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I Forum della gioventù

in Repubblica Ceca

Un contributo alla sinodalità

Jan Balík
direttore della Sezione Giovani
della Conferenza Episcopale Ceca

I Forum della gioventù diocesani e nazionali in Repubblica Ceca sono nati ispirandosi alle Giornate Mondiali della Gioventù (GMG), a cui diede inizio e contenuto San Giovanni Paolo II, e ai Forum internazionali dei giovani, iniziativa che per vari anni fece parte delle GMG [1].

I Forum internazionali dei giovani

A partire dal 1987, alcuni giorni prima dello svolgimento vero e proprio della GMG, la Sezione Giovani del Pontificio Consiglio per i Laici invitava due giovani rappresentanti, inviati da tutte le conferenze episcopali del mondo e dai principali movimenti e ordini religiosi, insieme ad alcuni dei responsabili della pastorale giovanile a livello nazionale o mondiale come osservatori, affinché si incontrassero e alla presenza dei rappresentanti della Chiesa parlassero insieme della loro vita nella Chiesa e nella società. Erano inoltre sempre presententi il cardinale responsabile del succitato Pontificio Consiglio e altri vescovi. Dopo Buenos Aires (1987) i Forum si tennero a Santiago de Compostela (1989), a Czestochowa (1991), a Denver (1993), a Manila (1995), a Parigi (1997) e a Roma (2000). Essi erano la realizzazione concreta di ciò che il “Papa dei giovani” Giovanni Paolo II aveva scritto nel 1988 nel documento sui laici: “La Chiesa ha tante cose da dire ai giovani, e i giovani hanno tante cose da dire alla Chiesa” (par. 46).
Mons. Renato Boccardo, che per molti anni fu responsabile della Sezione Giovani del Pontificio Consiglio per i Laici e quindi anche organizzatore dei Forum internazionali dei giovani, su questi ultimi scrive che non erano né congressi, né seminari di studio, ma esperienze di fede, tempo di ascolto e ricerca. Il loro scopo non era creare una sorta di parlamento democratico dei giovani, bensì sviluppare il dialogo all’interno della comunione dei giovani e dei vescovi. Essi davano la possibilità di sperimentare la sinodalità della Chiesa. Soprattutto a coloro ai quali nella Chiesa è affidata la responsabilità della pastorale giovanile, essi offrivano l’occasione unica di ascoltare i giovani provenienti da tutto il mondo. Ai giovani invece rendevano possibile vivere intensamente la cattolicità della Chiesa, la sua eterogeneità, la varietà delle culture, delle esperienze e dei carismi e la sua universalità [2]. I partecipanti del Forum si incontravano sempre di persona con il Papa e durante il culmine dei festeggiamenti della GMG ricevevano vari incarichi sul palco [3].
Purtroppo, malgrado il disaccordo di molti responsabili della pastorale giovanile espresso pubblicamente in modo chiaro durante le Conferenze Episcopali, nel 2001 i Forum internazionali dei giovani vennero divisi dal festeggiamento della Giornata Mondiale della Gioventù. Da allora si sono svolti solamente altri due Forum a Roma, nel periodo in cui la GMG è stata celebrata a livello diocesano. Ciò è avvenuto negli anni 2004 e 2010.
Il cambiamento più grave fu che da allora i Forum persero l’originaria caratteristica di dialogo tra Chiesa e giovani, assumendo pressoché il carattere di una conferenza a tema, in cui i giovani divennero quasi dei partecipanti passivi. Le conseguenze di questo sviluppo si manifestarono subito alla GMG di Toronto: mancava il gruppo internazionale di giovani pronti ad adempire ai più disparati ruoli sul palco principale durante la Veglia e la Santa Messa conclusiva. Per questo a Toronto all’ultimo momento venne creato il cosiddetto team liturgico, che in seguito però venne a sua volta annullato. Le GMG così sul palco principale parzialmente persero l’importante accento posto sull’internazionalità della Veglia e della Santa Messa conclusiva.
Sarebbe alquanto saggio e fruttuoso se nell’ambito del Sinodo sulla gioventù, che si svolgerà nel 2018, i Forum internazionali dei giovani venissero ripristinati nella loro forma originaria, ovvero uniti alla GMG e con il carattere di dialogo tra i giovani e i responsabili della Chiesa.

