Itinerario per una riflessione sulla fede

Inserito in NPG annata 1979.


(NPG 1979-1-61)


Presentiamo un sussidio che cerca di rispondere concretamente ad una sollecitazione emersa più volte anche in questo DOSSIER: offrire ai giovani la possibilità ad un certo punto della loro vita, di «darsi ragione» della loro fede. Offre infatti un progetto di studio e verifica «fondamentale» della fede organizzato in venti temi. Per ogni tema viene specificato il contenuto ed il metodo di lavoro.
Il sussidio può essere utilizzato come schema di riferimento per organizzare un anno o un «tempo» di lavoro con il gruppo negli incontri settimanali, nei ritiri, nei campi estivi. Non vengono offerte solo delle indicazioni di contenuto ma anche di metodo per sviluppare i singoli temi: tavole rotonde, lavori a gruppo in cui far emergere la propria esperienza o in cui riflettere insieme su un tema, giochi di associazione verbale, piste li interiorizzazione, idee per gli interventi dell'animatore...
L'impostazione di fondo del discorso è di tipo biblico. Il ricorso ai testi biblici è frequente e centrale, ma sempre in un contesto esperienziale. Offre pertanto degli spunti per quei gruppi che sentono bisogno di avvicinare criticamente la bibbia, senza voler fare solo dell'esegesi o una lettura moralistica. Utile anche per quei gruppi che per un certo tempo hanno tentato, inutilmente, un approccio diretto ai testi biblici. La strada che qui viene proposta è lunga, ma aiuta a elaborare una lettura della bibbia attenta ai risultati a cui è approdata in questi anni l'ermeneutica biblica.
Un quadro come quello tracciato dal sussidio ha pure il vantaggio di permettere di utilizzare in modo non dispersivo altri sussidi in circolazione. Pensiamo, per esempio, ai DOSSIER GIOVANI pubblicati dalla LDC. Molti di loro, quelli sulla bibbia, sul suo rapporto con l'uomo, sul senso della fede oggi, sull'immagine di Dio, su Gesù Cristo, sulla preghiera..., potrebbero trovare qui una giusta collocazione.

 

1. L'UOMO SI PONE IL PROBLEMA DI DIO

Obiettivi
Si partirà dalle difficoltà di credere dell'uomo d'oggi e si mostrerà che Dio non è affatto una invenzione dell'uomo, ma che egli dà una risposta originale alla sua ricerca; ricerca che del resto si ritrova in tutte le epoche e in tutte le culture.

Temi
- L'insicurezza della fede oggi.
- La crisi delle immagini tradizionali di Dio: deista, mitico, tappabuchi, carabiniere...

Piste di lavoro
- Cominciare con una esposizione preliminare.
- Proseguire con un lavoro a gruppi attorno ai temi seguenti:
· quale immagine di Dio ha l'uomo d'oggi?
· quali sono le nostre difficoltà personali nel credere in Dio?

2. DIO SI RIVELA AGLI UOMINI

Obiettivi
I partecipanti devono prendere coscienza che Rivelazione non significa tanto comunicazione di verità astratte, ma che essa implica molto di più una dimensione personale: Dio rivela se stesso anzitutto in Gesù Cristo (nella storia di Israele), ma anche nella vita di ognuno.

Temi
- Cosa vuol dire Rivelazione?
- Cosa vuol dire Rivelazione biblica?
- La Rivelazione si compie attraverso gesti e parole.
- Dio rivela se stesso dialogando con gli uomini.
- Dio si rivela agli uomini ma allo stesso tempo rimane nel mistero.

Piste di lavoro
- Si potrebbe incominciare col porre la domanda: a che cosa vi fa pensare la parola «Rivelazione»?
- Poi, partendo da un racconto biblico, o da un fatto di attualità, si potrebbe trattare con i partecipanti, sotto forma di dialogo, i principali aspetti della Rivelazione.
- Alcune domande per il lavoro di gruppo:
· secondo voi come si rivela Dio ai nostri giorni?
· ci sono nella vostra vita degli avvenimenti di cui potete dire: Là ho incontrato Dio?

3. DIO CI PARLA DI SÉ NEL NUOVO TESTAMENTO

Obiettivi
I partecipanti all'incontro devono fare proprio uno sguardo d'insieme sul Nuovo Testamento ed essere informati, mediante esempi, sulle circostanze, le motivazioni, gli obiettivi e lo specifico teologico di ciascun scritto NT. Essi devono rendersi conto che l'origine del NT implica un processo a più strati, di tradizioni orali e scritte, che trova il suo compimento nella fissazione del canone del NT.

