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Il vissuto del MGS

in Italia

Giovanni Battista Bosco


INTRODUZIONE

Sono indispensabili talune premesse per evitare equivoci:
- non intendo presentare tutta la viarietà e complessità del MGS in Italia, bensì rilevarne elementi essenziali di vissuto in vista dello scopo che ci è proposto;
- la mia è una lettura SDB del MGS in Italia, pur essendo consapevole che molto, anzi moltissimo, si è venuti condividendo nel cammino da FMA e SDB;
- nella stesura mi sono riferito prevalentemente a documenti che a tappe sono stati prodotti da parte dei vari organismi Cisi (Conferenza ispettorie salesiane d'Italia).
Procedo nella comunicazione per punti flash, più che in modo discorsivo, poiché simile modalità mi pare più agevole e chiara.

1. "CONFRONTO DB 88": NATALE PUBBLICO DEL MGS IN ITALIA

Come punto di partenza assumo un avvenimento non puramente italiano, ma che ha avuto una rilevanza determinante in Italia: il confronto dei giovani tenuto a Valdocco nel Don Bosco 88.
In tale occasione il MGS si è manifestato apertamente nella scoperta gioiosa della sua realtà emergente e nella avvertita consapevolezza di una comune spiritualità. Non per nulla il Rettor Maggiore ha scritto al riguardo che "senza dubbio il MGS si può annoverare tra le migliori e più urgenti 'novità di presenza' nella missione salesiana verso i giovani" (LXX/330 1989).
In base all'esperienza del Confronto DB88, la Cisi prende maggiore coscienza della situazione e coglie alcuni semi da crescere.
La situazione consiste nella costatata realtà di un "nuovo soggetto giovanile" che si impone in modo rinnovato e con voglia di esprimersi. Numerosi sono i giovani che vengono in contatto con le presenze salesiane: li sappiamo immersi in tutta la loro problematica, ma anche pieni di potenzialità. Si rivelano però anch'essi soggetti di uno dei fenomeni più vistosi della pastorale attuale, che si chiamano movimenti, aggregazioni nei luoghi di spiritualità (Assisi...), convocazioni di massa (la GMG
A una attenta lettura, questo fenomeno non sembra essere un fatto marginale, bensì vitale lungo queste linee ispiratrici.

1.1 Don Bosco ispira: la spiritualità giovanile salesiana (SGS)

I giovani del MGS avvertono sensibilmente un'appartenenza comune: si rifanno a don Bosco e lo percepiscono "padre, maestro e amico" nel loro cammino verso la maturità. In lui trovano "un originale progetto di vita cristiana", che prende oggi volto nella SGS.
È una proposta spirituale che viene intesa come il percorrere insieme un cammino di crescita, il vivere un'esperienza significativa nel quotidiano, il collocare la fede al centro della propria esistenza, l'impegnarsi per il Regno in campo educativo, sociale ed ecclesiale.
La SGS emerge così come una realtà esistente che unisce i cuori prima delle menti, sia di educatori che dei giovani. Essa impegna ad occuparsi di accompagnamento personale e di acquisizione di interiorità quale superamento della superficialità e dell'effimero, come anche a creare spazi di impegno educativo e apostolico.

1.2 MGS: luogo di protagonismo e di responsabilità

Il MGS, essendo una realtà sorta nella spontaneità delle aggregazioni di base, si presenta con un volto assai variegato. Le comunità giovanili sono spazi di aggregazione che devono rispondere a bisogni vitali e a interessi giovanili. La proposta associativa ne diviene parte integrante del cammino di educazione ed evangelizzazione. In essa i giovani possono esprimersi, meglio che in altre agenzie educative, nella loro potenzialità e fantasia.
Ma pur nella molteplicità e differenza delle aggregazioni tutti si sentono dentro un unico movimento vitale.
Nel suo insieme articolato, il MGS diviene luogo di protagonismo giovanile e di responsabilità educativa.
- In primo luogo i giovani avvertono oggi di non essere dei meri spettatori della loro vita, bensì dei protagonisti: essi intendono giocare da soggetti attivi della loro educazione ed evangelizzazione. Occorre promuovere vasti spazi di iniziativa e proposta.
- Allo stesso modo il MGS sente la necessità inderogabile di impegnare i giovani nelle responsabilità educative e apostoliche. Il fortunato slogan "Giovani per i giovani" rende assai bene gli intendimenti. I giovani nel movimento non si ripiegano su se stessi, ma si fanno messaggio per condividere con altri un'esperienza educativa e spirituale, e per aprire orizzonti e frontiere nei vari campi sociale, politico, educativo, culturale.

