Gioventù e nichilismo:

la pedagogia

di Giovanni Paolo II

e i suoi riflessi

nel magistero

di Papa Francesco

Dario Di Giosia

Il Sinodo 2018 sui giovani è occasione per tornare a parlare del magistero di un grande educatore della gioventù quale è stato San Giovanni Paolo II. Il suo insegnamento è stato ricco di molte intuizioni e realizzazioni pratiche i cui significati sono costante motivo di ispirazione per tanti operatori pastorali ed educatori. In questa sede la sua scuola è ripresa e arricchita del pensiero di Papa Francesco, il quale, da altra sensibilità e prospettiva, amplia le possibilità dell’azione pastorale della Chiesa per il tempo presente. I valori antropologici che Papa Wojtyla ha costantemente promosso, trovano un’eco anche nel pensiero nichilista di Umberto Galimberti. Di fatto, pur da orizzonti atei, o agnostici che siano, i giovani, di cui egli si è posto in ascolto attento, continuano a manifestare le stesse aspettative di vita e le stesse domande che, ugualmente, hanno animato Giovanni Paolo II nella sua generosa dedizione alla gioventù. Volere il bene dei giovani vuol dire innanzitutto ascoltarli, sostenerli, per poi offrire loro un modello valido su cui investire la loro ricca umanità. Il magistero di Papa Wojtyla in questo senso è stato veramente straordinario. In appendice perciò se ne riporta un indice analitico dettagliato dei documenti, (omelie, messaggi, discorsi, ecc.) che sono le fonti copiose a cui attingere il suo genio pedagogico.

Gioventù: una dimensione dell’umanità

Il tratto caratteristico del magistero di San Giovanni Paolo II è stato il riferimento ad una antropologia elaborata in chiave personalista, [1] di cui la lettura della giovinezza appare un punto oltremodo originale. Egli ne offre una visione articolata e al contempo vulcanica, carica di significati positivi, sui quali si innestano i contenuti della fede in Cristo e della vita nella Chiesa. La gioventù è entusiasmo per il presente, speranza per il futuro, ricchezza dell’umanità. È tempo di ricerca di verità, di crescita in sapienza e grazia, tempo di contestazione rinnovatrice e di scelte importanti. Essa è tuttavia anche fragilità, contraddizione, inesperienza e delusione, ma, attraverso la scelta di Gesù, la scelta di una fede che diviene anche partecipazione e missione, è destinata a mai essere vinta o restare inerte. Nella fede in Cristo, eternamente giovane, ogni età continuamente si rinnova in una perenne giovinezza dello spirito e fecondità della vita. [2]
Il suo invito è stato quello di «prendersi a cuore ciò che è la giovinezza nella vita dell’uomo». [3] La giovinezza è una dimensione dell’umanità che si può riscontrare in ogni angolo del mondo e nei più disparati contesti culturali. Essa è speranza della Chiesa e della società, perché ai giovani appartiene il futuro, perché nei giovani vi è la forza per costruirlo il futuro già a partire dal presente. La gioventù è allora anche ricerca. È bisogno di una risposta alla domanda di vita e di senso, di una chiave di lettura dell’esistenza, di una prospettiva da cui prendere posizione per pensare e agire. I giovani sono infatti ricchi di vita e, questa ricchezza, deve essere ben investita. Si tratta di un tesoro, della ricchezza propria di ogni “io” umano, che il giovane si trova in modo particolare a scoprire e spendere. Ricchi di capacità, di vitalità, essi progettano e sperimentano con entusiasmo ideali e ispirazioni. Sì, la gioventù è anche entusiasmo. I giovani mettono grande slancio e spontaneità, energia e autenticità, nel realizzare sogni e inseguire speranze. Ad essi appartiene un anelito alla libertà e al progresso sociale, il desiderio di giustizia e di un futuro migliore per tutti. Dei giovani perciò è tipica anche una dimensione di contestazione. È un atteggiamento dettato talvolta dalla delusione per il mondo che essi vanno scoprendo, per le sue insufficienze. È il prodotto della critica alle ingiustizie presenti e del bisogno di superare il mondo ricevuto per darvi una propria impronta, un’impronta migliore. La contestazione, famigliare e sociale, è così occasione di crescere e assumere responsabilità, per passare dalla fase infantile, dove tutto è ricevuto, alla fase adulta, dove invece si investe del proprio, si dà del proprio. Non bisogna dunque meravigliarsi se in questa crescita il giovane risulta fragile, incostante, insicuro. È inevitabile che abbia bisogno anche di un tempo di preparazione e di esperienza. Nell’assumere una posizione, molte possono essere le ingenuità e gli errori. Parte di queste fragilità sono però anche il frutto di una giovinezza in contraddizione con i valori, frutto di scelte sbagliate e autodistruttive. La giovinezza si caratterizza infatti come tempo della scelta, tempo del discernimento e delle prime grandi decisioni, sugli amici, l’amore, il lavoro. È in questo momento che divengono fondamentali i modelli di vita, i valori, la fede. La proposta della fede in Cristo vi giunge come una modello riuscito di questa umanità. È in Gesù che i giovani possono trovare la pienezza della realizzazione di sé. In lui ogni dimensione della giovinezza è accolta e portata a compimento. L’entusiasmo, la speranza, la contestazione e la ricchezza trovano nella fede cristiana la vera collocazione e il migliore sviluppo. In Cristo si resta sempre giovani della sua gioventù.
Il magistero di Papa Francesco propone un approccio più pratico e operativo. Egli predilige occuparsi di aspetti immediati della vita, piuttosto che di speculazione metafisica: «la realtà è superiore all’idea» (EG 231). Il suo insegnamento ai giovani verte su scelte concrete di autenticità ai valori, di amore ai più poveri e di impegno per un mondo più giusto. Non meraviglia dunque che, interrogato sull’essenza della giovinezza, abbia risposto: «la gioventù non esiste». [4] Egli si mostra preoccupato che la giovinezza divenga un falso mito, un inganno giovanilistico che non rende ragione né ai giovani né ai vecchi. Per questo dice che preferisce pensare ai giovani piuttosto che alla gioventù. In essi però egli vede comunque i tratti positivi dello slancio, della promessa, della gioia: «vedo un ragazzo o una ragazza che cerca la propria strada, che vuole volare con i piedi, che si affaccia sul mondo e guarda l’orizzonte con occhi colmi di speranza, pieni di futuro e anche di illusioni». [5]

Il nichilismo attivo e inquietante

La visione positiva sulla gioventù è condivisa anche da chi muove le sue riflessioni da una prospettiva nichilista come Umberto Galimberti. Nel saggio L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani, egli descrive la condizione giovanile vittima di una cultura depressiva senza prospettive e progetti. [6] La tesi fondamentale è che, il disagio dei giovani di questo tempo, non è tanto da ascriversi a carenze di tipo psicologico o esistenziale quanto a ragioni di ordine sociale e culturale. Manca alla società odierna la “promessa” del futuro, una prospettiva solida. Il domani è del tutto imprevedibile.
È stato Nietzsche a descrivere questo clima culturale come nichilismo e a dipingere, per il nichilismo, l’immagine de «il più inquietante di tutti gli ospiti». [7] Egli ha inteso dare alla contemporaneità un nuovo volto, libero dagli “errori” della metafisica e dalla “menzogna” di Dio. In questa trasmutazione dei valori, permane vivo unicamente il dionisiaco sì alla vita, di cui solo il superuomo, o oltre-uomo, è capace. Libero da ogni prigione morale, ovvero al di là del bene e del male, pienamente inserito nella prospettiva di fedeltà alla terra, ovvero accogliendo il ciclico eterno ritorno della vita, il superuomo è lui stesso produttore di valori e significati. La sua volontà di potenza gli consente di vivere nel continuo oltrepassamento di sé. Nietzsche ha postulato un’umanità capace di nichilismo, una élite di superuomini che si vergognerà dell’uomo, come l’uomo si vergogna di essere stato scimmia. Egli perciò ha descritto così il nichilismo: «manca il fine; manca la risposta al “perché?”; che cosa significa nichilismo? – che i valori supremi si svalorizzano». [8]
Nell’atmosfera nichilista, che Galimberti pone all’origine dello spaesamento dei giovani, della loro perdita di motivazione, di entusiasmo, di iniziativa personale e sociale, il medesimo intravede un aumento consistente dei giovani che passano dal nichilismo passivo, rassegnato, al nichilismo attivo, promotore. Nel suo testo La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo, Galimberti descrive una gioventù che «non si rassegna e si promuove in tutte le direzioni nel tentativo molto determinato di non spegnere i propri sogni». [9] Si tratta di una raccolta di lettere a cui l’autore risponde, notando l’ironia dei giovani e la loro quasi certezza di potercela fare, come è proprio dell’atteggiamento di chi non si arrende, ma tenta e dà il meglio di sé nelle avversità.
Sono giovani desiderosi di futuro, declinato però sul presente, nel confronto stretto con la realtà che vivono. Fanno confidenze che non farebbero ai genitori, agli insegnanti, e che nascondono agli operatori di mercato pronti a sfruttare commercialmente anche il loro ultimo desiderio. Proprio rispetto alla gestione del tempo, Lucrezia, 20 anni, scrive: «Ci accusano che facciamo poco. Ma probabilmente in realtà è vero il contrario. Facciamo troppo. È questo il punto. Siamo così presi dalla smania di arrivare che saltiamo i passaggi, che ci perdiamo la bellezza del ritmo della vita». [10] Il piacere è invece quello del viandante, che apprezza i doni dell’esistenza nel suo passaggio, piuttosto che nelle mete raggiunte, in fretta, dal viaggiatore.
Senza chiedere ai giovani una rinuncia previa, o passi indietro, rispetto alla propria appartenenza culturale, nichilista o consumista, San Giovanni Paolo II ha dialogato con loro rispondendo alla ricerca, innata nei giovani, circa la libertà e la felicità. Egli ha proposto costantemente alla gioventù il primo annuncio del Vangelo: «È Gesù che cercate quando sognate la felicità». [11] La libertà che egli ha presentato è la libertà quale dono di Dio, dono di Colui che ha preferito un’umanità capace di dire “no”, piuttosto che le prostrazioni degli schiavi (Péguy). Nel contesto di questa libertà e altissima dignità della persona umana, Giovanni Paolo II ha però anche mostrato la mancanza di vera libertà se essa non è vissuta nella verità: «conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv 8,32). L’esperienza di liberazione è propria di chi, avendo vissuto nell’oscurità circa il senso della vita, giunge alla conoscenza di Gesù, che di sé dice: «Io sono la via, la verità e la vita» (Gv 14,6). La libertà è dono e responsabilità che la verità della fede illumina e orienta verso la pienezza.
Papa Wojtyla non sembra credere troppo alla possibilità del nichilismo, alla possibilità di vivere senza Dio: «L’uomo non può rinchiudersi nel limite del tempo, nel cerchio della materia, nel nodo di un’esistenza immanente e autosufficiente; può tentare di farlo, può anche affermare a parole e a gesti che la sua patria è solo il tempo e che la sua dimora è solo il corpo. Ma in realtà la domanda suprema lo agita, lo punge e lo tormenta. È una domanda che non si può eliminare». [12] Diversamente, quanti vogliono fondare la propria libertà sui saldi basamenti della verità, incontrano in Gesù colui che è capace di dare piena luce al mistero dell’uomo (GS 22). Attraverso di lui l’umanità comprende sé stessa. Egli è il modello da imitare, è colui che rivelando Dio ha rivelato anche l’identità dell’uomo. I giovani devono perciò superare la diffidenza verso una fede pensata come oppressione dell’umano. La fede invece valorizza la libertà nella verità, consentendo l’espressione più bella della vita, nel suo ripetere con Gesù la logica del dono, la logica di essere «uomo per gli altri» (GS 24). [13]

