Gli articoli di

ARMANDO MATTEO

matteo

Le note riportate preso le case editrici dove pubbica, dicono:
«È professore straordinario di Teologia fondamentale presso la Pontificia Università Urbaniana in Roma. È stato assistente ecclesiastico nazionale della Fuci, dal 2005 al 2011. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo: Tutti muoiono troppo giovani. Come la longevità sta cambiando la nostra vita e la nostra fede (Rubbettino, 2016); Il Dio mite. Una teologia per il nostro tempo (San Paolo, 2017); La prima generazione incredula. Il difficile rapporto tra i giovani e la fede (Rubbettino, 20172); La Chiesa che manca. I giovani, le donne e i laici nell'Evangelii gaudium (San Paolo, 2018)».
Se poi si naviga su youtube o in altri blog si vedono tantissime conferenze, articoli, interventi. Un uomo pubblico, un teologo che si fa ascoltare: ovviamene perché ha delle cose da dire e le sa dire bene, con vigore, con passione, con argomentazione. Poi la teologia fondamentale è probabilmente l'ambito di pensiero che maggiormente entra in dialogo con la cultura e il mondo contemporanei, là dove si dibatte su Dio, sulla fede, sulla vita cristiana e etica, sull'impegno nel mondo... sull'uomo e il suo destino. Sui giovani e la loro presenza nella società e nella chiesa... sulle donne... sugli adulti... sugli educatori. Insomma, ogni tema, ogni soggeto tocca (e non tangenzialmente) la teologia fondamentale.
E don Armando è ben preparato, con studi sui classici (di teologia contemporanea, intendo) e sui filosofi e sociologi che interpretano il mondo. Abbiamo letto tanti suoi scritti (forse dispense ai preti) chiare, intelligenti, provocanti (provocanti a pensare, non per il piacere di buttare all'aria).
E a questo punto occorre dirlo: il nostro incontro con lui è stato quando, terminati gli studi in Calabria, è stato inviato a Roma con "obbedienza CEI" per fare da assistente nazionale della FUCI (quella che era stata di Montini, di Mario Russotto, e di altri, che sono anche passati nella redaizone di NPG - non Montini, ovviamente). Invitarlo, accoglierlo, diventare amici è stato quasi una cosa scontata, in ogni caso facile e bella.
L'immediata richiesta è stata quella di aiutare tutti coloro che vivono lo studio (universitari o studenti delle secondarie) a capire il senso e gustare la bellezza dello studio, dell'impegno tra i banchi o nelle aule, e sentire importante per la propria formazione e identità questo lungo tempo di apprendimento, di socializzazione, di sperimentazione... e a capire che non è neanche senza senso per il proprio cammino di fede.
Il risultato è quanto segue, una rubrica per un anno intero sui temi che il lettore, lo studente, troverà sempre convolgenti e affascinanti.
Del suo impegno ricordiamo anche le settimane di Camaldoli, che puntualmente spulciavamo sulla rivista Ricerca.
Poi le strade sono proseguite, ciascuno sui propri sentieri... e abbiamo goduto sempre non solo dell'amicizia ma anche dei successi editoriali e di carriera accademica (e di legittimazione nella chiesa e nella società). Oggi d. Armando è uno dei teologi (e scrittori) più citati e "interrogati".
Eppure è sempre rimasto la persona generosa, semplice, umile che abbiamo conosciuto allora. Con una passione per i giovani, con un amore per la Chiesa sconfinato, con il desiderio di smuovere le acque e rendere la Chiesa quell'ambiente accogliente di verità e libertà che ogni tanto riusciamo a sognare.
Pubblichiamo queste note senza chiedere un confronto con lui, ce le bollerebbe per tre quarti.
Ma questa è la nostra stima per lui oggi, e tale essa rimane, con o senza placet.

2006

- Lo stupore (01/2006, pp. 44-46)

- La ricerca (02/2006, pp. 57-59)

- La conoscenza (03/2006, pp. 54-56)

- L’inquietudine (04/2006, pp. 70-72)

- La passione (05/2006, pp. 57-59)

- Mistero (07/2006, pp. 53-55)

- Disciplina (08/2006, pp. 63-64)

- Sapienza (09/2006, pp. 65-67)

2009

- Ragioni, nodi, sentieri educativi (02/2009, pp. 5-24)