1.3 I luoghi salesiani: santuari per l'MGS

L'esperienza a Valdocco e al Colle del confronto DB 88 ha rivelato quanto i luoghi della memoria salesiana possano suscitare fascino ed essere rievocativi di un carisma incarnatosi lì.
La "cittadella salesiana" si è manifestata luogo significativo perché la permanenza ha dato il senso del trovarsi a casa e la visita ha avuto il sapore di un pellegrinaggio.
Senza dubbio tali luoghi sono apparsi assai eloquenti ai giovani, tanto da poterli proporre come centri di riferimento sia per la SGS che per il MGS. Essi divengono così naturalmente luoghi di convocazione giovanile e santuari di esperienza di fede.
Il nome suggestivo poi di "Colle delle beatitudini giovanili" assegnato al Colle don Bosco, esprime bene la pregnanza di significato di quanto potrà essere vissuto in questo ambiente.
Il MGS ha un luogo emblematico e la SGS una fonte ispiratrice.

2. MGS IN ITALIA: RISALENDO AGLI INIZI E SINO AD OGGI

Una ricostruzione storica documentata del MGS, dai suoi inizi sino ad oggi, mi sembra qui fuori luogo e di poco interesse.
Allo scopo nostro reputo solo importante sottolineare che il MGS in Italia è sorto e si è sviluppato all'insegna della spontaneità delle iniziative e del pluralismo di visioni.
Ogni ispettoria si è mossa in tempi e modi diversi, così come si sono diffuse visioni diversificate di movimento in base alle differenti situazioni locali e relative diverse interpretazioni.
A livello di prassi, lo scambio di esperienze e il confronto tra le posizioni sono durati circa una diecina d'anni sino a quando, nel 1993, la Cisi si propose di fare il punto della situazione per delineare insieme un cammino di convergenza.
Nel frattempo era avvenuta una poderosa ed efficace ricerca sulla SGS: la stretta collaborazione tra organismi Cisi e il CSPG ha permesso di produrre e pubblicare un fascicoletto dal titolo significativo "Un manifesto per la SGS" (NPG 1/82), che suscitò unanimi consensi in tutte le ispettorie d'Italia. Tale esito consentiva di affrontare il tema MGS su una scorta di un fondamento.