Domande di senso e di comunità

Le domande sul senso della vita e sul senso di cercare un senso alla vita sono presenti a tutti i giovani. Naturalmente per il pensiero nichilista questo senso non c’è. Resta solo l’insegnamento di Schopenhauer, secondo il quale noi siamo “vissuti dalla vita” e dunque è meglio rinunciarvi. «Il soggetto del gran sogno della vita è in un certo senso uno soltanto, la volontà di vivere». [14] Resta similmente l’insegnamento di Nietzsche secondo il quale, però, è meglio dar spazio ad illusione e inganno ma scegliere la vita. «Mentre Schopenhauer, nel conflitto tra vita e verità, stava tragicamente dalla parte della verità e perciò invitava alla rinuncia alla vita, Nietzsche prende posizione a favore della vita, capace di offrire il suo dono a chi, pur riconoscendone l’inganno, gioiosamente l’accetta». [15] Ne viene fuori una possibilità egoista ed edonista, ma meglio del suicidio.
Domande sulla felicità e la sofferenza, su Dio e sul valore della psicanalisi, attraversano il vissuto dei giovani con grande libertà. Da chi augura la propria felicità a tutti, a chi vede anche nella sofferenza una possibilità per la vita e le sue manifestazioni più elevate, a chi dice «Dio non è morto… Dio è educato e, se non vuoi avere rapporti con lui, non ti obbliga». [16] La ricerca di senso permane importante nel vissuto giovanile, come anche la ricerca di Dio. Per alcuni, credere è banale. Per altri, il mondo della “sola tecnica” è troppo piccolo rispetto alle masse di miliardi di uomini per cui Dio è tutto. Per altri ancora, il messaggio del Vangelo ha preceduto qualsiasi filosofia di “impegno collettivo” per l’educazione dell’uomo e le sue speranze, annunciando il lieto messaggio di libertà per i prigionieri, vista per i ciechi e un anno di grazia per tutti (cfr. Lc 4, 18-19). Galimberti vi vede il bisogno umano di controllare l’imprevedibilità della vita e quindi di trovare una causa agli eventi, alla loro origine e alla loro fine. La domanda nasce in quanti non si rassegnano alla morte, mentre, nell’ottica nichilista, non vi è per l’uomo alcuna superiorità sulla natura. La necessità di restare in silenzio di fronte all’idea di Dio è data dall’impossibilità di dialogare con i credenti, i quali si sono fatti di lui un’idea personale, a proprio uso e consumo. Dio è allora solo una risposta alle istanze psicologiche di ognuno, una consolazione, una rassicurazione, un motivo di deresponsabilizzazione. Come negare quanto dice Galimberti? Eppure, nonostante la pochezza dei credenti, Dio permane.
I temi della religione, della fede, dell’esistenza o meno di Dio caratterizzano molte delle lettere dei giovani. Martina scrive: «Io sono una ragazza ventenne e studio all’Accademia di Belle arti. Sono cresciuta in un ambiente laico e tollerante dove non ho mai subito pressioni né verso la religione né verso l’ateismo. Crescendo, e in seguito ad alcune esperienze di grande valore per la mia identità e spiritualità, mi sono ritrovata ad interessarmi in modo particolare alle religioni, specialmente alle tre monoteiste, e a “parlare”, o se vuole pregare, con qualcosa che avvertivo come trascendente». [17] Pur non credendo ad istituzioni religiose, la spiritualità si affaccia così nel vissuto dei giovani. Le religioni permangono nel rango della mitologia, i testi sacri come un genere letterario, la spiritualità non è rinnegata ma svincolata da quelle che si ritengono ideologie e monopoli che conducono al fondamentalismo. Anche l’ateismo, evidentemente, appare una scelta più che plausibile, così come il non credere nell’esistenza di un’anima immortale. La morte è sperata quale termine di tutto, anche se al contempo se ne sperimenta la durezza nel momento del distacco dai propri cari.
Nei giovani, dopo un’epoca di individualismo, si vede rinascere anche un bisogno di comunità. Essi la cercano perfino nella parrocchia, pur non credendo. Scrive Mattia, ventidue anni, che abita in un quartiere di Roma: «La chiesa, con la “c” minuscola, infatti, oltre che luogo di preghiera, è sempre stata uno spazio dove poter conoscere persone e condividere con loro un percorso dal quale poteva poi nascere un rapporto di fiducia. Fiducia che ora non c’è nei confronti di nessuno, perché nessuno si conosce in questi quartieri diventati ormai solo tane dove rifugiarsi la notte». [18] Galimberti invece esalta il cristianesimo per le opere di carità che i cristiani hanno saputo fare in ogni tempo; non coglie quanto la sua anima abbia forgiato la solidarietà della società occidentale. Invita allora i giovani a dare più consistenza alla dimensione comunitaria del vivere, oggi assente: «Il collasso di tutti i posti di aggregazione riduce le occasioni di socializzazione dei giovani, in quella stagione della vita in cui hanno un gran bisogno di farne esperienza, che non sia solo quella dell’incontro al bar dove si beve, in discoteca dove ci si stordisce, davanti ad un computer nella solitudine dei social network. Perché solo se da piccoli si socializza, si impara a trattare i propri simili come persone e non come mezzi per raggiungere i propri scopi, o come estranei accanto ai quali si passa come vicino ai muri». [19] Certamente la Chiesa svolge anche un’opera di socializzazione, oggi forse più consapevole che in passato. Le costruzioni sociali sono infatti molto cambiate nel tempo. Nel presente si ravvisa di certo una maggiore necessità di pensare il valore educativo e umanizzante delle relazioni in comunità.
Proprio al valore della partecipazione san Giovanni Paolo II ha dedicato parte della sua riflessione filosofica, [20] quindi della sua azione pastorale. Egli ha educato i giovani coinvolgendoli come protagonisti. La fede cristiana ha un’inscindibile dimensione ecclesiale, di comunità, ma lo stile pedagogico di Papa Wojtyla non ha percorso la via dell’obbligatorietà alla Chiesa, quanto la via esperienziale di farne riconoscere il valore costruendola insieme. La partecipazione è diventata, in questo modo, la possibilità di una fede che si fa storia, di una fede che diventa realtà vissuta in prima persona, narrazione in continuità con il tempo e lo spazio di una istituzione che mentre la si scopre la si vive e mentre la si vive la si rinnova. Il “noi” della Chiesa dei giovani è diventato con Giovanni Paolo II il “noi” della Giornata Mondiale della Gioventù, una comunità giovanile, uno spazio dei giovani nella Chiesa e per la Chiesa. Una fede condivisa diviene partecipazione e appartenenza, nel momento in cui si entra a far parte non di una comunità del solo precetto religioso e dei soli riferimenti morali, ma di una comunità che vive e progetta insieme, realizza e verifica percorsi e obiettivi. Questa partecipazione educa non solo umanamente ad una migliore relazionalità, ma anche ad una religiosità matura e responsabile. In questo modo il Mistero di Dio è colto nel suo darsi a tutti, nel cuore e nelle azioni di tutti. Il Vangelo diviene una pagina vissuta ogni giorno nelle scelte e nella storia di una parrocchia, di un movimento ecclesiale. Si impara a sentire, con la Chiesa, la fatica della fede e la gioia del dono di Gesù, la fragilità del peccato e l’abbondanza del perdono. [21]

Dio è social

Anche le parole di Papa Francesco colgono in Dio il valore della giovinezza, ne mostrano la capacità di rinnovare e ringiovanire. Dice, infatti, riguardo a Dio: «Nel libro dell’Apocalisse (21,5) c’è questa frase: “E Colui che sedeva sul trono disse: Ecco, io faccio nuove tutte le cose”. Dio quindi è Colui che rinnova sempre, perché Lui è sempre nuovo: Dio è giovane! Dio è l’eterno che non ha tempo, ma è capace di rinnovare, ringiovanirsi continuamente e ringiovanire tutto. Le caratteristiche più peculiari dei giovani sono anche le Sue. È giovane perché “fa nuove tutte le cose” e ama le novità; perché è forte ed entusiasta; perché costruisce relazioni e chiede a noi di fare altrettanto, è social». [22] La via della testimonianza, però, per Papa Francesco non passa tanto attraverso le parole quanto attraverso i fatti. È testimone chi vive mostrando ciò che è e basta. Tuttavia, riguardo ai giovani e alla possibilità di renderli partecipi di un progetto, condivide con Giovanni Paolo II la necessità che essi siano resi protagonisti, o meglio, lasciati diventare protagonisti. «Per capire un giovane oggi devi capirlo in movimento, non puoi stare fermo e pretendere di trovarti sulla sua lunghezza d’onda». [23]
I giovani, posti in relazione, ora al tempo, ora al lavoro, ora alla condizione economica, vivono drammaticamente gli effetti del contesto inedito della globalizzazione. La loro rabbia, la loro delusione, le difficoltà e i sogni infranti non possono essere realmente compresi senza un’adeguata ponderazione di quanto le leggi del mercato, di un mondo fatto solo di mercato, incida sulla loro vita. Questa realtà, distruttiva dei sogni dei giovani, non sempre è osservata bene nelle indagini di carattere sociologico e psicologico, propense piuttosto a rilevare la fragilità dei giovani ma non a collocarla nel contesto, nelle emergenze che essi si trovano ad affrontare, nella situazione senza precedenti del presente; senza voler togliere nulla alle difficoltà del passato. Agli adulti che criticano i giovani, la loro presunta indolenza e autocommiserazione, Galimberti oppone la responsabilità degli adulti stessi circa il mondo che i giovani hanno ereditato. Non si tratta evidentemente di una responsabilità individuale, ma di una collettiva mancanza di contrasto ad una cultura che consuma il consumo. «Non vedo perché i giovani dovrebbero essere entusiasti di vivere in una simile stagione della storia. E per giunta senza speranza, per due ragioni: innanzitutto perché gli abbiamo fatto vedere solo questa, come se non ci fossero altri mondi possibili, in secondo luogo perché in effetti non ce ne sono davvero, dal momento che, con la globalizzazione, il mercato ha sottoposto a sé sia i “servi” sia i “signori”, che non possono più contrapporsi come ai nostri tempi, ma devono allearsi per stare sul mercato, che ormai più nessuno contesta come se fosse una legge di natura». [24]
I giovani vanno incoraggiati, protetti da una società che li guarda solo per etichettarli. Piuttosto che parlare dei giovani, si deve parlare con i giovani. Capaci di sacrificio, di rinunce importanti per il bene della famiglia, capaci di scelte controcorrente e di grande passione per ideali spesso accantonati dalla società del profitto, questi giovani affrontano la vita senza arrendersi alle difficoltà. Sperimentano certo il disorientamento culturale del tempo presente; sperimentano la crisi dei valori che fondano una civiltà. Davanti ai loro occhi si prospetta un crollo sociale a causa della mancanza della moralità necessaria ad una comunità. In una società nichilista, dove manca il fine, l’unico orizzonte sembra essere infatti quello di un presente vivibile. La prevalenza di interessi individuali su quelli collettivi è invece la causa del declino. Il disorientamento, tra bullismo e superficialità di vario tipo, coinvolge di fatto anche i giovani ben disposti alla responsabilità e all’impegno per la vita. L’azione educativa della famiglia cade ai colpi di una società che diffonde i valori del consumismo, del successo, del potere. La scuola non ha più i mezzi per contrastare questa situazione e molti giovani vivono come imprigionati in un clima culturale che stuzzica il loro piacere e li rende schiavi. Troppi sono oppressi dalla cultura della sola immagine, dei follower e dei like dei social network. Si esiste solo se si appare, per cui si vive un’identità esposta al giudizio altrui, al mi-piace o non-mi-piace che il pubblico esprime. Anche l’interiorità è esposta, come in un reality televisivo continuo che ha fatto della spudoratezza una virtù. Ai giovani si prospetta allora la necessità di una liberazione, per lasciare le cose che appaiono, verso le cose vere.
Per il nichilismo attivo il futuro spunta come una minaccia, quando non si individua più un fine. Si deve allora restare nel presente vivibile, il buon presente fino alla fine, il presente da costruire senza eccessive attese sul futuro. I giovani si sentono “cittadini del mondo” e sono indignati per l’indifferenza con cui sono trattati problemi relativi ai diritti individuali. Sentono la responsabilità di dover migliorare il mondo. Hanno invece un rapporto libero con la sessualità. L’amore stesso, nel senso più ampio della relazione, è una libera scelta, svincolata da tutto, anche dal sentimento che lega due amanti. Il sentimento è soggetto alla passione e, siccome la passione è mutevole, il sentimento è costantemente minacciato di cambiamento. L’amore è allora ricerca di sé stessi, autorealizzazione, che alimenta individualismo e narcisismo. Tutto nel presente.
Gli equilibri precari della prospettiva nichilista, dove l’unico bene di un vissuto vivibile è frutto di scelte operate con l’attenzione di uno psicologo, sono equilibri ampiamente superati dalla ricchezza della fede. Al giovane si aprono gli orizzonti ampi del dialogo con Dio. L’incontro personale con Gesù, la scoperta e riscoperta di lui, valica le angustie dell’immanenza, del solo presente, per divenire progettualità aperta sul futuro, progettualità sostenuta da una “vocazione di vita” che il discepolo accoglie come partecipando di un mistero più grande di lui. Insegna san Giovanni Paolo II: «Una persona giovane, rientrando dentro di sé ed insieme intraprendendo il colloquio con Cristo nella preghiera, desidera quasi leggere quel pensiero eterno che Dio, creatore e padre, ha nei suoi riguardi. Si convince allora che il compito, a lei assegnato da Dio, è lasciato completamente alla sua libertà e, al tempo stesso, è determinato da diverse circostanze di natura interna ed esterna». [25] Il passaggio da un progetto di vita, incentrato sulle sole proprie forze, ad una vocazione di vita, in cui invece tutto è frutto della collaborazione con Dio, ha un valore grandemente liberante dalle ansie di prestazione a cui i giovani sono purtroppo i più esposti. La fede è vera libertà. È libertà anche da sé stessi. Se Dio è social, lo è proprio perché intrattiene un dialogo costante con tutti, cogliendo ogni occasione di intraprendere un percorso speciale con ciascuno.

