Loreto, papa Francesco

e il Sinodo dei giovani

Intervista a mons. Fabio Dal Cin,
arcivescovo prelato di Loreto

a cura di Gianfranco Venturi *

loreto

Il 25 marzo, solennità dell’Annunciazione, papa Francesco verrà a Loreto; qui firmerà la lettera che accompagnerà il documento elaborato nel Sinodo dei giovani: perché questa scelta?
Una prima motivazione è da ricercare nel fatto del posto particolare che Maria occupa nella spiritualità di Papa Francesco, acquisita fin da bambino sulle ginocchia della nonna, e poi fondata teologicamente nei suoi studi; la manifesta nei suoi molti discorsi, omelie, dialoghi, gesti.... In tutti i suoi viaggi non manca mai di far visita ai vari santuari che incontra nel suo pellegrinare; sembra che gli sia congeniale “una spiritualità del pellegrino” che, come gli antichi pellegrini, si reca in visita ai luoghi dove Maria è apparsa o ha parlato, per pregarla, affidarle le persone care e ricordare ciò che disse al suo Gesù a Cana: “non hanno più vino”. Egli mi ha manifestato da tempo che era suo desiderio di venire a Loreto in pellegrinaggio, senza clamore, ricevimenti, soprattutto per pregare, ma anche mosso da altri particolari motivazioni.

Quali potrebbero essere queste motivazioni?
Penso che siano varie. Per prima cosa, dobbiamo tenere presente che nel santuario di Loreto, secondo una plurisecolare tradizione e oggi confermata da alcune ricerche archeologiche, è custodita la casa della Madonna. Perciò qui Maria non è apparsa, ma ha vissuto: è stata bambina, giovane, fidanzata, sposa; è diventata la Madre di Gesù, il salvatore, come le ha annunciato l’angelo; proprio per questa maternità lei è diventata la madre di tutti gli uomini. Ogni uomo, quando viene a Loreto e entra nella casa di Maria, viene a casa sua, a casa della Madre, non è un estraneo. Anche il papa, venendo a Loreto, viene a casa di sua madre. Come quando si va a casa della mamma, papa Francesco si raccoglierà in dialogo con Maria, le parlerà di sé, di ciò che lo preoccupa, le domanderà consiglio per poter discernere ciò che ancora il Signore vuole da lui, per il bene della Chiesa... E come quando si va a casa della mamma non si va a mani vuote, così egli porterà una rosa, ma anche il frutto del lavoro fatto con i giovani durante il Sinodo: il documento del Sinodo

Ma perché Francesco ha scelto di venire a Loreto proprio il giorno dell’Annunciazione?
Penso che non ci sia giorno più adatto. È il giorno in cui Maria ha avuto qui la visita dell’angelo che le ha rivelato il progetto di Dio e la chiamava a divenire madre, la madre di Gesù, il salvatore; in lui, è divenuta anche madre di ognuno di noi. È il mistero dell’Annunciazione, l’inizio di un nuovo corso della storia, la grande festa del santuario della Santa Casa.
Questo evento della vocazione di Maria è stato alla base di tutta la riflessione fatta nel sinodo dei giovani, si è parlato della scoperta del progetto Dio su ciascuno di noi, del necessario lavoro di discernimento per arrivare a formulare il proprio sì a Dio, sempre accompagnati dalla presenza vigile e amorosa di Maria. Proprio sigillare il documento sinodale in questa casa di Maria, lo trasforma da documento e ricordo cartaceo in una memoria viva, in un evento sempre attuale. Qui ciascuno può venire e rivivere il mistero dell’Annunciazione. Loreto diventa non uno dei tanti santuari mariani, ma il luogo dove ciascuno vive nel suo oggi il mistero dell’Annunciazione, della sua chiamata personale, del travaglio del discernimento, del coraggio nel dare il proprio assenso al progetto di Dio per ciascuno di noi. Qui possono venire i giovani, i fidanzati, gli sposi, le mamme, gli anziani, i malati, i poveri, ognuno con la propria umanità, per fare chiarezza dentro di sé, della particolare chiamata, invitati alla gioia, e sentirsi dire come a Maria: “Non temere: nulla è impossibile a Dio”.