2.1 Verso il MGS (Cisi 1983)

Il documento-proposta della Cisi si pone l'intento di "amplificare tutto ciò che è positivo, ispirandosi alle scelte di don Bosco," alla luce dell' esperienza delle varie ispettorie.
Con riferimento ai documenti ecclesiali e salesiani, e soprattutto attenta a leggere la realtà in divenire del movimento, la Cisi coglie i punti nevralgici e li espone in modo organico, perchè si possa procedere in convergenza "Verso il MGS".
Una breve presentazione del testo servirà a far comprendere sollecitudini pastorali e linee di riflessione sul MGS.
La prima parte colloca il tema MGS in modo assai significativo: il titolo suona "Con i giovani nella società e nella chiesa oggi".
Riporto in maniera schematica i contenuti principali:
- "Per fedeltà alla missione salesiana ci occupiamo di associazionismo 'educativo' e ci troviamo di fronte ad interessanti elementi che ci stimolano a pensare": l'esigenza sociale di 'mondi vitali' e il riconoscimento positivo della Chiesa.
- "La presenza salesiana: effettivo pluralismo di gruppi" è il capitolato che rileva come l'esperienza di gruppo si sia consolidata negli anni recenti e che descrive le varie aggregazioni giovanili attorno a concreti interessi. Ci sono gruppi nati attorno alle riviste giovanili e formative, gruppi associati attorno agli interessi del tempo libero (con riconoscimento civile), gruppi sorti attorno alla figura di Domenico Savio (specie per preadolescenti), gruppi che prendono vita attorno a valori e ideali sociali o ecclesiali (pace, solidarietà, volontariato, apostolato).
- "La presenza salesiana: un cammino da compiere" sottolinea la valenza salesiana delle aggregazioni: ossia il dinamismo interiore di ciò che amiamo noi e il partire sempre da ciò che amano i giovani; le aree di partenza sono varie, ma i gruppi si presentano tutti come educativi; una dinamica interna che procede verso un impegno progressivo sino a quello più coinvolgente.
- "La presenza salesiana: un vasto MGS" rappresenta la parte più ampia e descrive i tratti del movimento, dopo aver affermato che esso è l'insieme di tutta la realtà aggregativa:
* il MGS è aperto a tutti i giovani, nella varietà delle proposte aggregative che interagiscono e si completano;
* il MGS ha una struttura a cerchi concentrici e ammette una graduale intensità di appartenenza;
* il MGS pone attenzione speciale ai nuclei d'impegno formati da giovani ricchi di risorse spirituali e disponibili al servizio;
* il MGS è caratterizzato dalla sollecitudine educativa, attento e interessato a tutte le dimensioni e dinamismi esistenziali;
* il MGS sceglie come stile educativo l'animazione con tutto ciò che comporta il termine sotto il profilo pedagogico e culturale;
* il MGS fa la scelta del gruppo come luogo educativo ecclesiale, gruppo umano concreto di educazione e di evangelizzazione;
* il MGS è attento a tutto ciò che si agita nel mondo giovanile e apre ciascun gruppo all'impegno sociale, culturale e politico;
* il MGS trova il suo centro propulsore nella SGS, che rappresenta la fondamentale base d'incontro nel pluralismo associativo.
La seconda parte del documento-proposta tratta della "SGS anima del movimento". Dopo essersi soffermata sul significato dei singoli termini, spiega come la SGS sia una proposta di santità "originale", "vissuta in un ambiente carico di valori", "nello stile del sistema preventivo".
Richiama quindi, in modo assai sintetico, gli elementi caratteristici della SGS, rimandando a trattazioni più approfondite.
La terza parte infine affronta la realtà organizzativa del MGS come strutture di servizio per il collegamento e il confronto.
- Le strutture organizzative previste per il MGS sono di livello ispettoriale, locale e nazionale sia per i salesiani che per i giovani, sottolineando che il luogo centrale è l'ispettoria.
- I rapporti del MGS con gli altri gruppi della Famiglia salesiana vengono affrontati ponendo al centro la formazione globale e integrale del giovane, senza separazioni artificiose.
- Al MGS in rapporto agli altri movimenti sociali, culturali ed ecclesiali vengono indicati criteri orientativi che ne guidino la sua collocazione, specie per la persona del salesiano.

