Stampa
PDF

 

Vi annununcio

una grande gioia!

Natale del Signore - Anno B

a cura di Franco Galeone *

Nativity

1. La scuola milanese Italo Calvino ha deciso di chiamare Natale la “Grande festa delle buone feste”. Motivo: non urtare la sensibilità di chi non festeggia il Natale. Conseguenze possibili: smettere di festeggiare il proprio compleanno, di mangiare una fetta della mia torta preferita. E poi l’aggettivo “grande” è discriminante rispetto alle altre feste: chi può stabilire una gerarchia tra feste grandi, medie, festicciole e festini? Perché poi le feste dovrebbero essere buone? E chi volesse una festa cattiva si dovrebbe sentire escluso? Esiste un modo infallibile per non offendere la sensibilità degli altri: rinunciare alla propria. Diventare uno, nessuno, centomila. Ci stiamo arrivando piano piano (Corriere delle Sera, 14 dic. 2017, di Massimo Gramellini).

2. Ogni anno, a Natale, ci illudiamo che sarà un Natale più intimo e spirituale. Una delusione! Anche quest’anno la frenesia consumistica si ripete, secondo un copione già noto; sembriamo tutti grotteschi e tarantolati burattini, manovrati da un Burattinaio invisibile ma onnipotente: il Re dei consumi! Storditi e catatonici, cerchiamo di sentirci felici solo se usciamo da un negozio (anzi, da più negozi!), sovraccarichi di pacchi e pacchettini. Non c’è trasmissione in cui non si distribuiscano euro a piene mani; consumare è diventato uno status symbol: Dimmi quanto sprechi, e ti dirò chi sei. Quest’alienazione consumistica conduce all’alienazione religiosa. Sia chiaro: nulla contro i consumi, solo un richiamo ai veri valori del Natale e alle vere gioie della vita.

3. Dopo più di 17 secoli siamo tornati al punto di partenza, alla Roma del 326, quando, per la prima volta, su un calendario liturgico al 25 dicembre apparve la scritta: Dies Natalis D. N. Iesu Christi in Betlehem Judae. Tutti sanno sino alla seconda decade di dicembre la luce è in ritirata davanti alle tenebre che avanzano. Ma, attorno al 25, inizia la riscossa: è dunque la festa del Sol Invictus, celebrata nella Roma imperiale con circenses, strenne, pranzi pantagruelici e licenze sessuali. Vivente ancora Costantino, l’accortezza pastorale della chiesa romana non abolì il clima festoso ma gli diede altri contenuti: è Cristo quella nuova luce che è venuta nel mondo (Gv 3, 19). Ebbene, questa sorta di mantello cristiano, gettato su una ricorrenza pagana, si è prima sfilacciato e poi interamente lacerato. Siamo tornati a prima di Costantino. In effetti, al posto di Gesù Bambino, ecco quel Babbo Natale che ci viene dritto dalla mitologia celtica. Ecco l’albero con i doni, antico totem degli indoeuropei. Ecco la vischiosa melassa degli auguri, parola religiosa pagana per eccellenza. Ritorna di attualità la notizia dataci da san Girolamo che, traducendo in latino la Bibbia, visse a lungo a Betlemme: nel 135, dopo la disfatta della seconda rivolta giudaica, per ordine dell’imperatore Adriano, la grotta della Natività fu trasformata in luogo di culti erotici in onore di Adone e Venere.

4. Natale ha subìto un crollo verticale di significato, sino a diventare Bianco, Magico, Dolce … Natale è stato trasformato in evento commerciale, occasione di affari, settimana bianca. Nel migliore dei casi, un po’ di sentimentalismo, fatto di nostalgia, d’innocenza, di ricordi, di rimpianti. Ma questa tregua dura solo da Natale a santo Stefano! Dopo un giorno le armi riprendono, la lotta per vivere riprende le sue leggi spietate. Anche ai nostri bambini dobbiamo subito insegnare ad essere furbi, forti, per non essere sconfitti; la nostra pedagogia in questo consiste: nel fornire loro strumenti perché sappiano difendersi nella lotta per la vita. Non possiamo vivere autenticamente questa festa se dimentichiamo la violenza, il sangue, la morte, il dolore del mondo. Sembra fastidioso, anche dissacrante, ricordare a Natale la sofferenza. Invece gli aspetti negativi della vita ci ricordano una verità centrale: il Bimbo del presepe è Colui che un giorno finirà sulla croce. La commozione da sola non basta: commuoversi per convertirsi, questo sì. Che cosa fare? Denunciare e annunciare! Per la denuncia, facciamo ricorso ad un autore tra i più discussi del Novecento, Curzio Malaparte (1898-1957), il “maledetto toscano” ma anche lo scrittore religiosamente inquieto. Un suo articolo, pubblicato nel 1954, porta un titolo molto amaro e di sorprendente attualità: La commedia del Santo Natale. Ne riporto un brano:

