Il Vangelo del giorno (Bose)

 

La libertà

di non mentire

Sorella Maria - Bose

20 ottobre 2017


In quel tempo 1 si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l'ipocrisia. 2 Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. 3 Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all'orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze.
4 Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. 5 Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui. 6 Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. 7 Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!

Nel Vangelo oggi ascoltiamo due esortazioni di Gesù che sembrano a tutta prima contraddittorie tra loro: da un lato ci mette in guardia e dall’altro ci esorta alla fiducia.
“Anzitutto guardatevi per voi stessi dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia”. Gesù ci mette in guardia dal pericolo dell’ipocrisia per noi stessi! Non dall’ipocrisia altrui, ma dalla tentazione dell’ipocrisia che portiamo in noi stessi. “Anzitutto”, dice Gesù: dunque questa è la priorità. L’annotazione che apre la pericope, il fatto cioè che si fossero radunate migliaia di persone, spiega perché il discorso di Gesù sia accorato: quando così tante persone ci seguono perché ci diciamo discepoli e discepole di Gesù, è molto forte la tentazione dell’ipocrisia, di illudersi di evangelizzarle solo dicendo e non facendo.
“Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, nulla di segreto che non sarà manifestato”: questa parola di Gesù consola la nostra sincerità e parresia, e sgomenta la nostra disonestà e doppiezza nel parlare, la nostra viltà e ipocrisia. Essa è un invito ai discepoli a predicare apertamente e con coraggio ciò che lui ha detto loro nell’appartata intimità comunitaria, a predicare l’evangelo senza timore. Ma anche a sapere che dovremo rendere conto di ciò che diciamo, di ogni parola detta, in ogni occasione, perché tutto sarà svelato.
Gesù parla al futuro, anche del giorno in cui la verità della storia verrà alla luce, quel giorno in cui i giusti, e con loro tutte le vittime della storia, brilleranno come il sole, e si vedrà la verità tradita in ogni menzogna che è sempre ingiustizia e oppressione. Ma questo venire alla luce e il dover renderne conto comincia già ora. Ai cristiani osteggiati o perseguitati, così tanti nel mondo, viene violentemente chiesto conto della parola di cui sono testimoni. Ma a ciascuno può capitare di dover rendere conto di parole dette: di quelle veritiere e di quelle menzognere. E quasi sempre constatiamo che, come nel Vangelo, solo le parole vere possano costarci la vita.
Per questo Gesù esorta i suoi alla fiducia in Dio, a non temere, a parlare con parresia, con libertà e audacia. Addirittura a non preparare prima la propria difesa, quando si sarà accusati, perché lo Spirito ci suggerisca anche in tribunale parole veritiere.
Non temere la morte, e tutto ciò che le somiglia come l’umiliazione e l’esclusione, è la più grande libertà per un mortale: è la libertà di non mentire! La libertà di non temere nessun essere umano, nemmeno i potenti. Dobbiamo temere Dio solo, e guardarci solo dal divisore, da colui che ci spinge da dentro di noi alla menzogna e dunque alla violenza, da colui che fa di noi degli omicidi, persone che non sanno ciò che fanno.
E Gesù prosegue nel convincere i suoi ad aver fiducia nelle mani compassionevoli e potenti di Dio: ”Nemmeno un passero è dimenticato davanti a Dio!”; o come dice il Vangelo di Matteo: “Nemmeno un passero muore senza il Padre accanto a sé”. E: ”Nemmeno un capello del vostro capo è sconosciuto, privo di interesse, davanti a Dio.” Dunque, piuttosto lasciatevi uccidere – dopo, che altro mai potranno farvi? – ma voi non mentite per salvarvi, e non uccidete, mai!