Nascita ed essenza dei Forum nazionali dei giovani in Repubblica Ceca

I delegati della Repubblica Ceca per ovvi motivi presero parte ai Forum internazionali dei giovani per la prima volta solamente nel 1991. Al 6^ Forum internazionale dei giovani del 1997 a Parigi furono inviati dalla Repubblica Ceca Jitka Marková e Tomáš Pekař, il quale all’epoca lavorava al Centro di vita della gioventù dell’arcidiocesi di Olomouc e aveva preso parte alle sessioni della Sezione giovani della Conferenza Episcopale Ceca. Fu lui che, essendo tornato, propose che i Forum dei giovani si iniziassero a svolgere anche a livello nazionale; la sua proposta fu accettata. Il primo Forum nazionale dei giovani in Repubblica Ceca si svolse nel 1999, precedentemente all’Incontro nazionale della gioventù a Svatá Hora presso Příbram, con cui i giovani si preparavano all’Anno Santo 2000.
I Forum nazionali dei giovani sono incontri di discussione tra i rappresentanti dei giovani e i vescovi. I giovani delegati, di un’età compresa tra i 18 e i 30 anni, rappresentano uno spaccato il più ampio possibile della vita della Chiesa. Essi prendono parte all’operato a livello delle diocesi, dei vicariati e delle parrocchie, così come a molte altre iniziative destinate i giovani sotto la guida di movimenti, ordini religiosi, nuove comunità, associazioni, scuole ecclesiastiche, della pastorale universitaria e di coloro che si occupano della preparazione dei giovani fidanzati al matrimonio [4].
I partecipanti al Forum sono in sostanza i vescovi, che vengono a parlare con i giovani, a comunicare loro i propri pensieri, ma soprattutto ad ascoltarli.
Come osservatori sono invitati coloro che nella Chiesa, in qualsiasi posizione, sono responsabili della pastorale giovanile oppure sono esperti in questa sfera della pastorale [5].
Attualmente i Forum nazionali dei giovani si svolgono sempre alcuni mesi prima dell’Incontro nazionale della gioventù, costituendo un tutt’uno con esso. Mentre l’Incontro nazionale è una celebrazione, un incontro di numerosi giovani, il Forum nazionale dei giovani rende possibile un dialogo più profondo dei giovani tra di loro e con i vescovi. La Chiesa così riconosce meglio quali giovani vivano in essa, quali siano le loro aspettative e cosa offrano.
Dal 2002 i singoli vescovi sono invitati affinché precedentemente al Forum nazionale dei giovani si svolgano Forum anche a livello diocesano. In tale modo i Forum dei giovani diventano un processo che può entrare più profondamente nella vita delle diocesi.

Metodologia di lavoro e genesi delle conclusioni

Per le sue caratteristiche, il Forum è un luogo dove si fa esperienza della Chiesa. È quindi necessario che in esso i giovani sperimentino un’atmosfera di libertà e ascolto e vivano concretamente l’amore, che è dono dello Spirito Santo e nella Chiesa unisce le più varie differenze. Solo alla luce dell’amore cristiano si può trovare la verità. I Forum allora in primo luogo costituiscono l’esperienza di Cristo vivente in mezzo alla Chiesa e l’esperienza della comunione della Chiesa. Si tratta dello sforzo di realizzare la sinodalità nella Chiesa, che va vissuta e sperimentata. Per questo parte rilevante dei Forum è anche l’ascolto della Parola di Dio e la vita ispirata ad essa, la preghiera, la bella celebrazione quotidiana della liturgia cristiana e l’opportunità di ricevere il Sacramento della Riconciliazione.
Durante l’introduzione al Forum intervengono i gruppi dei delegati a nome del soggetto che rappresentano e riferiscono brevemente ciò che hanno preparato in precedenza con i giovani che li circondano. Se si tratta di rappresentanti di una diocesi in cui si sono già tenuti precedentemente Forum diocesani dei giovani, essi riportano i pensieri espressi a livello diocesano. Il successivo programma pratico dei Forum dei giovani è incentrato sulla discussione dei giovani in piccoli gruppi e sui loro interventi davanti all’assemblea generale. Per evidenti motivi ogni Forum ha un suo tema scelto, al quale però i delegati non sono obbligati ad attenersi. Essi hanno quindi la possibilità, in particolare nell’assemblea generale, di parlare di ciò che a loro stessi sembra importante. I vescovi ascoltano i giovani, discutono con loro in piccoli gruppi e parlano a loro nell’assemblea generale.
Tutto ciò che i giovani dicono personalmente o riportano come risultato delle discussioni nei piccoli gruppi viene trascritto e poi studiato da un gruppo che analizza ciò che è stato detto, creando mano a mano una sintesi e preparando così le conclusioni del Forum nazionale dei giovani. Questo gruppo di lavoro è composto da alcuni giovani delegati sotto la conduzione di un laico e un sacerdote, responsabili della comunicazione mediatica del Forum. I partecipanti al Forum commentano le conclusioni, che vengono poi approvate per acclamazione.

