“Ho visto battere il cuore

alle pietre”

Fratel Giandomenico - Bose

9 agosto 2018

In quel tempo 10Gesù, riunita la folla, disse loro: «Ascoltate e comprendete bene! 11Non ciò che entra nella bocca rende impuro l'uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l'uomo!». 12Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: «Sai che i farisei, a sentire questa parola, si sono scandalizzati?». 13Ed egli rispose: «Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata. 14Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!». 15Pietro allora gli disse: «Spiegaci questa parabola». 16Ed egli rispose: «Neanche voi siete ancora capaci di comprendere? 17Non capite che tutto ciò che entra nella bocca, passa nel ventre e viene gettato in una fogna? 18Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende impuro l'uomo. 19Dal cuore, infatti, provengono propositi malvagi, omicidi, adultèri, impurità, furti, false testimonianze, calunnie. 20Queste sono le cose che rendono impuro l'uomo; ma il mangiare senza lavarsi le mani non rende impuro l'uomo».
Mt 15,10-20

Le parole di Gesù inquietano e scandalizzano. Sono parole liberanti, che violano il buon ordine pubblico e creano cortocircuiti negli ibernati schematismi degli uomini religiosi di allora come di oggi, osservanti di “dottrine che sono precetti di uomini” (Mt 15,9), “ciechi e guide di ciechi” (Mt 15,14), che vedono prima e solo la trasgressione operata dall’altro e mai il suo nudo volto, ipocriti capaci di apparire pii, santi e devoti agli occhi della gente e coltivare invece al proprio interno un cuore colmo di putritudine e malvagità. La libertà con cui Gesù proferisce parole infuocate non può non sconvolgere anche noi, che spesso in preda alla paura ci sentiamo più a nostro agio in un fosso ben conosciuto che su una distesa dall’ampio orizzonte.
L’impurità esiste. Gesù non la abolisce, non la rimuove. Ma infrange le regole sociali stabilite dai gestori del puro e dell’impuro. Mette in discussione tutte le distinzioni morali che giustificano le disuguaglianze sociali. L’impurità è associata al peccato che si annida nel cuore dell’uomo. È nell’uomo interiore, nel suo cuore, è lì che nascono i pensieri cattivi e le azioni più turpi. E nella sua bocca non c’è sincerità, la sua lingua diventa adulatrice (cf. Sal 5,10). È dal suo cuore che provengono “propositi malvagi, omicidi, adulteri, furti, false testimonianze, calunnie” (Mt 15,19). Nel brano parallelo del Vangelo secondo Marco la lista è ben più lunga (cf. Mc 7,21-22): in un tale elenco ciascuno di noi trova spazio…
Gesù ci ricorda con sapienza che non c’è distinzione tra uomo puro e uomo impuro. Siamo tutti impuri. E tutti bisognosi di purificare la bocca e il cuore. Ciascuno di noi è chiamato a nominare il male che abita nel suo cuore e sulla sua bocca, riconoscerlo, accettarlo e affidarlo alla misericordia di Dio. Sì, dal cuore nascono i pensieri cattivi, ma il cuore ferito, se addomesticato e purificato dallo Spirito santo, è capace di generare “amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Gal 5,22). Non c’è cuore indurito, sclerotizzato o malato che non possa essere rinnovato dalla potenza creativa dell’incontro con Gesù di Nazaret, che riporta la vita là dove sembra non esservi speranza e crea futuro là dove sembra dominare un presente chiuso e un passato pesante e fallimentare. “Ho visto battere il cuore alle pietre”, ci ricorda una poesia di Angelo Casati.
Scrivono Barsanufio e Giovanni di Gaza: “L’attività interiore praticata con fatica del cuore porta con sé la purificazione, e la purificazione porta la vera quiete, e tale quiete porta l’umiltà, e l’umiltà rende l’uomo dimora di Dio. Da una tale dimora sono banditi i demoni malvagi e il loro capo, il diavolo, insieme alle loro turpi passioni; e allora l’uomo diventa tempio di Dio, santificato, illuminato, purificato, pieno di grazia, colmato di ogni profumo, bontà ed esultanza; l’uomo diventa ‘portatore di Dio’, anzi addirittura Dio”.