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Etty Hillesum:

biografia e bibliografia

 

«Penso anche alla figura di Etty Hillesum, una giovane olandese di origine ebraica che morirà ad Auschwitz. Inizialmente lontana da Dio, lo scopre guardando in profondità dentro se stessa e scrive: "Un pozzo molto profondo è dentro di me. E Dio c’è in quel pozzo. Talvolta mi riesce di raggiungerlo, più spesso pietra e sabbia lo coprono: allora Dio è sepolto. Bisogna di nuovo che lo dissotterri" (Diario, 97). Nella sua vita dispersa e inquieta, ritrova Dio proprio in mezzo alla grande tragedia del Novecento, la Shoah. Questa giovane fragile e insoddisfatta, trasfigurata dalla fede, si trasforma in una donna piena di amore e di pace interiore, capace di affermare: "Vivo costantemente in intimità con Dio"»
(Benedetto XVI, Udienza generale 13 febbraio 2013). 

 

BIOGRAFIA

(da fonte Internet)


Esther Hillesum conosciuta col nome di Etty, nasce il 15 gennaio 1914 a Middelburg in Olanda, in una famiglia della borghesia intellettuale ebraica.
Il padre, Levie (detto Louis), era un professore di lingue classiche e in seguito preside del liceo di Deventer, incarico che ricoprì fino al 1940, quando gli venne revocato a causa delle leggi razziali. La madre di Etty, Rebecca Bernstein (detta Riva) nacque a Potcheb, in Russia, nel 1881, ma nel 1907, travestita da soldato, si rifugiò in Olanda per scampare a un pogrom. Qui sposa Louis Hillesum: la coppia ebbe tre figli: Etty, Misha e Jaap, questi ultimi eccezionalmente dotati l'uno nel campo della musica, divenne un pianista di talento e l'altro nelle scienze, studiò medicina e durante la guerra lavorò, in qualità di medico, presso l'Ospedale israelitico di Amsterdam.
Nel 1926 Esther si iscrive al liceo classico di Deventer. Sei anni dopo si trasferisce ad Amsterdam, dove si laurea in giurisprudenza nel 1939. Si iscrive poi alla facoltà di lingue slave, impartisce lezioni di russo e si interessa anche agli studi di psicologia.
Nel marzo 1937 Etty va ad abitare presso la casa di Hendrik Wegerif (detto Han), nella quale anche suo fratello Jaap aveva vissuto per un certo periodo. Etty si occupa della gestione della casa, lavoro per il quale riceve una paga da Hendrik, anziano vedovo cristiano padre di quattro figli. I rapporti tra Esther e quest'uomo presto si trasformano in una relazione sentimentale.
Sarà proprio in quella casa che Etty inizierà a scrivere il suo Diario (dal marzo 1941) dove annota la sua trasformazione spirituale e le sue vicende umane prima del trasferimento al campo di Westerbork. Nel 1939 infatti il governo olandese, in accordo con la principale organizzazione ebraica presente in Olanda, decide di riunire lì i rifugiati ebrei, tedeschi o apolidi, che vivono nei Paesi Bassi, pensando ad una loro futura riemigrazione.
Il 10 maggio 1940 i tedeschi irrompono in Olanda: cinque giorni dopo la regina e il governo si rifugiano in Inghilterra.
Nel febbraio del 1941 avviene l'incontro più importante della vita di Etty: quello con lo psicanalista Julius Spier, allievo di Carl Gustav Jung e iniziatore della psicochirologia, la scienza che studia la psiche di una persona partendo dall'analisi delle mani. Ebreo tedesco fuggito da Berlino nel 1939, Spier tiene ad Amsterdam dei corsi serali durante i quali invita gli studenti a presentargli le persone che poi diventeranno oggetto del suo studio. Bernard Meylink, un giovane studente di biochimica che vive nella casa di Han, propone Etty. L'incontro con Spier è per Esther folgorante: decide subito di prendere un appuntamento privato con lui per cominciare una terapia. Diventa sua paziente e assistente, poi amante e compagna intellettuale, nonostante la notevole differenza di età (lei ha 27 anni e lui 54) e il fatto che entrambi siano già impegnati in una relazione.
