Europa

Materiali vari

Renato Cursi 

This time I’m voting: le elezioni europee del 2019
https://www.stavoltavoto.eu/

Come europei ci troviamo di fronte a molte sfide, dall’ immigrazione ai cambiamenti climatici, dalla disoccupazione giovanile alla protezione dei dati. Viviamo in un mondo sempre più globalizzato e competitivo. Allo stesso tempo il referendum sulla Brexit ha dimostrato che l'UE non è un progetto irrevocabile. Mentre molti di noi danno per scontata la democrazia, questa sembra essere sottoposta a crescenti minacce, sia nei principi che nella pratica.
Per questo il Parlamento Europeo sta creando una comunità di sostenitori che incoraggino una maggiore affluenza degli elettori alle elezioni europee del 23-26 maggio 2019. L’obiettivo dell’iniziativa #ThisTimeImVoting (in italiano #StavoltaVoto) non è di raccomandare questo o quel candidato. Questa campagna sostiene il voto in sé, cioè l'impegno nel processo democratico con cognizione di causa e in modo informato. Si vuole rafforzare il valore dello scambio di idee e delle relazioni e costruire una comunità di sostenitori in tutta Europa che si impegnino per il voto, difendere il concetto di democrazia affinché tutti abbiano la possibilità di decidere in che Europa vogliamo vivere.
Insieme agli uffici del Parlamento europeo di ogni Paese membro e a tanti partner locali si stanno organizzando eventi prima delle elezioni europee. Sul sito internet dedicato a questa iniziativa, tradotto in tutte le lingue ufficiali dell’UE, è disponibile una mappa per vedere gli eventi organizzati in ogni Paese.
Le istituzioni UE non chiedono solo di andare a votare, ma di convincere le persone intorno a noi ad andare a votare. E’ possibile candidarsi come volontari per creare iniziative in questa direzione o per sostenere quelle già in programma.

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COMECE: la Chiesa Cattolica e l’Unione Europea
http://www.comece.eu

Esiste un canale ufficiale di dialogo tra la Chiesa e l’Unione Europea? Qual è, e come funzione? La COMECE, la Commissione degli Episcopati dell'Unione Europea, è composta da Vescovi delegati dalle Conferenze Episcopali cattoliche dei 27 Stati Membri dell’Unione Europea. La missione della COMECE è quella di accompagnare la politica dell’UE nei suoi settori di competenza che hanno una rilevanza per la Chiesa. Al momento, la COMECE segue le politiche UE nei seguenti settori: migrazioni e asilo; etica, ricerca e sanità; ecologia e sostenibilità; giustizia e diritti fondamentali; dialogo interculturale ed educazione; politiche sociali ed economiche; azione esterna.
Il Segretariato della COMECE, con sede a Bruxelles, assicura la continuità di questo lavoro. Una piccola equipe è incaricata di seguire e analizzare le politiche e le iniziative dell’UE e di offrire un suo contributo nelle procedure pertinenti. Il Segretariato, subordinato al Comitato Permanente e all’Assemblea plenaria, è assistito da commissioni e gruppi di lavoro composti da esperti delle conferenze episcopali e delle organizzazioni cattoliche che operano nei settori interessati.  Al fine di sottolineare l’impegno continuo della Chiesa in favore del progetto europeo, il Segretariato della COMECE organizza regolarmente degli eventi nella sua sede a Bruxelles, al Parlamento Europeo o altrove, secondo le circostanze.
La COMECE si propone di fornire un’analisi approfondita e contribuire sulle questioni, le politiche e le iniziative europee e monitora continuamente le evoluzioni sulla scena politica ed economica europea. A questo fine, sul sito internet sono disponibili in più lingue una serie di pubblicazioni di carattere tecnico, come rapporti periodici o documenti politici, e informativo, come il bollettino mensile “Europe Infos”.

