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Tre porte

e tre dimensioni

per una vita bella

Domenica V di Pasqua A

papa Francesco

a cura di Gianfranco Venturi

via-verita-e-vita

14,1-7 Le tre porte [1]

Come conoscere Gesù?
Gesù è la strada: “Io sono la via, la verità e la vita”. Tutto. Io ti do la vita, io mi manifesto come verità e se tu vieni con me, sono la via. Ecco allora che per conoscere colui che si presenta come “via, verità e vita”, occorre mettersi in cammino. Anzi, la conoscenza di Gesù è il lavoro più importante della nostra vita. Anche perché conoscendo lui si arriva a conoscere il Padre.
Ma, come possiamo conoscere Gesù? Con quanti rispondono che si deve studiare tanto, c’è un bel libro, il Catechismo della Chiesa cattolica, dobbiamo studiarlo. Ma non ci si può limitare a credere che conosceremo Gesù solo con lo studio. Qualcuno, infatti, ha questa fantasia: che le idee, solo le idee, ci porteranno alla conoscenza di Gesù. Anche tra i primi cristiani alcuni la pensavano in questo modo e alla fine sono finiti un po’ ingarbugliati nei loro pensieri. Perché le idee sole non danno vita e, dunque, chi va per questa strada finisce in un labirinto da cui non esce più. Proprio per tale motivo, sin dagli inizi, nella Chiesa ci sono le eresie, le quali sono questo cercare di capire soltanto con le nostre menti chi è Gesù. Un grande scrittore inglese, Gilbert Keith Chesterton, definiva l’eresia un’idea diventata pazza. In effetti è così: quando le idee sono sole, diventano pazze.

Le tre porte
Per conoscere Gesù, per trovare la via, per andare alla verità e alla vita, bisogna aprire tre porte: pregare, celebrare, imitare Gesù. 
La prima è pregare: lo studio senza preghiera non serve. I grandi teologi fanno teologia in ginocchio. Se infatti con lo studio ci avviciniamo un po’, senza preghiera mai conosceremo Gesù.
Quanto alla seconda – celebrare - anche la preghiera da sola non basta; è necessaria la gioia della celebrazione: celebrare Gesù nei suoi sacramenti, perché lì ci dà la vita, ci dà la forza, ci dà il pasto, ci dà il conforto, ci dà l’alleanza, ci dà la missione. Senza la celebrazione dei sacramenti non arriviamo a conoscere Gesù. E questo è proprio della Chiesa.
Infine, per aprire la terza porta, quella dell’imitatio Christi, la consegna è di prendere il vangelo per scoprirvi cosa ha fatto lui, com’era la sua vita, cosa ci ha detto, cosa ci ha insegnato, in modo da cercare di imitarlo.
Attraversare queste tre porte significa entrare nel mistero di Gesù. Infatti noi possiamo conoscerlo soltanto se siamo capaci di entrare nel suo mistero. E non bisogna avere paura di farlo. Durante la giornata, pensiamo: come va la porta della preghiera nella mia vita? ma la preghiera del cuore, quella vera!

14,1-6 Cristiani a tre dimensioni [2]

Il cristiano, uomo di speranza, sa e testimonia che Gesù è vivo ed è fra noi, che Gesù prega il Padre per ognuno di noi e che tornerà. Son queste le tre dimensioni fondamentali della vita cristiana: l’annuncio, l’intercessione e la speranza.

L’annuncio
Come si legge anche nel brano degli Atti degli apostoli (13,26-33), l’annuncio è sostanzialmente la testimonianza che danno gli apostoli della resurrezione di Gesù. Così Paolo in sinagoga afferma: “Dopo avere adempiuto tutto quanto era stato scritto di lui, lo deposero dalla croce, lo misero nel sepolcro. Ma Dio lo ha resuscitato dai morti ed egli è apparso per molti giorni a quelli che erano saliti con lui dalla Galilea a Gerusalemme, e questi ora sono testimoni di lui davanti al popolo”. Quindi, l’annuncio è: Gesù è morto ed è risorto per noi, per la nostra salvezza. Gesù è vivo! Ed è quanto i primi discepoli hanno tramandato ai giudei e ai pagani del loro tempo e hanno testimoniato anche con la loro vita, con il loro sangue.
Quando a Giovanni e Pietro fu proibito di annunciare il nome di Gesù e di parlare della resurrezione, loro con tutto il coraggio, con tutta la semplicità dicevano: “Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato”. Infatti noi cristiani per la fede abbiamo lo Spirito Santo dentro di noi, che ci fa vedere e ascoltare la verità su Gesù, che è morto per i nostri peccati ed è risorto. Questo, dunque, è l’annuncio della vita cristiana: Cristo è vivo! Cristo è risorto! Cristo è fra noi nella comunità, ci accompagna nel cammino. E nonostante la fatica che a volte facciamo nel comprendere, una delle dimensioni della vita cristiana è proprio questa, l’annuncio. Lo capiamo bene dal passo della Scrittura dove si legge che Giovanni affermò: “Quello che noi abbiamo visto con i nostri occhi, quello che noi abbiamo udito, quello che noi abbiamo toccato con le nostre mani...”. Come a dire: «Cristo risorto è una realtà e io do testimonianza di questo.