Comprendere le conclusioni

Da ciò che è stato riportato sopra consegue che è del tutto opportuno occuparsi delle conclusioni presentate dai delegati; tuttavia bisogna prima comprenderle. In primo luogo è necessario constatare che gli interventi dei giovani non hanno la caratteristica di un’indagine sociologica, né basano la loro attendibilità su dati statistici. Non si tratta di documenti nati all’interno di una sorta di parlamento della gioventù e nemmeno di un sondaggio non vincolante o di una raccolta di opinioni sciolte.
Come risulta dalle caratteristiche dei Forum nazionali dei giovani riportate sopra, le loro conclusioni sono la rappresentazione delle correnti e delle ispirazioni interiori spirituali nella vita e nel pensiero dei giovani credenti cattolici, le quali emergono non solo grazie alla loro preparazione e alle discussioni reciproche, ma soprattutto grazie all’esperienza dell’atmosfera della Chiesa, comunione d’amore, che è fondamento del Forum. È essenziale che i giovani sperimentino la prossimità di Dio e che il Forum sia così guidato dallo Spirito Santo. I giovani allora riescono spesso ad esprimere ciò che davvero si portano dentro e non si bloccano solamente in constatazioni esteriori e superficiali. Gli osservatori adulti, ma anche i giovani partecipanti dei Forum, spesso fanno realmente esperienza della vera, viva Chiesa e ne parlano descrivendo le proprie impressioni.
Il rilevamento dei Forum non può essere limitato solo alla conoscenza dei punti di vista, delle opinioni e delle tendenze dei giovani cattolici. Essendo i delegati completamente immersi nella cultura dei loro coetanei, i loro interventi sono una fonte di informazioni del tutto generale sui giovani, o per lo meno di quelli che esprimono interesse per i valori umani e spirituali, senza accontentarsi del mero modo di vita consumistico.
Ascoltando i giovani e studiando le conclusioni dei Forum possiamo “udire” una voce competente delle nuove generazioni della Chiesa. I vescovi e tutti coloro che partecipano alla loro responsabilità di annunciare il Vangelo, qui possono trovare ricco materiale a cui ispirarsi nel loro servizio ai giovani.
Dalle esperienze fatte si può constatare che ai giovani delegati importa davvero che la loro voce sia sentita e che non parlino a vuoto. Essi hanno alle spalle esperienze in cui non sono stati ascoltati e questo soprattutto da parte del mondo della società, della politica, ma a volte anche dell’ambiente ecclesiastico. Per questo temono che ciò accada anche con tutto quello che emerge dalle loro discussioni ai Forum. La presenza, la vicinanza e l’ascolto dei vescovi e degli altri adulti, sia sacerdoti che laici, sono per loro la dimostrazione che la Chiesa apprezza la loro voce, la accoglie e ne tiene conto. Trascurare il punto di vista dei giovani sarebbe quindi un grave errore, da cui potrebbe conseguire la perdita del grande potenziale e della creatività della gioventù.
È opportuno ricordare le parole che Papa Francesco ha indirizzato ai giovani a gennaio 2017 prima del sinodo sulla gioventù in programma: “La Chiesa desidera mettersi in ascolto della vostra voce, della vostra sensibilità, della vostra fede; perfino dei vostri dubbi e delle vostre critiche. Fate sentire il vostro grido, lasciatelo risuonare nelle comunità e fatelo giungere ai pastori. San Benedetto raccomandava agli abati di consultare anche i giovani prima di ogni scelta importante, perché «spesso è proprio al più giovane che il Signore rivela la soluzione migliore» (Regola di San Benedetto III, 3).”