Temi
- Come e perché sono apparsi i differenti scritti?
- Come si è passati dalla predicazione di Gesù ai vangeli scritti?
- Formazione del canone e ispirazione «sacra».

Piste di lavoro
- Carrefours, per cominciare, attorno alle domande: quali scritti comprende il NT? come si può classificarli?
- Carrefours anche, ma dopo una esposizione introduttiva sulla domanda: quale(i) libro(i) vi aiuta(no) personalmente nella vostra fede in Gesù Cristo?

4. I VANGELI TESTIMONIANZA DI GESÙ CRISTO

Obiettivi
Si familiarizzerà, i presenti con l'idea che i Vangeli non sono affatto una descrizione storica della vita di Gesù, ma una predicazione teologica e catechetica. Essi devono rendersi conto che la pluralità di forme con cui si presenta la testimonianza rappresenta una originale via di accesso al mistero della persona di Gesù.

Temi
- Le immagini di Gesù nei quattro vangeli.
- Gesù: il Messia, il Figlio di Dio, il Figlio dell'uomo, il Signore.

Piste di lavoro
Esposizione introduttiva seguita da gruppi di lavoro sulle seguenti domande:
- Quali tappe significative della vita di Gesù trovate voi in Matteo e Marco?
- Confronto tra la composizione del vangelo di Luca e quello di Giovanni.
- Quali titoli cristologici sono usati di preferenza nei diversi vangeli?

5. DIO HA RISUSCITATO GESÙ

Obiettivi
I presenti devono percepire che la risurrezione di Gesù di Nazareth è l'azione centrale di Dio verso l'uomo e devono rendersi conto che l'apparizione della tradizione evangelica e della stessa Chiesa sono una testimonianza di questo gesto di Dio.

Temi
- La risurrezione di Gesù come intervento di Dio è presupposto della apparizione della Chiesa e del NT: articolazione.
- La più antica testimonianza della risurrezione: 1 Cor 15,1-5: analisi della composizione.
- I racconti pasquali dei vangeli: analisi strutturale.

Piste di lavoro
Dopo una esposizione introduttiva e un dibattito su 1 Cor 15,1-5, si confronterà, con l'aiuto di una sinossi, i racconti della risurrezione.
Se il gruppo lo permetterà, si potrà procedere ad un approfondimento esistenziale, così come segue, per fare un esempio: i presenti potrebbero evocare delle situazioni personali di bisogno e di sofferenza, nelle quali, contro ogni attesa, Dio ha aperto nuove prospettive, nuove possibilità, un nuovo avvenire; potrebbero anche ricordare come il seguito della loro esistenza si è trovato orientato e trasformato da quelle esperienze.

6. GESÙ È MORTO PER NOI

Obiettivi
I partecipanti devono scoprire come Gesù di Nazareth, rifacendosi all'Antico Testamento, ha progressivamente scoperto, come compito della sua vita, che avrebbe dovuto morire per il suo popolo; e d'altra parte come i primi cristiani hanno incominciato ad interpretare la morte di Gesù come gesto carico di salvezza per loro e per tutti.
Temi
- La risposta positiva dei primi cristiani al crocifisso.
- Le differenti risposte dei primi cristiani al senso della morte di Gesù.
- L'essere cristiano come partecipazione alla morte e risurrezione di Gesù.

Piste di lavoro
- Si studieranno, divisi in gruppi, i testi principali dell'AT, per es., Is 52,23; 53,12; Salmo 22 (21), che aiutarono Gesù a comprendere il suo rifiuto da parte di Israele.
Si possono analizzare anche Lc 24,13-27 e 24,44-48 da dove emerge che l'incontro con il Signore risuscitato inizia un nuovo modo di accedere alla scrittura e alla tradizione.
- Un approfondimento esistenziale del terzo tema: i presenti riflettono sul fatto che l'essere cristiani, «seguaci di Gesù», include anche la partecipazione alla sofferenza e alla morte. Essi potrebbero, per associazione, ricercare delle situazioni di vita dove hanno afferrato meglio questa dimensione della condivisione della sorte di Gesù.

7. GESÙ ANNUNCIA L'INIZIO DEL REGNO DI DIO

Obiettivi
I presenti devono scoprire che il cuore del messaggio di Gesù è l'annuncio del regno di Dio, non come consolazione in un al di là, ma come qualcosa che, al contrario, è già cominciato con Gesù e con l'azione di quanti credono in lui: questo regno è qualcosa che si sta realizzando.

