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La cultura del dono (dal Rapporto Italia 2100, Eurispes)

 

Eurispes - Rapporto Italia 2010 - [Scheda 54]

 

Tra le 60 schede della sintesi del Rapporto Italia 2010 presentato a Roma il 29 gennaio dall’Eurispes, ne presentiamo una che riteniamo altamente significativa sia per il momento delicato che sta passando il Servizio Civile Nazionale per la solita mancanza di fondi (e che forse costringerà gli Enti almeno per un anno a sospendere il servizio stesso, creando così un buco formativo nei giovani stessi e un grosso disagio per gli stessi Enti e alla fine per la società e i più disagiati di essa), sia per mostrare uno dei campi dove la soggettività giovanile si manifesta nei suoi tratti migliori.

Ovviamente quella del volontariato non è prerogativa unica dei giovani… ma di certo i giovani ne esprimono un tratto di identità di altamente significativo e promettente.

 

Il volontariato letto attraverso le rilevazioni dell’Eurispes

Dalle rilevazioni effettuate dall’Eurispes emerge con chiarezza che le associazioni di volontariato rappresentano, nel panorama delle istituzioni italiane, l’unica realtà capace di conservare, nel tempo, un livello di fiducia elevato presso la maggior parte dei cittadini.

Ben l’82,1% degli italiani, infatti, ha dichiarato nel sondaggio del Rapporto Italia 2010 di avere fiducia nelle associazioni di volontariato, percentuale superiore anche a quella raccolta dalle Forze dell’ordine. Notevole il divario rispetto a partiti (12,1%), sindacati (22%) e Pubblica amministrazione (25,1%) ed anche ad istituzioni come la scuola (45,3%) e la Chiesa (47,3%).

Dall’analisi della serie storica relativa al periodo 2003-2010 emerge in particolare che i valori più alti della fiducia riposta nelle associazioni di volontariato sono stati rilevati nel 2004 con quasi il 90% dei consensi, nel 2005 (86,8%) e nel 2003 (83%).

Dopo un periodo nel quale era diminuita la percentuale di coloro che riponevano sentimenti di fiducia nelle associazioni di volontariato pur rimanendo alto rispetto alle altre Istituzioni il livello di fiducia accordato (il dato era in calo nel 2007 quando si attestava al 78,5% rispetto all’84,3% del 2006; un trend registrato anche nel 2008 (71,6%) e nel 2000, con il 71,3%), nell’ultimo sondaggio dell’Eurispes viene ancora una volta pienamente riconosciuto dalla grande maggioranza degli italiani il valore di questo settore in quanto garante di impegno sociale e solidaristico.

 

Volontariato e volontari in Italia

La stima dei volontari presenti nelle organizzazioni solidaristiche è oggi di circa 1.100.000 unità e la maggioranza dei membri vi opera fornendo il proprio apporto con continuità. Ad essi si aggiungono i quattro milioni di volontari che operano individualmente o in qualsiasi tipo di organizzazione e istituzione, in modo non continuativo.

Dai dati forniti dell’Istat relativamente alla partecipazione sociale delle persone residenti in Italia (numero dei cittadini dai 14 anni in su che si è impegnato in azioni di volontariato o che ha partecipato a delle riunioni) emerge una diminuzione nel 2008 rispetto agli anni precedenti con una leggera ripresa nel 2009. Infatti le persone impegnate nella associazione ecologiche che nel 2008 erano 1,6 ogni 100 persone (in netta diminuzione rispetto alle 2,3 del 2003) nel 2009 hanno registrato un lieve incremento passando a 1,8. La stessa ripresa, dopo il calo del 2008, è stata registrata dalla partecipazione alle associazioni culturali (passata, nel 2009, da 8,8 a 9,3) e da quelle di volontariato (da 9,0 a 9,2).

