L’esperienza di un consultorio

Inserito in NPG annata 1997.


(NPG 1997-09-40)


Il Consultorio «La Famiglia» di Rossano Calabro è sorto cinque anni fa dopo che una quindicina di volontari si erano formati alla «Scuola per Consulenti Familiari» di Roma.
Questo ci ha permesso di avere una preparazione di base tale da poter conoscere e gestire positivamente il nostro vissuto familiare e sessuale. Volendo lavorare non solo nella consulenza individuale, ma anche nella formazione dei giovani e delle famiglie, come équipe-consulenti ci siamo suddivisi in mini équipe che si sono specializzate in
– corsi di educazione alla sessualità;
– scuole genitori;
– corsi di educazione all’amore per adolescenti.
I Corsi di educazione alla sessualità per preadolescenti vengono svolti negli istituti scolastici che ne fanno richiesta tramite il preside o un insegnante. Dopo di che è nostra preoccupazione seguire questa traccia:
– creare il contesto scolastico;
– creare il contesto familiare;
– condurre il Corso con gli alunni.

Creare il contesto scolastico

Innanzitutto ci rivolgiamo al capo dell’Istituto per conoscerlo e farci conoscere. È importante creare una buona alleanza con lui per essere accolti all’interno dell’istituzione scolastica, sentirsene parte e non essere vissuti come «corpi estranei». Se il capo dell’istituto non solo approva, ma si fa promotore dell’iniziativa, è lui stesso che la propone al Collegio dei docenti invitandoci a presentare il corso.
Il Collegio dei docenti in genere non si limita ad ascoltare e a subire, ma interviene chiedendo delucidazioni, facendo proposte operative o ponendo problemi pratici derivanti dalla conoscenza di se stessi e degli alunni. La discussione in genere approda ad una di queste ipotesi:
– accettazione del corso e sua attuazione per tutto l’Istituto scolastico;
– accettazione del corso, ma la sua attuazione si limita solo alle classi i cui consigli di classe ne facciano richiesta;
– il corso non è accettato dal Collegio dei docenti, ma si permette di attuarlo ai Consigli di classe che lo ritengono opportuno.
In un istituto di scuola media inferiore il corso è stato accettato e gli insegnanti hanno pure proposto che in tre incontri venissero presentati loro:
– i presupposti antropologici, culturali, psicologici, affettivi, relazionali soggiacenti al corso;
– i contenuti medico-scientifici;
– la psicologia del preadolescente.
Al termine di questi incontri è pure emersa l’idea che si attivi una «Scuola per educatori» che permetta ai docenti di passare gradualmente da una scuola informativa ad una scuola formativa.
Questo potrà nel tempo far sì che l’educazione alla sessualità non sia proposta da operatori esterni alla scuola, ma dai docenti stessi. Le prime esperienze ci hanno insegnato che è importante creare un favorevole «contesto scolastico»:
– per impedire che gli operatori si sentano clandestini o, peggio, degli abusivi (questo trasmetterebbe ai ragazzi il messaggio che la sessualità è una dimensione della vita che va vissuta in modo clandestino);
– per non rompere gli «equilibri educativi» che a volte in un consiglio di classe eterogeneo sono molto labili e fragili (i risultati negativi si ripercuoterebbero sugli alunni);
– per evitare agli alunni il disagio di dover assistere ad una opera educativa «contraddittoria» causata da operatori consultoriali che propongono determinati vissuti relazionali-affettivi-sessuali che poi vengono rifiutati o contraddetti dai docenti durante le ore scolastiche e curriculari.

Creare il contesto familiare

Quando si è deciso a quali classi proporre il corso si invitano gli alunni ad aderire. Coloro che accettano presentano la domanda al preside o al coordinatore del Consiglio di classe. Noi chiediamo questa adesione personale per evitare che alunni, non ancora motivati, si sentano «violentati» a subire un passaggio della propria vita per il quale non si sentono ancora pronti.
L’adesione scritta dei singoli alunni porta in calce il permesso scritto dei genitori. Prima di iniziare il corso i genitori sono invitati a partecipare ad un incontro che si svolge nella scuola.
In questa sede vengono loro presentati:
– il contesto relazionale-affettivo all’interno del quale intendiamo operare;
– il concetto di sessualità;
– i principali errori che si compiono nelle famiglie a proposito dell’educazione sessuale;
– proposte educative con le quali accompagnare i figli durante il corso.
I genitori vengono invitati ad esprimere i loro pareri, le loro perplessità e a far presente ai conduttori del corso eventuali problemi che insorgessero durante il corso stesso.
Ai genitori viene pure presentata l’attività del Consultorio e i fini che si propone perché vi si possano rivolgere in caso di bisogno.

La conduzione del corso

Gli obiettivi che il corso si propone sono:
– fornire una corretta informazione sugli aspetti relazionale-affettivo, biologico, procreativo e sociale della sessualità;
– aiutare i ragazzi a vivere come naturale processo evolutivo la fase, talora critica, della preadolescenza e dell’adolescenza;
– favorire nei ragazzi l’assunzione di uno spirito critico, capace di elaborare messaggi e valori proposti da varie fonti;
– presentare la sessualità come forza positiva e creativa, da vivere con armonia, serenità, rispetto e responsabilità.
I criteri organizzativi prevedono che il corso si rivolga a ragazzi e ragazze che vanno dai 13 ai 15 anni. Il gruppo non deve superare i 20/25 componenti. Il corso consta di cinque incontri di due ore ciascuno.
La metodologia di lavoro utilizzata è la dinamica di gruppo. In un clima di fiducia e di libertà, i ragazzi vengono coinvolti in prima persona, diventando protagonisti. Ogni incontro prevede due momenti:
– grande gruppo nel quale si espone la parte teorica;
– piccolo gruppo (6-9 partecipanti), ognuno condotto da un operatore fisso con ruolo di «facilitatore», per stimolare i ragazzi nel dialogo e nel confronto, arrivando così a un’elaborazione attiva delle informazioni ricevute.
I contenuti del corso sono:
1) La sessualità umana. L’aspetto relazionale della sessualità. Le relazioni umane. La comunicazione verbale, non verbale, corporea.
2) Il linguaggio corporeo – I vari tipi di amore – L’evoluzione dell’amore tra due persone. Mass media e valori.
3) La maturità fisica: cenni di anatomia dell’apparato genitale maschile e femminile. La maturità psicologica: identità sessuale maschile e femminile.
4) Aspetto sociale e procreativo della sessualità. La gravidanza. La contraccezione. L’aborto.
5) Confronto su tematiche sessuali: masturbazione, petting, rapporti precoci, rapporti prematrimoniali, copula, tecniche sessuali, malattie veneree, Aids, omosessualità.

La verifica

Al termine del corso viene proposto ai ragazzi di esprimere tramite una composizione scritta o un disegno un aspetto significativo che è maturato in loro durante il susseguirsi degli incontri.

Consultorio «La famiglia»
V. Verbano 12 – 87068 Rossano Calabro (CS)