Il contenuto delle dichiarazioni dei giovani delegati

Basandoci su una corretta ermeneutica delle conclusioni dei Forum della gioventù procediamo quindi alla sintesi di ciò che da esse si può captare. È possibile provare a generalizzare le tendenze principali che portano dentro di sé i giovani, o perlomeno quelli credenti cattolici. Possiamo distinguere tre categorie di base di tali dichiarazioni: dichiarazioni generali sulla generazione giovanile, richieste concrete e richieste specifiche.
Tra le dichiarazioni generali sulla generazione giovanile portate dai Forum nazionali della gioventù troviamo in primo luogo l’affermazione che i giovani nel loro intimo più profondo desiderano la verità e l’esperienza dell’amore autentico. I giovani cattolici sono contenti di vivere nella Chiesa, provano per essa rispetto e sono grati del rapporto personale con i vescovi. Desiderano che nella Chiesa vengano vissuti rapporti personali e che in essa possano trovare una buona guida spirituale e una solida formazione. Si sentono corresponsabili dell’evangelizzazione e affinché essa abbia successo, vogliono offrire le proprie capacità. Percepiscono la situazione di pericolo in cui si trova la famiglia ed è per loro importante che ad essa venga restituito il suo posto insostituibile.
Insieme a ciò emerge la constatazione che i giovani soffrono perché la comunicazione tra i sacerdoti e i laici è stagnante, il loro contributo non viene accolto, c’è un atteggiamento di riluttanza alla collaborazione, le strutture ecclesiastiche non sono trasparenti, l’immagine mediatica della Chiesa è negativa, la ricchezza finanziaria della Chiesa e delle persone consacrate dà loro scandalo, così come la mancanza di unità tra i sacerdoti nelle posizioni morali.
Le richieste, o piuttosto le aspettative concrete dei giovani delegati riguardano primariamente il desiderio che i sacerdoti siano uomini comunicativi e di sani rapporti umani e che le parrocchie siano vere “case” aperte a tutti. Per questo nel 2012 è affiorata la richiesta che i seminaristi, nella loro formazione, siano più orientati alla vita in comunione, alla collaborazione con i laici e al lavoro con la gioventù. A ciò si collegano anche quelle richieste che ogni volta si ripetono: i delegati chiedono da parte di chi li guida accoglienza, rapporto personale, guida paziente, perpetua motivazione, comprensione, ma anche coraggio affinché siano invitati alla collaborazione.
Al tema dei rapporti si lega inoltre il desiderio dei delegati di realizzare la loro vita in piccole comunità, che sono luoghi di crescita spirituale, incoraggiamento, testimonianza, consolidamento della fede ed esperienza concreta dell’amore. I giovani sanno che tali comunità dipendono da loro, ma nel contempo percepiscono che affinché la loro comunità possa esistere e prosperare, hanno bisogno del sostegno dei sacerdoti e dei laici con esperienza alle spalle.
Il secondo gruppo di richieste è rappresentato dal desiderio di una buona formazione nella fede. I giovani sentono che l’educazione fornita loro non è sufficiente. Richiedono una formazione integrale che concerna l’intero essere umano. Vorrebbero che l’essenza della fede venisse loro trasmessa in modo tale che li aiuti a comprenderla e che siano in grado di sostenere la fede davanti a se stessi e agli altri. Desiderano essere introdotti alla preghiera, chiedono che vengano spiegate la liturgia e le Sacre Scritture. Chiaramente si aspettano che sarà data loro la possibilità di vivere e condividere la fede all’interno di una comunità concreta. Nella sfera dell’etica hanno bisogno non solo di conoscere la norma che la Chiesa insegna, ma chiedono che essa venga loro anche spiegata: perché la possano accogliere, necessitano che sia per loro comprensibile. Oltre a ciò richiedono che la Chiesa fornisca loro consigli specialistici su come adempire agli alti ideali del matrimonio e della famiglia. In sostanza sono quindi esigenti verso i propri educatori e richiedono la qualità.
Sono poi emerse richieste che data la loro concretezza possono essere definite come specifiche. Nel 2002 ci fu la richiesta che venisse creata una buona rivista cristiana per le adolescenti e che le preparazioni al matrimonio fossero di qualità. Nel 2007 e nel 2012 i delegati presentarono la richiesta che venisse realizzata una metodologia sulla preparazione al Sacramento della Cresima, insieme all’elaborazione di materiali di accompagnamento. Una richiesta certamente interessante emersa dal Forum del 2012 è il sostegno da parte delle diocesi della nascita di ambulatori ginecologici operanti secondo l’insegnamento della Chiesa cattolica. Il Forum dei giovani del 2017 ha apportato invece la richiesta che i giovani siano guidati alla capacità del silenzio, che i sacerdoti siano uniti nell’annunciare la dottrina morale della Chiesa, che si parli con gli adolescenti della castità prematrimoniale, ma anche matrimoniale, e che la Chiesa sostenga l’insegnamento della pianificazione naturale della famiglia.
Dal quarto Forum nazionale dei giovani del 2012 tra l’altro è emerso anche un dato in sé allarmante, che richiede un serio esamente di coscienza da parte di tutti coloro che annunciano il Vangelo: tra tutti i partecipanti, in maggioranza d’età universitaria, solo pochi avevano idea di che cosa si celasse dietro l’espressione “dottrina sociale della Chiesa”; nel migliore dei casi pensavano si trattasse delle opere della carità.