Più diffusa l’abitudine di effettuare donazioni in denaro: nel 2009 su 100 persone 16,7 hanno donato soldi ad associazioni che si occupano di sostegno sociale, dimostrando però un andamento altalenante negli anni, con una graduale diminuzione dal 2005 (18,1) al 2008 (15,8) ed una ripresa nel 2009 (16,7).

Le fasce d’età maggiormente impegnate in attività gratuite di volontariato sono quelle che riguardano i giovani tra i 18 e i 19 anni (11,1%) e quelle relative a coloro che presumibilmente possono dedicare più tempo per tali attività e cioè tra i 55 ed i 64 anni (11,9% per i 55-59enni e stessa percentuale per i 60-64enni).

Sono in numero nettamente superiore, rispetto ai loro coetanei (5,7%), le ragazze di 14-17 anni (10,8%) che dedicano il loro tempo per il prossimo e sono complessivamente di più le giovani donne (l’11,9% tra i 18 e i 19 anni) rispetto ai loro coetanei maschi (il 10,4% dei 18-19enni).

In età più avanzata sono in numero maggiore gli uomini che prestano la loro operosità altruistica (sono il 13,2% i 55-59enni e il 13,6% i 60-64enni) rispetto alle donne la cui attività rimane più costante nel tempo (10,6% per le 55-59enni, 10,2% per le 60-64enni).

Per ciò che riguarda le donazioni in denaro alle associazioni di volontariato i valori superano il 20% nelle fasce d’età tra i 55 ed i 64 anni (e con il 19,4% nella fascia dei 35-44 anni).

La partecipazione ad attività di volontariato riguarda un numero maggiore di residenti del Nord (11,9%) mentre nel Centro tale quota scende all’8,5% e nel Mezzogiorno al 6%. Allo stesso modo la donazione in termini economici riguarda particolarmente il Nord (21,2%), di meno il Centro (18,1%) ed il Sud (9,8%).

Le associazioni del Terzo settore sono quelle che nel corso del tempo hanno mantenuto invariata la loro rilevanza nel panorama delle istituzioni all’interno delle quali gli italiani dichiarano di svolgere attività di volontariato (45% circa dal 1997 al 2006). Per contro è calata considerevolmente la tendenza a prestare opera di solidarietà in modo informale (dal 32,5% del 1997 al 19% del 2006) mentre guadagnano terreno le parrocchie come centro di attrazione per il lavoro dei volontari (dal 33,3% del 1997 al 37,7% del 2006).

Secondo i dati della ricerca presentata dal CSVnet e dal Forum Nazionale Giovani nel mese di ottobre 2009 sulla Partecipazione giovanile in Italia, i canali più utilizzati attraverso i quali le persone entrano in contatto con il gruppo/associazione di appartenenza riguardano il passaparola (32%) (amici/parenti) e le azioni di propaganda (24,6%) messe in piedi dalle associazioni stesse. I giovani dichiarano di venire a conoscenza dell’offerta delle associazioni di volontariato anche grazie ad Internet (13,5%), alla scuola o all’Università (11,3%) come anche nell’ambito della parrocchia (9,8%).

I settori verso cui è rivolta l’azione del volontariato sono soprattutto la sanità (28%) e l’assistenza sociale (27,8%).

Il volontariato rivolto alla tutela del bene comune complessivamente rappresenta il 28,6% delle attività svolte, operando nei settori della partecipazione civica (ambiente, cultura, istruzione ed educazione permanente, protezione civile, solidarietà internazionale).

 

Voglia di volontariato

Dai 181 giovani volontari del servizio civile nazionale (quasi tutte donne) del 2001 si è passati agli attuali 35.000 giovani che ogni anno scelgono di impegnare un anno della loro vita per gli altri, a fronte però di una richiesta degli enti accreditati che è circa tre volte tanto. Potenzialmente i volontari che avrebbero potuto prestare la loro opera nel 2008 erano 50.490, sono invece poco più di 32.000 per l’Italia e 650 per l’estero. Nel 2009 su 100.000 posti richiesti solo 25.000 sono stati finanziati, il numero più basso dal 2003 (Centro documentazione dell’Eurispes).