Temi
- La missione di Gesù: annuncio del regno di Dio che è «già» ma «non ancora».
- Cosa vuol dire «regno di Dio»?
- Il comportamento di Gesù come segno visibile dell'annuncio del regno.
- Nuova relazione di Dio-uomo: Padre-figlio.

Piste di lavoro
- Per cominciare, esercizio di associazione: ogni gruppo riceve un cartellone. I partecipanti forniscono oralmente le loro associazioni alla parola «salvezza». Le parole associate vengono riportate una dopo l'altra sui cartelloni. Riuniti i gruppi, si mettono insieme i risultati, sottolineando sui cartelloni le parole che compaiono più di frequente. L'animatore partirà da lì per esporre le differenze tra le diverse accezioni del termine «salvezza» nel nostro modo di parlare e nella vita e nei discorsi di Gesù.
- I partecipanti potrebbero raccogliere le immagini e le parole impiegate nel NT per illustrare il regno di Dio e chiedersi come mai se ne parla con espressioni vitali, ricche di immagini e paragoni, per niente astratte.
- Per terminare, sarebbe pensabile procedere ad una meditazione metaforica: «Secondo me, il regno di Dio è come...».

8. GESÙ CI DÀ UN COMANDAMENTO NUOVO

Obiettivi
I partecipanti devono arrivare a fare propria l'idea che essere cristiani significa convertirsi in permanenza, ciò che non consiste affatto nell'osservare dei comandamenti in modo legalista, ma nell'amare Dio ed il prossimo perché Dio ci ha amati per primo.

Temi
- Dio esige e rende possibile la conversione dell'uomo.
- La nuova legge di Dio: il discorso della montagna.
- Gli amici di Gesù (la «sequela»).

Piste di lavoro
Per cominciare: lavoro a gruppi su alcuni dei passi più decisivi (e scandalosi) del discorso della montagna, servendosi della redazione di Matteo.
Si approfondiranno subito dopo i tre punti appena presentati nei temi, servendosi dei risultati dei lavori di gruppo.

9. GESÙ CI DONA IL SUO SPIRITO

Obiettivi
I presenti devono comprendere come, secondo le testimonianze della scrittura, Gesù è presente ed agisce mediante il suo Spirito nella comunità dei credenti e come lo Spirito sia fonte di unità tra tutti i cristiani.

Temi
- L'esperienza dello Spirito nella comunità primitiva.
- Come il NT presenta lo Spirito.
- Gesù Cristo e lo Spirito di Dio.

Piste di lavoro
- All'inizio ci si può dividere in gruppi per lavorare sui punti seguenti riportando i risultati su cartelloni:
· quali immagini impiegate nel NT per parlare dello Spirito di Dio conoscete?
· quali brani biblici conoscete in cui si parla dello Spirito?
- Si può anche cominciare con un esercizio di associazione: cosa evocano in noi le parole: spirito, forza, entusiasmo...? A partire dai risultati si può tentare una esposizione di insieme seguita da un dibattito generale.
- L'animatore potrebbe esporre un certo numero di immagini e foto che, a suo parere, hanno a fare con lo Spirito Santo o almeno possono alludervi e invita i presenti a scegliere quelle che sembrano loro più significative. Per un ulteriore approfondimento si potrebbe organizzare un dibattito sulle immagini più rappresentative.

10. LA FEDE È UN DONO

Obiettivi
I partecipanti devono rendersi conto che credere è ben di più che «ritenere per vero»; che credere significa molto di più: abbandonarsi totalmente a Dio, aprirsi a lui e impostare una vita secondo Dio.

Temi
- Fede e confidenza.
- La fede, dono di Dio e atto dell'uomo.

Piste di lavoro
Per cominciare, lavoro a gruppi sul tema: Cosa si intende dire, nel linguaggio di ogni giorno, con il termine "credere", e a che cosa fa pensare il termine? Poi si potrebbe, con l'aiuto di testi biblici dell'AT o del NT, esporre gli aspetti più importanti della fede. Si potrebbe, all'inizio, domandare ai presenti quali citazioni bibliche vengono loro spontaneamente in mente a proposito di fede e di incredulità.

11. ISRAELE FA ESPERIENZA DI DIO NELLA STORIA

Obiettivi
I presenti devono comprendere che Israele ha sempre visto il suo Dio come il Dio che agisce concretamente nella vita e nella storia del popolo. Tutto questo dovrà essere illustrato mediante alcuni testi dell'AT che descrivono tale presenza attiva di Dio.

Temi
- Le radici della esperienza di Dio in Israele.
- La rivelazione di Jahvé a Mosè.
- Il «credo» della storia della salvezza di Israele.