Reazioni dei responsabili alle ispirazioni provenienti dai Forum nazionali dei giovani

Chiaramente non è stato possibile realizzare nel concreto tutto ciò che i giovani hanno abbozzato e richiesto e questo per i seguenti motivi: limitatezza delle forze; a volte nella vita delle diocesi e nel pensiero dei responsabili della pastorale rimangono schemi fissi difficili da superare; in certi casi non è stata trovata la maniera concreta in cui realizzare la richiesta di per sé lecita (ad es. il sostegno degli ambulatori ginecologici operanti secondo l’insegnamento cattolico); difficoltà legate all’epoca attuale (ad es. l’educazione dei seminaristi). Tra l’altro molte cose non si sono potute realizzare a livello nazionale perché i giovani hanno fatto richieste rivolte più o meno a se stessi.
Tuttavia si può constatare che molte richieste concrete dei giovani hanno avuto incidenza sulla vita della Chiesa.
In base alle richieste dei giovani nel 2005 è nata la rivista “IN!, il mondo delle ragazze” (www.in.cz), destinata alle adolescenti dai 12 ai 16 anni; è stato migliorato il periodico per i ministranti “Tarsicius” (www.tarsicius.cz); il sito internet www.signaly.cz si è gradualmente trasformato in una rete sociale della gioventù per la comunicazione e la formazione. Questi media sono sostenuti finanziariamente dalla Conferenza Episcopale Ceca.
Dal 2002 sono stati fatti grandi sforzi per migliorare la qualità della preparazione al matrimonio. Dal punto di vista teologico è significativo che nel 2005 è stata pubblicata la traduzione ceca della Teologia del corpo di San Giovanni Paolo II a cura della Sezione giovani della Conferenza episcopale ceca e che in seguito le edizioni Paoline hanno proposto libri finalizzati a rendere accessibile tale insegnamento. A livello pratico si è diffusa la scuola dei partner (per i giovani più grandi, offre la possibilità di approfondire le proprie capacità di vivere i rapporti tra l’uomo e la donna); un maggior numero di coppie di coniugi sono inserite attivamente nella preparazione dei fidanzati; si è ampliata l’attività dei Centri per la famiglia anche a livello dei decanati; si è allargata l’offerta proposta dall’organizzazione che insegna il metodo sintotermico per la pianificazione della famiglia, cioè la Lega della Coppia delle coppie; i cosiddetti incontri dei fidanzati in famiglia, d’ispirazione salesiana, hanno avuto uno sviluppo dinamico; nel 2010 la Conferenza Episcopale Ceca ha pubblicato le Direttive sulla preparazione al matrimonio e due anni dopo anche i relativi schemi.
Dal 2015 vengono ogni anno pubblicati materiali per i gruppi giovanili a cura della Sezione giovani della Conferenza Episcopale Ceca. Il primo era incentrato sull’antropologia, il secondo sulla comunione e la Chiesa, il terzo sulla dottrina sociale della Chiesa ed il quarto sui sacramenti.