Libertà e responsabilità

Nel contesto culturale relativista e consumista i giovani pagano il prezzo più alto in termini di manipolazione ed indeterminatezza. I modelli valoriali si moltiplicano e la forza persuasiva dei mass media confonde anche i meglio intenzionati. L’opera educativa di Giovanni Paolo II ha ben individuato questi pericoli e si è posta chiaramente contro, con una denuncia aperta e mirata a far prendere coscienza delle minacce veicolate da tanto materialismo e nichilismo. La sua parenesi è stata poi anche arricchita di insegnamenti rivolti in modo più specifico alla formazione di personalità libere e responsabili. Una formazione morale che, nel quadro delle verità riguardo all’uomo e a Dio, riguardo al valore della gioventù e dell’incontro con Cristo, ha avuto come punto centrale l’educazione alla coscienza e della coscienza.
Formazione alla coscienza, quale dato caratteristico dell’umanità. Nei sui discorsi Papa Wojtyla ha promosso la consapevolezza del significato della coscienza, del suo essere solo dell’uomo. L’uomo è infatti l’unico essere capace di rientrare in sé stesso, l’unico dotato di interiorità. È la coscienza, che nel linguaggio biblico è detto “cuore”, il luogo della vera libertà. Essa perciò deve essere ben formata con un’azione educativa capace di liberarla da errori, pregiudizi, grettezze, distorsioni. «La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove egli si trova solo con Dio (cf. GS 16). “Nell’intimo della coscienza l’uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire” (Ivi). Questa legge non è una legge umana esteriore, bensì la voce di Dio, che ci chiama a liberarci dalla morsa di desideri malvagi e dal peccato, e ci stimola a cercare ciò che è buono e vero». [26]
La coscienza non deve essere soffocata. In essa Dio ha posto la capacità di distinguere il bene e il male, Può essere distorta, purtroppo, dall’azione dell’uomo che manipola, opprime, fa violenza. Ma, diversamente, la coscienza sostiene la persona nella ricerca della verità, accusa circa il male e difende riguardo al bene. Se la coscienza è aiutata nel suo lavoro da una retta ragione, da una buona volontà, scopre che non può inventare autonomamente le sue leggi, deve piuttosto scoprirle nell’ordine morale oggettivo voluto da Dio. Giovanni Paolo II invita i giovani ad ascoltare questa legge nei dieci comandamenti (Es 20, 3-17). La loro osservanza è indispensabile per «entrare nella vita» (Mt 19,17), come Gesù disse al giovane che lo interrogava. Essi sono scritti nella profondità della creatura umana, perciò, nella loro osservanza essa trova la sua dignità e felicità.
Certo, i giovani sbagliano. Nella loro poca esperienza, più degli adulti possono commettere errori. Ma talvolta scelgono anche volontariamente di “disobbedire”, di abusare della propria libertà contravvenendo a quanto sono leggi di responsabilità. Giovanni Paolo II ha così insegnato ai giovani a distinguere un autentico senso del peccato e la grande forza della Riconciliazione. Mai Gesù abbandonato quanti hanno chiesto aiuto. Naturalmente, ai giovani ha proposto anche il valore dell’ascesi cristiana, della lotta contro le tentazioni esterne ed interne ad ogni persona. Così come ha indicato l’apice del percorso di fede nel manifesto delle beatitudini (Mt 5, 1-12). L’insegnamento di Giovanni Paolo II è stato ricco di riferimenti, capace di dare indirizzo esatto ad ogni punto del patrimonio biblico, teologico e spirituale della fede cristiana. I giovani hanno potuto ascoltare da lui discorsi molto intensi, pieni di contenuto dottrinale e di indirizzo esperienziale.

Conclusioni

Le cause della crisi odierna dell’azione educativa ecclesiale, per Mons. Lorenzo Leuzzi sono da ascriversi soprattutto alla mancanza di realismo. L’azione educante deve essere cioè vera realtà, capacità di inserimento in una “vita” e non semplice formazione alla religiosità. «Il passaggio dalla società statico-sacrale a una società storico-dinamica pone la Chiesa e non la religiosità al centro della questione educativa, in quanto l’educazione nella società contemporanea è direttamente espressione della realtà storica. La religiosità aveva un ruolo educativo decisivo nella realtà statico-sacrale, ma lo perde fino a inserirsi a servizio delle prassi ateo-materialistiche nella società storico-dinamica». [27] Gli schemi educativi in atto prevedono una formazione religiosa nei due aspetti mistico-spirituale e umanistico-valoriale, una formazione sostanzialmente individualistica per cui l’appartenenza alla Chiesa è un’adesione a-storica, senza coinvolgimento reale, una partecipazione minima e talvolta solo formale. L’educazione nella fede deve essere invece educazione a costruire insieme. La pastorale giovanile di san Giovanni Paolo II passa attraverso queste direttrici, con una particolare capacità di sintesi kairologica, con la capacità cioè di discernere i segni dei tempi con i giovani e il loro essere “costruttori” della fede e della Chiesa. Oggi è necessario ricondursi al medesimo principio, ma non per ripetere quanto già visto. Piuttosto è necessario saper individuare i segni che oggi manifestano la vocazione dei giovani, il loro essere cristiani nella realtà odierna. La via di un rinnovato realismo educativo per Mons. Leuzzi passa tra le due caratteristiche dell’ecclesialità e della storicità. «Non ci sarà vera pastorale giovanile se non ci sarà il costante riferimento agli ambienti della vita ordinaria dei giovani. I giovani devono essere educati a costruire la famiglia, l’università, l’azienda. È Cristo che li spinge a costruire, affinché costruendo imparino e sperimentino che lui è il centro del cosmo e della storia». [28] Le possibilità di realizzare questi obiettivi sono tutte da esplorare, ma appare inderogabile che facciano riferimento ad una visione globale del percorso di vita. Tanto più il percorso educativo vorrà essere realista, tanto dovrà restare aderente alla vita in tutte le sue fasi, non soltanto quella giovanile. In questo senso anche il discernimento non può fermarsi alla sola scelta vocazionale o all’essere criterio di scelte pastorali di breve durata, deve piuttosto farsi kairologia, nel suo individuare il percorso di Dio e dell’uomo nella storia presente. Questo è stato anche lo stile di Giovanni Paolo II con i giovani e per i giovani.

 

APPENDICE

Fonti del magistero di San Giovanni Paolo II e i giovani


 

I documenti sono indicati con il volume e le pagine de Insegnamenti di Giovanni Paolo II, Libreria Editrice Vaticana, oppure con sigla e numero di documento del magistero

ANTROPOLOGIA DELLA GIOVENTÙ

Uguale in tutto il mondo: III/1, 1608-1616; Discorso ai giovani dalla finestra dell’Arcivescovado, Cracovia 21/06/83, www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1983/june/documents/hf_jp-ii_spe_19830621_giovani-cracovia_it.html; VIII/1, 519-524; IX/2, 1882-1884; X/1, 1427-1442; XI/4, 1669-1684; XIII/1, 279-283.

Speranza/protagonismo: I/105-107; I/ 156-158; IV/1, 986-996; V/3, 1396-1400 impegno sociale; VII/1, 513-516 speranza cristiana; VII/1, 552-556; VII/1, 645-650 per l’apostolato; VIII/1, 228-234; VIII/1, 637-647; VIII/1, 801-837; VIII/2, 1101-1102; VIII/2, 1277-1278; XV/1, 562-568; XVI/2, 661-667; XVII/2, 185-193; XXIV/1, 912-916; XXVI/2, 252-254.

Ricerca/domanda di senso: II/1, 491-495; II/1, 810-815; II/2, 82-86; IV/1, 635-638; V/1, 39-45; VII/1, 1028-1034; VII/1, 1291-1296; VII/1, 1819-1824; VIII/1, 519-524; X/1, 1427-1442; XI/1, 513-526; XI/2, 1557-1567; XII/1, 1628-1634; XIII/1, 208-213; XIII/1, 1658-1664; XVIII/2, 913-923; XIX/1, 1281-1287; XXIV/2, 850-914.

Ricchezza dell’umanità: V/3, 517-531; VIII/1, 801-837; IX/2, 354-357; XI/4, 1658-1664; XII/1, 104-116; XII/1, 1102-1106; XIV/2, 890-896; XV/1, 1583-1586; XXII/1, 256-262.

Entusiasmo/grandi ideali: II/2, 178-185; III/1, 485-487; III/2, 1706-1714; III/2, 1755-1779; VI/1, 164-170; VI/1, 550-555; VII/1, 1291-1296; XI/2, 1898-1904; XII/1, 1102-1106; XII/1, 1161-1165; XIV/2, 535-540; XVI/1, 76-87; XVI/2, 853-856; XVII/2, 185-193; XVIII/2, 860-871; XX/1, 792-799; XX/2, 277-283; XXIV/1, 38-127; XXVI/2, 568-570; XXVII/1, 192-197; XXVII/2, 373-389.

Scelta: CT nn. 40-42; III/1, 971-980; VIII/1, 637-647; VIII/1, 801-837; IX/2, 1547-1552; XI/3, 379-382; XI/4, 1877-1888; XII/2, 621-624; XIII/1, 1658-1664; XV/1, 547-548; XVIII/2, 338-343; XVIII/2, 913-923; XXV/1, 918-922.

Crescita/formazione: III/1, 492-496; III/1, 1617-1629; IV/1, 843-844; VIII/1, 801-837; VIII/2, 762-769; IX/2, 213-218.

Contestatrice/alternativa: II/2, 1374; IV/1, 635-638; V/2, 1674-1675; VI/1, 112-118; VI/1, 1308-1312; XI/1, 955-959; XI/3, 90-92; XI/3, 521-525; XII/1, 839-852; XII/2, 912-923; XII/1, 1628-1634; XIV/1, 953-1083; XIV/1, 1096-1101; XXII/2, 992-994.