Una gran parte dei giovani tra i 18 e i 28 anni del servizio civile sono volontari sistematici mentre una parte minore riguarda volontari saltuari. Una quota di essi è costituita anche da personale retribuito.

 

I finanziamenti al volontariato

La maggioranza assoluta delle entrate deriva dall’attività istituzionale delle organizzazioni senza fini di lucro (61%), a cui si aggiunge un modesto 3% dato dalle erogazioni libere, mentre le risorse pubbliche non superano il 36%, rimanendo sotto la media dei principali partner europei. Infatti, in Francia (58%), in Germania (64%) e Gran Bretagna (47%), i fondi pubblici rappresentano la fonte di finanziamento più consistente del Terzo settore. Solo Spagna e Stati Uniti mostrano percentuali più basse, (32% e 31%) le quali però vengono ampiamente compensate dal complesso delle donazioni Global Civil Society, 2007).

 

Gli ambiti della solidarietà

Nel nostro Paese, in molti ambiti in cui l’assistenza pubblica è carente, la solidarietà dei cittadini non esita a manifestarsi.

Sono 6.000 i volontari attivi nel Filo d’Argento Auser, 120 i punti d’ascolto collegati al numero verde.

Nel 2008 le domande di intervento alle associazioni sono cresciute del 3,1%, in particolare al Nord. I volontari di Filo d’Argento hanno realizzato in un solo anno circa 1,3 milioni di interventi, aiutando 374.000 persone in difficoltà. Il 77% dell’utenza si trova nell’Italia settentrionale, dove si concentrano una serie di condizioni problematiche: basso numero dei componenti dei nuclei familiari; il forte aumento del numero di donne anziane, vedove, che vivono sole e in affitto (specie al Nord-Ovest); “sgretolamento” delle reti parentali; aumento del numero degli anziani indigenti.

Circa il 70% delle telefonate proviene da donne molto anziane di età compresa fra i 75 e gli 85 anni che vivono da sole.

Sul fronte dei minori, secondo i dati della Commissione parlamentare per l’infanzia, gli affidi temporanei in Italia ammontano a circa 14.000, sommando i 13.159 minori in affidamento (dati Istat) a quelli nel Comune di Roma ed in Sicilia. Nel 1999 erano 8.800 i minori affidati a parenti o famiglie volontarie.

Il sostegno a distanza invece, rivolto a contesti di emergenza sociale, coinvolge circa 2/2,5 milioni di italiani. Si stima che ogni sostenitore doni in media circa 300 euro l’anno, per una cifra complessiva annua di circa 700/800 milioni di euro. Questi numeri stimati dalle associazioni sono però da considerarsi sottostimati, in quanto non tengono conto della parte sommersa del fenomeno, costituita dalle iniziative dei singoli e dall’attività delle associazioni non profit.

Un’altra realtà in cui si manifesta fortemente la solidarietà nazionale è quella legata alle donazioni di sangue.

Negli ultimi anni è progressivamente aumentato il numero di soci donatori dell’Avis e il numero di donazioni effettuate. Nel 2006, le donazioni sono state 1.830.959 con 1.040.462 soci donatori e nel 2008 i numeri sono aumentati rispettivamente a 1.924.861 e 1.109.959, registrando un incremento pari al 6,36% di soci donatori e al 4,87% del numero di donazioni.

Anche il numero di donazioni di sangue del cordone ombelicale è aumentato considerevolmente nel 2008 (+16,2%) secondo quanto affermano i dati forniti dal Centro Nazionale Sangue, i quali attestano anche che le donazioni per trapianto autologo (92) sono una minoranza irrisoria rispetto al numero complessivo di unità bancate (26.593).