Prima e durante il Sinodo papa Francesco ha ripetuto che il sinodo è per e di tutti i giovani, nessuno escluso, anche gli agnostici, quelli che non vanno mai in chiesa, gli atei. Loreto è la casa di tutti?
Loreto è la casa della Madre e la mamma non dimentica nessuno dei suoi figli, a tutti ha qualcosa da dire, segue tutti, sa piangere quando qualcuno si comporta male o si allontana, gode quando rientrano, per tutti ha una piccola sorpresa. Dirò di più, forse sembrerà strano. Loreto è la casa anche dei mussulmani. Il papa ha notato che per 34 volte il nome di Maria viene citato nel Corano; lei è “madre del profeta Gesù”; “a me viene quasi da sospettare – disse papa Francesco - che se un giorno il mondo tornerà unito, l’unità sarà nel nome di Maria. C'è quella bellissima pratica, il primo giorno dell’anno, di affidare l’anno a Maria. C'è gente che non crede a suo Figlio però crede nella Madre. ... Il vescovo di un Paese africano, dove vivono in pace cristiani e musulmani, mi raccontava che nell’anno del Giubileo della Misericordia c’era tutto il giorno la coda per entrare nella cattedrale. Quando la gente entrava, alcuni si accostavano ai confessionali, altri si mettevano a pregare, ma la maggioranza andava davanti all’altare della Madonna: ed erano i musulmani. E il vescovo ha chiesto tante volte: «Ma perché voi venite qui?». E loro: «Il Giubileo è anche per noi». Andavano dalla Madonna perché Maria è vicina al popolo musulmano”. Forse il futuro ci riserverà di vedere anche i mussulmani, le mamme incinte o con i loro bambini a pregare nella Santa casa

Fino a questo momento abbiamo parlato di un venire a Loreto, di entrare nella Santa Casa, nel mistero che essa racchiude, ma poi? Papa Francesco già nel suo primo viaggio per la GMG di Rio, “invitava ad uscire dalle sacrestie”. Loreto diventerà il luogo dove si studierà il documento postsinodale, un luogo di convegni per approfondirne i contenuti, o anche il luogo per sentire l’esigenza di uscire, andare in questo mondo, diventare missionari?
Penso che chi entra nella Santa Casa, chi entra nel mistero dell’Annunciazione senta anche un’intima urgenza di uscire, di andare, di mettere in atto delle iniziative appropriare. Al riguardo, il Santo Padre ha voluto rilanciare il Centro Giovanni Paolo II, in continuità con l’ispirazione del suo santo Predecessore, perché questo luogo diventi concreta attuazione del documento post sinodale. Luogo animato da una comunità stabile di educatori dove ogni giovane dell’Italia e del mondo che viene a Loreto possa sentirsi accolto, accompagnato e aiutato a discernere il progetto di Dio le lui. Si tratta di formare coscienze libere e responsabili, consapevoli del mandato ad essere missionari, e cioè di:
• rivolgersi a tutti quelli che incontrano nei vari ambienti (università, ambienti di lavoro, sport, …., di religioni diverse, giovani in difficoltà o crisi esistenziali… )
• per annunciare il vangelo, che non vuol dire - come ripete spesso il papa - insegnare il catechismo e fare da maestri, ma come è avvenuto nel sinodo: ascoltare prima che parlare, interrogarsi vicendevolmente, dialogare con profondo rispetto dell’altro, delle sue idee o modi di vivere, senza rinunciare alla propria identità cristiana; anzi di poterla ravvivare e umilmente condividere per crescere in umanità, anche nelle diversità (non proselitismo);
• per testimoniare con la vita la propria identità, la gioia del proprio personale incontro con Gesù Risorto e del camminare insieme costruendo insieme il futuro;
• mantenendo il quotidiano ascolto della Parola e la preghiera personale e comunitaria;
• ed infine mettendo in conto l’insuccesso, il rifiuto, l’ostilità… la croce, anche da parte dei propri amici, senza mai perdere la speranza, perché solo il seme che muore porta frutto.

* Sacerdote salesiano, ha pubblicato tre volumi sui temi del sinodo (“Voi siete artigiani di Futuro”, “La fede il cuore di tutto”, “Scoprite il progetto di Dio per voi”), dove sono raccolti vari interventi del papa.
In questa intervista approfondisce i temi e le motivazioni che possono essere alla base della visita del papa a Loreto.