirito.
Se la Chiesa è il Corpo di Cristo, è anche chiamata ad essere linfa vitale per quel “corpo” che è il mondo e «ciò che l’anima è nel corpo, questo siano nel mondo i cristiani» (Lett. A Diogneto, 6).

Letture consigliate

- Gv 17
- Lettera a Diogneto

II. PARTE CATECHETICA

Idea di fondo

La Chiesa annunzia la totalità della fede; porta in sé e amministra la pienezza dei mezzi della salvezza. È mandata a tutti i popoli e si rivolge a tutti gli uomini; abbraccia tutti i tempi poiché essa è, per sua natura, missionaria.

Riferimento ai Catechismi della CEI- Catechismo della Chiesa Cattolica – cfr. Parte I, n°849/856, pag. 233/235.
- Bambini (fino a 6 anni) – cfr. “Lasciate che i bambini vengano a me”, Parte III, Cap. 1, pag. 116/128.
- Fanciulli (6-8 anni) – cfr. “Io sono con voi”, Unità 9, pag. 140/155.
- Fanciulli (8-10 anni) – cfr. “Venite con me”, Unità 9, pag. 155.
- Ragazzi (11-12 anni) – cfr. “Sarete miei testimoni”, Unità 6, pag. 109/111.
- Preadolescenti (12-14 anni) – cfr. “Vi ho chiamato amici”, Unità 6, pag. 194/202.
- Adolescenti (15-18 anni) – cfr. “Io ho scelto voi”, Capitolo 3, Paragrafo 4, pag. 141/144.
- Giovani (18-25 anni) – cfr. “Venite e vedrete”, Capitolo 5, Paragrafo 1, pag. 202/209.
- Adulti (25 anni in poi) – cfr. “La Verità vi farà liberi”, Parte II, Sezione I, Cap. 13, Paragrafo 1-2, pag. 270/275.

Proposte e attività a misura per ogni età

Bambini (fino a 6 anni)
I bambini vengono aiutati a scoprire che esistono tante persone, come i loro genitori, che hanno scelto di servire Gesù continuando a vivere una vita fatta di tanti impegni. Si invitano alcuni laici a scrivere una lettera ai bambini del gruppo (un papà che lavora, una mamma che è impegnata nelle faccende di casa, un giovane che frequenta la scuola) … nella lettura comune delle lettere che il gruppo a ricevuto emergerà il modo con cui tutte queste persone vivono l’impegno della fede in Gesù a partire dalle piccole gioie e fatiche della vita di tutti i giorni.

Fanciulli (6-11 anni)
L’educatore mette a disposizione dei ragazzi giornali e riviste, cercando vicende di persone che abbiano ricevuto ufficialmente incarichi importanti, che dedicano il loro tempo agli altri o che hanno compiuto azioni significative. Tutto il materiale raccolto viene organizzato in una pagina di giornale nuova ed originale, creata dai ragazzi stessi … perché si renda noto quanto di bene è testimoniato nella storia.

Preadolescenti (12-14 anni)
L’educatore propone al gruppo un’esperienza concreta di testimonianza al di fuori delle mura della parrocchia. Difficile individuare quale può essere l’occasione precisa per ciascun gruppo, quali le sollecitazioni delle tante realtà locali, quali i bisogni concreti del territorio, del paese, della città in cui il gruppo vive … l’importante è che i ragazzi sappiano individuare una realtà (associazione, operativa, ONG …) presente ed attiva nel proprio territorio e prendano contatti. Il primo passo sarà quello di conoscere, il secondo quello di condividere l’esperienza … così il gruppo potrà assumere alcune delle iniziative proposte dall’associazione conosciuta o condividere la realizzazione di uno specifico progetto … ma i ragazzi potrebbero anche farsi protagonisti di sollecitazioni nuove.

Adolescenti (15-18 anni)
I giovanissimi potrebbero esaminare se tutti coloro che frequentano e conoscono sono a conoscenza dell’impegno che loro hanno in parrocchia e della loro fede. Potrebbero esserci ambienti in cui uno dei giovanissimi è inserito e dove la fede “non è di casa”. La propria presenza in quei contesti e simile a quella della Chiesa nelle terre di missione. La tradizione della Chiesa ci insegna che, se anche non potessi parlare di Cristo, possiamo almeno essere Cristo per quei fratelli. Ci si interroga su come possiamo concretamente realizzare questo invito a mostrare Cristo attraverso di noi.