Conclusione

Ci si può chiedere per quale motivo i papi San Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco sottolineino tanto l’importanza del dialogo tra i giovani e la Chiesa. Di riposte ce ne sono molte.
In primo luogo c’è il desiderio di avvicinare i giovani a Cristo. La Chiesa è portatrice del grande tesoro della fede e dà ai giovani la possibilità di incontrarsi personalmente con l’amore di Dio, ascoltare Gesù Cristo e scoprire la voce dello Spirito Santo, che indica la direzione da prendere in quelle importanti decisioni che la giovinezza esige da parte loro. Ciò nell’attuale mondo post-fattuale incentrato sulle emozioni non può essere fatto senza un incontro e un dialogo che siano veri e umani.
D’altra parte, proprio i responsabili nella Chiesa sono chiamati ad ascoltare i giovani a questo non solo per capire le nuove generazioni e poter così riflettere le loro proposte, ma primariamente perché tutta la Chiesa ascolta la voce di Dio, cercando le strade che è necessario prendere, e, come si è già ricordato sopra con l’osservazione di San Benedetto, lo Spirito Santo spesso ispira nei giovani le idee migliori.
Il Forum nazionale della gioventù è quindi per eccellenza il luogo della Chiesa viva, dove uno dona all’altro. Per questo i giovani tornano da esso arricchiti dall’esperienza vissuta e ci si può aspettare che questa esperienza stessa rafforzi la loro fede e contribuisca alla capacità di instaurare tra le persone un dialogo d’amore. I vescovi che stanno con i giovani e sperimentano la stessa atmosfera di presenza di Dio, subiscono a loro volta un’influenza positiva, pensano di più alla responsabilità verso i giovani e vivono la speranza di avere attorno a sé nuove generazioni capaci e disponibili al servizio.
Il cardinale Dominik Duka nel 2012 ha ringraziato i delegati del 4° Forum nazionale della gioventù con queste parole: “Il Forum ha reso possibile un intenso dialogo tra i giovani e i vescovi. L’ascolto reciproco non è semplice, ma se avviene in modo colto, non aggressivo e nel vero amore, esso è sempre utile ed è un bene per la Chiesa. Di questo ci siamo potuti convincere tutti a Žďár nad Sázavou. Durante il Forum avete riflettuto insieme sulla vita attuale della Chiesa e sul suo operato nella società. In un certo senso avete preparato la forma della Chiesa futura. Per i vescovi, i sacerdoti e tutti quelli che partecipano all’evangelizzazione e al servizio pastorale, le vostre discussioni e le conclusioni costituiscono l’occasione per riflettere su cosa l’attuale generazione dei giovani percepisca come urgente, che cosa i giovani si aspettino dai responsabili nella Chiesa e cosa a loro volta offrano ad essa. Grazie della vostra partecipazione attiva, del vostro vero interesse per la Chiesa e della redazione delle conclusioni.”
Si può dunque constatare che i Forum della gioventù possono essere considerati un metodo provato con cui si realizza la sinodalità della Chiesa, il dialogo tra i responsabili e gli altri membri della Chiesa, il rapporto fraterno del clero con i laici nell’ascolto reciproco. Ciò risulta essere il compito prioritario nella vita della comunione ecclesiastica in tutti i documenti della Chiesa degli ultimi decenni.
In relazione al sinodo sulla gioventù bisogna sperare che il Dicastero per i laici, la famiglia e la vita ripristini i Forum internazionali dei giovani come parte della GMG. Oltre a ciò possono trovare ispirazione nell’esperienza e nei metodi descritti anche gli altri Stati, così come gli altri gruppi di laici credenti, ad esempio le famiglie.

