Il Vangelo del giorno (Bose)

In ascolto

della donna cananea

Sorella Elisabetta - Bose


9 agosto 2019

In quel tempo 21Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidone. 22Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». 23Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». 24Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d'Israele». 25Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». 26Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». 27«È vero, Signore - disse la donna -, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». 28Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell'istante sua figlia fu guarita.
Mt 15,21-28

Gesù parte, si ritira. C’è appena stata una disputa con i farisei e un insegnamento sul puro e l’impuro e ora va verso Tiro e Sidone, verso una zo0na pagana. Una donna cananea si mette in cammino da quella regione e va verso di lui. Possiamo immaginare geograficamente questo incontro tra due mondi concettuali, vicini e contrapposti.
La donna prende l’iniziativa, varca la barriera simbolica e chiede aiuto. Gesù si mostra indifferente, come se la donna non esistesse e fosse un rumore di fondo trascurabile. E questo sconcerta. Sconcerta i discepoli che si avvicinano e lo implorano di esaudirla, mossi da compassione, o forse semplicemente dal fastidio di avere una persona che li segue gridando.
Ma non sorprende la donna che cambia posizione. Dal seguire Gesù e i discepoli si pone davanti, è lei che offre un insegnamento. Si prostra e chiede aiuto. Chiama Gesù prima “Figlio di Davide”, riconoscendolo come Messia atteso e poi “Signore”, in una vera invocazione di fede. Non critica la lettura di Gesù, non controbatte rivendicando le sue ragioni, ma ascolta e attende.
È giunto per Gesù il tempo di comprendere che il suo messaggio ha una portata più ampia della sola casa di Israele e questa donna con finezza sa cogliere la grandezza e la sovrabbondanza che le sono poste di fronte, non chiede di ricevere qualcosa a discapito di altri, ma di condividere.
Briciole. Una parola che apre l’orizzonte partendo da una fede grande che non si ferma al già noto ma ha la forza di convertire, di far cambiare sguardo. Quelle briciole, quei cinque pani spezzati per cinquemila (cf. Mt 14,13-21) sovrabbondano per chi non trattiene per sé.
Con il suo atteggiamento è lei stessa portatrice di una buona notizia, di Vangelo. La salvezza è rivolta a tutti, non ci sono eletti ed esclusi. Dalle terre pagane, dalla Decapoli verranno le folle che saranno presenti alla seconda moltiplicazione dei pani (cf. Mt 15,32-39).
Ormai il confine è stato varcato e noi possiamo restare, insieme ai discepoli, un po’ perplessi, perché il gesto di questa donna ha una portata enorme e possiamo capire meglio la resistenza iniziale di Gesù.
Sono giunti i tempi? Questa donna cananea lo afferma, quanto Maria al banchetto delle nozze di Cana (cf. Gv 2,1-5). E questo spaccato dell’umanità di Gesù ci può far riflettere. Abbiamo compreso che nessuno è escluso? Siamo disposti a condividere, se non il necessario per vivere, almeno quello che sovrabbonda e cade dalle nostre tavole come briciola? O siamo come il ricco di fronte al povero Lazzaro (cf. Lc 16,19-31)?
Mettiamoci in ascolto della donna cananea, lasciamoci spiazzare da chi ci si pone davanti, non per pretendere, ma per incontrare, non per sopraffare, ma per ascoltare, non per appropriarsi, ma per condividere.
Solo così, in questo sincero vedersi per quello che si è, per dove si è, abbiamo l’opportunità di convertire il nostro sguardo e ampliare i nostri orizzonti verso gli altri e l’Altro che sempre ci scomoda e sempre ci interroga.
Solo se osiamo uscire da noi stessi, viaggiare nel territorio sconosciuto che è lo spazio dell’incontro, sapremo gioire delle briciole colorate di vita che ogni giorno ci dona in sovrabbondanza.