L’oratorio: un ponte ideale verso un futuro di integrazione

Inserito in NPG annata 2006.

Caritas Ambrosiana - Area Rom

(NPG 2006-05-32)


Dal 1999 l’Area Rom della Caritas Ambrosiana accompagna il percorso di inserimento sociale dei rom kosovari e macedoni che abitano, ora, al campo comunale di via Novara a Milano. Questo campo, allestito nel 2001, sorge nel quartiere di Quinto Romano che presenta una realtà simile a quella di molte altre periferie, dove i luoghi d’incontro sono rari e le occasioni d’interazione fra i giovani, difficili.

Per i ragazzi del campo, l’oratorio della Parrocchia Madonna della Divina Provvidenza rappresenta quindi l’unico spazio di aggregazione. Qui non solo vengono ospitati i laboratori e gli incontri del supporto scolastico, ma i bambini e gli adolescenti hanno la possibilità di entrare in contatto con i loro coetanei attraverso il gioco.
Il progetto dell’Area Rom rivolto ai ragazzi tra gli 11 e 18 anni si articola in attività di sostegno scolastico e di tipo ricreativo (giochi di gruppo e di squadra, laboratori artistici e creativi). La disponibilità della parrocchia nel concedere l’uso di alcuni spazi dell’oratorio per la realizzazione delle attività ha permesso ai ragazzi rom di interagire con i coetanei gagè (non rom), e per la Caritas rappresenta un tentativo di ridurre e possibilmente superare le resistenze e gli atteggiamenti discriminatori, e di favorire relazioni improntate all’incontro e allo scambio reciproco.
In particolare l’intervento ha potuto fare affidamento sulla collaborazione con il parroco e il coadiutore, non solo per l’ospitalità, ma anche per la sensibilizzazione della parrocchia e del quartiere.
Il supporto scolastico, rivolto alle ragazze e ai ragazzi delle scuole medie, si svolge tutti i pomeriggi per circa tre ore; questa attività prevede un’attenta pianificazione svolta in collaborazione con gli insegnanti dei ragazzi ed è finalizzata al potenziamento delle competenze scolastiche individuali.
Alle ragazze tra gli 11 e 14 anni è stata anche proposta la partecipazione a laboratori creativi di manipolazione di materiali (das, farina, argilla… per la costruzione di oggetti d’uso personale o artistici), di pittura a tempera, di disegno… Queste attività mirano a potenziare la dimensione del gruppo inteso come risorsa per la crescita personale, per il sostegno reciproco e per la valorizzazione delle capacità individuali, nella costruzione di un progetto/prodotto comune.
Alcuni ragazzi tra i 14 e i 18 anni sono invece stati coinvolti in un’attività sportiva all’interno dell’oratorio, frequentato da alcuni di loro anche per giocare a calcio con i coetanei gagè. Col tempo le partite spontanee e spesso senza regole hanno lasciato il posto ad allenamenti settimanali ai quali i ragazzi partecipano con entusiasmo. Da circa un anno si è costituita la squadra Magic Baska che si incontra con altre formazioni in partite amichevoli.
Come dovunque, le resistenze del territorio non sono mancate, anche quelle della parrocchia, negli anni non sono mancati neppure screzi e liti e qualche scontro tra «bulletti» rom e gagi; la pazienza del coadiutore e degli educatori è stata «provata», le diversità reali, le allergie alle regole di tutti gli adolescenti, il «patrimonio» di razzismo reciproco (posseduto da tutti indistintamente), hanno comunque interagito e provocato luci e ombre; tuttavia nel lavoro di questi anni, con i rom di via Novara, la disponibilità manifestata dalla parrocchia di Quinto Romano ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale, senza il quale difficilmente si sarebbero potuti realizzare i vari percorsi di inserimento, che passano dalla scuola, dal gioco, dalla quotidianità delle relazioni. Nel nostro intervento l’oratorio costituisce un ponte ideale verso un futuro di integrazione, un luogo dove l’accoglienza, l’incontro e lo scambio sono possibili.