(NPG 1967-05-1)


La pastorale giovanile dovrà sempre più studiare come incontrare i giovani d'oggi, non solo quelli che spontaneamente si rivolgono alla ma anche quelli che sono estranei alle sue strutture. Deve studiare come capirli per muovere i passi verso tanti giovani che attendono tutto dal cristianesimo.
Molti credono in Dio, ma è fede teologale?
San Giovanni Bosco non ha aspettato che i giovani bussassero alla sua porta, ma è andato a cercarli e pescarli dovunque fossero, anche in carcere, se era il caso.
Non esiste pedagogia del dialogo senza la sforzo umile di muovere i passi verso l'altro per avvicinarlo e aiutarlo a dare un senso alla propria vita.
Questo numero vuole essere di aiuto a tanti educatori che eroicamente lavorano in mezzo ai giovani che essi qualche volta qualificano di « sordi », perchè non la pensano su tutte le cose come loro.
A questi confratelli offriamo l'umile servizio di queste pagine per aiutarli a comprenderli e a organizzare un'azione educativa che serva ad integrarli alla Chiesa visibile.