Piste di lavoro
- Il gruppo lavora sui testi che parlano di alleanza, in particolare della alleanza tra Dio e Israele: Gen 12,1-3 (Abramo), Es 20,2-17 (il Sinai), Dt 5,6-21 (il Decalogo), Gs 24 (Sichem), 2 Sam 7,8-16 (profezia di Natan). Questi esempi sono sufficienti per render conto del legame stretto che esiste tra l'azione di salvezza di Dio e la storia di Israele.
- Se il gruppo lo permette, si potrebbe proseguire l'approfondimento esistenziale, domandando ai partecipanti di ricercare dove essi possono scoprire l'azione salvifica di Dio nella propria esistenza. Essi potranno così acquisire o fortificare la consapevolezza che Dio - come nella esperienza fatta da Israele - non è affatto qualcosa di statico, ma è un Dio che cambia, che cammina con gli uomini, che è «il Vivente».

12. ISRAELE FA L'ESPERIENZA DI PECCATO

Obiettivi
Rifacendosi alla esperienza del popolo di Israele, i partecipanti devono rendersi conto di ciò che significa il peccato e l'errore; e che l'origine del male non è da ricercare in Dio ma nella libera decisione dell'uomo.

Temi
- Esperienza di peccato e di errore in Israele.
- Il problema della origine del peccato.
- Il peccato contro il prossimo è peccato contro Dio.

Piste di lavoro
All'inizio lavoro a gruppi: riflessione sul racconto di Gen 3 e su testimonianze di oggi per vedere il senso che l'opinione pubblica dà al termine «peccato» (giornali, interviste, pagine di letteratura...).

13. ISRAELE FA L'ESPERIENZA DI UN DIO CREATORE

Obiettivi
Con l'aiuto dei racconti della creazione i partecipanti devono arrivare a comprendere che Israele ha fatto l'esperienza del Dio-Signore della Storia, ma anche del Dio-Signore della creazione.

Temi
- Ciò che viene prima per Israele non è il racconto della creazione, ma l'azione di Dio nella storia.
- Qual è il significato del racconto della creazione?
- Il racconto della creazione come inno di lode.
- Creazione ed evoluzione.

Piste di lavoro
- Gruppi: confronto tra i due racconti della creazione: Gen 1,1-2a e Gen 2,4b-25; ricerca del senso specifico di ognuno dei due.
- Approfondimento esistenziale: i presenti si interrogano su ciò che l'uomo trova come dono del tutto gratuito nel venire al mondo: natura, persone, animali, tecniche, prodotti...

14. CIÓ CHE DICE IL NT SULLA CHIESA

Obiettivi
I partecipanti devono a imparare a vedere la nascita della chiesa, cioè l'origine delle primitive comunità cristiane in continuità con l'evento Gesù Cristo. Essi devono inoltre accedere ad una comprensione profonda della missione storica di salvezza affidata alla chiesa.

Temi
- Come si può dimostrare che Gesù ha voluto la Chiesa?
- La Chiesa come corpo di Cristo.
- La Chiesa come comunità-sacramento.
- Cosa dice la Bibbia della Chiesa?
- La Chiesa come popolo di Dio.

Piste di lavoro
Esercizio di metafore: «la chiesa è come...». Con l'aiuto del materiale di base si passerà poi allo studio delle espressioni e delle immagini utilizzate nella Bibbia a proposito della Chiesa.

15. LE «VERITÀ DELLA FEDE» E IL LORO SIGNIFICATO PER IL CREDENTE

Obiettivi
Si tratta di una informazione sulla origine, sul senso e sulla interpretazione storica dei dogmi. I partecipanti devono apprendere che esiste una gerarchia di verità e che il dogma non esclude un certo pluralismo nella riflessione teologica e nella comprensione del dato di fede.

Temi
- Qual è l'accezione comune del termine «dogma»?
- Che significa «evoluzione dogmatica»?
- Perché ci sono dei dogmi?
- Unilateralità dei dogmi.
- Il dogma come regolamentazione del linguaggio ecclesiale.
- Necessità di nuove interpretazioni.
- Gerarchia delle verità.
- Pluralismo teologico.

Piste di lavoro
- Si potrebbe incominciare invitando i presenti a scrivere su un foglio 3/5 dogmi di quelli che essi conoscono e chiedersi quale tra loro sia più importante. Dopo si potrebbe tutti insieme tentare di organizzare gerarchicamente i dogmi citati, dando ragione delle scelte.
- Si potrebbe anche partire da alcune associazioni libere al termine «dogma».

16. IL BATTESIMO

Obiettivi
Esposizione teorica della nozione di sacramento. Poi in una celebrazione battesimale si inizierà i presenti agli aspetti più importanti di questo sacramento.