5. Tra pochi giorni è Natale, e già gli uomini si preparano alla suprema ipocrisia. Perché nessuno di noi ha il coraggio di dirsi che il secolo non è mai stato così poco cristiano come in questi anni? Perché nessuno di noi osa riconoscere che la magniloquenza degli uomini politici, la grande parata dei sentimenti evangelici, le processioni dei falsi devoti, servono soltanto a nascondere questa terribile verità: gli uomini non sono più cristiani, Cristo è morto nell’anima dei suoi figli, l’ipocrisia è discesa dalla politica fin nella vita sociale, familiare, individuale? … Vorrei che la notte di Natale, in tutte le chiese del mondo, un povero prete si levasse gridando: “Via da questa culla, vigliacchi, andate a casa vostra a piangere, sulle culle dei vostri figli! Se il mondo soffre, è anche per colpa vostra, che non osate difendere la giustizia e la bontà, e avete paura di essere cristiani fino in fondo! Via da questa culla, ipocriti: questo Bambino, che è nato per salvare il mondo, ha schifo e pietà di voi.

6. La denuncia di Malaparte si fonda su due considerazioni. La prima: il nostro tempo è dominato da una “suprema ipocrisia”, perché festeggiamo una persona, Cristo, nella quale non crediamo più. La seconda: la “grande parata” natalizia è una commedia, perché parodia di un evento tra i più sacri della nostra storia. Malaparte ama il paradosso e la provocazione, ma non ha tutti i torti. Anche Dostojewskij già nel 1871 scriveva: In Occidente hanno perduto Cristo, e per questo l’Occidente cade, esclusivamente per questo. E O. Spengler (1880 –1936) un filosofo, tedesco, autore del famoso Il tramonto dell'Occidente (Der Untergang des Abendlandes), osserva che ogni civiltà, come ogni organismo umano, possiede le sue quattro fasi di età: infanzia, giovinezza, maturità, vecchiaia. Come tutte le altre civiltà anche quella occidentale è destinata all'estinzione e già nel XIX secolo, secondo Spengler, è entrata nella sua fase di decadenza, per il primato del denaro, della stampa, della democrazia, del libero pensiero, ateismo, scetticismo, capitalismo… La cultura diventa civiltà di massa e muore! Cosa fare?

7. Partiamo da questa esperienza: immaginiamo un giorno di attendere una visita importante, e, correndo alla porta al suono del campanello, ci troviamo di fronte uno straccione. Una delusione! I casi saranno due: o lo mandiamo via, in fretta e in malo modo, perché l’aspettato non è lui; o lo trattiamo con più gentilezza del solito, ma sempre in fretta, perché attendiamo un altro. Anche a noi potrebbe capitare di aprire la porta, e di trovarci di fronte a un inaspettato, a uno sconosciuto. A Natale, almeno due equivoci possono ingannarci:
> il primo è quello di puntare sulle gioie e non sulla Gioia. Attenzione allora: le piccole gioie, che si hanno o meno, sono appena un piccolo segno della grande Gioia che Dio vuole donarci a Natale;
> il secondo è quello di interpretare il Natale più come “commozione” che come “conversione”. Provate a radunare un po’ di adulti intorno a bambini felici, all’albero carico di doni: non è commovente? Non dico che la commozione non sia buona; dico solo che la commozione può essere come la classica marmellata spalmata sul pane, che i bambini mangiano tutta, buttando poi il pane, che veramente li avrebbe nutriti. Commuoversi per convertirsi, sì; solo commuoversi non basta! Insomma, può bussare alla porta Uno che non stiamo attendendo, e tuttavia potrebbe essere l’Ospite giusto! Natale è vicino. Interroghiamoci se aspettiamo le gioie o la Gioia, se siamo capaci di riconoscere l’Inaspettato! Cosa fare? Ho letto su una pubblicità: Metti un Cristo nel tuo Natale. Ecco, mettere Cristo nel nostro Natale, e nessun altro. Provate a togliere Cristo dal presepio: tutto subito diventa assurdo.