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Don Bosco International: i Salesiani di Don Bosco nel cuore dell’Europa
http://donboscointernational.eu/

Oltre ai canali ufficiali delle conferenze episcopali, anche alcune congregazioni religiose cattoliche si sono dotate di strutture che mirino a rafforzarne le relazioni con le istituzioni dell’UE e ad orientarne le politiche nella direzione indicata dal Vangelo. Ad esempio, i Salesiani di Don Bosco da diversi anni stanno sviluppando la loro presenza ufficiale all’interno delle istituzioni europee attraverso il “Don Bosco International”, organizzazione con sede a Bruxelles.
DBI rappresenta la Congregazione Salesiana presso le istituzioni europee (UE, ma anche Consiglio d’Europa) curando una comunicazione tra le realtà salesiane europee e i loro progetti in favore dei giovani, da una parte, e le politiche e programmi europei promossi dalle istituzioni, dall’altra. DBI offre inoltre una piattaforma per coordinare e sostenere a livello europeo le iniziative e i progetti in favore dei giovani promossi dai vari attori salesiani nazionali e locali. Allo stesso tempo, DBI si impegna a sensibilizzare le varie realtà salesiane presenti in Europa sulle varie opportunità offerte dai programmi promossi dalle istituzioni europee nei campi d’azione rilevanti per i Salesiani di Don Bosco. Nel fare ciò, DBI si ispira ai valori dell’umanesimo cristiano, del sistema educativo di Don Bosco, ai principi dei diritti umani e della dignità di ogni persona, della solidarietà e della sussidiarietà, della diversità culturale e dell’apprendimento interculturale, della lotta ad ogni povertà attraverso l’inclusione sociale, e la sinergia tra i vari portatori di interesse nel campo dell’educazione e della promozione dello sviluppo integrale dei giovani.
L’attività del Don Bosco International si focalizza sulle seguenti tre priorità:

1. Povertà e inclusione sociale
Come DBI, siamo particolarmente interessati all’inclusione dei giovani, attraverso programmi sociali ed educative, dando priorità a coloro che si trovano in situazioni più difficili. Lavoriamo per l’implementazione di politiche efficaci e l’investimento in politiche di protezione sociale per minori e giovani.

2. Migrazioni e Rifugiati
Come DBI, intendiamo promuovere politiche che garantiscano l’accoglienza dignitosa dei migranti e rifugiati che arrivano in Europa. Inoltre, li accompagniamo nella loro ricercar di una vita migliore, attraverso programmi focalizzati sulla cura, l’educazione e l’inclusione.

3. Transizione Scuola - Lavoro
Basandoci sull’esperienza salesiana nell’educazione tecnica e nella tradizione oratoriana, ci focalizziamo sulla promozione della formazione professionale e dell’educazione non-formale per migliorare le opportunità di lavoro dei giovani. Crediamo nell’importanza di costruire relazioni con le imprese per promuovere apprendistati, tirocini e posti di lavoro di qualità per i giovani.
Per saperne di più, visita il sito web del DBI.

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Tre Padri fondatori cattolici dell’Europa unita

