La «rete» dell'animazione. Voci per un Dizionario /4

Mario Pollo

(NPG 1989-07-20)


Nella voce «progetto d'uomo» e in quella precedente «cultura e comunicazione» si è visto che la cultura sociale, attraverso la sua espressione concreta (i processi di comunicazione) può essere considerata la lingua che consente l'elaborazione del progetto d'uomo. Tuttavia ogni lingua permette la costruzione di molteplici discorsi, diversi tra di loro al punto di essere, in molti casi, contraddittori. Allo stesso modo una cultura consente l'elaborazione di molteplici e diversi progetti d'uomo, molti dei quali antagonisti se non opposti tra di loro.
A questo punto viene spontanea la domanda su quale fattore è alla base della possibilità di selezionare, all'interno di una cultura, un particolare progetto d'uomo piuttosto di un altro ugualmente fattibile. La risposta per fortuna è molto semplice: i valori.

CHIARIFICAZIONI

I valori consentono di selezionare in una cultura ciò che è positivamente considerato ai fini della realizzazione di una vita umana dotata di senso e di pienezza. Essi, pur non intervenendo direttamente nel progetto, selezionano, in quanto indicano ciò che è considerato buono e utile, gli oggetti e gli strumenti che intervengono nel progetto stesso.
Non esiste perciò alcun progetto d'uomo che non possieda dei valori specifici di riferimento. Al massimo può accadere che la persona protagonista del progetto, e magari anche i suoi educatori, non sia consapevole dei valori che fondano il suo costruirsi nel tempo. Questo però non significa che il suo progetto di vita non sia ugualmente il prodotto di un ben preciso sistema di valori.
Può anche capitare che una persona o un gruppo di persone seguano nel loro progetto di vita dei sistemi di orientamento che dai più sono ritenuti una sorta di negazione dei valori, ovvero dei disvalori. Ora occorre tenere presente che, per la persona che li segue, questi sono dei veri e propri valori. Allo stesso modo può capitare che ciò che è ritenuto un valore in una certa cultura sociale, non venga ritenuto tale da un'altra cultura sociale.
È bene perciò tenere a mente che la definizione di valore nella vita sociale è alquanto relativa, ragion per cui più che a una definizione assoluta, di tipo filosofico e teologico, è bene attenersi a una definizione pragmatica di valore.
Questo non significa che non si riconosce l'esistenza di valori la cui validità è universale, al di là delle condizioni individuali e collettive in cui vivono le singole persone umane. Significa semplicemente riconoscere che la scelta che certi gruppi sociali fanno, magari in modi aberranti, di porre alcuni sistemi di orientamento alla base della loro vita è, di fatto, la scelta di dare valore ad alcune dimensioni dell'agire umano rispetto ad altre.
Questa scelta di dare valore può essere considerata un valore. Questo significa che nell'esperienza sociale dell'agire umano vi sono due distinte dimensioni del valore.

Le due dimensioni del concetto di valore

La prima dimensione è quella «ideale» e fa riferimento ai sistemi etici, religiosi e filosofici, la cui validità è oramai un dato acquisito universalmente.
La seconda dimensione è quella «pratica» e fa riferimento alle valorizzazioni concrete di un dato gruppo sociale o di particolari individui: queste valorizzazioni, di solito. orientano il comportamento della persona perché gli forniscono i parametri per individuare ciò che per lei è utile e buono nella vita quotidiana.
La dimensione pratica del valore non coincide necessariamente con quella ideale, sia per la difficoltà che ogni uomo incontra nell'essere fedele ai suoi valori ideali nella vita quotidiana, sia perché sovente molti di essi non sono princìpi di tipo etico. Nella vita quotidiana, ad esempio, il possesso dell'automobile è un valore che orienta il comportamento degli individui finalizzando ad esso l'accumulazione di risorse economiche. Questa finalizzazione comporta, di fatto, una selezione delle risorse a disposizione dell'individuo che le sottrae da altri possibili impieghi per destinarle all'acquisto e al mantenimento dell'automobile. Questo avviene perché l'individuo è convinto che l'automobile è una cosa buona e gli è utile per la sua vita.
Come si può intuire facilmente, non vi è alcun tipo di relazione diretta tra il valore pratico «automobile» e il sistema dei valori ideali di un individuo. Al massimo, analizzando le conseguenze dirette e indirette della presenza di questo valore nella vita di un gruppo sociale, si può rilevarne la coerenza con il sistema dei valori ideali che quello stesso gruppo sociale possiede.
Le due dimensioni del valore appartengono perciò a due piani diversi, anche se interrelati all'interno della vita individuale e sociale della persona, e hanno un certo grado di indipendenza reciproca.
Nel progetto esistenziale dell'uomo giocano, quindi, entrambe le dimensioni del valore.