ALLEGATO

Impulsi dal 5° Forum nazionale della gioventù

Nei giorni 23-26 febbraio 2017, su invito della Sezione Giovani della Conferenza Episcopale Ceca, i giovani delegati delle diocesi boeme e morave, dei movimenti, degli ordini religiosi, dei gruppi e associazioni universitari, si sono incontrati a Olomouc con i loro vescovi. Insieme hanno pregato e discusso reciprocamente. Il Forum fa parte del 6° Incontro nazionale della gioventù, che si terrà a Olomouc quest’anno in agosto.
In quanto rappresentanti dei giovani ringraziamo la Chiesa perché ci ascolta, ci accompagna e ci dà la possibilità di esprimere le nostre opinioni e proposte. Nelle nostre discussioni sono emersi più frequentemente i seguenti pensieri:

• Vita spirituale come incontro personale con Cristo
- Abbiamo bisogno di testimonianze di vita, modelli, impegno personale nella preghiera con accento posto sul silenzio, vogliamo essere accompagnati nella fede e imparare ad accompagnare, per questo sentiamo il bisogno di una formazione in questo ambito,
- ci mancano una formazione e un’istruzione anche dopo aver ricevuto i sacramenti,
- sottolineiamo il bisogno di avvicinare i giovani alla Bibbia e di lavorare sistematicamente con gli adolescenti d’età compresa tra gli 11 e i 15 anni,
- accoglieremmo volentieri che venisse nominato un cappellano per la gioventù in ogni decanato/vicariato, se possibile; dovrebbe rimanere in uno stesso luogo per almeno tre anni.

• Apertura e comunicazione nella Chiesa
- Siamo disposti a impegnarci attivamente non solo per i giovani, ma anche nella società e nella vita delle nostre parrocchie (ad es. partecipare ai consigli parrocchiali, aiutare nelle zone di frontiera); non abbiate paura di affidarci responsabilità,
- non vogliamo chiuderci nella Chiesa, ma essere vicini alla gente di oggi,
- per noi è importante la collaborazione e la condivisione di informazioni tra le parrocchie, i movimenti e le organizzazioni nella Chiesa,
- vorremmo rapporti più aperti e più autentici tra la Chiesa e la società e una comunicazione migliore e più intensa all’interno della Chiesa stessa (ad es. che i vescovi ci spieghino con chiarezza i motivi delle loro decisioni, se possibile),
- chiediamo gentilmente che i sacerdoti nell’annunciare la dottrina della Chiesa procedano unitariamente secondo le posizioni ufficiali della Chiesa e che allo stesso tempo abbiano un approccio individuale con le persone,
- richiediamo l’ampliamento della collaborazione con gli specialisti (ad es. psicologi, ginecologi, grafici, programmatori…).

• Mezzi di comunicazione
- Sentiamo la necessità di creare pagine web che raccolgano recensioni cristiane (film, libri, teatro), fonti (Radio Vaticana), video (catechesi), ispirazioni per gli animatori (sommari di materiali), inviti ad eventi, liste di specialisti, alloggi e simili. Valutare in quale modo si possa utilizzare a tali fini il sito signaly.cz,
- vogliamo che si utilizzino di più le reti sociali per la diffusione di informazioni.

