Gesù la luce

Anselm Grün

gesuluz

La luce rappresenta la risposta a un anelito primitivo dell'uomo, l'anelito alla vita e alla felicità. Di una persona che ama si dice che è uno sprazzo di luce nella nostra vita. La luce è segno di conoscenza e illuminazione. Il desiderio di luce, di illuminazione interiore va di pari passo con la storia dell'uomo. È soprattutto nella gnosi che questa aspirazione era diffusa: «Ci deve pur essere qualcosa che supera tutto».
Sarebbe bello poter vedere non solo quello che sta in superficie, ma anche quello che sta sotto la superficie, l'origine di ogni essere. Il buddhismo insegna ai suoi adepti ad andare oltre l'apparenza del reale per riconoscere l'essenza stessa delle cose. Nel mezzo di questa ricerca di luce e conoscenza risuonano le parole di Gesù: «Io sono la luce del mondo. Chi mi segue non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» (Gv 8,12).
Con queste parole Gesù vuole dirci che è venuto a portare la luce nelle tenebre degli uomini. Dove c'è lui, il mondo diventa più luminoso. Chi ha il coraggio di affidarsi a Gesù, non brancola nel buio, non cammina senza orientamento, anzi la sua vita diventa più luminosa e più felice. Che Gesù è la luce del mondo è reso evidente dalla guarigione da lui operata del cieco dalla nascita. Il cieco nato è immagine della nostra condizione. Sin dalla nascita non siamo in grado di guardare in fondo alle cose. Viviamo come se fossimo ciechi, che non vogliono, nel nostro caso, guardare in faccia la propria realtà. Preferiamo cullarci nelle illusioni che ci facciamo sulla vita. Gesù inizia a curare il cieco sputando per terra, dopodiché fa del fango con la saliva e spalma il fango sugli occhi del cieco (Gv 9,6). Infine lo manda alla piscina di Siloe, affinché vada a lavarsi. Al suo ritorno, l'uomo è guarito e può nuovamente vedere.
Due sono i motivi che emergono in questa guarigione. Il primo è la terra. Gesù spalma gli occhi del cieco con dell'argilla, come a dirgli: «Tu sei venuto dalla terra. Per questo soltanto nel momento in cui accetterai il tuo essere terra, il tuo sporco interiore, potrai vedere». Vedere significa vedere la propria verità, anche nella sua parte meno piacevole. In latino terra si dice humus, da cui deriva humilitas (umiltà). Chi è così presuntuoso da rifiutarsi di guardare in faccia la propria realtà, diventa cieco. Soltanto chi ha il coraggio di calarsi nella propria umanità e di accettarla, può aprire gli occhi e vedere se stesso, così com'è realmente.
Il secondo motivo è l'incontro con Cristo. Siloe significa «l'inviato» (Gv 9,7). Nella piscina di Siloe il cieco incontra Cristo, l'inviato di Dio. Per Giovanni si tratta di un'immagine del battesimo. La Chiesa primitiva ha visto il battesimo come illuminazione, come luce. La fede significa un nuovo modo di vedere. Chi crede, vede più in profondità, vede ciò che è vero. È capace di arrivare con lo sguardo sin nel profondo. Coglie la realtà così com'è. Cessa di vedere ogni cosa con gli occhiali neri del suo pessimismo oppure con gli occhiali rosa dei suoi tentativi di rimuovere ciò che fa soffrire. Entrambe le immagini, quella del fango e quella della piscina, rimandano alla rina scita dell'uomo in Gesù. Gesù fa sì che l'uomo ritorni ad essere così come il Creatore l'aveva pensato. Lo libera dai lati oscuri che hanno offuscato la magnifica immagine che Dio aveva pensato per lui al momento della creazione.
In Gesù luce trova espressione l'esperienza che Giovanni e gli altri discepoli hanno fatto di Gesù. È l'esperienza di coloro che, grazie alla vicinanza di Gesù, si trovano ad aprire gli occhi. In quel momento, ogni cosa diventa chiara ai loro occhi. Non brancolano più nel buio, perché la fede illumina la loro vita. Vedono la luce interiore che Dio ha posto in ciascuno di noi. Non affondano nelle tenebre della depressione.
Le parole e il comportamento di Gesù irradiano una luce che rischiara l'oscuro orizzonte. Le parole di Gesù portano la luce nelle tenebre dei nostri pensieri e dei nostri sentimenti. D'improvviso tutto diventa chiaro per noi. Riusciamo a vedere le cose in profondità. Riconosciamo la verità di ogni essere e riconosciamo la nostra verità.
Senti in te delle zone d'ombra? Che cosa ti rende difficile guardare in faccia la realtà? Come sarebbe se trovassi in te il coraggio di guardare diritto in faccia la verità del tuo essere? Questo sarebbe per te motivo di liberazione?
Esistono persone delle quali puoi dire che rappresentano per te un raggio di luce, che hanno portato la luce nelle tenebre della tua vita? Al momento del battesimo il bambino riceve una candela battesimale. Questa candela vuole significare che ogni bambino rende il mondo più luminoso e più caldo. Sei convinto del fatto che anche tu sei una candela, che porta luce e calore a coloro che ti circondano? Per chi potresti già essere luce?
Se consideri Gesù come luce, che cosa si illumina in te? Nel buddhismo coloro che meditano aspirano a raggiungere l'illuminazione (latori). Riconosci che all'improvviso tutto diventa chiaro, che impari a «penetrare con lo sguardo», che comprendi il significato del mondo?

(Anselm Grün, Nuovi volti di Gesù, San Paolo 2003, pp. 97-99)