2.2. Comunicato congiunto SGS-MGS (Cisi e Cii 1989)

Una tappa di rilievo nella revisione del cammino MGS in Italia è rappresentata dal raduno Cisi e Cii del 1989, preparato da coordinatrici e animatori ispettoriali della PG d'Italia.
Il valore di tale valutazione complessiva, sfociata in un pronunciamento autorevole, sta nell'aver analizzato la prassi MGS nelle ispettorie e nell'averne desunto orientamenti per il cammino.
Riferisco qui i punti evidenziati, poiché riflettono bene sia gli elementi condivisi che quelli problematici.
- Il MGS è una realtà da accogliere, attenti a quanto sta nel cuore di questa esperienza. È una realtà che si presenta in modo variegato, una realtà in cammino che merita il rispetto della sua evoluzione per evitare il rischio della ricerca affannosa di una identità forte, che può dire forzatura, o della dispersione inconcludente di una identità debole, senza qualità di proposta.
- Il MGS è aperto a tutti i giovani (preadolescenti, adolescenti e giovani) che accettano di percorrere un cammino educativo che li porta gradualmente a una prima presa di coscienza di essere movimento, alla assunzione convinta della SGS che lo anima, alla condivisione della scelta di essere apostoli tra altri giovani.
- Nel MGS trovano la loro legittima collocazione le associazioni civilmente riconosciute, le cui proposte culturali si ispirano alla SGS e la cui scelta statutaria è di operare secondo il sistema preventivo. Sono anche parte del MGS i giovani delle scuole e dei cfp, dei convitti e dei pensionati, nella misura in cui acquisiscono consapevolezza di vivere la spiritualità dei loro educatori, accettano il progetto educativo e partecipano alla vita aggregativa della comunità educativa. Per questo non devono esistere gruppi specifici targati MGS, poiché l'MGS è l' insieme.
- Il MGS ha un perno, il contenuto base: la SGS. Giovani, sdb e fma vivono un'unica spiritualità, in comunità o in gruppo, secondo la propria età, ruolo o vocazione. La SGS è il modo tipico con cui la proposta evangelica viene vissuta: con questo stile siamo presenti nella chiesa, continuando nel tempo il carisma di don Bosco. La SGS impegna a educare alla partecipazione responsabile, non intende però operare in ambito politico-partitico.
- Il MGS prende vita e ispirazione dalla realtà della Famiglia salesiana. Ma la loro natura rimane differente: quella della Famiglia salesiana è di tipo vocazionale; essenzialmente educativa è invece quella del MGS. Ai giovani del MGS vengono offerti sbocchi vocazionali e ambiti d'impegno.
- Il MGS presenta fondamentalmente tre ambiti di aggregazione: locale, ispettoriale, nazionale o mondiale.
A livello operativo viene privilegiato l'ambito 'ispettoriale o interispettoriale', senza escludere gli altri. Su questa linea siano promossi organismi essenziali di collegamento, strumenti (Fogli MGS) di scambio e sussidi per il cammino dei gruppi.
L'animazione ispettoriale (e/o interispettoriale) è individuata come un nodo su cui puntare per condividere.
Emergono come momenti indispensabili o indilazionabili:
* il coinvolgimento della comunità religiosa al cammino SGS-MGS,
* la formazione degli animatori dei gruppi preparandone un piano,
* la prosecuzione del lancio nazionale della proposta pastorale, che tematizza tratti SGS e facilita il cammino unitario MGS.
Rimangono tra i problemi aperti che meritano approfondimento: * il rapporto tra MGS e altre realtà presenti sul territorio,
* l'ambiente scuola e cfp esige una riflessione particolare.

2.3 Configurazione attuale del MGS (rilevamenti SDB 90 e 91)

Non è certamente agevole oggi configurare nettamente un movimento per la sua stessa natura. Tanto più quando ,si tratta di quantificare aggregati e iniziative, e qualificare organismi.
E tuttavia è utile delinearne gli elementi di massima, perlomeno nel tentativo di offrirne anche il volto concreto e operativo.

Rilevamento quantitativo dell'associazionismo (1990)
Sulla spinta dello studio del dicastero PG degli SDB "La proposta associativa salesiana" (1985), che ha trovato tanta eco in Congregazione, si è voluto mettere in atto un rilevamento (1990) che desse un volto all'associazionismo SDB, dal quale desumiamo i dati riguardanti l'Italia.

ASSOCIAZIONISMO RAGAZZI 

Gruppi formativi

soci:

 

10.414

gruppi:

490

A. sdb:

264

A. laici:

574

Gruppi culturali

soci:

 

13.938

gruppi:

559

A. sdb:

243

A. laici:

920

Gruppi ecclesiali

 soci:

 

6.263

gruppi:

279

A. sdb:

126

A. laici

390

     

ASSOCIAZIONISMO GIOVANI 

Gruppi formativi

soci:

 

11.545

gruppi:

568

A. sdb:

379

A. laici:

582

Gruppi culturali

soci:

 

10.583

gruppi:

479

A. sdb:

257

A. laici:

724

Gruppi ecclesiali

soci:

 

2.781

gruppi:

139

A. sdb:

114

A. laici:

235

RIASSUNTO TOTALE RAGAZZI E GIOVANI 

Ragazzi

soci:

 

30.615

gruppi:

1.328

A.sdb:

633

A.laici:

1.884

Giovani

soci:

 

24.909

gruppi:

1.186

A.sdb:

750

A.laici:

1.541


Rilevamento qualitativo sulla realtà MGS
L'indagine proposta ai delegati ispettoriali PG, in base a questionari definiti, ha dato i seguenti esiti sulla realtà MGS di tutte le ispettorie SDB.

