Il Vangelo del giorno (Bose)

Eredi della sua pace

Sorella Lara - Bose


13 luglio 2019

In quel tempo 1Gesù chiamati a sé i suoi dodici discepoli, disse loro:« 24Un discepolo non è più grande del maestro, né un servo è più grande del suo signore; 25è sufficiente per il discepolo diventare come il suo maestro e per il servo come il suo signore. Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più quelli della sua famiglia! 26Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto.27Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. 28E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l'anima e il corpo. 29Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. 30Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. 31Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
32Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; 33chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
Mt 10,24-33

Gesù ci invita a non avere paura di seguire il vangelo. È un invito a essere pienamente se stessi e ad amare la vita. La paura, dalla quale ci mette in guardia, è quella che porta a chiudersi in un guscio, a costruire muri tra noi e i nostri vicini, a considerare nemico il prossimo e a progettare strategie di difesa che spesso si traducono in attacchi preventivi. Questa è la paura del cuore indurito.
Ma c’è un’altra paura che Gesù ha conosciuto bene e che troviamo raccontata nella notte al Getsemani (cf. Mt 26,36-38), prima di affrontare la passione. È la paura carica di tristezza e angoscia di chi è preso di mira a causa della propria coerenza. Diffamazioni e persecuzioni fino alla morte, sono le correnti contrarie che anche la chiesa dovrà affrontare così come ogni singolo discepolo di Cristo.
“Non abbiate paura!” (v. 26). Se per il mondo diventiamo scomodi, ricordiamoci che siamo preziosi agli occhi di Dio: amati e rispettati nella nostra unicità, conosciuti nella profondità dei desideri del nostro cuore e costantemente accompagnati e custoditi da lui. Avere fiducia in Dio è credere che ogni sotterfugio alla fine sarà scoperto; è credere nella forza creativa dell’universo che, come all’inizio della creazione (cf. Gen 1,1-2), continua a operare nella storia, per portare unità e armonia.
Sforziamoci di vivere alla presenza di Dio, con Cristo come amico, per non permettere che il male offuschi i nostri pensieri, condizioni i nostri sentimenti fino a imprigionare la nostra volontà. Non lasciamoci vincere dal male per cadere umanamente così in basso, già in questa vita, da abitare in una Geènna – la grande discarica di Gerusalemme, ai tempi di Gesù – interiore.
Riconoscere Gesù davanti agli uomini, non significa solo annunciare il suo messaggio, ma aderire a lui con tutte le nostre forze. Diventiamo testimoni quando impariamo a dire “No!” davanti alla prepotenza e alla seduzione del mondo.
Così scriveva Franz Jägerstätter, il contadino austriaco che nel 1943 osò opporsi a Hitler, al prezzo della vita, non accettando di combattere in guerra a favore del nazismo:
“Scrivo con le mani legate, ma è meglio così che se fosse incatenata la volontà. Talvolta Dio ci mostra apertamente la sua forza, che egli dona agli uomini che lo amano e non preferiscono la terra al cielo. Né il carcere né le catene e neppure la morte possono separare un uomo dall’amore di Dio e rubargli la sua libera volontà. La potenza di Dio è invincibile”.
Nel giorno del giudizio saremo riconosciuti per quello che siamo realmente stati. Tutti, fin d’ora, siamo chiamati a conversione per diventare quei figli di Dio che, in Gesù Cristo, hanno seguito l’anelito alla comunione alla libertà e che, accettando di attraversare sofferenze e contraddizioni, saranno eredi della sua gloria: la pace eterna.