Quest'incontro segnò il via all'evoluzione della sua sensibilità in direzione sempre più spirituale (sebbene laica e aconfessionale), come testimonia nel suo diario.
Tra i mesi di maggio e giugno 1942 nei Paesi Bassi viene portata a compimento l'attuazione delle leggi di Norimberga, che vietano agli ebrei, tra le altre cose, di usare trasporti pubblici, telefonare, sposarsi con persone non ebree. Dalla radio giunge la notizia (riportata da Etty nel suo diario, in data 29 giugno) che in Polonia sono stati uccisi 700.000 ebrei. Etty prende coscienza del piano nazista: lo sterminio della popolazione ebraica.
Il 1 luglio 1942 il campo di Westerbork passa sotto il comando tedesco, diventa luogo di raccolta e smistamento per gli ebrei prigionieri diretti ad Auschwitz.
Il 16 luglio Etty viene assunta come dattilografa al Consiglio Ebraico di Amsterdam, sezione assistenza alle partenze. L’ incarico non le piace, e venuta a conoscenza della decisione, da parte del Consiglio Ebraico di Amsterdam, di aprire una sezione nel campo di Westerbork, fa richiesta di trasferimento. La sua domanda è accettata: il 30 luglio 1942 comincia a lavorare al dipartimento di aiuto sociale alle persone in transito.
A Westerbork gode di una certa libertà, che le consente di mantenere contatti con l'esterno e di scrivere numerose lettere. Torna talvolta ad Amsterdam, e proprio durante uno dei suoi soggiorni nella capitale olandese le viene trovato un calcolo biliare, è perciò costretta a una lunga degenza presso l'ospedale israelitico.
Il 15 settembre 1942 Julius Spier muore per un tumore al polmone. Etty, che in quel momento si trova ad Amsterdam con lui, ha il permesso delle autorità tedesche di partecipare al funerale.
Il 5 giugno 1943 Etty torna al campo di Westerbork: rifiuta l'aiuto che molti suoi amici le offrono per nasconderla e sfuggire così alla persecuzione nazista. Affida ad una amica, Maria Tuinzing, gli 11 quaderni del diario, chiedendole di darli allo scrittore Klaas Smelik per pubblicarli alla fine della guerra, qualora lei non dovesse tornare più. Nello stesso mese arrivano a Westerbork anche i suoi genitori e il fratello Mischa, arrestati durante una retata.
A luglio le autorità tedesche decidono che metà dei membri del Consiglio Ebraico presenti nel campo di Westerbork. deve tornare ad Amsterdam, mentre gli altri devono rimanere perdendo però ogni libertà di circolazione e comunicazione. Etty decide di restare.
Il 7 settembre 1943 la famiglia Hillesum sale su un treno diretto in Polonia. Durante il viaggio Etty riesce a gettare un biglietto indirizzato ad un'amica ed è l'ultimo scritto di Esther. Verrà ritrovato lungo la linea ferroviaria e spedito.
I genitori di Esther muoiono qualche giorno dopo la partenza, non è chiaro se durante il tragitto o al loro arrivo uccisi in una camera a gas.
Etty muore ad Auschwitz il 30 novembre 1943.
Stessa sorte per suo fratello Mischa, il 31 marzo 1944.
Jaap Hillesum, deportato a Bergen Belsen nel febbraio 1944, muore il 27 gennaio 1945 sul treno che liberava i prigionieri del campo, vittima probabilmente di un’epidemia di tifo.
Nell’autunno del 1943 vengono pubblicate clandestinamente ad Amsterdam due lettere che Etty aveva scritto dal campo nel dicembre 1942 e il 24 agosto 1943. Ma per la pubblicazione complessiva delle sue opere bisognerà aspettare molti anni: il Diario viene pubblicato per la prima volta in Olanda nel 1981 dall'editore Gaarlandt. E nel 1982 vengono pubblicate le Lettere scritte a Westerbork col titolo Il cuore pensante della baracca.