Una variegata tipologia dei gruppi e associazioni
* gruppi di giovani animatori e educatori
* gruppi di cooperatori giovani e di giovani exallievi
* gruppi di ricerca o riferimento vocazionale
* gruppi e associazione di volontariato (AM-VIS)
* associazioni a riconoscimento civile (CGS PGS TGS)
* convocazioni di rappresentanti di classe o corso
* aggregazione dei Savioclub
* gruppi di preghiera, di catechesi, di liturgia * gruppi scouts, di azione cattolica...
* gruppi della non-violenza, di obiettori di coscienza

Una serie di convocazioni ispettoriali targate "MGS"
Sono di diversa natura, di portata formativa varia, di differente ampiezza di coinvolgimento, nella molteplicità di formule aggregative, con modi attuativi diversificati.

Le formule più diffuse risultano essere principalmente:
* la festa annuale MGS (dei ragazzi e dei giovani)
* il convegno a tema sulla SGS o sulla proposta pastorale
* gli esercizi spirituali di livello ispettoriale
* campi-scuola per animatori, educatori o responsabili
* pellegrinaggi, convocazioni ecclesiali, rendez vous...

Un insieme di contenuti affrontati in prevalenza:
* il tema della proposta pastorale nazionale SDB e FMA
* i nuclei fondamentali della SGS
* i temi proposti da "L'animatore salesiano nel gruppo giovanile"
* le aree del cammino di educazione alla fede

Alcuni strumenti di collegamento MGS:
* organismo interispettoriale o ispettoriale di coordinamento
* fogli di collegamento per scambio di esperienze formative
* rivista nazionale "Dossier Animatori" ora "Spazio animatori"
* convegno annuale sulla proposta pastorale

3. PROSPETTIVE: LINEE DI SVILUPPO DEL MGS

Il MGS rimane un fenomeno più da leggere e da accogliere che da prefigurare, una realtà che richiede discernimento ed esige accompagnamento. Nella pluralità delle esperienze la convocazione comune (cf Confronti DB88 e 92) fa riconoscere tutti con spontaneità in un movimento: si condividono idee-forza che guidano gli animi e si vive uno stile di vita alla don Bosco "maestro di spiritualità giovanile". La SGS rimane il cardine e l'anima del MGS: senza di essa non esiste movimento. Approfondire e soprattutto vivere la SGS è un compito permanente e inderogabile.
Per accompagnare lo sviluppo MGS si rilevano queste priorità.

3.1 Proposte di crescita nel vissuto associativo da privilegiare

- Il gruppo come luogo privilegiato di educazione totale e di esperienza di chiesa, aperto alla condivisione e solidarietà.
- La realtà quotidiana quale luogo di vita teologale su cui si misura la propria vitalità spirituale e si concreta la SGS.
- La festa come celebrazione della vita nuova, che si fa messaggio per i giovani, espressione di un cuore in amicizia con Gesù.
- Il comune cammino di crescita nella fede da percorrere con mentalità da itinerario educativo, rispettoso del ritmo personale.
- L'impegno apostolico come compito esigente di giovani che intendono dedicarsi ad altri giovani in stile educativo.

3.2 Scelte e aree in cui il MGS si impegna

- area educativo preventiva dei diversi ambienti di ampia accoglienza o di educazione sistematica;
- area dell'animazione culturale e del tempo libero nel proprio ambiente territoriale in rispondenza alle esigenze;
- area dell'impegno sociale e politico alla cui base sta una ferma coscienza del bene comune;
- area del volontariato missionario ed educativo che va dai compiti di sensibilizzazione al volontariato, al tempo pieno;
- area dell'emarginazione che deve segnare il passo di una comune sensibilità, ma anche impegnare la persona sul campo;
- area dell'animazione liturgico-catechistica, specie per essere fermento innovativo e stimolo costruttivo di comunità.

