Il Vangelo del giorno (Bose)

Una parola efficace

Sorella Elisabetta - Bose


4 luglio 2019

In quel tempo 1 Gesù salito su una barca, passò all'altra riva e giunse nella sua città. 2Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati». 3Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia». 4Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? 5Che cosa infatti è più facile: dire «Ti sono perdonati i peccati», oppure dire «Àlzati e cammina»? 6Ma, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Àlzati - disse allora al paralitico -, prendi il tuo letto e va' a casa tua». 7Ed egli si alzò e andò a casa sua. 8Le folle, vedendo questo, furono prese da timore e resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.
Mt 9,1-8

Gesù è appena stato nel paese dei Gadarèni: lì si è trovato di fronte a due uomini indemoniati e li ha liberati mandando i demoni in una mandria di porci. Ora torna in patria, nella sua città, Cafarnao. Il Vangelo di Marco ci parla di una folla che accorre mentre Gesù si trova in casa e di come, mentre sta annunciando la Parola, quattro persone scoperchiano il tetto per presentargli un paralitico (cf. Mc 2,1-12).
In Matteo la scena è differente. Non ci sono tetti scoperchiati e folle, ma solo delle persone che, spinte dalla fede, si presentano davanti a Gesù portando un paralitico disteso su un letto. Gesù allora insegna cos’è veramente importante: “Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati” (v. 2). Reagisce alla richiesta di aiuto nel modo più efficace perché la salvezza che ci offre non è la liberazione dalla malattia, dalla morte, dalla sofferenza, ma la liberazione dal male che ci imprigiona e ci impedisce di amare pienamente. È rimuovere gli ostacoli che ci impediscono di vivere alla sequela della Parola che Gesù ci ha annunciato, e che continua a esserci rivolta ogni giorno grazie alla presenza dello Spirito che ci sostiene e ci accompagna nel nostro cammino di fede.
Gli scribi presenti reagiscono con sospetto e diffidenza. Mormorano, non si confrontano apertamente, ma il loro pensiero è chiaro per Gesù che si trova per la prima volta, nel Vangelo secondo Matteo, coinvolto in una disputa con le autorità religiose del tempo.
La domanda sulla legittimità dell’operato di Gesù lo accompagnerà per tutta la durata del suo ministero, “Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?” ( Mt 21,23). In quell’occasione Gesù non risponderà direttamente, ma userà la sua abilità dialettica per mettere in difficoltà chi vuole trarlo in inganno.
Qui invece Gesù previene gli interlocutori dimostrando come la sua parola non sia vana, ma efficace. “È più facile dire: ‘Ti sono perdonati i peccati’, oppure dire “Àlzati e cammina” (v. 5)? Certamente è più facile affermare qualcosa di non verificabile, essere convinti assertori di teorie distanti dalla pratica.
Macario l’egiziano ci mette in guardia da una facile tentazione:
“Quanti proferiscono discorsi spirituali, senza aver gustato e sperimentato ciò che dicono, questi, dico, assomigliano a un uomo che in piena estate, proprio a mezzogiorno, attraversa una pianura deserta e arida; poi per la gran sete ardente, si immagina nella sua mente una fonte fresca lì vicino, con acqua dolce e limpida, e pensa di dissetarsi a sazietà, senza alcun impedimento; oppure assomiglia a un uomo che non ha mai gustato neanche un po’ di miele eppure tenta di illustrare ad altri quanto sia dolce”.
Gesù invece mostra di essere coerente, il prodigio qui non è soltanto quello della guarigione di un uomo che da paralitico ritrova la possibilità di muoversi, dall’essere completamente dipendente, la possibilità di tornare autonomo, di portare lui stesso il letto su cui era portato, ma che il Figlio dell’uomo dica ciò che fa e faccia ciò che dice. Atteggiamento scomodo, eloquente e pericoloso al punto di costare il prezzo di una vita, di una vita appesa al legno della croce e da essere squarcio, orizzonte aperto verso la resurrezione.