• Annuncio del Vangelo
- Vogliamo portare agli altri la testimonianza soprattutto attraverso la nostra vita: non rinchiudersi, instaurare rapporti di fiducia, amicizia e amore, prestare attenzione agli altri e rimandare a Dio e alla comunione della Chiesa, non vogliamo costruire la fede solamente sulle esperienze, ma viverla nella quotidianità,
- siamo creativi e desideriamo utilizzare forme di evangelizzazione attrattive (musica, teatro, mostre…), fare attenzione che gli eventi che facciamo siano di qualità e sistematici, dare importanza non solo all’invito personale, ma anche a una buona pubblicità,
- vogliamo che si organizzino eventi attrattivi anche per i non credenti, con spazio dedicato alla discussione spontanea; desideriamo anche incontri non formali con religiosi, sacerdoti e vescovi,
- ci manca il “bagaglio” di argomentazioni e per questo abbiamo bisogno di uno spazio in cui i giovani possano venire a conoscenza di quei temi di cui nella Chiesa solitamente non si parla (ad es. i sacerdoti sposati, l’omosessualità, l’annullamento del matrimonio, la pedofilia),
- proponiamo che vengano inseriti libri cristiani nelle biblioteche pubbliche e scolastiche; ispirarsi agli eventi che già funzionano e non hanno solamente una carica spirituale (ad es. i lavori estivi Summerjob, l’English camp).

• Famiglia e gruppi
- Da parte della Chiesa ci aspettiamo incoraggiamento e un luogo dove incontrarci, perché è necessario sostenere i gruppi stabili, in cui si possono poi invitare nuove persone,
- non dobbiamo dimenticare che il gruppo dovrebbe essere a servizio della Chiesa e sperimentare il fatto di essere utile,
- sosteniamo la varietà dei gruppi ecclesiastici e prendiamo ispirazione dalle spiritualità diverse,
- chiediamo a coloro che hanno frequentato i corsi organizzati dalla Chiesa che utilizzino le abilità acquisite per il servizio,
- chiediamo gentilmente alla Chiesa che organizzi corsi per grafici, che fornisca ulteriore istruzione agli animatori e che valuti l’attualizzazione della preparazione dei seminaristi adeguandola di più alle esigenze del mondo d’oggi (management, psicologia…),
- abbiamo bisogno di avere buoni modelli di madri e padri, desideriamo diventarli anche noi,
- pensiamo che sia importante parlare già con gli adolescenti della castità prematrimoniale, ma anche matrimoniale, compreso il sostegno da parte della Chiesa alla pianificazione naturale della famiglia,
- chiediamo che sia approfondita la collaborazione dei sacerdoti con le coppie di coniugi durante la preparazione dei fidanzati al Sacramento del Matrimonio,
- non dimentichiamoci che essere aperti alla vita significa volere i figli e che il compito della famiglia è inserire i figli nella società.

I delegati del 5° Forum nazionale della gioventù
Olomouc, 26 febbraio 2017


NOTE

[1] Cfr. BOCCARDO, R.: “Giovanni Paolo II e le Giornate Mondiali della Gioventù”; in Guerriero E. e Impagliazzo M. (ed.), Storia della Chiesa. I cattolici e le Chiese cristiane durante il pontificato di Giovanni Paolo II (1978-2005), p. 109.
[2] Cfr. PIRONIO, E., Introduzione al V Forum Internazionale. In. Manila 95. Città del Vaticano : Pontificio consiglio per i laici 1995, pp. 65–75.
[3] Cfr. VAYNE F. e ROLLIER A., Jean-Paul II, Les jeunes et les JMJ. Paris, Parole et Silence 2005,p. 94.
[4] 

 

Nome del Forum

Data di svolgimento

Luogo di svolgimento

Numero dei delegati

Numero dei soggetti*

1° Forum dei giovani della Repubblica Ceca

 

13 – 16 maggio 1999

Svatá Hora presso Příbram

80

30

2° Forum nazionale dei giovani

18 – 21 aprile 2002

Žďár nad Sázavou

108

43

3° Forum nazionale dei giovani

 

10 – 13 maggio 2007

 

Tábor

55

16

4° Forum nazionale dei giovani

 

23 – 26 febbraio 2012

Žďár nad Sázavou

85

40

5° Forum nazionale dei giovani

 

23 – 26 febbraio 2018

Olomouc

100

47

* Numero dei soggetti che i giovani delegati rappresentavano.

[5] Conf. BALÍK, J., Giovanni Paolo II in dialogo con i giovani, Roma, Città Nuova 2013, p. 113.

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