Sofferenza/contraddizione/situazione sociale: II/2, 457-462; III/1, 449-458; III/1, 1608-1616; III/2, 346-351; IV/1, 635-638; V/1, 938-946; V/1, 970-977; VII/2, 481-485; VII/2, 818-825; VII/2, 1551-1562; VIII/1, 1116-1123; VIII/2, 105-109; IX/2, 73-81; X/2, 1805-1811; XI/1, 960-966; XI/3, 13-19; XI/3, 591-599; XI/4, 1465-1468; XII/2, 1116-1121; XIII/1, 1442-1448; XIII/1, 1665-1666; XIII/2, 535-541; XIV/1, 375-380; XIV/2, 370-376; XV/1, 15-20; XV/1, 562-568; XV/1, 846-957; XV/1, 1328-1332; XVI/1, 76-87; XVI/2, 661-667; XVII/2, 185-193; XVII/2, 624-628; XVIII/1, 122-132; XVIII/1, 1102-1107; XVIII/2, 373-544; XX/2, 277-283; XX/2, 531-535; XXI/1, 175-182; XXII/1, 126-219; XXII/2, 955; XXIV/1, 483-488; XXIV/1, 674-678; XXIV/2, 319-320; XXV/1, 305-311; XXV/1, 413-416; XXVI/1, 1046-1047; XXVII/1, 192-197; XXVII/1, 404-407; XXVIII/1, 94-104.

Pienezza della fede/spirituale: I/ 156-158; III/1, 492-496; V/3, 579-586; VIII/1, 672-681; XI/1, 314-328; XI/2, 1898-1904; XIV/2, 370-376; XV/1, 1583-1586; XVI/2, 661-667; XVIII/2, 913-923; XIX/1, 492-493; XIX/2, 649-654; XXV/2, 99-102.

ANNUNCIO DI CRISTO

Linguaggi

Risponde alle domande: II/2, 517; III/1, 1617-1629 primo e spiegazione; V/3, 1710-1720; VII/1, 645-650; VII/1, 1291-1296 immaginate; VII/1, 1382-1386 Cristo risposta alle domande; VII/1, 1736-1741; VII/2, 453-461 domande per lettera; VIII/1, 228-234; VIII/1, 1343-1350; IX/1, 508-511; IX/2, 850-868; IX/2, 1112-1123; XI/2, 1748-1750 passate dal vescovo; XI/3, 557-566 quattro punti tipici; XI/3, 1091-1105; XIV/1, 808-813; XVI/1, 1293-1298; XVIII/1, 1102-1107.

Icona del giovane ricco: II/2, 514-519; III/1, 1617-1629; III/1, 1715-1721; VI/2, 414-419; VI/2, 445-451; VII/1, 1819-1824; VIII/1, 254-260; VIII/1, 801-837; VIII/1, 1408-1416; VIII/1, 1500-1510; VIII/1, 1832-1837; VIII/2, 740-745; IX/2, 1532-1535; IX/2, 1547-1552; X/2, 2150-2158; XI/2, 1557-1567; XI/3, 689-695; XII/1, 1628-1634; XIII/1, 525-539; XIV/1, 808-813; XIV/1, 1739-1748; XIV/2, 370-376; XV/1, 377-384; XVI/2, 878-881; XVIII/1, 88-92; XVIII/1, 133-141; XX/1, 916-919; XXI/1, 169-174; XXI/1, 175-182; XXIV/1, 1340-1345; XXVII/1, 240-244.

Annuncio a partire dalla situazione sociale: III/2, 5-10 diritti umani; VI/1, 550-555; VII/1, 1019-1027; VIII/1, 228-234; VIII/1, 254-260; VIII/1, 1343-1350; X/1, 969-978; XVI/1, 1129-1137.

Stile narrativo: VI/1, 1308-1312 n. 2; VII/2, 481-485; VIII/1, 1500-1510; VIII/1, 1832-1837; VIII/2, 596-600; VIII/2, 740-745.

Annuncio della Parola

Libertà/verità: I, 105-107 cercare, amare, testimoniare; II/1, 262-269; II/1, 436-438 Pascal; III/1, 1608-1616 Pascal; III/2, 491-495; III/2, 686-688; IV/1, 518-525; IV/1, 936-941 universitari; IV/1, 1028-1032; V/3, 831-833 circostanza; VII/1, 993-998 la gioia, la libertà, l’amore; VII/1, 1082-1084; VII/1, 1141-1144; VII/1, 1819-1824; VII/2, 453-461; VIII/1 801-837; IX/1, 838-844; X/3, 431-439; XI/2, 1459-1461 dal peccato; XI/2, 1748-1750; XI/2, 1842-1845; XI/3, 521-525; XI/3, 779-784; XI/3, 874-882; XI/3, 938-944; XI/3, 1091-1105 Peguy; XI/4, 1658-1664 tema gmg; XII/1, 1061-1067; XII/2, 284-298 veglia gmg; XII/2, 621-624; XIII/1, 208-213; XIII/2, 535-541; XIV/1, 639-642; XV/1, 1328-1332; XV/1, 1892-1899; XV/2, 98-104 vita; XVIII/1, 1027-1028 cercare, amare, testimoniare; XIX/1, 862-867; XX/1, 484-491; XX/2, 201-207; XXIII/1, 603-606; XXIII/2, 214-220; XXVII/1, 240-244; XXVII/2, 58-60.

Colui che rivela l’uomo all’uomo: II/1, 491-495 Pascal e GS22; III/1, 1337-1343 RH10; III/1, 1608-1616 Pascal; IV/2, 1150-1157 GS22 non citato; V/1, 1121-1125 GS22 non citato; VII/1, 1028-1034; VII/2, 481-485; VII/2, 818-825; VII/2, 1551-1562; VIII/1, 801-837; VIII/1, 881-888; IX/1, 427-432; XI/2, 1742-1747; XI/2, 1842-1845; XI/2, 1970-1973; XII/1, 554-569 GS22; XII/1, 609-614 GS22; XII/1, 1744-1749; XIII/1, 1297-1304 GS22; XIV/1, 406-417; XIV/1, 635-638 GS22; XIV/2, 240-246 GS22; XIV/2, 563-566 GS22; XIX/1, 147-148; XIX/1, 1426-1430.

Croce/Sofferenza: II/1, 523-525 Claudel; II/1, 802-809 universitari; VII/2, 453-461; VIII/1, 2031-2036 san Gabriele; VIII/2, 359-362; VIII/2, 630-637; XI/1, 835-836; XI/2, 2194-2200; XI/3, 1091-1105 creazione; XIV/2, 535-540; XV/1 377-384; XVI/1, 805-807; XVI/2, 463-465 via crucis; XVI/2, 480-494; XVI/2, 661-667; XVIII/1, 97-99 via crucis; XX/2 160-165 via crucis; XX/2, 181-183; XXI/1, 696-700; XXII/1, 626-631; XXIV/1, 374-379; XXV/2, 91-95; XXVII/1, 240-244.

Omelia domenica delle Palme 1984-2004: VII/1, 1028-1034; VIII/1, 881-888; IX/1, 838-844; X/1, 1269-1277; XI/1, 774-778; XII/1, 609-614 scelta delle palme; XII/1, 623-627; XIII/1, 856-860; XIV/1, 635-638; XV/1 1094-1096; XVI/1, 817-820; XVII/1 817-823; XVIII/1 950-954; XIX/1 886-889; XX/1 513-516; XXI/1 704-707; XXII/1, 646-649; XXIII/1 603-606; XXIV/1, 705-708; XXV/1, 426-429; XXXVI/1 451-454; XXVII/1, 419-421.

Dono di se/uomo per gli altri: VIII/1, 801-837 GS24; IX/2, 1215-1222; IX/2, 1818-1823 tema gmg; X/2, 1805-1811 amore; XII/1, 1628-1634; XIII/1, 138-151; XIII/1, 853-855; XIV/1, 635-638 GS24; XIV/1, 1739-1748; XVIII/1, 122-132; XIX/1, 886-889; XIX/1, 1281-1287; XXIV/2, 1024-1026.

Annuncio dell’incontro

Natura/creato: II/2, 82-86; IV/1, 784-793 Newton e Einstein; VI/2, 447-448; VII/1, 994-995; VIII/2, 887; IX/2, 354-357; IX/2, 1112-1123; XV/1, 1323-1327; XVI/2, 55-58; XVI/2, 480-494; XVII/1, 817-823; XXI/2, 954; XXIII/2, 180-191; XXVI/2, 82-84.

L’altro uomo/poveri: I, 105-107; XI/1, 513-526; XIII/1, 208-213; XVI/2, 1369-1371; XIX/2, 180-187; XX/1, 528-531; XX/2, 160-165; XX/2, 181-183; XXII/2, 142-144; XXVII/1, 240-244; XXVII/1, 758-761 tutte le modalità.

Preghiera: II/1, 708-709; II/2, 1239-1240; III/1, 1337-1343; V/2, 2098-2105; VI/1, 16-20 rientrare in se; IX/2, 1112-1123; XI/2, 1557-1567; XI/3, 779-784; XII/1, 1161-1165; XIII/2, 717-722; XIV/1, 1199-1205; XVI/1, 312-318; XVIII/1, 1027-1028 cercare, amare, testimoniare; XXII/1, 256-262; XXII/2, 142-144; XXIII/2, 180-191; XXVII/1, 240-244; XXVII/1, 758-761 tutte le modalità.

Sacramenti: II/2, 82-86 Parola; III/1, 813-814; IV/1, 1028-1032; VI/1, 1308-1312; VI/2, 232-239; VIII/1, 862-880; VIII/2, 261-266; IX/1, 822-824; IX/1, 1038-1047; XI/2, 1557-1567; XI/3, 689-695; XII/1, 1628-1634; XII/2, 621-624; XIII/2, 717-722; XV/1, 1328-1332; XVI/1, 1293-1298; XVIII/1, 1027-1028 cercare, amare, testimoniare; XIX/1, 1383-1388 adorazione eucaristica; XX/2, 201-207 messa gmg; XXII/1, 646-649; XXII/1, 1488-1495; XXII/2, 142-144; XXVII/1, 240-244; XXVII/1, 758-761 tutte le modalità; XXVII/2, 91-95; XXVII/2, 373-389; XXVIII/1, 227-229 ultima preghiera davanti all’eucarestia.

Chiesa/comunità: II/2, 82-86; IV/1, 1028-1032 sacerdoti; IX/1, 427-432; IX/1, 917-925; IX/2, 73-81; XI/3, 689-695; XII/2, 621-624; XIX/2, 180-187 più tematizzato; XX/1, 1384-1391 rimanere in contatto; XX/2, 201-207; XX/2, 277-283; XXII/1, 256-262; XXVII/1, 758-761 tutte le modalità.

Incontro personale: III/1, 1608-1616 non Dio dei filosofi; III/2, 491-495; V/1, 1121-1125; V/3, 579-586; VIII/1, 1832-1837decisivo; VIII/1, 1912-1918; VIII/2, 740-745; IX/2, 73-81; XIII/2, 717-722; XIX/1, 862-867; XX/2, 277-283; XXIV/2, 86-90.

SENSO DI CHIESA

Chiesa soggetto

Il papa e i giovani: II/1, 112; II/1, 262-269 8000 studenti; II/1 1496-1498; II/2, 462; II/2, 516; III/2 10; III/2, 581-584; IV/1, 1250-1251 lettere attentato; V/1 611; V/2 2232 messaggio di pace; VII/1, 552-556 prossimo giubileo; VIII/1, 1652-1656 desiderio di partecipazione; VIII/2, 215-223 parla ai giovani del viaggio in africa dove incontrerà altri giovani; IX/1, 201-207 porterà saluti ai giovani indiani; IX/2, 1882-1884 racconta il viaggio; X/1, 651-664 preghiera per GMG; X/1, 1269-1277 tappe GMG; XI/3, 874-882 la chiesa ha bisogno dei giovani; XI/4, 1877-1888 bisogno di partecipazione; XII/1, 1161-1165 un posto per ognuno; XII/1, 1166-1171 sollecitare la partecipazione; XIII/1, 706-711 voi siete la chiesa; XIV/1, 375-380 importanza di riconoscersi ed operare comunitariamente; XIV/2, 529-534 papa postino; XVI/2, 460-462 vescovi portati dai giovani alla GMG; XVIII/2, 913-923 formazione al ruolo attivo; XXIV/1, 38-127 investire suoi giovani; XXIV/2, 850-914 Oceania; XXVI/1, 440-445 il papa ha incontrato i giovani in ogni parte del mondo; XXVI/1, 455-457 la croce GMG crea coinvolgimento.

