Attualità di Cristo

 

Si possono anche arruffare le questioni, ma alla fine il problema del Cristianesimo si riduce a una domanda d'una semplicità sconcertante: per te, amico, Cristo esiste oppure'no? Esiste, o non è esistito? Esiste adesso, qui, per me, per te: reale, denso e concreto; non come una bella favola o come un ricordo dei passato, ma attuale e significante - mi si perdonino gli accostamenti - come il giornale che prendo all'edicola, lo stipendio che ritiro, le stringhe delle scarpe o il collega di lavoro? Così, preciso, definito, consistente... Per te Cristo esiste, oppure no?

Se è vero che egli è la mia verità, l'origine del mio vivere, il motivo del mio persistere, il punto d'orientazione del mio cuore - e tale deve essere il Signore Gesù -: se è vero tutto questo, lo voglio presente ai miei giorni e alle mie vicende. Voglio che accompagni le mie parole, i miei sforzi, i miei incontri, il mio cantare e qualche pianto segreto. Voglio che si collochi nel cuore del mio cuore, là dove io dico «io», e dia senso e valore a ciò che sono e a ciò che faccio. Voglio potermi imbattere con Lui come con un compagno di strada che posso accogliere o rifiutare; un compagno di strada o la ragione del mio vivere: identificarlo e potermi mettere di fronte a Lui e contemplarlo a lungo e tacere ed ascoltare ed esultare perché c'è, perché è qui, perché è Lui, ed io sono un personaggio in cerca d'autore, e l'ho trovato; in cerca d'un punto di riferimento, ed ecco esiste questo centro della mia vita... So perché sono al mondo, ed è un atto d'amore che si manifesta in Cristo; e in Cristo io sono amato da Dio: amato e chiamato alla mia responsabilità; scopro un significato e una missione...

È quanto ci assicura la fede. Cristo è presente ed agisce tra noi nell'Eucaristia, negli altri Sacramenti, nella Parola proclamata, nei suoi ministri, là dove due o più si radunano nel suo Nome, nel fratello più povero e indifeso... Si tratta di scoprirlo, di sentirlo.

La Chiesa è esattamente questo spazio di presenza e questa mediazione che mi rende Cristo contemporaneo e cospaziale. La Chiesa... Che è popolata di santi nascosti - non si mettono in vetrina, vanno scovati: hanno un pudore istintivo a mostrarsi, e occorre essere un po' santi per riconoscerli -; la Chiesa, dicevo, popolata di santi nascosti e capace d'una singolare memoria: una memoria che non solo evoca un fatto passato, ma rende attuale una persona. E non m'importa molto, dopo tutto, se il prete che dice la Messa o mi dà l'assoluzione, sia egli stesso in peccato: non m'importa molto, anche se ne soffro; il fatto rilevante è che egli agisca in nome di Cristo; che il Signore Gesù sia qui e parli e mi raggiunga e mi salvi.

Paradosso dell'Incarnazione. Gesù nasce al tempo d'Erode, muore sotto Ponzio Pilato, ed è tra noi: perché è risorto; perché è Dio fatto uomo.

Paradosso della Chiesa. È realtà umana, eppure cela nel proprio intimo questo mistero che le è stato donato e che ci consegna ancora come un dono... Dio vuol avere bisogno degli uomini per esser presente tra noi. Dio è presente tra noi. Un grazie. Una contemplazione. Un impegno.

(Alessandro Maggiolini)