  

BIBLIOGRAFIA

(a cura di Giancarlo De Nicolò)

Indichiamo solo i libri in italiano

- Etty Hillesum, DIARIO 1941-1943. Edizione integrale, Adelphi 2012.
- Etty Hillesum, LETTERE. Edizione integrale, Adelphi 2013.
- Etty Hillesum, Diario 1941-1943, Adelphi 1985 (edizione ridotta).
- Etty Hillesum, Lettere 1942-1943, Adelphi 1990 (edizione ridotta).
- Gerrit Van Oord (a cura di), L’esperienza dell’Altro. Studi su Etty Hillesum, Apeiron 1990.
- Graziella Merlatti, Etty Hillesum. Un cuore pensante, Ancora 1999.
- Nadia Neri, Un’estrema compassione. Etty Hillesum testimone e vittima del Lager, Bruno Mondadori 1999.
- Laura Boella, Le imperdonabili, Tre Lune Edizioni 2000.
- Pascal Dreyer, Etty Hillesum. Una testimone del Novecento, Ed. Lavoro 2000.
- Sylvie Germain, Etty Hillesum. Una coscienza ispirata, Ed. Lavoro 2000.
- Paul Lebeau, Etty Hillesum. Un itinerario spirituale, Paoline 2000.
- M.P. Mazziotti, G. Van Oord (a cura di), Etty Hillesum, Diario 1941-1943. Un mondo “altro” è possibile, Apeiron 2002.
- Wanda Tommasi, Etty Hillesum. L’intelligenza del cuore, Messaggero 2002.
- Ingmar Granstedt, Ritratto di Etty Hillesum, Paoline 2003.
- Maria Giovanna Noccelli, Oltre la ragione. Risonanze filosofiche dal pensiero e dall’itinerario esistenziale di Etty Hillesum, Apeiron 2004.
- Maria Giovanna Noccelli, Se amare è chiedere troppo. Leggendo Etty Hillesum, Pro Sanctitate 2004.
- Nandino Capovilla, Betta Tusset, Nei sandali degli ultimi. In Terra Santa con Etty Hillesum, Paoline 2005.
- Evelyn Frank, Con Etty Hillesum. Alla ricerca della felicità, un cammino inatteso, Gribaudi 2005.
- Fratel MichaelDavide, Etty Hillesum: Dio matura, La Meridiana 2005.
- Pia Marcolivo (a cura), Forme del destino. Etty Hillesum, Palomar 2005.
- Luigi Maria Epicoco, Il Dio “salvato”. Etty Hillesum tra storia e profezia, Nova Itinera 2006.
- Pierre Ferrière, Isabelle Meeûs-Michiels, Etty Hillesum. Meditiamo 15 giorni con, Paoline 2006.
- Cristiana Dobner, Etty Hillesum. Pagine mistiche, Ancora 2007.
- Giuseppe Bovo, Il dodicesimo quaderno. Gli 83 giorni di Etty Hillesum ad Auschwitz, La Meridiana 2009.
- C. F. Manara, G. Van Oord, Quaderno di informazione e ricerca. Con Etty Hillesum, vol. 1, Apeiron 2009.
- Beatrice Iacopini - Sabina Moser, Uno sguardo nuovo. Il problema del male in Etty Hillesum e Simone Weil, San Paolo 2009.
- Patrick Woodhouse, Credo in Dio e negli uomini. Storia di Etty Hillesum, Lindau 2010.

- Ria van den Brandt, Etty Hillesum: amicizia, ammirazione, mistica, Apeiron 2010.
- Isabella Adinolfi, Etty Hillesum. La fortezza inespugnabile, il melangolo 2011. 
- Luciana Breggia, Parole con Etty. Un itinerario verso il presente, Claudiana 2011.
- Alessandro Barban - Antonio Carlo Dall'Acqua, Etty Hillesum. Osare Dio, Cittadella 2012.
- Gerrit Van Oord (a cura), Etty Hillesum. Studi sulla vita e l'opera, Apeiron 2012.
- Giorgio Pantanella, La ragazza che ospitò Dio, Pazzini 2012.
- Cristiana Dobner, Il volto. Principio di interiorità. Edith Stein, Etty Hillesum, Marietti 2012.
- Ives Bériault, Etty Hillesum. Testimone di Dio nell'abisso del male, Paoline 2013.
- Luigi Maria Epicoco, Introduzione ad una donna, Tau editrice 2013.
- Fabio Scarsato, Francesco d'Assisi e Etty Hillesum, Messaggero 2013. 
- Fratel MichaelDavide, Etty Hillesum. Umanità radicata in Dio, Paoline 2013.
- Antonio Gentili, «Sarò io ad aiutare Dio». Il cammino spiritale di Etty Hillesum, Ancora 2014.
- Klaas A.D. Smelik, Il concetto di Dio in Etty Hillesum, Apeiron 2014.
- Lorenzo Gobbi (a cura), Il bene quotidiano, Breviario dagli scritti (1941-1942), San Paolo 2014.
- Giorgio Garrone, Dal buio la luce, Paoline 2014.
- Karina Berger, Dialogo con Etty Hillesum, Paoline 2015.
- Klaas A.D. Smelik, Odio e inimicizia in Etty Hillesum, Apeiron 2015.
- Giancarlo Gaeta, Il privilegio di giudicare. Scritti su Etty Hillesum, Apeiron 2016.
- Lucrezia Ferro, Il contagio dell'amore. Etty Hillesum e Julius Spier, San Paolo 2016.
- Antonella Fimiani, Donna della parola. Etty Hillesum e la scrittura che dà origine al mondo, Aperion 2017.
- (a cura di Fratel MichaelDavide), Ogni battito del cuore. Pagine scelte e commentate, Edizioni Terra Santa 2017.
- Enzo Romeo, Diari a confronto. Anna Frank - Etty Hillesum, Ancora 2017.
- Edgarda Ferri, Un gomitolo aggrovigliato è il mio cuore. Vita d Etty Hillesum, La nave di Teseo 2017.

 

In NPG: Rubrica “Testimoni” (05-01-41)

“Salva Dio in te stesso”
Un messaggio di Etty Hillesum
Maria Giovanna Noccelli

 

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* Etty Hillesum: una spiritualità per giovani

 

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