GMG: VI/1, 1340-1342 invito Tv giubileo 1984; VII/1, 1019-1027 testimonianza; VII/1, 1035-1038 cardinali; VII/1, 1407-1409 ottima risposta giovani-visibilità; VII/2, 63-69 aveva nel cuore; VII/2, 1247-1251 opportunità pastorale; VII/2, 1298-1299 indizione raduno 1985; VIII/1, 862-880 saluta al secondo appuntamento; VIII/1, 889-891 saluta con arrivederci; VIII/1, 933-941 auspica GMG; VIII/2, 1377 croce GMG; VIII/2, 1425-1443 croce GMG; VIII/2, 1555-1565 ribadisce istituzione GMG; IX/1, 838-844 prima GMG; IX/1, 854-859 motto prima GMG; IX/1, 1782-1786 sezione giovani; IX/1, 1790 annuncio II GMG luogo e titolo; IX/2, 1818-1823 primo messaggio; X/3, 1383-1387 cammino di preparazione alla GMG in gruppi e parrocchie; XI/1, 774-778 GMG pellegrinaggio; XII/1, 609-614 tappe GMG; XII/2, 271-276 GMG chiesa pellegrina; XII/2, 284-298 chiesa pellegrina; XII/2, 333-344 tappe GMG, forum giovani, altro; XII/2, 1359-1364 messaggio V GMG sulla chiesa; XIII/1, 856-860 uniti alle celebrazioni GMG in tutto il mondo; XIV/1, 635-638 opposizione GMG; XIV/2, 199-203 qualità GMG; XIV/2, 421-424 festa della giovinezza; XIV/2, 535-540 tappa inedita, permanente; XIV/2, 1264-1270 volto giovane; XV/1, 1433-1438 crea appartenenza, esperienza ecclesiale; XV/2, 98-104 non rito convenzionale, altre qualità; XVI/1, 76-87 momento di dialogo; XVI/1, 1592-1599 pellegrinaggio; XVI/2, 4-11 pellegrinaggio; XVI/2, 466-472 forum cuore GMG; XVI/2, 538-546 qualità GMG; XVI/2, 1312-1319 la chiesa compagna di viaggio dei giovani; XVI/2, 1464-1470 GMG Denver sorpresa non violenza dei giovani; XVII/1, 1175-1188 coinvolti gli episcopati; XVII/2, 185-193 contributo dei giovani, esperienza confortante per papa e vescovi; XVII/2, 290-291 segno di unità per il mondo; XVIII/1, 88-92 forum per condividere; XVIII/1, 422-427 Manila capacità dei giovani di partecipare alla missione della chiesa; XVIII/2, 373-544 mezzo privilegiato di pg; XIX/1, 147-148 importante; XIX/1, 886-889 nata dai giovani; XIX/1, 1187-1190 lettera GMG; XIX/2, 180-187 GMG chiesa pellegrina; XX/1, 441-449 momenti di silenzio; XX/1, 580-588 esperienza di comunione; XX/2, 201-207 testimonia vocazione universale; XX/2, 221-224 fraternità nuova; XX/2, 881-890 unità, ecumenismo; XXI/1, 704-707 storia GMG; XXI/1, 708-710 pellegrinaggio della croce; XXIII/2, 176-179 nuovo inizio; XXIII/2, 243-251 pellegrinaggio, clima di gioia da custodire nei gruppi; XXIII/2, 1076 unità; XXIV/1, 374-379 frutti GMG non calcolabili in statistiche; XXIV/2, 86-90 occasione per incontrare Cristo e dare testimonianza; XXVI/1, 440-445 ringrazia Dio per GMG; XXVI/2, 679-683 ancora raccomanda GMG ai vescovi; XXVII/1, 419-421 croce GMG.

Chiesa spazio

Pellegrinaggio GMG: II/2, 82-86 uomo in cammino; V/1, 598-612 tempo di scelte; VII/1, 1105 consegna croce; VII/2, 1551-1562 la vita è un pellegrinaggio; VIII/2, 1425-1443 croce 84 pellegrina; X/2, 2150-2158 GMG dai pellegrinaggi; X/3, 1543-1546 pellegrino di Cristo; XI/1, 774-778 GMG pellegrinaggio; XI/3, 1091-1105 segno dei giovani nella chiesa; XI/4, 1658-1664 significato spirituale; XII/2, 271-276 GMG chiesa pellegrina; XII/2, 284-298 significati; XIII/2, 103-105 uomo pellegrino dell’Assoluto; XIII/2, 215-220 GMG pellegrinaggio; XIV/1, 635-638 GMG pellegrinaggio di fede ; XIV/2, 535-540 di libertà; XVI/1, 821-823; XVI/1, 1592-1599 pellegrinaggio di Loreto; XVI/2, 119-122; XVI/2, 450-459 Denver pellegrinaggio; XVIII/1, 286-295; XVIII/1, 526-527 GMG pellegrinaggio guidato dalla croce pellegrina; XVIII/1, 950-954 Gesù pellegrino; XIX/1, 1187-1190 Lettera GMG; XIX/2, 180-187; XXIII/1, 603-606; XXIV/2, 850-914 crea identità; XXV/1, 494-495; XXVI/1, 455-457 croce pellegrina e icona di Maria.

Parrocchia: III/1, 514-516; IV/1, 1082-1086 oratori e circoli; V/3, 1710-1720 Taizé visione integrata; VI/2, 232-239; VII/1, 1741 relazioni autentiche; VIII/2, 1073-1079 in luoghi remoti; IX/2, 1631-1637; IX/2, 1963-1964 tradizione; XI/1, 513-526; XI/4, 1669-1684; XII/1, 210-221; XII/1, 980-990; XII/2, 1116-1121 studenti e lavoratori; XIII/1, 279-283; XIII/2, 1357-1367; XV/1, 1328-1332; XVI/2, 661-667 sforzi per creare spazio; XVI/2, 811-817 integrare parrocchia e movimenti; XVIII/1, 108-114 integrare parrocchia e movimenti; XVIII/2, 913-923 punto focale; XXII/2, 734-826 spazio nella parrocchia; XXVII/1, 240-244 incontro con Cristo.

Movimenti/associazionismo: II/1, 1050-1055; III/1, 1501-1513; V/3, 434-438; V/3, 741-748; V/3, 802-809; VI/1, 1468-1493; VIII/1, 862-880; VIII/1, 1500-1510 aprirsi alla parrocchia; VIII/2, 1101-1102; IX/2, 354-357 scout preziosi; IX/2, 1882-1884 comunioni specializzate; X/3, 198-199; X/3, 1005-1007 comunione; XI/3, 689-695 non basta soli; XI/3, 938-944 azione cattolica; XII/2, 588-590; XIII/1, 340-344; XIII/1, 801-805 Gen segno di unità; XIII/2, 717-722; XIII/2, 1487-1557; XIV/1, 375-380 luoghi pedagogici; XV/2, 910-922 globalità; XVI/1, 76-87 indispensabili; XVIII/1, 984-987 insostituibili; XXII/1, 1175-1177 dono; XXIV/1, 674-678 inserimento; XXVII/1, 192-197.

Chiesa obiettivo

Esperienza di chiesa: V/3, 437; VIII/1, 1912-1918 chiesa non si esaurisce nel gruppo; VIII/2, 1532-1537 dalla missione: essere chiesa; X/3, 1005-1007 comunione della chiesa; XI/2, 1742-1747 luogo dell’incontro con Cristo; XI/2, 1898-1904 dall’esperienza della comunione; XI/3, 938-944 gemellaggio; XI/3, 1091-1105 segni della vita dei giovani nella chiesa; XIV/1, 936-942 mancanza di strutture; XV/1, 1171-1180 rendere partecipi delle responsabilità; XV/1, 1433-1438 GMG crea appartenenza; XV/2, 910-922 non parcellizzazione; XVII/1, 712-714 parrocchia, movimenti, diocesi, GMG; XIX/1, 862-867 centri di accoglienza missione; XIX/2, 390-393 non siete soli; XXII/1, 795-802 inserire non solo nel gruppo ma nella comunità; XXIV/1, 674-678 inserimento.

Atteggiamenti: II/2, 566-568 accettare la responsabilità; III/2, 562-564 amare; V/1, 1121-1125 no adesione formale; VI/2, 445-451 autoresponsabilità; VII/1, 1736-1741 rinnovare; VII/1, 1819-1824 essere indulgenti; VIII/1, 801-837 Lettera n. 15-16; VIII/1, 1343-1350 critica con amore; VIII/2, 261-266 prendere posto; VIII/2, 630-637 amare la chiesa; IX/2, 73-81 critici con amore; X/2, 1805-1811 aprirsi alla chiesa; X/3, 1543-1546 accogliere; XI/2, 2194-2200 calore umano e protezione; XII/1, 1061-1067 costruire; XII/1, 1102-1106 essere uniti; XII/2, 621-624 opinione pubblica distorta, santi feriali; XIII/1, 849-851 pellegrini a Roma; XIII/1, 853-855 fiducia, mettere in comune, unità; XIII/1, 864-867 coscienza di comunità ecclesiale; XIII/2, 30-35 fraternità; XIV/1, 808-813 i giovani ascoltano anche se non condividono; XIV/1, 1739-1748 carità verso la chiesa; XIV/2, 105-110 prova di appartenenza l’impegno; XIX/1, 1281-1287 domanda sulla chiesa; XXI/2, 1167-1168 insegnare responsabilità; XXV/2, 103-106 non scoraggiarsi mancanze di qualcuno.

Proprietà: III/1, 1337-1343 tutte le culture; VII/1, 645-650; VII/2, 453-461 battesimo-tradizione; VII/2, 501-502; VIII/1, 228-234 x sviluppo personalità, si a Cristo vuol dire vivere nella chiesa; VIII/1, 254-260 appartenenza ecclesiale; VIII/1, 1020-1024 mantiene la fede; VIII/2, 359-362 fiducia nella chiesa; IX/1, 427-432 Cristo e sacramenti; IX/2, 850-868 imperfezioni, peccatori; IX/2, 1882-1884 religione comunitaria; X/3, 431-439 fare comunità AG2; XI/1, 781-783 carismi e ministeri; XI/2, 1313-1321 ama i poveri; XI/3, 557-566 descrizione; XII/1, 839-852 ecumenismo; XII/1, 1061-1067 linguaggio della chiesa; XII/2, 116-119 sinodale; XII/2, 299-306 no agenzia di volontariato; XII/2, 912-923 papa; XII/2, 1359-1364 messaggio V GMG sulla chiesa; XIII/1, 1297-1304 ricchezza; XIII/2, 535-541 chiesa apostolica; XIV/1, 406-417 struttura visibile; XV/1, 377-384 proprio posto; XVI/2, 661-667 giovani arazzo mai compiuto; XVIII/1, 1895-1900 chiesa apostolica; XX/1, 823-828 nata dalla pentecoste; XX/2, 277-283 difficile ma nessuno straniero; XXIV/1, 912-916 ecumenismo; XXIV/1, 1340-1345 tradizioni che arricchiscono.

DIMENSIONE VOCAZIONALE

Pastorale giovanile e vocazionale: VIII/1, 1014-1019; XII/2, 1001-1005; XV/2, 133-136; XVI/2, 853-856; XVII/2, 505-510 messaggio; XIX/2, 605-611; XXVI/2, 568-570.

