Prima parte. Animazione e pastorale giovanile a confronto

Inserito in Pastorale giovanile e animazione.

 

Cf Riccardo Tonelli, Pastorale giovanile e animazione. Una collaborazione per la vita e la speranza


PRIMA PARTE
ANIMAZIONE E PASTORALE GIOVANILE A CONFRONTO

Un paio d'anni fa sono stato invitato, in un corso d'alto livello sulla «formazione dei catechisti», ad offrire alcune lezioni sul tema «animazione e pastorale giovanile». Le mie lezioni erano state programmate nella sezione degli «strumenti» metodologici. Gli organizzatori pensavano infatti che l'animazione non avesse nessuna competenza per definire l'atto pastorale. Altre discipline erano in causa a questo livello. L'animazione invece poteva funzionare bene come «strumento» pratico di azione, in compagnia con gli audiovisivi, i cartelloni e i metodi attivi. Si rendevano evidentemente conto che nessun metodo può risultare neutrale rispetto al contenuto che intende servire. Ma constatavano che l'influsso era minimo e anche questo andava attentamente controllato per evitare indebiti sfondamenti di campo.
Per mettere in crisi questa impostazione riduttiva, ho cominciato il mio lavoro raccontando una esperienza.
Da un paio di anni sto utilizzando il computer per scrivere. Superate le prime inevitabili difficoltà, l'ho trovato uno strumento di lavoro prezioso e interessante. Mi risolve una quantità imprevista di problemi. Posso apportare tutte le correzioni che voglio, e ho sempre un testo pulito e ordinato, senza doverlo ribattere. Passo in tipografia direttamente il dischetto registrato, risparmiando sul tempo e sui costi. Il programma per trattare i testi mi permette interventi che non ero mai riuscito a realizzare, quando lavoravo manualmente: centrare i titoli, dividere automaticamente le sillabe, rettificare alla perfezione a destra e a sinistra, spostare i blocchi... e molte ,altre raffinatezze grafiche.
La prima impressione mi ha portato a concludere: ecco uno strumento prezioso. Ragionavo in termini strumentali. Chiedevo alla macchina di eseguire ciecamente quello che le ordinavo.
Sono presto entrato in crisi. Mi sono accorto che la macchina ha una sua logica ferrea. Non obbedisce quando le si chiede qualcosa di «diverso» dalla sua logica. Se non la utilizzi nella tua logica, o si blocca o sei costretto a utilizzarla su standards bassissimi.
Ho scoperto di tasca mia che l'uso del computer non può essere ridotto alla sola dimensione strumentale. Chi vuole scrivere con un computer deve ragionare un po' meno con la sua testa e un po' di più con le strutture linguistiche formali della macchina. Deve rinunciare ad alcune pretese irrealizzabili, per usufruire di altre possibilità insperate. Se non accetta questo «compromesso», è costretto ad abbandonarlo e deve ritornare a trattare i testi con carta, penna, colla e gomma.
L'esempio calzava a pennello per descrivere il rapporto tra animazione e pastorale giovanile. I miei interlocutori l'hanno colto al volo e hanno contestato gli organizzatori della stage. Cercavano una conoscenza dell'animazione per possedere uno strumento in più, nell'azione pastorale. E si sono scontrati con un processo che pretendeva di «giudicare» e di «elaborare» la sostanza stessa della cosa.
Questo è il nocciolo della questione: se prendiamo l'animazione in modo serio, qualcosa cambia nel modo tradizionale di fare pastorale giovanile.
Viene spontaneo chiedersi: si può fare correttamente pastorale giovanile in stile di animazione? Prima di definire un modello, dobbiamo verificare fino a che punto è pertinente instaurare un dialogo operativo tra due realtà chiaramente differenti.
La prima parte del mio libro analizza i problemi connessi e ritaglia una prospettiva di soluzione. Presento tre capitoli.
- Il primo definisce l'oggetto globale della ricerca: nella Chiesa del dopo- concilio cosa si intende per «pastorale giovanile», quali problemi l'attraversano, quali prospettive stanno emergendo? Qui si colloca il discorso nuovo di un progetto di pastorale giovanile in stile di animazione: pastorale giovanile e animazione possono lavorare assieme solo se vanno d'accordo sull'importanza e sulla natura dell'educazione.
- Nel secondo interrogo la fede della Chiesa per trovare una risposta adeguata: l'Incarnazione ci aiuta a comprendere che anche nella crescita della fede c'è uno spazio notevole per i processi educativi.
- Nel terzo ritaglio una piattaforma di lavoro comune per l'animazione e la pastorale giovanile attorno alla «passione per la vita».