Gruppo biblico ebraico-cristiano

Sinodo sui giovani 
Un osservatorio
Commenti. riflessioni, proposte  

logo-SINODO-GIOVANI-colori-295x300

Newsletter
Speciale 2018
(Estate-Settembre-Ottobre)
NLspeciale2018

Di animazione,
animatori
e altre questioni
NPG e «animazione culturale»

animatori

Newsletter NPG



Ricevi HTML?

invetrina2

Laboratorio
dei talenti 2.0
Una rubrica FOI

rubrica oratorio ridotta

No balconear 
Rubrica ispirata al/dal Papa
 

lostintranslation 1

Sulle spalle... 
dei giganti

giganti

Temi di PU 
(pastorale universitaria)

temi di PU

rubriche

 Il Vangelo
del giorno
(Monastero di Bose)

Lezionario 1

Storia "artistica"
della salvezza 

agnolo bronzino discesa di cristo al limbo 1552 dettaglio2

I cammini 
Una proposta-esperienza
per i giovani
e materiali utili

vie

Bellezza, arte 
e PG
(e lettere dal mondo)

arteepg

Etty Hillesum 
una spiritualità
per i giovani

 Etty

Semi di
spiritualità
Il senso nei frammenti

spighe

 

Lo zibaldone. 
Di tutto un po'
Tra letteratura, arte e pastorale...

zibaldone

Società, giovani 
e ragazzi
Aspetti socio-psico-pedagogici  

ragazziegiovani

Sussidi e materiali 
x l'animatore in gruppo 
 

cassetta

LIVE

Il numero di NPG 
in corso
Novembre 2018

NPG novembre 2018

Il numero di NPG 
precedente
Settembre-Ottobre 2018

cop sett-ott2018

Post It

1. Siamo in fase finale per il numero NPG di novembre su GIOVANI E AZZARDO. Nella NL la ripresa del tema con approfondimenti e materiali di uso animatori e docenti per gruppi e classi

2. Stiamo seguendo il Sinodo con gli eventi giorno per giorno...

3. Nella rubrica sulla Storia della salvezza, abbiamo inserito - per ogni tema artistico - una "guida" come lettura "critica" (a cura dell'autrice della rubrica, Maria Rattà).

4. On line tutta NPG fino all'annata 2013 (come promesso, fino a 5 anni fa), e pulizia-aggiornamento definitivo dei files delle annate precedenti

Progettare PG

progettare

novita

ipad-newspaper-G

NPG: appunti 
per una storia

2010 SDB - NPG Logo 02 XX

Le ANNATE di NPG 
1967-2018 
 

annateNPG

I DOSSIER di NPG 
(dall'ultimo ai primi) 
 

dossier

Le RUBRICHE NPG 
(in ordine alfabetico)
Alcune ancora da completare 
 

Rubriche

Gli AUTORI di NPG
ieri e oggi 

pennapennino

Gli EDITORIALI NPG 
1967-2018 
 

editorialeRIDOTTO

INDICI NPG
50 ANNI
 
Voci tematiche - Autori - Dossier

search

VOCI TEMATICHE 
di NPG
(in ordine alfabetico) 
 

dizionario

I LIBRI di NPG 
Giovani e ragazzi,
educazione, pastorale
 

libriNPG

I «QUADERNI» 
dell'animatore

quaderni

 

Alcuni PERCORSI 
educativo-pastorali in NPG
 

percorsi

I SEMPREVERDI 
I migliori DOSSIER di NPG 
 

vite N1

NOTE'S GRAFFITI 
Materiali di lavoro
con gruppi di ragazzi e adolescenti 
 

medium

webtvpic

SOCIAL AREA

 
socialareaok2 r1_c1_s1 socialareaok2 r1_c2_s1 socialareaok2 r1_c3_s1 socialareaok2 r1_c4_s1

Contattaci

Note di pastorale giovanile
via Marsala 42
00185 Roma

Telefono: 06 49 40 442

Fax: 06 44 63 614

Email

MAPPE del SITO 
navigare con una bussola

mappesito 1

PROGRAMMAZIONE
NPG 2018

programmazione 1

LECTIO DIVINA 
o percorsi biblici

lectiodivina 1 

DOTTRINA SOCIALE 
della Chiesa

dottrina 1

LE INTERVISTE: 
PG e...

interviste 1

ENTI CNOS

cospes tgs cnosfap cgs cnosscuola scsOK1 cnossport

SITI AMICI

Salesiani di Don Bosco Figlie di Maria Ausiliatrice editrice elledici università pontificia salesiana Servizio nazionale di pastorale giovanile Movimento Giovanile Salesiano salesitalia Mision Joven Dimensioni Mondo Erre DonBoscoland Scritti di Don Bosco ans bollettino
LogoMGSILE valdocco missioni vis asc exallievi vcdb mor ICC icp ILE ime ine isi