Dialogo/relazione: III/1, 1617-1629; VI/2, 445-451; VII/1, 1019-1027; VII/1, 1506-1510 scuola; VII/2, 1279-1281 qui o là; VIII/1, 801-837 lettera; VIII/1, 1014-1019 Cristo ama; VIII/1, 1832-1837; VIII/2, 740-745; VIII/2, 1073-1079; XI/1, 774-778; XI/1, 960-966; XI/2, 1557-1567; XI/2, 1742-1747 apertura; XI/2, 2194-2200; XII/1, 609-614 significato; XII/2, 284-298; XIII/1, 208-213 libertà; XIII/1, 525-539; XIII/1, 1297-1304; XIII/2, 1223-1232; XIV/2, 370-376; XVI/1, 312-318; XVI/2, 466-472; XVIII/1, 88-92 fasi; XVIII/1, 462-464 fasi; XIX/1, 1281-1287; XIX/1, 1383-1388; XX/1, 916-919 struttura voc.; XXIII/1, 592-594; XXIII/2, 390-396 vita; XXVI/2, 568-570; XXVII/1, 758-761.

Logica del dono: II/1, 111-112 magi; VIII/1, 801-837 lettera; VIII/1, 1500-1510; XI/1, 960-966; XI/2, 1974-1976 danza; XII/2, 284-298; XII/2, 912-923; XIII/1, 853-855; XIII/2, 535-541; XIV/1, 1739-1748; XIV/2, 535-540; XVII/1, 799-803; XVIII/1, 122-132; XVIII/2, 373-544; XX/1, 823-828 amore; XXI/1, 1027-1028; XXIV/1, 374-379 GMG; XXIV/2, 413-416; XXVII/1, 404-407.

Radice battesimale: III/2, 462-467; V/3, 309-312; VII/2, 118-120; VIII/1, 801-837 lettera; VIII/1, 862-880; VIII/1, 1014-1019 Cristo chiama; XI/2, 1742-1747 pedagogia; XI/2, 1842-1845 sacramenti; XII/1, 980-990; XII/1, 1102-1106; XII/2, 637-639; XIII/1, 617-629; XIII/1, 1442-1448; XIII/2, 717-722; XIV/1, 1739-1748; XV/1, 1009-1016; XVI/1, 781-783 neocatecumeni; XVIII/1, 133-141; XX/2, 192-200 conformi a Cristo; XX/2, 881-890; XXVII/2, 91-95 misura alta.

Discernimento: III/1, 951-955; VII/1, 1507-1508; VII/1, 1736-1741 preghiera, carattere; VII/2, 453-461 guida; VII/2, 1277; VIII/1, 801-837 lettera, direzione spirituale; X/1, 1256-1265 preghiera; X/3, 1039-1049; XI/3, 874-882 nella famiglia; XI/4, 1535-1546; XI/4, 1877-1888; XII/1, 104-116 sua vocazione; XII/1, 1061-1067 talenti; XII/2, 299-306; XII/2, 621-624; XIII/1, 1442-1448 difficoltà; XIV/1, 808-813 esigente; XIV/1, 1199-1205 dal vangelo; XIV/2, 105-110 chiedere; XV/1, 377-384 talenti; XV/1, 425-430; XIX/1, 1156-1162 fine; XX/1, 441-449 gruppo; XX/2, 881-890 guida; XXIV/1, 912-916 sacramenti; XXV/1, 413-416.

Progetto: II/1 802-809; VII/1, 1028-1034; VII/1, 1736-1741; VIII/1, 801-837 Lettera; VIII/1, 923-925; VIII/1, 1408-1416 alcune pietre; VIII/1, 1500-1510; XI/3, 557-566; XI/3, 874-882; XI/3, 1384-1386; XI/4, 1432-1445; XI/4, 1877-1888; XII/1, 615-619; XII/1, 980-990; XII/1, 1061-1067; XII/1, 1744-1749; XIII/2, 215-220; XIV/1, 936-942; XIV/1, 1199-1205; XIV/1, 1739-1748; XIV/2, 370-376; XIV/2, 535-540; XV/1, 377-384; XV/1, 574-581; XV/1, 846-957; XVI/2, 878-881 vita eterna; XVII/2, 185-193; XVII/2, 353-356; XVII/2, 624-628; XVIII/1, 462-464; XVIII/2, 913-923 futuro; XIX/1, 1480-1485; XX/1, 916-919 valori; XXI/2, 661-665; XXIV/1, 374-379 GMG.

Vocazioni: II/2, 514-519; III/2, 462-467; V/3, 309-312; VII/2, 118-120; VIII/1, 801-837 Lettera; VIII/2, 359-362; IX/2, 213-218; IX/2, 850-868; IX/2, 1340-1349 santità; X/1, 563-577 vocazione cristiana; X/3, 431-439 nella chiesa; XII/1, 1744-1749; XIV/1, 1739-1748 finalità; XVIII/1, 133-141; XIX/1, 1281-1287; XIX/1, 1480-1485; XX/2, 277-283 servizio; XX/2, 881-890; XXVII/1, 758-761.

Appello esplicito: II/1, 1059-1061; II/1, 1062-1066; III/2, 1346-1353; VIII/1, 228-234; VIII/1, 1014-1019 Cristo chiama; VIII/2, 630-637; IX/1, 515-521 nota esplicita; IX/2, 73-81; IX/2, 1547-1552; X/3, 101-102; X/3, 530-533 sua vocazione; X/3, 552-572 ai vescovi; XI/2, 1313-1321; XI/3, 689-695; XII/1, 1161-1165; XII/2, 1001-1005 personale; XIII/1, 279-283; XIV/1, 936-942; XVI/2, 466-472; XVI/2, 661-667; XVIII/1, 1895-1900; XXI/1, 175-182; XXII/1, 256-262; XXIV/2, 850-914; XXV/1, 918-922; XXV/2, 103-106; XXVI/1, 652-656 sua testimonianza.

FORMAZIONE ETICA

Parenesi: I, 83-86 media; III/2, 1346-1353 cultura; V/1, 970-977; VI/1, 550-555 filosofie; VI/2, 287-291 il mondo; VI/2, 414-419 ideologie; VII/1, 1736-1741 consumismo; VII/1 1819-1824 alternativo; VII/2, 453-461 consumismo; VII/2, 481-485 media; VII/2, 501-502 mondo lacerato; VIII/1, 801-837 lettera; VIII/1, 1116-1123 media; VIII/1, 1259-1265 media; VIII/1, 1912-1918 consumismo; IX/2, 73-81 tentazioni; X/1, 839-843 scegliere il bene; XI/2, 1313-1321 ideologie; XI/2, 1674-1680 false gioie; XI/2, 1898-1904 pubblicità; XIII/1, 706-711 paradisi artificiali; XIII/1, 1160-1166; XIII/2, 717-722 ideologie; XIV/1, 375-380; XIV/1, 936-942; XV/1, 147-153 opinione libera; XV/1, 425-430 materialismo; XV/1, 846-957 quadro generale; XV/2, 98-104 falsi maestri; XVI/2, pp. 400-403; XVII/1, 763-766 senza freni; XVIII/1, 133-141 mode; XVIII/1 1102-1107 copie; XVIII/1, 1895-1900 relativismo; XIX/1, 1426-1430; XX/2, 277-283; XXI/1, 169-174; XXII/1, 256-262; XXIV/1, 1340-1345; XXIV/2, 850-914 valutare criticamente; XXV/2, 103-106; XXVII/1, 758-761 alzati; XXVII/2, 91-95 non conformarsi.

Coscienza: I, 289-291; II/1, 481-483; II/1, 1392-1395; IV/1, 936-941 libertà e coscienza; V/1, 1079-1088 rinnovare; VI/2, 232-239; VIII/1, 801-837 lettera; VIII/2, 740-745; IX/2, 1112-1123; X/2, 1805-1811 logorio; XII/1, 980-990; XII/1, 1744-1749; XIII/1, 1297-1304 Newman; XIII/2, 1558-1570 scuola; XV/1, 454-460; XVI/1, 278-284 personale; XVI/2, 480-494 manipolazioni; XVI/2, 811-817 relativismo; XVIII/2, 913-923 formazione; XX/2, 531-535; XXIV/1, 674-678.

Comandamenti: II/1, 776-784; III/1, 1617-1629 dignità; V/1, 1079-1088 Mosè e beatitudini; VI/2, 287-291; VI/2, 445-451; VIII/1, 254-260; VIII/1, 801-837 lettera; VIII/1, 1408-1416; VIII/1, 1500-1510; VIII/2, 359-362; IX/1, 427-432 comandamento e doveri; IX/2, 1532-1535; IX/2, 1547-1552; X/2, 2150-2158; XI/2, 1557-1567; XI/2, 1842-1845 carità; XII/1, 1628-1634; XIII/2, 404-410; XIV/1, 808-813 amore; XIV/1, 1739-1748; XVI/2, 444-448 valori; XXII/1, 17-26 parola; XXIII/1, 444-448; XXIV/1, 1340-1345.

Il peccato: I, 374-376; I, 426-429 no incontro; II/1, 802-809 prova; V/1, 1234-1239 falso umanesimo; VII/1, 993-998; VII/1, 1028-1034; VII/1, 1082-1084; VIII/1, 801-837 lettera; VIII/1, 862-880; VIII/1, 881-888; VIII/2, 630-637; IX/1, 838-844; IX/1, 854-859 no pace; IX/1, 1327-1329; IX/2, 850-868; X/1, 969-978; X/1, 1256-1265; X/2, 2110-2117; X/2, 2150-2158; XI/2, 1459-1461; XII/1, 1744-1749; XII/2, 284-298; XIII/2, 215-220 liberazione; XIV/1, 1199-1205; XIV/2, 247-256; XIV/2, 370-376; XV/2, 98-104; XVI/1, 1293-1298 antropologia; XVI/2, 119-122; XVI/2, 376-379; XVI/2, 661-667; XX/1, 823-828; XXII/1, 17-26; XXII/1, 626-631; XXIII/2, 647-650; XXV/1, 413-416; XXVII/1, 240-244.

Riconciliazione e perdono: II/1, 881-884; II/2, 1453-1461; III/1, 1396-1402; V/1, 598-612 dimenticare; V/1, 1234-1239; V/3, 1710-1720; VI/1, 712-714; VI/1, 1127-1129 confessarsi; VI/2, 1190-1193; VII/1, 993-998; VII/1, 1407-1409; VIII/1, 801-837 lettera; VIII/1, 862-880; VIII/2, 1073-1079; X/3, 456-464; X/3, 1005-1007; XI/2, 1313-1321; XI/2, 1674-1680; XI/2, 2194-2200; XI/3, 379-382; XII/2, 284-298; XIII/1, 208-213; XIV/1, 375-380; XIV/2, 105-110; XIV/2, 890-896; XV/1, 1328-1332; XV/2, 98-104; XVI/1, 1293-1298 antropologia; XVI/2, 463-465; XVI/2, 661-667; XVIII/1, 97-99; XVIII/2, 1254-1260; XIX/1, 1281-1287; XX/1, 823-828; XXII/1, 17-26; XXII/1, 256-262; XXII/1, 626-631; XXII/2, 142-144; XXIV/1, 38-127; XXVII/1, 758-761.