I valori come sistema

L'uso prima fatto della dizione «sistema di valori» non è casuale. Infatti i valori non vanno considerati isolatamente, nonostante esista una prassi consolidata che considera i valori singolarmente quasi fossero delle sorte di monadi. Questo significa che i valori in uso in una determinata epoca e all'interno di una data cultura sociale costituiscono un sistema; i valori costituiscono cioè un insieme in cui i singoli valori sono in relazione e interagenti tra di loro.
Questo significa che un singolo valore non può essere letto se non in relazione con gli altri che costituiscono il sistema. Il singolo valore deriva cioè il suo significato anche dalla sua appartenenza al sistema. Lo stesso valore, ad esempio quello della «pace», acquista un significato diverso se considerato all'interno di un sistema sociale competitivo oppure all'interno di un sistema cooperativo.
La logica dei valori considerati come un sistema indica anche che, se in una certa cultura cambia o scompare un certo valore, oppure se ne introduce uno nuovo, allora cambia anche il significato di tutti gli altri valori.
C'è una solidarietà di fondo che lega tra di loro i valori, per cui il mutamento di uno si riflette su tutti gli altri. Ma non solo.
Infatti ci sono certi valori che non possono manifestarsi nella vita sociale se non in compagnia di altri. Il valore «pace», ad esempio, non si può manifestare se non insieme ad altri valori, tra cui quelli della «giustizia» e della «libertà».
Ci sono poi alcuni valori che fungono da regolatori della dimensione del sistema stesso dei valori.
È stato notato, ad esempio, che nei sistemi sociali in cui predomina il gruppo dei valori legati alla competizione sociale (denaro, prestigio, potere, affermazione narcisistica, ecc.), il sistema dei valori tende a semplificarsi e a ridursi come numero di componenti. E questo con grave danno per la vita delle persone, perché ogni riduzione del sistema dei valori determina una riduzione delle loro possibilità di realizzazione individuale e sociale. Nessun valore, infatti, è surrogabile da alcun altro valore, anche se questo è più importante. Anche il più piccolo valore quando scompare lascia un vuoto incolmabile. La scomparsa di un valore è accettabile solo quando si tratta di valori che sono superati perché la liberazione della condizione umana ne introduce di nuovi e più evoluti.

LA TRASMISSIONE DEI VALORI

Se i valori sono responsabili direttamente della scelta e della realizzazione di un particolare progetto da parte della persona, la loro trasmissione allora acquista un significato del tutto particolare nei processi educativi.
Il tema della trasmissione dei valori appare perciò fondamentale all'interno del modello formativo dell'animazione.
L'antropologia e la psicologia genetica hanno da tempo messo in evidenza come la trasmissione dei valori da parte di un gruppo sociale verso gli individui che lo compongono avvenga in modo privilegiato durante l'infanzia di questi.
Si può affermare con una certa sicurezza che i valori intessono profondamente i metodi formativi che il gruppo sociale utilizza nei confronti dei suoi membri più giovani.
Questo non significa però che i valori nell'infanzia siano trasmessi esplicitamente. Infatti la trasmissione dei valori avviene attraverso gli atteggiamenti, i comportamenti e i tratti della personalità umana che ogni gruppo sociale privilegia o inibisce.
Questo significa che i valori sono assunti per via indiretta, pratica e che solo in un secondo tempo essi si definiranno nel pensiero dell'individuo come astrazioni.
Nella fase infantile della sua vita, l'uomo entra in rapporto con la dimensione pratica dei valori. I valori, come del resto in quasi tutta la sua vita, in questa fase gli si presentano come imposizioni di modalità comportamentali e atteggiamenti validi all'interno del gruppo sociale, come schemi di interazione e come orientamenti esistenziali pratici. Anche l'acquisizione dei valori da parte del bambino, come del resto avviene anche per l'adulto, viene valutata praticamente attraverso l'analisi del suo comportamento oltre che delle sue verbalizzazioni.
Questa constatazione consente di affermare, vista la complessità del comportamento umano che coinvolge sempre sia la psiche che il corpo e che esprime simultaneamente sia la dimensione razionale che quella emotiva, che l'educazione ai valori investe la globalità della persona.
Perciò tutte le relazioni che il bambino ha con il mondo degli adulti, ovvero con la realtà sociale, sono di fatto comunicazioni al cui interno, tra le altre cose, fluiscono i valori.
Il fatto che il bambino acquisisca ed esprima i valori all'interno dei suoi comportamenti e dei suoi atteggiamenti, indica anche un altro fatto importante: che i valori sono una parte costitutiva della sua personalità e, quindi, sono alla radice stessa del suo essere. Si può dire che il bambino, crescendo, sviluppa insieme sia la sua personalità sia il suo sistema di valori. Quando poi conquisterà la sua identità personale, attraverso una acquisizione più piena della coscienza, allora riuscirà anche a dare una forma astratta ai suoi valori inserendoli a pieno titolo nel suo sistema di pensiero.
A livello genetico la formalizzazione in un sistema di pensiero dei valori è successiva alla loro acquisizione e solo in alcuni casi, peraltro tipici della condizione giovanile ed adulta, la precede.
Questo non significa privare di efficacia le enunciazioni verbali dei valori, ma solo segnalare che nell'età infantile, ma anche nella fanciullezza sino all'adolescenza, essa è inefficace se non è accompagnata, o preceduta, dalla loro trasmissione concreta a livello dei comportamenti e degli atteggiamenti.
Infatti acquisire un valore è modificare in qualche modo la propria personalità nella sua parte più profonda: quella delle premesse esistenziali. È questa parte della sua psiche quella che consente all'uomo di collegare i suoi gesti, pur finalizzati alla risposta ai suoi bisogni contingenti e ineliminabili, ad un senso più generale dell'agire umano nel mondo.
La traiettoria della trasmissione dei valori coincide con quella dello sviluppo concreto del progetto d'uomo. Progetto che la biologia rende possibile fornendo all'uomo le potenzialità fisiologiche e psicologiche necessarie e che le azioni formative attuano.