Robert Schuman
schumanRobert Schuman è nato il 29 giugno 1886 in Lussemburgo. Sua madre era lussemburghese e suo padre native della Lorena, che era fuggito dall’annessione tedesca dell’Alsazia-Lorenza nel 1870 stabilendosi nel Granducato del Lussemburgo. Per questo il giovane Robert Schuman ha frequentato la scuola primaria e secondaria in Lussemburgo. Dopo aver frequentato l’università a Berlino e Strasburgo, iniziò la sua carriera di avvocato a Metz (in Lorena) nel giugno 1912. Due anni più tardi scoppiò il primo conflitto mondiale, e Robert Schuman fu esentato dal servizio militare per motivi di salute.
Nel novembre 1918, l’Alsazia e la Lorena tornarono alla Francia e Robert Schuman divenne membro del Parlamento francese per il dipartimento della Mosella. Nel 1939 scoppiò un nuovo conflitto mondiale e Robert Schuman fu nominato Sottosegretario parlamentare per i rifugiati. Al suo ritorno in Lorena, fu arrestato dalla Gestapo e imprigionato in segreto a Metz. Al termine della seconda guerra mondiale, come Presidente del Consiglio dei Ministri (1947) e Ministro degli Esteri (1948-1952) francese, egli fu uno dei negoziatori di tutti i principali trattati adottati in quel periodo (Consiglio d’Europa, NATO, Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio). Dal 1958 al 1960, egli fu il primo Presidente del Parlamento Europeo, che lo onorò con il titolo di “Padre dell’Europa” al termine del suo mandato.
Fonte e riferimento: Centre Robert Schuman http://www.centre-robert-schuman.org
Dietro richiesta dell'«Institut Saint-Benoìt patron de l'Europe», associazione costituitasi per manifestare «la santità della politica» attraverso l'esempio di Robert Schuman, il vescovo di Metz, dopo il nulla osta della Santa Sede (15 novembre 1989), ha iniziato la causa di beatificazione il 9 giugno 1990 (fonte: http://www.santiebeati.it/dettaglio/92034).

Konrad Adenauer
kasKonrad Adenauer, nato a Colonia il 5 gennaio 1876, è stato il primo cancelliere della Repubblica Federale di Germania. Gli obiettivi politici fondamentali del suo Cancellierato (1949-1963) definiscono ancora oggi la struttura interna e l'orientamento di politica estera della Repubblica Federale.
L'inclusione della Repubblica Federale tra le democrazie occidentali, l'opera di unificazione europea e la riconciliazione con la Francia sono tappe politiche strettamente legate al nome di Adenauer. Subito dopo aver assunto la carica di Cancelliere annunciò in nome del popolo tedesco l'intenzione di "riparare al torto subito dagli ebrei, per quanto ciò fosse possibile, dopo che milioni di vite umane erano state annientate irrimediabilmente".
La ricostruzione della Germania occidentale, il superamento delle difficoltà del dopoguerra, la decisione di adottare un'economia sociale di mercato e decisioni social-politiche di largo respiro furono prese durante il Cancellierato di Adenauer.
L'Unione Cristiano-Democratica di Germania (CDU), fondata nel 1945 a seguito di una decisione spontanea, crebbe come "Partito del Cancelliere" insieme ad Adenauer fino a diventare il maggiore partito della storia tedesca nel 20° secolo.
Fonte e riferimento: Fondazione Konrad Adenauer https://www.kas.de/web/italien
Per lui non è ancora stata avviata la fase diocesana della causa di beatificazione, ma si registrano richieste in tal senso (fonte: http://www.santiebeati.it/dettaglio/94663).