3.3 Strategie operative su cui far perno

- Considerare seriamente la comunità educativa come soggetto responsabile e luogo di comune riferimento: essa viene meno al suo compito se non prevede la proposta associativa nel suo progetto; ciò significa promuovere la crescita delle aggregazioni a livello locale e riconoscersi come punto d'incontro e di comunione.
- Considerare con convinzione la maturazione del giovane quale fine, e le attività e associazioni come strumenti per una completa educazione: ciò vuol dire che la formazione del giovane è lo scopo primario, che l'intervento formativo deve essere convergente e unitario, che i giovani più disponibili sono da coinvolgere in responsabilità educative.
- Considerare la formazione degli animatori ed educatori la carta vincente del movimento: non essendo più possibile procedere in tale compito in modo saltuario, è necessario un piano di formazione organico di livello nazionale, che sia di riferimento comune.
- Considerare il delegato PG con la sua èquipe promotore dell' insieme del MGS: deve avere a cuore ogni gruppo e associazione, stimolare la proposta associativa in tutte le presenze e ambienti, progettare in èquipe linee d'azione e iniziative d'insieme per l'animazione di tutta la realtà MGS.
- Considerare i luoghi salesiani come opportunità consuete di esperienze giovanili e centri di convocazione significativi: in particolare guardare al Colle don Bosco come al colle delle beatitudini giovanili, l'Assisi salesiana.
- Considerare acquisite le indicazioni di Cisi e Cii di assicurare adeguati organismi e strumenti di collegamento a livello interispettoriale perché sia condivisa la responsabilità nel promuovere il MGS sul territorio.

3.4 Percorsi da approfondire di fronte a nuove situazioni

In questi ultimi tempi si sono create in Italia situazioni nuove che meritano tutta la nostra attenzione e sollecitudine:
- La CEI ha proposto per la prima volta negli OP 90 (ETC) la via privilegiata della "educazione dei giovani al vangelo della carità", affermando come prioritaria la PG. Ne ha tirato poi le conseguenze, puntando a ripensare la pastorale in termini organici (convegno di Assisi - giugno 92), istituendo un servizio nazionale di coordinamento PG (con responsabile), dando vita a un convegno nazionale dei responsabili diocesani PG (ottobre 92), promuovendo la consulta per la giornata mondiale giovanile di Denver.
- Il recente CG delle FMA, nella revisione dei suoi organismi di animazione, ha compiuto una scelta determinante che porta a conseguenze per l'Italia: la nascita di un centro nazionale di coordinamento pastorale con relativo cambiamento di rapporti tra organismi nazionali Cisi e Cii rispetto al passato.
- Il CG23 degli SDB, prendendo consapevolezza della prassi emergente nelle ispettorie, ha indicato autorevolmente gli orientamenti per il cammino di educazione alla fede, i nuclei fondamentali della SGS e i riferimenti ispirativi per il MGS, commentati successivamente dal responsabile del dicastero PG (ACG n. 336).
Sulla scia di queste novità il MGS viene posto di fronte ad alcune questioni da approfondire:
- Quali linee PG si intendono portare avanti insieme per gli anni 90, in specifico circa i nuclei generatori della SGS, il cammino di educazione alla fede, i punti fermi per il MGS, in modo da facilitare il cammino sia ispettoriale che nazionale?
- Quale protagonismo e responsabilità devono essere riconosciuti e consegnati ai giovani del MGS a livello diocesano e nazionale, perché siano soggetti attivi negli organismi previsti dalla CEI per loro, in modo da poter procedere anche con loro ?
- Quale rete di collegamento prevedere per dare la possibilità ai giovani di esprimersi anche a livello nazionale nella corresponsabilità con i rispettivi Centri di coordinamento (così come essi si pronunciano a livello interispettoriale), sia sulle iniziative che li riguardano (confronti e convegni) che sulla loro opportuna collaborazione a SPAZIO ANIMATORI ?

CONCLUSIONE

A chiusura delle precedenti considerazioni sul MGS mi piace riportare quanto è apparso su un Foglio MGS scritto dai giovani.
"Colle don Bosco: già si respira un'aria internazionale e il Colle delle beatitudini si popola di giovani che vogliono confrontarsi insieme... È un MGS che va crescendo quello che abbiamo visto al confronto, che si interroga seriamente e concretamente sui problemi pia scottanti della realtà sociale e politica in cui viviamo, che non vuole pia delegare ad altri la propria responsabilità. E se con il Confronto DB 88 il MGS è nato ufficialmente, con questo confronto 92 ha preso coscienza di esistere e noi giovani sentiamo di essere con i salesiani garanti di quel carisma che ci è stato donato in don Bosco".
(Dicastero della Pastorale Giovanile della Congregazione Salesiana, Il Movimento Giovanile Salesiano come espressione della spiritualità giovanile salesiana. Atti del Convegno Europeo, Sanlucar la Mayor, 22-25 ottobre 1992, Edizione SDB Roma 1993, pp. 89-102)

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