Il Vangelo del giorno (Bose)

 

Una vita

instancabilmente donata

Sorella Ilaria - Bose

15 marzo 2018

In quel tempo 35si avvicinarono a Gesù, Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». 36Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». 37Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». 38Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». 39Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. 40Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
41Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. 42Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. 43Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, 44e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. 45Anche il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Mc 10,35-45

Gesù ha sempre e solo cercato di fare la volontà del Padre, i discepoli vogliono sia fatta la loro volontà.
I discepoli pensano alla gloria, Gesù guarda all’amaro e doloroso calice che a breve dovrà bere.
Gesù pone domande che vogliono risvegliare le coscienze, i discepoli pongono imperativi che impongono soluzioni.
I discepoli presumono di aver la forza di rimanere nella comunione con il loro maestro, Gesù ha la libertà di rimettere ogni cosa nelle mani del Padre.
Gesù raduna attorno a sé i discepoli e instancabilmente spiega loro quale sia la via della comunione, i discepoli percorrono vie di divisione, d’indignazione e di giudizio reciproco.
Ecco cosa ci narrano i versetti del vangelo di oggi: ancora una volta l’evangelista Marco ci mette sotto gli occhi l’abissale distanza tra Gesù e i suoi discepoli, l’incapacità di quest’ultimi non solo e non tanto di capire l’insegnamento di Gesù ma di assumere il suo pensiero, di percorrere le sue vie. Così si concretizza per la comunità la parola del Signore che troviamo nel profeta Isaia: “I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie” (55,8). I discepoli cercano la via della gloria, del favoritismo, Gesù insegna loro che la vera gloria è racchiusa nella kenosi, nell’abbassamento, nello “sprofondare” in una quotidianità in cui la vera preoccupazione non deve essere quella dei primi posti (su questa terra o nel Regno), ma piuttosto quella di vedere i volti e i corpi concreti di fratelli e sorelle e di dare loro la vita attraverso gesti che risultano magari ordinari (come per esempio, lavare loro i piedi, dare il cibo al momento opportuno, curarli nella malattia e accoglierli quando bussano alla nostra porta), ma che sono risposte puntuali a bisogni puntuali.
Ai discepoli, e ovviamente a noi con loro, è chiesto un movimento di conversione, di cambiamento di pensiero e di cuore, come aveva già detto il Signore in Isaia nel versetto precedente quello citato sopra: “L’empio abbandoni la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona” (Is 55,7).
L’empietà e l’iniquità sono il frutto del chiudere l’orizzonte del nostro sguardo sul nostro io, del non vedere più l’amico e il fratello, del preoccuparsi di sé senza sentirsi parte di un corpo comunitario, del cercare una salvezza individualistica ed esclusivistica.
Gesù invece ci insegna un’altra via, quella di un amore che non fa riserve di sé, quella di una dedizione totale e incondizionata, quella di una vita ritrovata in pienezza perché donata con abbondanza e per tutti: “Il Figlio dell’uomo non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per tutti”.
Il Signore tolga i nostri cuori di pietra e ci doni cuori di carne, cuori plasmati dalla Parola e dallo Spirito, cuori capaci di scoprire che la vera gloria è quella di donare la propria vita percorrendo la via della comunione con il Signore e con i nostri fratelli e le nostre sorelle in umanità.