Alcide De Gasperi
degasperiAlcide de Gasperi nasce a Pieve Tesino, nell'allora Tirolo meridionale, il 3 aprile 1881. Figlio di un gendarme originario del villaggio di Sardagna, vicino a Trento, e di una donna di Predazzo, in val di Fiemme, potrà percorrere una brillante carriera scolastica solo grazie all'efficienza del sistema di istruzione asburgico e alla spinta degli ambienti del movimento cattolico trentino. Laureatosi in filologia moderna a Vienna nel 1905, nello stesso anno assume la direzione della Voce cattolica, che nel 1906 cambia nome in Il Trentino. Eletto consigliere comunale di Trento nel 1909, due anni più tardi è il più giovane deputato destinato al Parlamento dell'Impero di Vienna. Qui si impegna a vantaggio dell'autonomia delle popolazioni italiane del Trentino nel quadro del nesso imperiale, al quale continua a guardare come istituzione statale di riferimento.
Allo scoppio della prima guerra mondiale, dopo aver sperato nella tenuta della Triplice Alleanza, si impegna a livello diplomatico per evitare i rigori della guerra in casa al suo Trentino, sostenendo l'ipotesi del neutralismo. Fallito ogni tentativo di scongiurare l'intervento italiano nel conflitto, De Gasperi è nominato delegato al Comitato d'assistenza dei profughi del sud, istituito per sostenere il dramma degli oltre 70.000 trentini che in conseguenza dell'apertura del fronte italo-austriaco sono costretti a lasciare le proprie case e a riparare nella aree interne dell'Impero.
A seguito della sconfitta dell'Impero e dopo l'annessione del Trentino all'Italia, è tra i fondatori del Partito popolare italiano e nel 1921 viene eletto deputato al Parlamento italiano. Divenuto segretario del partito nel 1923, dopo l'iniziale sostegno al governo Mussolini si trova invece a guidare l'opposizione al nascente regime. Dopo un periodo di carcere con l'accusa di tentato espatrio clandestino, nel 1929 trova rifugio in Vaticano, dove ottiene un modesto incarico da bibliotecario e dove può contribuire alla riorganizzazione di un partito di ispirazione cristiana, che diverrà nel 1942 la Democrazia Cristiana.
Con la caduta del fascismo, in rappresentanza del suo nuovo partito, di cui è anche segretario dal 1944, entra a far parte del Comitato di liberazione nazionale. Nel 1944 è ministro degli esteri nei governi Bonomi e Parri, e dal dicembre 1945 presidente del consiglio alla guida di un governo di unità nazionale. Nel gennaio 1947 si reca negli Stati Uniti, dove ottiene il sostegno economico alla ricostruzione italiana, offrendo in pari tempo garanzie circa l'adesione dell'Italia al Patto atlantico. Al governo a più riprese dal 1945 fino al 1953, dopo il parziale insuccesso delle elezioni di quell'anno e di fronte alle pressioni delle giovani leve del partito, lascia il governo.
Convinto sostenitore dell'unità europea, lavora in questi anni a stretto contatto con Adenauer e Schuman, che condividono con lui una comune formazione culturale mitteleuropea, e sostiene la costituzione della Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA), della cui Assemblea verrà eletto presidente. Muore a Sella di Valsugana il 19 agosto 1954.
Fonte e riferimento: Fondazione Trentina Alcide De Gasperi http://www.degasperitn.it/it/
A Trento la fase diocesana del processo di beatificazione è stata aperta nel 1993 (fonte:http://www.santiebeati.it/dettaglio/92035).

DOCAT – Che cosa fare?

Anche se DOCAT non contiene riferimenti espliciti all’integrazione europea (e quindi neanche il Compendio per la Dottrina Sociale della Chiesa cui questo volume si ispira), è opportuno fare riferimento ai numeri dedicati al significato e agli obiettivi della cooperazione internazionale, di cui l’Unione Europea e gli altri processi di integrazione in questa regione del mondo sono un’espressione particolare.

242 Come si può realizzare la cooperazione a livello mondiale?
Nel caso di problemi globali, che i singoli Paesi non possono più risolvere a livello nazionale, sono necessarie organizzazioni e istituzioni per la cooperazione in grado di assumersi la gestione dei beni comuni globali, di decidere le regole per tutti i Paesi, di controllare che le regole vengano rispettate e di emettere sanzioni qualora non vengano rispettate o risultino lese. La Chiesa si pronuncia sempre a favore della costruzione di una comunità internazionale, dato che solo in questo modo si può tradurre anche politicamente l’idea dell’unità della famiglia umana. In ogni caso la comunità deve essere voluta da tutti i Paesi partecipanti e in nessun caso può essere imposta con la forza. Deve essere una comunità dotata di autorità. Questo significa da un lato rispettare che, in accordo con il principio di sussidiarietà, ogni Stato è responsabile per sé, ma dall’altro reagire ai gravi problemi del mondo, essendo “dotata di efficace potere per garantire a tutti i popoli sicurezza, osservanza della giustizia e rispetto dei diritti” (Gaudium et Spes 82). Un primo passo in questa direzione è stato fatto nel 1945, quando è stata fondata l’Organizzazione per le Nazioni Unite (ONU). La Chiesa Cattolica da allora appoggia l’idea delle Nazioni Unite, sostiene la loro politica e si impegna per il suo ulteriore sviluppo.