Ascesi: II/1, 523-525 tentazioni; II/1, 690-691 digiuno; II/1, 733-735 elemosina; II/2, 1453-1461 ascesi; III/1, 435-437 ascesi; IV/1, 606-616 meditazione; IV/1, 680-681 silenzio; V/1, 787-788 milizia; V/1, 876-877 penitenza; V/2, 2017-2026 Spirito e carne; V/2, 2098-2105 preghiera; VI/2, 1319-1323; VII/1, 1019-1027 vizi; VIII/1, 1832-1837 tristezza; VIII/2, 630-637 allenamento; IX/2, 1631-1637; X/2, 2150-2158 eroismo; XI/1, 513-526 preghiera; XI/2, 1742-1747; XI/2, 2194-2200; XI/3, 205-216 lettura; XI/3, 521-525; XI/3, 874-882 tentazioni; XII/1, 554-569; XII/1, 1161-1165; XII/2, 116-119 montagna; XII/2, 1288-1291 esercizi; XIII/1, 208-213; XIII/1, 1442-1448 tentazione; XIII/2, 30-35; XIII/2, 535-541 crescita; XIII/2, 717-722 Agostino; XIV/1, 375-380 segni positivi; XIV/1, 905-909; XIV/1, 936-942; XIV/1, 1199-1205 tentazioni; XIV/2, 370-376; XVI/2, 400-403 richiamo; XVII/2, 624-628; XVIII/1, 1102-1107 eucarestia; XVIII/2, 1254-1260 magistero; XIX/1, 1156-1162 strumenti; XX/2, 417-420 montagna; XXI/1, 175-182; XXII/1, 17-26; XXII/2, 992-994 vera libertà; XXIV/1, 17-20 eroismo; XXIV/2, 86-90 santità; XXIV/2, 1077-1080; XXV/1, 592-595 discoteca del silenzio; XXV/1, 918-922 santità; XXV/2, 550-551 rosario.

Consegne: II/1, 903-904; III/1, 563-568; III/1, 921-922; VI/1, 471-474; VII/2, 818-825; VIII/1, 1912-1918; XII/1, 615-619; XIII/2, 30-35; XIV/1, 808-813; XIV/2, 105-110; XV/1, 1094-1096; XIX/1, 878-879; XXVII/2, 394-396.

Sessualità: II/2, 211-216 purezza; III/1, 1608-1616 corporeità; III/2, 336-344 corporeità; V/1, 389-394 autodominio; VI/2, 287-291; VII/2, 453-461 matrimonio; VIII/1, 801-837 lettera; VIII/1, 1343-1350 mossi dall’amore; VIII/1, 1500-1510; VIII/2, 630-637; IX/2, 735-740; IX/2, 850-868 fidanzamento; X/3, 228-236 corporeità; XI/1, 955-959 danza; XI/2, 1557-1567; XI/2, 2194-2200; XI/3, 459-465; XI/3, 557-566; XI/3, 779-784 castità; XII/1, 615-619; XII/1, 980-990; XII/2, 912-923; XIII/1, 1297-1304; XIII/2, 535-541 aids; XIV/1, 375-380 visione distorta; XIV/1, 1739-1748 disordine affettivo; XV/1, 112-120 prepararsi; XV/1, 995-1002 matrimonio; XV/1, 1892-1899 domanda; XV/2, 771-779 affetto; XVI/1, 312-318; XVI/2, 473-479 gioia; XVIII/1, 605-840 EV; XVIII/1, 955-957 no per i si; XVIII/2, 913-923 insegnare; XIX/1, 311-315; XIX/1, 1156-1162; XX/2, 277-283; XXII/1, 795-802; XXII/1, 1311-1317; XXIII/2, 207-213; XXVI/2, 32-34.

Beatitudini: V/1, 389-394; V/3, 1114-1120; VIII/1, 356-365; VIII/1, 801-837 lettera; VIII/2, 740-745; X/3, 431-439; XI/1, 960-966; XI/3, 1091-1105; XII/1, 554-569; XII/1, 1061-1067; XIII/1, 1658-1664; XIII/2, 535-541; XIV/1 635-638; XIV/2 232-239; XVI/2 275-375 Veritatis Splendor; XVIII/1 122-132; XIX/1, 311-315; XXIII/1, 444-448; XXV/2, 91-95 popolo; Angelus 4 agosto 2002; XXVI/1, 326-331; XXVI/1, 652-656; XXVI/1, 907-908.

TESTIMONIANZA DELLA FEDE

Motivazioni: II/1, 1316-1319; II/2, 566-568; III/1, 1617-1629; IV/1, 360-366; V/1, 1234-1239; V/2, 2098-2105; VI/1, 1308-1312; V/2 1668-1685; VI/2, 232-239; VII/1, 552-556; VII/1, 645-650; VIII/1, 801-837; VIII/1, 1020-1024; VIII/1, 1743-1749; VIII/1, 1804-1811; VIII/1, 1912-1918; IX/1, 1253-1265; IX/2, 354-357; IX/2, 1406-1417; X/1, 1256-1265; X/3, 198-199; X/3, 530-533; XI/2, 1674-1680; XI/4, 1658-1664; XI/4, 1877-1888; XII/1, 980-990; XII/2, 284-298; XII/2, 1359-1364; XIII/1, 1160-1166; XIII/2, 1075-1080; XIV/1, 375-380; XIV/2, 105-110; XIV/2, 247-256; XIV/2, 1264-1270; XV/1, 1094-1096; XV/1, 1577-1582; XVI/1, 343-350; XVI/2, 495-503; XVI/2, 1312-1319; XVII/1, 799-803; XVII/2, 185-193; XVIII/1, 122-132; XVIII/1, 1895-1900; XIX/1, 311-315; XIX/1, 1156-1162; XIX/1, 1426-1430; XX/1, 484-491; XX/2, 192-200; XXI/1, 1423-1430; XXII/1, 240-247; XXIII/1, 592-594; XXIII/2, 647-650; XXIV/1, 674-678; XXV/1, 426-429; XXV/1, 592-595; XXVI/1, 136-138; XXVI/1, 326-331; XXVI/1, 652-656; XXVII/1, 758-761.

Individuo e associazione: III/1, 1026-1038; IV/1, 635-638; V/1, 389-394; VI/2, 232-239; VII/1, 1407-1409; VII/2, 818-825; VIII/1, 1804-1811; VIII/1, 1832-1837; VIII/1, 2031-2036; IX/1, 608-613; IX/1, 822-824; X/1, 1379-1382; XI/2, 1674-1680; XI/4, 1658-1664; XII/1, 980-990; XII/2, 333-344; XIII/1, 856-860; XIV/1, 1106-1107; XIV/2, 890-896; XIV/2, 1264-1270; XV/1, 1081-1086; XVI/1, 343-350; XVI/1, 821-823; XVI/1, 1448-1455; XVI/1, 1574-1578; XVI/2, 450-459; XVI/2, 466-472; XVI/2, 878-881; XVI/2, 1035-1044; XVI/2, 1464-1470; XVI/2, 1516-1524; XVII/1, 817-823; XX/1, 280-281; XX/2, 186-191; XXII/1, 126-219; XXIII/1, 71-72; XXIII/2, 265-269; XXIV/1, 674-678; XXV/2, 922-926; XXVII/2, 394-396.

Testimoniare Cristo: I, 105-107; I, 274-278; II/2, 566-568; III/1, 563-568; III/2, 581-584; IV/1, 94-97; IV/1, 360-366; V/2, 1668-1685 regno; VI/1, 934-943; VII/1, 513-516; VII/1, 1105; VIII/1, 1743-1749; IX/2, 822-825 vangelo; IX/2, 1781-1788; X/1, 1256-1265; XI/2, 1459-1461; XII/1, 615-619 vita nuova; XII/2, 625-626; XII/2, 1116-1121; XIV/2, 370-376; XIV/2, 1264-1270; XVI/1, 1574-1578; XVI/2, 463-465; XVIII/1, 122-132; XIX/1, 1156-1162; XX/1, 484-491 parola; XX/2, 277-283; XXI/1, 696-700; XXIV/1, 912-916; XXV/1, 592-595; XXVII/2, 91-95 amore in Cristo.

Formarsi nello Spirito: III/1, 1617-1629; V/1, 1234-1239; V/2, 1668-1685; V/2, 2098-2105; VII/1, 513-516; VIII/1, 462-467; VIII/1, 1020-1024; IX/1, 822-824; IX/2, 822-825; IX/2, 1112-1123; X/1, 1269-1277; XI/1, 314-328 cresima; XI/2, 1459-1461; XI/4, 1432-1445; XII/2, 912-923; XII/2, 1116-1121; XIII/1, 706-711; XIII/1, 1160-1166 fragilità; XIII/2, 404-410; XIV/1, 936-942; XIV/2, 247-256; XIV/2, 370-376; XIV/2, 1264-1270; XV/1, 1081-1086; XV/1, 1892-1899; XVI/1, 312-318; XVI/1, 1129-1137; XVI/2, 466-472 condivisione esperienze; XVI/2, 1312-1319; XVIII/1, 1895-1900; XIX/1, 311-315; XIX/1, 862-867; XIX/2, 390-393; XX/1, 484-491; XX/1, 580-588; XX/1, 823-828; XX/2, 186-191; XX/2, 277-283; XXI/1, 696-700; XXIII/1, 592-594; XXIII/2, 794-797 fuoco; XXIV/1, 912-916; XXIV/2, 172-176; XXV/1, 413-416; XXVI/1, 136-138; XXVI/1, 326-331 debolezza; XXVI/1, pp. 652-656; XXVII/2, 394-396; XXVIII/1, 227-229 contemplazione.

Ambienti di vita: III/1, 563-568; III/1, 813-814; IV/1, 360-366 università; IV/1, 635-638; VI/1, 37-40 lavoro; VI/1, 1308-1312; VII/1, 552-556; VII/1, 1407-1409 società; VIII/1, 462-467; VIII/1, 1743-1749; VIII/1, 1832-1837 al simile; VIII/1, 2031-2036; IX/2, 73-81; X/3, 1005-1007; XI/4, 1658-1664; XIII/1, 706-711; XIII/1, 1160-1166; XIII/2, 30-35; XIV/1, 936-942; XIV/2, 1264-1270; XV/1, 1081-1086; XV/1, 1577-1582; XV/1, 1892-1899; XVI/1, 1129-1137; XVII/1, 799-803; XVIII/1, 1102-1107; XIX/1, 1426-1430; XX/1, 484-491; XX/2, 277-283; XXIII/2, 647-650; XXIV/2, 1077-1080 CEI; XXV/1, 918-922; XXVI/1, 136-138.

Parole e gesti: I, 105-107; I, 274-278; II/2, 566-568; IV/1, 360-366; V/1, 389-394 irradiare; VI/1, 37-40; VI/1, 793-801; VI/1, 1308-1312 presenza; VII/1, 1019-1027 presenza; VII/1, 1407-1409 visibilità; VII/1, 1547-1552; VIII/1, 462-467; VIII/1, 1743-1749 sensibilizzare; VIII/1, 2031-2036; X/1, 230-243; X/3, 198-199; XI/1, 314-328 chiasso; XI/2, 1742-1747 parole e opere; XII/1, 210-221 presenza; XII/1, 615-619; XII/1, 623-627 chiasso; XII/2, 621-624; XII/2, 1116-1121; XIII/1, 706-711; XIII/1, 1160-1166; XIV/2, 105-110; XIV/2, 890-896; XV/1, 1081-1086; XV/1, 1892-1899; XVI/2, 466-472; XVI/2, 495-503; XVI/2, 1312-1319; XVII/1, 817-823 chiasso; XIX/1, 862-867; XIX/1, 878-879; XIX/1, 1156-1162; XIX/2, 180-187 amore; XX/2, 160-165; XX/2, 192-200; XXI/1, 169-174; XXIII/2, 207-213 chiasso; XXIII/2, 647-650; XXIV/1, 674-678; XXIV/2, 86-90; XXV/1, 918-922; XXVI/1, 136-138; XXVII/2, 394-396.

Accompagnare e mediare: I, 274-278; III/1, 563-568; III/1, 813-814; IX/1, 948-949; IX/2, 1112-1123; X/1, 349-359; XI/1, 784-793; XIV/2, 535-540; XIV/2, 890-896; XIV/2, 1264-1270; XVI/1, 343-350; XVI/1, 1468-1471; XVI/2, 466-472; XVII/1, 799-803; XVIII/1, 122-132; XVIII/2, 347-352; XVIII/2, 767-774; XVIII/2, 1404-1412; XIX/1, 862-867; XX/1, 484-491; XX/2, 277-283; XXI/1, 1423-1430; XXIII/2, 214-220; XXIV/1, 912-916; XXIV/2, 86-90; XXV/1, 682-684; XXVII/2, 58-60; XXVII/2, 91-95.