L’intercessione
Durante la cena del Giovedì santo (14,1-6) gli apostoli erano tristi, e Gesù disse: “Non sia turbato il vostro cuore, abbiate fede. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Vado a prepararvi un posto”. Cosa vuol dire questo? Come prepara il posto Gesù? Con la sua preghiera per ognuno di noi: Gesù prega per noi e questa è l’intercessione. È importante, infatti, sapere che Gesù lavora in questo momento con la sua preghiera per noi; così come una volta, prima della passione, ha detto: “Pietro io ho pregato per te”, così adesso Gesù è l’intercessore fra il Padre e noi.
Ma, a questo punto, viene da chiedersi: “E come prega Gesù? Ecco una risposta del tutto personale - una cosa mia -, non è un dogma della Chiesa: Io credo che Gesù faccia vedere le piaghe al Padre, perché le piaghe se le è portate con sé, dopo la resurrezione: fa vedere le piaghe al Padre e nomina ognuno di noi. Si può immaginare così la preghiera di Gesù. E il cristiano è animato da questa consapevolezza: in questo momento Gesù intercede per noi.

La speranza
Gesù dice: “Vado a prepararvi un posto” e aggiunge: “Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi”. Ecco la speranza del cristiano. Gesù dice: “Io verrò!”. Il cristiano è una donna, è un uomo di speranza proprio perché spera che il Signore torni. A tale riguardo è bello notare come incomincia e come finisce la Bibbia. All’inizio si legge: “Nel principio...”, cioè “quando incominciarono le cose”. E l’Apocalisse termina con la preghiera: “Vieni Signore Gesù”. Tutta la Chiesa, infatti, è in attesa della venuta di Gesù: Gesù tornerà. Questa, è la speranza cristiana.

Ognuno può domandarsi:
Com’è l’annuncio nella mia vita? Com’è il mio rapporto con Gesù che intercede per me? E com’è la mia speranza? Ci credo davvero che il Signore è risorto? Credo che prega il Padre per me? e infine: Credo davvero che il Signore tornerà. In altre parole: Credo nell’annuncio? Credo nell’intercessione? Sono un uomo o una donna di speranza?

14,1-12 La vita è bella, solo se uniti a Gesù [3]

La vita è bella, ma disturba
Dio vuole la vita. Lui l’ha fatta. La fece bella. Dice la Bibbia che quando ci ha creati ci ha fatti a sua immagine e somiglianza […].
La vita è bella, ma disturba. Sempre. L’altro giorno un papà che ha avuto la sua prima figlia mi diceva che tanto lui quanto sua moglie dormono due ore per notte perché la creatura li sveglia con le urla: la vita è bella, ma infastidisce perché esige un sacrificio. Quando uno vede quelle donne e quegli uomini con i genitori in fin di vita che passano la notte seduti accanto a loro, tenendo loro la mano perché sentano affetto, e il giorno seguente vanno a lavorare e così di nuovo... disturba, ma quella è vita. Non si può avanzare con l’annuncio della vita, per la cultura della vita, se non è come dice il Salmo, se non è alla presenza del Signore.

Bella solo se uniti a Gesù, come i rami alla vite
Non si può prendere la cultura della vita se non siamo strettamente legati a Gesù! Come i rami dell’uva, della vite al tronco, nella forza di Gesù che è il maestro della vita. Egli si è definito così: “Io sono la Via, la Verità e la Vita... Sono la Vita!”. Egli ci trasmette questo calore, questo entusiasmo per annunciare la Verità. Pensate, voi che fate i messaggeri di vita, quanta felicità state seminando in quei cuori che accettano il messaggio. Ma pensate anche che non lo fate solo voi, ma che lo fa Lui perché camminate sottobraccio a Gesù! Se passo la mattina ad annunciare la vita a una persona e uscen¬do incontro la vicina e mi metto a criticare l’altra, sto annunciando la morte. Dunque, attenti con le contraddizioni! Se annunciamo la vita viviamo come vuole Gesù: coerentemente, che tutto sia vita. Questo è il messaggio di cui abbiamo bisogno: è il messaggio di Dio. Seguiamo le orme di Gesù così non ci sbagliamo, perché sono le orme della Vita, perché egli è la Vita.

NOTE

1 Meditazione, 16 maggio 2014.
2 Meditazione, 22 aprile 2016.
3 Messaggeri della vita (Festa di San Raimondo Nonnato, Buenos Aires, 31 agosto 2009), in J. M. BERGOGLIO, Vita, (= Le parole di papa Francesco, 13), Corriere della sera, Milano 2015, 39-44.

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