243 Quali sono gli standard etici minimi per la cooperazione internazionale?
Quando i singoli Paesi vogliono partecipare a una comunità globalmente responsabile e vincolante, il punto cruciale è soprattutto la fiducia reciproca, quindi un minimo di valori e norme comuni. Di ciò fanno parte i diritti umani, ma anche diritti come giustizia, solidarietà e libertà. La comunità internazionale deve fare in modo che, prendendo decisioni comuni, tutti gli esseri umani abbiano la possibilità di partecipare ugualmente allo sviluppo mondiale. Si tratta di diritti fondamentali che non sono vincolanti solo per i cristiani, ma valgono per tutti.

244 Come possiamo far diventare questi valori accettabili da tutti nella comunità internazionale?
I valori essenziali generalmente riconosciuti e i diritti umani devono essere il fondamento di quello che la comunità internazionale non solo decide, ma anche comunica. Basandosi su di essi, vanno formulate regole con cui agire e trattare. Infatti, ogni volta che è necessario prendere delle decisioni insieme e fare delle trattative, sono necessarie delle regole. Molto di più di quanto avvenuto finora, sul piano internazionale il diritto del più forte deve essere sostituito dalla forza del diritto.

245 Chi ha bisogno di questa comunità internazionale?
Tutti. I Paesi però dipendono in modo differente dalla comunità internazionale: i Paesi maggiormente sviluppati ne hanno bisogno più per ottenere accordi economici più sicuri o l’accesso alle materie prime che per consentire una vita migliore alla propria popolazione. Al contrario, questo ultimo invece è il motivo per cui i Paesi in via di sviluppo hanno bisogno della comunità internazionale. Tutti gli esseri umani infine hanno lo stesso diritto allo sviluppo e all’accesso ai beni primari (cibo, educazione, vestiti, ecc.). Tutti gli esseri umani hanno anche il diritto a vivere in pace e libertà E’ quindi necessario un sostegno reciproco. La necessità di una comunità internazionale non può però diventare la scusa per creare nuove forme di dipendenza e di meccanismi di sfruttamento tra i Paesi ricchi e i Paesi poveri.

Europa e Cinema

Un recente film comico italiano, capace di divertire e insieme far riflettere anche un pubblico giovane sul significato sociale della costruzione di un’Europa unita, è Come un gatto in tangenziale (2017).
Due film documentari critici sulle recenti politiche europee in campo finanziario e migratorio sono rispettivamente: PIIGS (2017) e Fuocoammare (2016).

Europa

Risorse sull’UE per insegnanti e educatori

A questo indirizzo troverete una serie di materiali in italiano per giovani dai 15 anni in su, da libri con attività a quiz e giochi online, video esplicativi, opuscoli, diapositive sull’Unione Europea: https://europa.eu/teachers-corner/age-ranks/ages-15-and-over_it

Preghiera per l’Europa
(Carlo Maria Martini)

Padre dell'umanità, Signore della storia,
guarda questo continente europeo
al quale tu hai inviato tanti filosofi, legislatori e saggi,
precursori della fede nel tuo Figlio morto e risorto.
Guarda questi popoli evangelizzati da Pietro e Paolo,
dai profeti, dai monaci, dai santi;
guarda queste regioni bagnate dal sangue dei martiri
e toccate dalla voce dei Riformatori.
Guarda i popoli uniti da tanti legami
ma anche divisi, nel tempo, dall'odio e dalla guerra.
Donaci di lavorare per una Europa dello Spirito
fondata non soltanto sugli accordi economici,
ma anche sui valori umani ed eterni.
Una Europa capace di riconciliazioni etniche ed ecumeniche,
pronta ad accogliere lo straniero, rispettosa di ogni dignità.
Donaci di assumere con fiducia il nostro dovere
di suscitare e promuovere un' intesa tra i popoli
che assicuri per tutti i continenti,
la giustizia e il pane, la libertà e la pace.