Alessandra Smerilli *

(NPG 2018-07-8)


Azzardo e usura generano continui fallimenti,

non solo economici, ma anche famigliari e esistenziali.
Si lotti con tutte le forze per sconfiggerli
(Papa Francesco, 11 gennaio 2016)


“La presenza invasiva, ossessiva e crescente dell’azzardo in Italia è un fenomeno che, come un moderno Robin Hood alla rovescia, accumula ricchezze togliendo ai più bisognosi. Devasta il tessuto sociale delle nostre comunità fino a divorare l’esistenza di persone e famiglie alle prese con la più grave crisi economica del dopoguerra. Produce una cultura che mina gravemente il bene comune e il tentativo di una ripresa economica perché infonde nelle menti dei cittadini l’idea che la ricchezza non nasce dal lavoro e dal legame solidale ma è un regalo capriccioso della dea fortuna”. Il testo citato è parte di una lettera che migliaia di italiani, nel corso di una manifestazione che si è svolta nel 2016 a Roma e in diverse città italiane, hanno spedito al Presidente Sergio Mattarella.
Sì, perché l’azzardo in Italia si sta diffondendo ben oltre i limiti della normalità. Siamo pervasi dalla pubblicità, siamo invasi dai gratta e vinci, e se vogliamo entrare in un bar senza slot machines, a volte dobbiamo camminare anche per ore.
In Italia vengono prodotti e venduti un quinto dei gratta e vinci di tutta Europa: non è un po’ troppo (ricordandoci che comprare un gratta e vinci è come comprare un’azione in perdita…)? Proviamo a pensare che ogni secondo in Italia vengono acquistati 60 gratta e vinci, il vuol dire 3.600 al minuto.
Per di più la diffusione dell’azzardo vede sempre più abbassarsi l’età media dei fruitori (l’età in cui si inizia a giocare si sta abbassando verso i 13 e i 12 anni). Dalle ricerche più recenti emerge che i bambini hanno i primi contatti con l’azzardo fin dall’età di 10 anni, perché se ne fa uso in famiglia. Lo scorso anno, durante un percorso di educazione al bene comune portato avanti con studenti di una scuola secondaria di primo grado, alla domanda “Ti regalano 500 euro, cosa ne fai?”, i docenti di alcune scuole del Lazio hanno visto quasi metà classe di studenti rispondere che li avrebbero ‘giocati’. Il tasso di crescita dei giocatori tra i 15 e i 19 anni è del 3% annuo. Ma nell’ultimo anno la percentuale di quindicenni che hanno dichiarato do giocare tre o quattro volte a settimana è cresciuta del 7%.
Il fenomeno è economico, sociale, politico e culturale al tempo stesso, e sta diventando un’emergenza educativa.
Questo dossier nasce con l’intento di fare chiarezza, di spiegare perché in Italia abbiamo raggiunto questi limiti, di smascherare gli intrecci tra economia e politica, ma anche di offrire piste di prevenzione e di educazione su queste tematiche. Esso si divide in due parti: nella prima si cerca di analizzare il fenomeno e le sue cause, andando alle radici culturali, nella seconda si offrono piste ed esempi per iniziare ad occuparsi di questi temi con i ragazzi e con i giovani.
L’azzardo è un tema che ci riguarda, in quanto cristiani e in quanto educatori: la sua pervasività si accompagna con una cultura dell’affidamento alla fortuna, di un vuoto che si riempie di effimero. Non è molto raro trovare slot machines anche in circoli giovanili e oratori di ispirazione cristiana. Forse qualcosa ci sta sfuggendo di mano?

* Professore Straordinario presso la PFSE Auxilium