ANIMAZIONE E VALORI

L'animazione, come tutti i modelli educativi degni di questo nome, ha al centro un sistema di valori ideali e concreti che si manifestano compiutamente nei suoi obiettivi, che traducono operativamente l'itinerario necessario a realizzare il suo particolare modello d'uomo, oltre che, naturalmente, nel suo metodo specifico.
Il metodo dell'animazione, oltre a rivelare i valori che lo ispirano, mira alla realizzazione di una efficace educazione ai valori. La sua caratteristica è quella di consentire però solo la trasmissione di quei valori che sono congruenti con quelli che lo fondano.
Da questo punto di vista l'animazione non è un modello educativo per tutte le stagioni: sceglierlo significa condividere sino in fondo i valori che lo ispirano.

Il sistema di valori dell'animazione

Il sistema dei valori dell'animazione è strutturato intorno al valore della coscienza e, quindi, della libertà e dell'autonomia della persona umana da tutte le dipendenze che impediscono la sua piena realizzazione.
Connessi e inscindibili da questo valore, perché se no esso perderebbe il suo vero senso, vi sono quelli della solidarietà, dell'armonia e dell'unità con il tutto costituito dalla realtà sociale e naturale in cui l'uomo abita.
Questa unità presuppone una coscienza aperta al dialogo con le dimensioni psichiche che abitano le regioni dell'inconscio e con il mistero del radicalmente Altro. Questo valore della coscienza, proprio perché fa sistema con questi altri valori, è assolutamente diverso da quello che propone la dominante cultura dell'affermazione narcisistica dell'Io.
Un altro valore forte dell'animazione è quello della «storia».
L'animazione accetta sino in fondo la concezione secondo cui il senso della vita umana, individuale e sociale, è nella sua storia. Che lo svolgersi della vita umana nel tempo non è un inutile e vano procedere, ma un cammino lungo, faticoso, doloroso ma anche gioioso, verso la propria redenzione e salvezza.
L'acquisizione di questo valore comporta la condivisione dei valori della memoria, come fondamento dell'identità umana, e del futuro, come fondamento della speranza del presente. Dentro questo grappolo trovano spazio i valori del lavoro come contributo alla storia della redenzione della condizione umana e non solo alla sopravvivenza, dell'amore come antidoto al potere nella vita sociale, dell'utopia come fondamento di ogni realismo e della finitudine come luogo sia del peccato, ovvero della debolezza umana, sia della possibilità della sua sconfitta.
Accanto a questi valori vi sono, ad essi inestricabilmente connessi, quelli inerenti la sfera della responsabilità dell'agire sociale. Centrale in questo grappolo è l'altro da me come valore, ovvero il riconoscimento che il senso e il valore della propria vita è strettamente interconnesso al senso e al valore della vita delle altre persone con cui si condivide lo spazio e il tempo. È questo il valore dell'amore come fondamento di quella realizzazione umana piena, in cui non c'è conflitto tra la dimensione individuale e quella sociale. L'amore come fonte dell'unità profonda della persona con se stessa e con gli altri.
Un altro valore importante è quello dell'accettazione che la relatività degli elementi che costituiscono la vita umana è compresa all'interno di un assoluto che diventa normativo e giudica, quindi, lo stesso relativo. Questo assoluto è dato dall'intangibilità di ogni forma di vita umana come espressione del radicale amore alla vita.
Questa intangibilità si esprime non solo nel rispetto della vita fisica delle persone, ma anche nel rispetto della loro vita psichica e della loro vita spirituale. È anche questo valore la manifestazione della certezza che in ogni vita umana, anche in quella più povera e disperata, vi è una radicale dignità che deve essere salvaguardata e amata.