Temi
- Cosa è un sacramento?
- Il battesimo: Dio offre all'uomo la sua salvezza.
- Il battesimo: incorporazione nella Chiesa.
- Il battesimo dei bambini.

Piste di lavoro
Dopo la introduzione espositiva sulla nozione di sacramento i partecipanti cercheranno di rintracciare delle scene e dei passi del NT in cui si parla di battesimo. Allo stesso modo si potrebbe studiare il rituale del battesimo per scoprirne il senso profondo.

17. L'EUCARISTIA

Obiettivi
I presenti devono scoprire da quale tradizione culturale e religiosa nasce il rito della eucaristia e quale importanza essa venga ad assumere nella vita della comunità e personale.

Temi
- Il Signore mangia con tutti, anche con i peccatori.
- L'eucaristia: ringraziamento e memoriale.
- L'eucaristia: dono e sacrificio.
- L'eucaristia fa la comunità.

Piste di lavoro
- Gruppi: «in quale misura la riforma liturgica ha stimolato una migliore comprensione della eucaristia?».
- Dibattito: i presenti sono invitati a ricordarsi della loro prima comunione e a discutere del cambiamento e della maturazione della propria comprensione della eucaristia.
- Conclusione: lettura e meditazione del racconto dei discepoli di Emmaus (Lc 24,13-35).

18. L'ESSERE CRISTIANO COME «SEQUELA» DI GESÙ

Obiettivi
I presenti dovranno percepire che il cristiano, in quanto «seguace di Gesù», è chiamato ad una decisione personale ed ad una disponibilità tale che egli mette le sue energie e i suoi doni (carismi) a servizio della comunità.
Allo stesso tempo i partecipanti devono rendersi conto che l'appello di Dio e la risposta dell'uomo non sono qualcosa di effimero, ma un impegno per tutta la vita.

Temi
- Testi biblici sulla «sequela» e sui carismi.
- La vita cristiana si realizza in comunità.
- Appello di Dio e risposta dell'uomo.

Piste di lavoro
- Esposizione introduttiva seguita da lavoro a gruppi: comunicazione di esperienze personali per domandarsi in quale misura essi possono mettere capacità e doni personali a servizio della comunità e per scoprire ciò che, a loro avviso, la comunità stessa sta facendo per loro, per renderli sufficientemente sensibili ad una vita di «sequela» del Cristo.
- Dibattito: i presenti si sforzano di esporre le situazioni in cui essi hanno sentito in modo particolare la chiamata di Dio, e di dire come essi si comportano quando fanno una esperienza sensibile di Dio.
- Conclusione: l'animatore potrebbe mettere insieme i punti salienti delle esperienze e mostrare come nella esperienza di Gesù e delle prime comunità cristiane si è compreso «l'abbandonarsi a Dio».

19. AGIRE SECONDO COSCIENZA

Obiettivi
Far comprendere il significato delle norme morali. Allo stesso tempo, deve essere chiaro che le norme morali non dispensano affatto, tranne in casi molto particolari, da una decisione cosciente e responsabile, che esse non solo non escludono ma anzi facilitano.

Temi
- Agire secondo norme morali e autorealizzazione dell'uomo nella libertà.
- Come trovare le norme morali?
- La coscienza: ultimo momento della morale.
- Conflitto di coscienza tra norme e vita concreta.

Piste di lavoro
- Per evitare che la discussione si immerga subito nella discussione di casi di morale particolare, sarà meglio non cominciare dalle «questioni che scottano», come la regolazione delle nascite, le relazioni prematrimoniali... È preferibile iniziare con una domanda come questa: «La Chiesa ha il diritto di dare dei consigli in fatto di morale?».
- Si potrebbe anche, e con l'aiuto di qualche esempio, mostrare le differenze di comportamento morale in certe culture e religioni (monogamia e poligamia, per esempio), per accedere, a partire da lì, alla significazione delle norme morali.

20. LA FINE DELLA VITA CRISTIANA

Obiettivi
Si tratta di iniziare ad un approccio con fatti come la sofferenza, la morte, l'espiazione e la fine della vita.

Temi
- La sofferenza nella vita cristiana.
- Morte e risurrezione.
- Espiazione e maturazione del cristiano (Purgatorio).
- Il rischio dello scacco (l'Inferno).

Piste di lavoro
Cominciare dalla domanda: la sofferenza nel mondo e nella vita personale. Dopo, più possibilità: proiezione di un film (Il silenzio di Bergman) o di diapositive; o anche il racconto di una vicenda personale o, infine, la presentazione di un fatto di attualità.