Gli unici dati in discesa sul fronte della solidarietà nazionale sono quelli raccolti dal Centro Nazionale per i Trapianti dai quali si evidenzia che, pur essendoci una maggioranza assoluta di donatori effettivi tra quelli segnalati, la percentuale di chi si oppone a questa procedura, dal 2004 ad oggi, è costantemente cresciuta. Nel 2004, infatti, su 2.042 donatori segnalati 1.202 sono stati donatori effettivi (1.120 utilizzati) e 603 si sono opposti (29,53%), a fronte del 33,65% di opposizioni riscontrate nel 2008, su 2.303 donatori segnalati.

 

Il volontariato internazionale

La Focsiv (Federazione Organismi Cristiani di Servizio Internazionale Volontario) è una federazione di 64 Ong cristiane la cui attività interessa soprattutto l’Africa, dove sono stati avviati, nel 2007, 445 progetti che hanno coinvolto 485 volontari, un primato confermato l’anno successivo, nonostante la drastica diminuzione di progetti (238) e il lieve calo di volontari (407). Il secondo continente per numero di progetti (128) e volontari (128) impiegati è invece l’America Latina, cui segue l’Europa che, nel 2008, ha superato l’Asia e il Medio Oriente per progetti intrapresi e personale coinvolto. Ai volontari si aggiungono, inoltre, i cittadini italiani impegnati in progetti di servizio civile all’estero (295 nel 2007), promossi dalla stessa Focsiv. I progetti intrapresi da Focsiv sono rivolti a diversi settori di intervento, dall’educazione e formazione (173 progetti nel 2008) alla sanità (156), dai diritti umani (115) all’agricoltura (108) e l’animazione sociale (92), per finire con la comunicazione (5) e gli aiuti alimentari (5).

 

L’impegno nel sociale: confronto internazionale

Dall’analisi dei dati di una ricerca condotta nel 2008 dal Gallup World Poll nell’area dei paesi Oecd ed esterni a questa (come il Brasile, la Cina, l’Estonia, la Federazione Russa e il Messico), su un campione di mille intervistati per ciascun paese emerge che le persone preferiscono di gran lunga investire il proprio denaro a favore di associazioni od organizzazioni che poi lo impiegheranno in forme di assistenza di vario tipo verso i più bisognosi, piuttosto che impegnarsi attivamente all’interno di queste stesse organizzazioni ed associazioni, o anche in maniera meno strutturata, offrendo semplicemente il proprio aiuto ove sia necessario. La maggior percentuale di chi dichiara di aver fatto volontariato attraverso forme di donazioni di denaro è registrata in Olanda (74,9%), Irlanda (73%) e nel Regno Unito (72,2%). Nei paesi europei si è registrato in particolare il 56,3% in Germania, il 51,5 % in Francia, il 50,7% in Italia, il 23,4% in Spagna e il 18,9% in Portogallo. La percentuale più bassa è invece registrata in Cina, dove solo l’8,2% degli intervistati ha dichiarato di effettuare donazioni di denaro.

Il confronto internazionale evidenzia che l’Italia occupa un posto intermedio relativamente all’impegno nel sociale rispetto agli altri paesi dell’area ed esterni a questa (media Oecd: 46,6 %) .

La famiglia e gli amici rappresentano i punti di riferimento privilegiati in caso di necessità. Il tessuto connettivo che permette di fronteggiare le difficoltà rimane dunque il “clan”, gli affetti, le conoscenze, e solo in seconda battuta ci si affida a forme di aiuto provenienti dall’esterno.

In media infatti in tutti i paesi interessati circa il 90 % degli intervistati che ha dichiarato di aver ricevuto supporto sociale sostiene di aver ricevuto aiuti da persone fidate piuttosto che aiuti esterni.

La spinta più forte per soddisfare la necessità di essere d’aiuto agli altri si realizza nell’impegno puramente economico, molto meno sul piano del coinvolgimento personale diretto, sotto forma di adesione ad associazioni che svolgono opere di volontariato. Le fasce di età più coinvolte sono quelle dei giovanissimi per le donne e della mezza età per gli uomini.

 

Fonte: Eurispes, Rapporto Italia 2010

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