Questo assoluto comporta anche che l'utilizzo degli strumenti con cui l'uomo esercita il suo rapporto con se stesso, con gli altri e con la realtà, sia sottoposto alla verifica di come esso rispetta la vita umana. Uno strumento, nonostante il dilagante relativismo, non vale un altro. Alcuni strumenti sono per la vita, altri la negano.
Infine questo assoluto consente di affermare che ogni situazione umana, ogni persona umana è redimibile.
La gratuità è un altro dei valori cardine dell'animazione. Questo è un valore che può essere definito trasformatore degli altri. Esso infatti dà un senso affatto particolare a tutti gli altri valori e li carica oltre che di donatività anche della gioiosità che sono tipiche della festa e del gioco, che possono essere considerati essi stessi dei valori. Gratuità, festa e gioco sono i valori che accompagnano la dolorosa redenzione che l'uomo conduce, dopo il dono della Croce, della terra straniera in cui ancora abita.
Un valore particolare dell'animazione è quello della reciprocità della relazione educativa che consente a chi educa, pur senza smarrire il proprio ruolo, di essere educato mentre educa. Perché questo possa avvenire, l'animazione sottolinea un altro valore: quello della coerenza che deve condurre l'animatore a vivere sino in fondo a livello pratico i valori ideali che enuncia. L'animazione chiede all'animatore di vivere lo sforzo di unificare nella sua azione educativa le due dimensioni del valore: quella ideale e quella pratica.
Accanto a questi valori finalizzati alla vita attiva ve ne sono altri che sottolineano la dimensione contemplativa dell'esistenza umana, intesa come capacità da parte dell'uomo di sottomettere la sua vita, dopo averne affermato la libertà e l'autonomia, a un disegno più grande la cui origine è laddove è mistero.
Questi valori sono quelli del silenzio, dell'accettazione, nonostante i continui sforzi per superarli, dei limiti propri e altrui come luoghi da cui è possibile cogliere la presenza dell'infinito nella storia umana, della capacità del linguaggio, quando lo si apre al simbolico, di trascendere la banalità per mettere in relazione la vita dell'uomo con il mistero del totalmente Altro.
Tutto il sistema dei valori dell'animazione è, infine, giudicato nella sua coerenza dal punto di vista della fede. Infatti la fede, pur non intervenendo direttamente nell'azione dell'animazione, la giudica e la ispira.
È chiaro che qui non è stato descritto tutto il sistema dei valori dell'animazione che è assai più ampio e complesso, ma solo alcune parti di esso. La selezione come tutte le selezioni non è riuscita a sfuggire all'arbitrarietà per cui alcuni valori, forse più importanti di quelli citati, non sono stati indicati. L'esposizione aveva tuttavia solo lo scopo di esemplificare come i valori fanno selezionare tra le azioni educative possibili solo alcune ben definite.

Conclusione

L'animazione nel suo svolgersi ha la pretesa di comunicare questi valori rafforzando semplicemente la loro presenza se essi già esistono nella persona del giovane, oppure lavorando perché il giovane maturi quel profondo cambiamento di sé che gli consentirà di esprimere questi valori nella sua vita.
L'animazione, oltre ai suoi valori propri, come già detto, può comunicare altri valori purché siano congruenti con i suoi propri. Questo avviene tutte le volte che l'animazione diventa lo strumento di azioni formative particolari e specializzate, come ad esempio lo sono quella pastorale, quella politica o quella sportiva, per non citarne che alcune.
Se senza valori non si ha educazione, senza questi particolari valori non si ha animazione.