Gesù l'amico

dei bambini

Anselm Grün

gesueibambini

Nel suo Vangelo, Marco presenta Gesù che incontra dei bambini e li benedice: «Or alcuni gli condussero dei bambini affinché li toccasse; ma i discepoli li sgridavano. Visto ciò, Gesù si sdegnò e disse loro: "Lasciate che i bambini vengano a me e non li ostacolate, perché di quelli come loro è il regno di Dio. In verità vi dico che chi non accoglierà il regno di Dio come un fanciullo, certamente non vi entrerà". Quindi, prendendoli tra le braccia, li benediceva e imponeva loro le mani» (Mc 10,13-16).
I discepoli pensano che i bambini distolgano Gesù dalla sua missione; per questo mandano via coloro che gli hanno condotto i figli affinché li benedica. In questo loro atteggiamento, i discepoli dimostrano di pensarla come i farisei che non mostrano alcun interesse per i bambini. Ritengono che giocare con loro sia per l'uomo pio una perdita di tempo, che gli impedisce di raggiungere il regno di Dio. I farisei considerano i bambini solo come discendenza; avere a che fare con loro è cosa che non si ;Ridice a un rabbi.
Gesù vede la faccenda diversamente; per questo, l'atteggiamento dei discepoli nei confronti dei bambini lo fa arrabbiare tanto che li rimprovera aspramente per averli mandati via. Ogniqualvolta Gesù va in collera, sottolinea quanto sia insensato l'atteggiamento di coloro contro i quali indirizza la sua rabbia. Mentre i farisei si chiedono se i bambini possano o meno far parte del regno di Dio, dal momento che non sono in grado di capire e rispettare i precetti della legge, Gesù propone il bambino quale esempio di come bisogna porsi di fronte a Dio. Non è l'adempimento dei precetti a permetterci di far parte del regno di Dio, bensì la capacità di farsi piccoli come bambini, di ammettere che ci presentiamo a lui sempre con le mani vuote.
Che cosa significa accogliere il regno di Dio come un bambino? Nei sogni il bambino è sempre simbolo di tutto ciò che vuole nascere in noi di genuino, di primordiale, di nuovo. Accogliere il regno di Dio, lasciare spazio perché Dio trovi dimora in noi, significa diventare se stessi in tutto e per tutto e lasciar cadere i ruoli e le maschere che crediamo di dover indossare davanti a lui. Gesù accoglie i bambini tra le sue braccia; allo stesso modo noi dobbiamo entrare in contatto con il bambino che è in noi. Nel nostro intimo, infatti, è nascosto un bambino ferito: trascurato, picchiato, offeso. Accanto a lui vi è anche il bambino divino, fonte di creatività e vitalità, naturalezza e autenticità. Se prenderemo tra le braccia il bambino ferito, smetterà di compatirsi e di impedirci di vivere. Prenderlo tra le braccia significa accoglierlo così com'è, abbandonato, ferito, lasciato solo. Attraverso il bambino ferito scopriamo il bambino divino, che è sempre stato in noi e che ci ha indicato la via per riuscire a passare attraverso tutti i pericoli e le ferite.
Gesù benedice i bambini imponendo loro le mani. Il bambino ferito che è in noi ha bisogno di una mano che lo protegga. La benedizione di Gesù è come un rifugio, all'interno del quale i bambini si sentono sorvegliati, protetti, seguiti. In questo rifugio la vita, così vulnerabile, del bambino ferito può fiorire.
Gesù trova il tempo per stare con i bambini. Non si mette a far loro da maestro, perché in essi vede la parte primitiva e genuina dell'uomo. Gesù impone le mani sull'immagine genuina e primitiva di Dio che è in noi e ci dà la sua benedizione. Gesù benedice sia il bambino ferito sia quello divino: la sua benedizione mette a tacere la voce del nostro Super-io, che, facendo appello alla ragione, vorrebbe evitassimo di perdere tempo con il bambino che è in noi per dedicarci a compiti più importanti.
Quando è stata l'ultima volta che hai sognato dei bambini? Nei tuoi sogni i bambini erano ammalati, feriti, trascurati? Cerca di entrare in contatto con il bambino ferito e il bambino divino che sono in te. Parla al bambino che è in te. Sii, accanto a Gesù, difensore del bambino che è in te, ma anche dei bambini che vivono attorno a te e che magari qualche volta ti fanno innervosire. Vogliono mostrarti qualcosa di essenziale per il tuo cammino. Proprio quando ti sembra di essere così importante, i bambini ti smascherano per quello che sei e ti ricordano il bambino che è in te e che chiede di essere considerato.
Sei capace di metterti in relazione con i bambini oppure consideri l'aver a che fare con loro una perdita di tempo? Sei capace di dar loro gioia, di capire le loro intenzioni e idee più profonde? Ascolti quello che i bambini hanno da dirti e da insegnarti?