Il Vangelo del giorno (Bose)

 

Tra di voi non così

Fratel Goffredo - Bose

1 settembre 2017


Mentre salivano a Gerusalemme, 24 Gli altri dieci discepoli, avendo sentito il dialogo con Gesù, si sdegnarono con i due fratelli. 25 Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. 26 Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore 27 e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. 28 Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Mt 20,24-28

L’episodio evangelico di oggi forma un tutt’uno con quello meditato ieri e per questo è necessario riprenderlo. La madre dei figli di Zebedeo chiede a Gesù che i suoi due figli siedano nei due posti d’onore accanto a lui nel suo Regno. Gesù, ignorandola, si rivolge direttamente a Giacomo e Giovanni, mostrando di aver ben capito che, come spesso accade nelle logiche familiari, la domanda della madre svela il desiderio dei figli. “Voi non sapete quello che chiedete” risponde loro. Ecco il dramma: non sanno il desiderio che li abita. Un desiderio che smaschera il loro cuore e, al tempo stesso, mostra che pur essendo due discepoli molto vicini a Gesù non hanno imparato nulla dallo stare con lui e dall’ascoltare il suo insegnamento. Gli chiedono infatti qualcosa che lui non può dare. La Bibbia italiana traduce: “Non sta a me concederlo”, ma il testo greco recita alla lettera: “Non è mio questo fare”. Questo modo di fare non è il suo, non gli appartiene ma è del Padre. Gesù sembra dire a Giacomo e Giovanni: “Non avete ancora capito che non si sta con me come si sta con un potente di questo mondo e non si vive nella mia comunità come si sta alla corte di un re, perché io non ricompenso con privilegi, non dispenso vantaggi, non elargisco onori? La ricompensa di chi vive con me è aver vissuto con me fino a condividere la mia morte!”.
Gli altri dieci discepoli comprendono il giochetto e per questo si indignano con i due fratelli. Per questo “Gesù li chiamò a sé”, li chiama cioè a prendere parte ai suoi pensieri, a quello che gli sta più a cuore e che devono imparare da lui per essere suoi discepoli: dominio e potere caratterizzano i politici che governano le nazioni. Invece “non sarà così tra di voi (inter vos)” – nella comunità dei suoi discepoli – “chi vuole diventare grande tra di voi (inter vos) sarà vostro servitore”, “chi vuole essere primo tra voi (inter vos) sarà vostro schiavo”.
“Non è mio questo fare”, aveva risposto al malsano desiderio di Giacomo e Giovanni, e ora agli altri dieci discepoli Gesù chiede che coloro che occupano i primi posti all’interno della comunità cristiana facciano come lui, il Figlio dell’uomo, ha fatto: servano gli altri e non si facciano servire dagli altri.
Quando anche all’interno della comunità cristiana si assiste stupefatti alla ricerca di potere, alla sete di cariche e di onori che nascondono un desiderio di primeggiare e a volte perfino di dominare sugli altri, sembra di sentir risuonare la voce di Gesù: “Tra di voi non così. Io non vi ho insegnato questo!”. Una cosa è riconoscere l’onore dovuto a chi nella comunità ha un ruolo di responsabilità, altra cosa è cercarlo o peggio pretenderlo per sé, desiderare i primi posti, mettere in scena quei teatrini pietosi delle precedenze nell’entrare e nell’uscire così cari alle corti regali e ai rituali religiosi. Chi, nella comunità cristiana cerca il potere, ambisce a cariche e alla visibilità dei posti d’onore non solo smaschera il vero desiderio del suo cuore ma, più in profondità, mostra che pur dicendosi cristiano non ha ancora compreso l’Abc del vangelo. Non solo Gesù non ci ha insegnato questo ma, al contrario, ci ha detto espressamente: “Tra di voi non così”.