Sentinelle del mattino: XXIII/2, 207-213; XXIII/2, 647-650; XXIII/2, 794-797; XXIV/1, 674-678; XXIV/1, 1340-1345; XXIV/2, 86-90; XXIV/2, 172-176; XXIV/2, 704-707; XXIV/2, 1077-1080; XXV/1, 48-50; XXV/1, 592-595; XXV/1, 682-684; XXVI/1, 136-138; XXVI/1, 326-331.

Pastorale dei giovani: VIII/1, 1804-1811; XII/2, 333-344; XVI/1, 76-87; XVIII/2, 913-923; XXVII/1, 192-197.

IMPEGNO SOCIO-CARITATIVO

Propensione dei giovani: II/1, 1496-1500; III/2, 5-10; VI/1, 550-555; VII/1, 1019-1027; VII/1, 1736-1741; VIII/2, 596-600; IX/2, 1112-1123; IX/2, 1547-1552; XI/3, 874-882; XI/3, 1070-1079; XI/4, 1877-1888; XIII/1, 340-344; XVII/2, 185-193; XX/2, 160-165.

Esigenze del vangelo: II/1, 401-405; III/1, 923-932; V/3, 1114-1120 beatitudini; VIII/1, 254-260; VIII/1, 356-365 beatitudini; VIII/1, 1912-1918; IX/2, 1818-1823; X/2, 1805-1811; X/3, 431-439; XI/2, 1313-1321; XI/3, 557-566; XII/1, 615-619; XII/1, 1061-1067; XII/2, 284-298; XIV/2, 1264-1270; XVIII/2, 1254-1260; XX/2, 277-283; XXII/1, 17-26; XXII/1, 1488-1495; XXVII/1, 240-244.

Lettura del sociale: II/1, 881-884; II/1, 1496-1500; III/1, 1337-1343; III/2, 5-10; V/3, 1396-1400; VII/1, 645-650; VII/1, 1547-1552; VII/2, 481-485; VII/2, 818-825; VIII/1, 228-234; VIII/1, 801-837; IX/2, 850-868; IX/2, 1818-1823; X/1, 969-978; X/2, 2150-2158; XI/2, 1313-1321; XI/2, 1970-1973; XI/2, 2194-2200; XI/3, 874-882; XI/3, 1091-1105; XII/1, 615-619; XII/2, 299-306; XII/2, 609-610; XIII/1, 425-436; XIV/1, 808-813; XVI/1, 1129-1137; XVIII/2, 913-923; XVIII/2, 1254-1260; XXII/1, 17-26.

Diritti umani: II/1, 1496-1500; III/2, 5-10; VI/1, 1308-1312 libertà; VII/2, 481-485; X/2, 2150-2158; X/3, 83-93; XII/2, 609-610; XII/2, 912-923 razzismo; XIII/1, 157-161; XIII/2, 535-541 razzismo; XV/2, 98-104; XVI/2, 495-503; XXV/1, 918-922.

Lavoro e sviluppo: V/3, 1396-1400; VI/1, 1308-1312; VII/2, 453-461; VII/2, 818-825; VIII/1, 1343-1350; IX/2, 1215-1222; XI/3, 689-695; XI/3, 1091-1105; XII/1, 980-990; XII/1, 1178-1184; XII/2, 609-610; XII/2, 912-923; XIII/1, 279-283; XIII/2, 404-410; XIII/2, 535-541; XIV/2, 890-896; XV/1, 377-384; XV/1, 454-460; XVIII/1, 1895-1900.

Solidarietà e sussidiarietà: III/1, 1337-1343; VII/1, 1019-1027; VII/2, 453-461; VII/2, 481-485; VIII/1, 356-365; VIII/1, 1408-1416; VIII/1, 1912-1918; VIII/2, 630-637; IX/2, 850-868; IX/2, 1215-1222; X/3, 431-439; XI/2, 1970-1973; XI/3, 1091-1105; XIII/1, 279-283; XIII/2, 1075-1080; XIV/1, 1542-1548; XV/1, 377-384; XV/1, 454-460; XV/1, 1768-1776; XVI/1, 312-318; XVI/2, 450-459; XVII/2, 185-193; XVIII/2, 347-352; XVIII/2, 1254-1260; XXI/1, 175-182; XXII/1, 17-26; XXIV/1, 1340-1345.

Giustizia e pace: I, 377-378; II/1, 881-884; III/1, 563-568; III/1, 1617-1629; V/2, 1454-1459; VI/1, 37-40; VII/2, 1551-1562; VIII/1, 519-524; VIII/1, 661-665 pacifismo; VIII/1, 862-880; VIII/1, 933-941; VIII/1, 1073-1076; VIII/2, 740-745; IX/1, 854-859; IX/2, 73-81; IX/2, 1259-1271; IX/2, 1631-1637; X/1, 651-664; X/1, 1256-1265; XI/3, 779-784; XI/3, 874-882; XI/3, 1091-1105; XII/1, 980-990; XIII/1, 801-805; XIII/1, 1442-1448; XIII/2, 215-220; XIV/1, 457-467; XVI/1, 312-318; XVI/2, 16-18 GMG; XVII/2, 290-291; XVIII/2, 338-343; XIX/1, 1426-1430; XXVI/1, 342-346; XXVI/1, 423-425; XXVI/1, 440-445; XXVI/1, 451-454; XXVI/1, 459-461; XXVII/1, 133-134.

Ecologia e difesa della vita: V/2, 1454-1459; V/3, 434-438; VI/1, 1308-1312; VI/2, 447-448 ecologia; VII/1, 1019-1027; VII/1, 1547-1552 natura; IX/2, 1112-1123 natura; X/3, 83-93; XI/1, 68-70; XII/1, 698-700 natura; XV/1, 1892-1899; XVI/2, 55-58 natura; XVI/2, 480-494 natura; XVI/2, 495-503; XVIII/2, 767-774; XVIII/2, 1254-1260; XIX/1, 311-315; XXVI/2, 82-84 natura.

Cultura: II/1, 262-269; III/1, 1337-1343; IX/2, 1112-1123; XI/2, 1905-1907; XII/1, 980-990; XII/1, 1161-1165; XII/2, 912-923; XV/1, 454-460; XV/1, 1328-1332; XVI/2, 569-570; XVIII/1, 941-944; XX/1, 373-374; XX/2, 1021-1025.

L’EDUCATORE DEI GIOVANI

Esempio di Giovanni Paolo II

Dono di amare i giovani: III/1, 1609; V/2, 1674; V/2, 1668.

Atteggiamento positivo: IV/1, 1082-1086 Concilio; V/3, 579-586 Concilio; VI/1, 550-555; VIII/1, 2031-2036; XIII/2, 30-35.

Racconta di sé stesso: I, 427; II/1, 1392-1395 padre; III/1, 1617-1629; III/2, 5-10; VII/1, 645-650; IX/2, 850-868; XII/1, 104-116 sua vocazione; XII/1, 1628-1634; XIII/1, 1442-1448 guerra; XIX/1, 1281-1287; XX/1, 823-828.

Battute di spirito: IX/2, 354-357 legalmente; XI/2, 1758-1759 giovani Giovanni; XII/1, 609-614 senza permesso; XIV/2, 529-534 papa peggiore di tutti; XVII/2, 613-614; XXI/1, 696-700; XXIII/2, 207-213.

Elementi del processo educativo

Agenzie educative: I, 80-82; V/1, 938-946; VI/1, 1028-1039; VII/1, 1501-1505; VIII/1, 801-837; VIII/2, 347-356; XI/1, 294-310; XIV/1, 1542-1548; XIV/2, XIX/1, 214-215; 1395-1403; XXIV/1, 1021-1026.

Autoeducazione: V/1, 938-946; VIII/1, 801-837 lettera; VIII/1, 1097-1102; VIII/2, 347-356; XVII/1, 326-384; XX/1, 1384-1391.

Progetto educativo: VII/2, 474-480 fini; VIII/2, 105-109 fini; VIII/2, 347-356 fini; XI/1, 294-310 antropologia; XI/3, 591-599 fini; XI/3, 1070-1079 visione integrale; XIX/2, 229-235 creatività; XXI/2, 838-842 uomo completo; XXVI/1, 1046-1047 pastorale giovanile.

Educatore adulto: VIII/1, 748-756; VIII/1, 801-837; VIII/2, 347-356; XI/1, 294-310 lettera; XI/3, 526-532; XX/1, 441-449; XXII/1, 795-802.

Atteggiamenti dell’educatore: V/1, 938-946; VI/1, 112-118; VII/2, 474-480; VII/2, 1344-1351; VIII/1, 748-756; VIII/2, 347-356; IX/1, 975-979; X/1, 333-341; XI/1, 160-167; XI/1, 294-310 lettera; XI/3, 548-556; XI/3, 579-586; XI/4, 1465-1468; XIII/1, 1658-1664; XIII/2, 869-872; XVI/1, 152-155; XVIII/2, 913-923; XX/1, 441-449; XXI/2, 838-842; XXII/1, 795-802; XXIII/2, 270-273; XXIV/1, 380-388; XXIV/1,. 483-488; XXV/1, 789-792; XXVI/1, 1046-1047; XXVII/1, 192-197; XXVI/2, 568-570.

 

NOTE

1 Cfr. G. Reale, Karol Wojtyla. Un pellegrino dell’Assoluto, Bompiani, Milano 2005, 75-101.

2 Cfr. D. Di Giosia, La pastorale dei giovani. Uno studio sul magistero di Giovanni Paolo II, LEV, Città del Vaticano 2011, 47-72. In appendice è riportato un indice dettagliato delle fonti.

3 Giovanni Paolo II, Lettera ai sacerdoti, Città del Vaticano 26/03/85, in Insegnamenti, VIII/1, 752-753.

4 Francesco, Dio è giovane, Piemme, Milano 2018, 15.

5 Ibidem, 16.

6 U. Galimberti, L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani, Feltrinelli, Milano 2007.

7 F. Nietzsche, Frammenti postumi 1885-1887, in Opere di Frederick Nietzsche, Adelphi, Milano 1975, 112.

8 Id., Frammenti postumi 1887-1888, in Opere di Frederick Nietzsche, Adelphi, Milano 1971, Vol. VIII/2, 12.

9 U. Galimberti, La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo, Feltrinelli, Milano 2018, 13.

10 Ibid., 37.

11 Giovanni Paolo II, Discorso alla veglia di preghiera, Tor Vergata 19/08/00, in Insegnamenti, XXIII/2, 207-213.

12 Id., Discorso ad una rappresentanza di militari italiani, Città del Vaticano 01/03/79, in Insegnamenti, II/1, 492.

13 Cfr. D. Di Giosia, La pastorale dei giovani. Uno studio sul magistero di Giovanni Paolo II, 73-104.

14 A. Schopenhauer, Parerga e paralipomena, Adelphi, Milano 1981, Vol. I, 304.

15 U. Galimberti, La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo, 286.

16 Ibid., 302-303.

17 Ibid., 307.

18 Ibid., 143.

19 Ibid., 145.

20 K. Wojtyła, Persona e atto, in Id., Metafisica della persona. Tutte le opere filosofiche e saggi integrativi, Bompiani, Milano 2003, 1167-1213.

21 Cfr. D. Di Giosia, La pastorale dei giovani. Uno studio sul magistero di Giovanni Paolo II, 105-142.

22 Francesco, Dio è giovane, 52-53.

23 Ibid., 27.

24 U. Galimberti, La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo, 69.

25 Giovanni Paolo II, Lettera Apostolica Dilecti amici, Città del Vaticano 31/03/85, in Insegnamenti, VIII/1, 818.

26 Id., Discorso alla veglia di preghiera per l’VIII GMG, Denver 14/08/93, in Insegnamenti, XVI/2, pp. 487-488

27 L. Leuzzi, La Chiesa del Concilio. Servire il cambiamento d’epoca, LEV, Città del Vaticano 2018, Vol. 2, 99.

28 Ibid., 116.

(Da: La sapienza della croce XXXIII (2018), n. 1 (gennaio-aprile), pp. 81-102)