Il Vangelo del giorno (Bose)

Un silenzio

che tocca il nostro cuore

Sorella Maria - Bose

20 luglio 2019

1In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. 2E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. 3Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. 4Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». 5Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». 6All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. 7Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». 8Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
9Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».10Allora i discepoli gli domandarono: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». 11Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa.
Mt 17,1-11

Oggi, per fare memoria di Elia, ascoltiamo il vangelo della Trasfigurazione del Signore, dove egli appare nella gloria insieme a Mosè a conversare con Gesù. In questa pagina evangelica è narrata la realtà quotidiana e invisibile della preghiera di Gesù, del suo ascolto della parola di Dio, realtà che è luce, vita e beatitudine per chiunque voglia ascoltarlo, come invita la voce dal cielo.
Gesù è con alcuni suoi discepoli in disparte, sul monte: la solitudine, nella comunione fraterna, è il luogo umano spirituale in cui incontra la presenza del Signore nella sua parola rappresentata da Mosè ed Elia.
L’ascolto che Gesù presta al suo Dio è conversazione con Mosè ed Elia, con le Scritture sante. È scambio misterioso e mite tra la parola di Dio e lui che la ascolta di tutto corpo fino a compierla. Gesù, che rendeva testimonianza alla Torà e ai Profeti vivendo nella libertà e nella misericordia, in questa meravigliosa pagina riceve testimonianza dalla parola gloriosa e vivente di Dio quale Parola fatta umana, la luce del mondo.
Ed è in questo suo conversare con Mosè ed Elia che noi entriamo, ascoltandolo, e questa conversazione prosegue anche in noi: mentrela parola di Dio ci legge nel più intimo,noi conosciamo qualcosa del suo intimo pensiero e desiderio che Gesù ha interpretato, narrato e compiuto. Mosè ed Elia, infatti, non smettono di trasmetterci la rivelazione che hanno ricevuta nell’incontro con la presenza mite e misericordiosa del Signore.
Mosè che conobbe, in un roveto ardente, il Signore Dio dei padri come fuoco che non consuma le creature in cui prende dimora. Elia che, sullo stesso monte, e dunque confermando la rivelazione a Mosè, riconobbe la presenza del Signore solo quando incontrò la sua voce in una voce di silenzio sottile: forse, come una parola trattenuta che desidera solo ispirare, come una presenza mite, silenziosa, che non si impone, pura misericordia e compassione per noi.
Far memoria di Elia è, infatti, ricordarne la conversione sull’Oreb. Egli, dopo aver lottato con violenza credendo di difendere la giustizia e la verità del Dio d’Israele, comprese il mistero evangelico della parola di Dio, cioè che la sua potenza è sempre aggiogata alla sua mitezza e misericordia. Comprese che Dio non è nella violenza del terremoto e del fuoco, ma nella mitezza. Comprese, da grande profeta quale era, il nucleo mite e compassionevole della giustizia cui Dio ci chiama: per chiunque, essa vale più della propria vita – si può ben perderla per amore della vita altrui – ma mai vale più della vita di un’altra persona. Mai si può fare violenza in nome del Signore, neppure ai suoi nemici. Elia comprese questa meraviglia della parola del Signore: tutta la sua potenza la rivela nella mitezza; non nella potenza distruttiva, ma in un silenzio che tocca il nostro cuore, che è mite presenza, secondo la promessa fatta a Mosè: io sono e sarò sempre con te e con voi. E ridetta da Gesù per tutte e per tutti fino al suo ritorno.
Elia, sempre atteso prima del Messia, è già venuto, dice Gesù. Era Il Battista, venuto nello spirito di Elia, che mi ha preparato la strada anche alla passione: infatti, hanno fatto di lui ciò che hanno voluto.