Giovani (18-25 anni)
Il gruppo dei giovani, partendo dalla lettura delle pagine del catechismo, prova ad individuare quei contesti in cui la Chiesa svolge un servizio utile alla società e alla vita del Paese in cui vive ed è inserita. Questa analisi porterà ad individuare, all’interno del messaggio cristiano, alcuni valori che potrebbero essere condivisi anche da coloro che sono più lontani o non credono. Il gruppo potrebbe pensare ad un annuncio del Vangelo ai giovani che parta proprio dal confronto con chi non crede su questi temi che sono particolarmente condivisi e creano convergenza anche con chi è meno sensibile al messaggio di amore per l’uomo che viene da Cristo.

Adulti (25 anni in poi)
Il gruppo degli adulti potrebbe porre al centro della propria riflessione il concetto di missione … un concetto molto più ampio di quello che possa sembrare. La figura dell’apostolo Paolo è quello che più di ogni altra mostra questo volto missionario della Chiesa. Si può partire dall’ascolto di una delle sue lettere per provare a tracciare una definizione comune e condivisa del termine “missione”. L’obiettivo dell’incontro è capire come la Chiesa sia essenzialmente per natura … chiamata alla missione.

Per chi vuole approfondire

Proposte per i ragazzi (fino ai 14 anni)
- P. Righero, Reality Life, il successo della vita, EDB.
- Gruppo Educatori Cerro al Lambro, Dipingi la vita, Ed. Paoline.
- Gruppo Educatori Cerro al Lambro, Accendi la vita, Ed. Paoline.
- T. Lasconi, Uffa che bello!, Editrice AVE.

Proposte per i giovani (15-25 anni)
- G. Lazzati, Impegno laicale ed evangelizzazione, AVE.
- A. Casavecchia e F. Pantiggia, Largo ai giovani, Effatà Edritice.
- P. Bignardi, La parrocchia in cambiamento, AVE.
- P. Bignardi, Esiste ancora il laicato?, AVE.

Proposte per gli adulti (dai 25 anni in poi)
- G. Lazzati, Laici secondo il Vangelo, AVE.
- G. Campanini, Il laico nella Chiesa e nel mondo, Ed. EDB.
- Giovanni Paolo II, Christifidelis Laici.
- S. Dianich, Chiesa in missione, Ed. Paoline.

III. PARTE SULLA PREGHIERA

Innalziamo la comune preghiera per ottenere dalla misericordia di Dio il perdono per il passato, la buona volontà per il presente, la provvidenza per il futuro. Affidiamo a Cristo, Santo di Dio, la santificazione del nostro essere e del nostro operare, col sincero proposito di cooperare all’edificazione del Regno di Dio: Venga il tuo regno di giustizia e di pace.
Per le nostre comunità ecclesiali, perché nell’esempio di Maria, serva del Signore, siano docili e pronte nell’ascolto delle parole di vita e irradino intorno a sé il dono della speranza con le opere eloquenti della fede e la passione della carità.
Per la famiglia, chiesa domestica, perché realizzi al suo interno il modello dell’umanità riconciliata nell’amore, sacramento della sponsalità di Cristo Signore con la sua chiesa e sappia ispirare ai vicini e ai lontani quella fiducia nella provvidenza che aiuta ad accogliere e promuovere il dono della vita.
Per tutti coloro che hanno responsabilità politiche, educative, sociali, perché sappiano progettare e costruire la vera pace che mai si arrende, che guarisce le ferite, che custodisce e fa progredire la dignità di ogni uomo.
Per gli uomini della cultura e della ricerca scientifica, perché sappiano riconoscere i segni di Dio seminati nella creazione e con umiltà si aprano sempre al dono della meraviglia e della verità tutta intera.
Per i pastori del popolo di Dio, per tutti i ministri della carità e del Vangelo, per i consacrati, per i catechisti, per i poveri e i sofferenti, perché nell’adesione filiale e fiduciosa alla volontà di Dio, costituiscono la bellezza della Chiesa una e santa.
Accogli, o Padre, le nostre invocazioni anche a nome di coloro che ti cercano senza saperlo e fa’ che tutti riconoscano, anche attraverso la nostra buona testimonianza, che il tuo amatissimo Figlio è l’unica salvezza possibile, offerta ad ogni uomo. Per Cristo nostro Signore.

 

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