Il primo articolo di NPG (1967)

Inserito in NPG annata 1967.


Orizzonte pastorale

Vittorio Gambino

(NPG 1967-01-04)


Post-Vaticano II è un tempo definibile: vede l'emergere di qualcosa che cresce e diventa dominante.
Post-Vaticano II è il tempo di un nuovo modo di porsi della Chiesa nel mondo, caratterizzato dalla ricerca e dalla riflessione sui segni del tempo per confrontare di continuo l'autenticità del suo impegno di dialogo.
Queste linee di azione pastorale non pretendono di portare agli educatori dei giovani delle risposte già fatte: sarebbe indegno dello scopo di questa Rivista, che vuol essere un servizio e non una sostituzione dello spirito.
La Rivista si presenta piuttosto come un interrogativo: davanti alla fluidità della storia, alle continue trasformazioni del mondo giovanile, e all'urgenza di dover cambiare, essa vuol aiutare lo spirito a mantenersi vigilante e a prendere coscienza delle linee della sensibilità del nostro tempo.
Gli educatori dei giovani troveranno qui un orientamento critico per l'azione concreta, uno stimolante per l'azione pedagogica e quelle norme generali o esperienze espressive che permetteranno a ciascuno di scoprire, da solo o in comunità, il metodo migliore e il cammino più consono della fedeltà allo Spirito per i giovani d'oggi.
Mentre le prospettive nuove della Chiesa e gli scritti post-conciliari ci spingono all'ottimismo e ci fanno godere di questo nuovo rapporto della Chiesa con il mondo giovanile, c'è chi per motivi espliciti di prudenza, ma in fondo quasi sempre per stanchezza, difende la politica dell'apartheid e vorrebbe che si aspettasse ancora, che non si cambiasse nulla o che per lo meno si andasse molto adagio.
Senza dubbio ci sono problemi vasti e difficoltà enormi in questo sforzo di riordinamento della Pastorale giovanile. Tuttavia è urgente passare da uno stato stazionario ad una presenza missionaria nel campo giovanile, e questo domanda a tutti, sacerdoti, religiosi e laici, un cambio di mentalità.
È necessario comprendere come scrive il Card. Liènart che la Chiesa, oggi, non può se non essere missionaria, e che deve avere sopra ogni altra preoccupazione quella di evangelizzare e non di conservare o di proteggersi contro il vento.
Questo cambio è cominciato ed è urgente portarlo avanti.
Il mondo e i giovani attendono una Chiesa che viva e creda nel progresso umano. La prudenza non è sinonimo di paura, ma è intelligenza al servizio dell'amore, lucidità al servizio della grazia.
Questa è la nostra unica scelta, il compito nuovo che ci presenta la Chiesa: una eventuale mancanza di fede e di amore sincero ai giovani potrebbero ritardare l'opera del Concilio.
La Rivista vuole quindi suggerire linee di azione per chiunque intende organizzare la sua attività educativa tra i giovani (nel senso vasto della parola: dalla preadolescenza fino alle soglie dell'età adulta) nel quadro della Pastorale giovanile come è vissuta e organizzata dalla Chiesa in Italia. In questo senso non intende scindere artificiosamente in nessun momento l'azione delle istituzioni o associazioni dalle parrocchie, né questi dagli «ambienti di vita».
Ma intende progressivamente esaminare le istituzioni o associazioni cattoliche in un'unica visione organica di pastorale d'insieme al servizio di tutti gli ambienti umani della diocesi, siano essi polarizzati attorno ad una fabbrica, ad una scuola, ad un ospedale o dispersi nelle famiglie, nelle associazioni o gruppi sportivi vari, nei momenti del tempo libero, nella privatezza delle esperienze personali, ecc.
La rivista inoltre viene redatta da un gruppo di persone (sensibile al particolare carisma educativo ed ecclesiale di Don Bosco) che intende porsi al servizio dei giovani in un atteggiamento di radicale lealtà e fedeltà alla loro situazione nel mondo e nella Chiesa d'oggi secondo lo spirito del Concilio.
Per questo la Redazione centrale, come piccola comunità ecclesiale, è composta di sacerdoti, religiosi e laici uniti nella ricerca paziente e dialogica dell'unica pastorale giovanile che è quella della Chiesa che ha la missione di coordinare e di coinvolgere tutte le risorse dei suoi figli in uno sforzo organico di pastorale d'insieme.