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Tre aree di azione per la programmazione educativa


Elio Scotti

(NPG 1977-08-2)


Tempo di programmazione è ogni periodo in cui gli operatori pastorali esaminano la situazione delle persone, evidenziano il messaggio che intendono proporre, tracciano gli obiettivi finali ed intermedi, si intendono su metodi omogenei perché l'efficacia del proprio lavoro corrisponda alla fatica ed alle finalità della propria missione educativa. Una visione empirica, una azione generica ed individualistica, una linea fluttuante sarebbero controproducenti ad una costruzione umanamente valida ed evangelicamente solida.
Le scelte fondamentali di valori e di metodi hanno nel momento della programmazione la loro delineazione precisa, il loro ruolo ed il loro ambito. In molti articoli, Note di Pastorale Giovanile ha presentato linee orientative e schemi di programmazione per ambienti scolastici ed oratoriani ed indicazioni per l'educazione ad alcuni valori specifici. Per focalizzare meglio il progetto educativo completo ha pure fatto una scelta metodologica propria.
L'unità della persona umana, fulcro dell'azione di molti influssi educativi e soggetto portante di ogni crescita, richiede un servizio conforme a tutte le aspirazioni ed attese del giovane, per non essere condizionata in forma unilaterale e parziale. Pedagogisti ed esperti sono perciò preoccupati di proporre quadri di valori, aree di azione, insiemi di aspirazioni che esprimano una visione totale dei contenuti educativi o risposta globale alle aspirazioni della persona umana in crescita.

Tre dimensioni dell'uomo

Sull'indicazione della Gaudium et Spes, NPG ha letto la realtà umana attraverso tre dimensioni: la coscienza della realtà per la progettazione di sé, l'attività umana trasformatrice della storia e del cosmo, e la socialità stimolatrice delle appartenenze sociali verso la costruzione della società sempre più umana.
A queste tre dimensioni della persona umana la presenza di Cristo offre le proprie energie divine. La pastorale della Chiesa esercita la propria missione nel predisporre le intelligenze e le volontà ad accogliere il valore eterno di ogni gesto umano.
Una équipe educativa che voglia realizzare un progetto completo di educazione cristiana, rispettosa dell'unità della persona umana, potrà utilmente tenere presente la proposta offerta in questi anni.

1) Coscienza della realtà e progettazione di sé
All'adolescente che prende coscienza di sé, si pressata Ilisigema di formarsi una visione del mondo, della vita. della alarria.dia realtà che lo circonda e delle filosofie che lo stimolano. EE cmcadlemearsi un proprio modo di pensare, di giudicare, di s~dIliba~ cultura in senso vitale, di valutare ogni fatto con una propria gerarchia di valori, a seconda delle proprie convinzioni.
Cristo offre a questo adolescente la parola di Dio, specie attraverso la catechesi, per illuminare la coscienza della realtà, per dare una visione oggettiva e sicura del mondo, della storia umana, dei valori perenni. L'educatore si propone di rendere il giovane capace di una mentalità di fede, che sarà garanzia di forza interiore, di chiarezza di scelte e di gioia di vita.
L'azione educativa pastorale, vera opera profetica, si impegna ad evangelizzare, con un annunzio graduale e proporzionato alle attese umane dell'adolescente, le sue aspirazioni profonde, motivandole di argomenti di ragione, di scienza, di critica positiva e negativa alle usanze ed alle tradizioni. Aiuta la persona, liberandola dal falso che vi è nell'uomo, nella narrazione storica, nelle ipotesi scientifiche, nella debolezza umana della Chiesa e delle lentezze con cui il progresso umano e la religione camminano, attenuando gli slanci eccessivi della novità e della fede. Si preoccupa con una vera scienza, con un severo studio, con una capacità critica, di provocare il confronto con la parola di Dio, per fare emergere atteggiamenti interiori veri e chiarificanti.

2) L'attività quotidiana trasformatrice del mondo e della storia
Quando l'adolescente prende coscienza delle cose che sono dentro e fuori di lui, siano esse materiali o sensibili o spirituali o divine, egli si proietta verso l'agire con un attivismo istintivo ed immediato, capace di mettere alla prova le conoscenze e la mentalità recepite. Lo sviluppo del proprio corpo, l'acquisizione della forza e della bellezza, il progresso dell'intelligenza, l'esercizio della libertà, dell'aggressività, della responsabilità, dell'amore, il tentativo della costruzione del proprio avvenire e della sua presenza nella storia dell'umanità, lo stimolano con forza a vivere in pienezza la propria vita.
Cristo offre a queste energie esplosive la grazia, la sua vita divina, che attualizza e realizza il passaggio da morte a risurrezione, da umano a divino di ogni azione e di ogni onesto impegno che l'uomo compie per la propria maturazione. La conoscenza intellettuale diviene certezza di fede. La fatica, il sacrificio, lo sforzo, la sofferenza umana divengono amore redentivo e donazione, faticosa e gioiosa, agli altri, La gioia, la felicità, l'amore, le realizzazioni umane divengono anticipo inesprimibile del regno di Dio dentro l'uomo. È la trasformazione, la liturgia che ci realizza in ogni istante del vivere umano che si manifesta nel momento «fons et culmen» dell'eucaristia, presenza visibile di Cristo, uomo Dio, che unisce l'umanità.
L'azione educativa pastorale aiuta il giovane a realizzare pienamente il proprio sviluppo fisico e spirituale, superando limiti, paure, condizionamenti; trasformandosi egli dal di dentro ed orientandosi alla utopia della realizzazione totale di sé, come è nel profondo delle sue aspirazioni, ed impegnandosi nella costruzione della nuova storia dell'umanità. I sacramenti ricercati con spontaneità e coscienza lo aiutano a liberarsi dal male, a gerarchizzare i valori completi della vita privata e politica e mantengono in lui la salvezza e la certezza dell'amore del Padre per la salvezza dell'umanità tutta. Il lavoro di educazione personale, di formazione della coscienza morale, di impegno socio-politico, attraverso l'attuazione delle verità conosciute nella concreta problematica teorica e pratica della vita quotidiana del giovane, costituiscono l'arduo compito della proposta educativa di ogni comunità.

3) La socialità stimolatrice della concordia e della comunione
La persona esce dal suo individualismo di morte quando si apre all'altro, a tutti gli altri uomini. La personalità si sviluppa nella proporzione con cui riesce ad entrare in rapporto interpersonale profondo con il maggior numero di persone, gli altri io liberi e uguali, che, prendendo anch'essi coscienza della realtà, svolgono la propria attività.
Questo fatto rende l'adolescente desideroso di condividere e di sviluppare insieme con altri la propria crescita, per verificare con il dialogo, per collaborare nell'azione e costruire corresponsabilmente la storia propria nella vita familiare, nel gruppo, nella società e nella Chiesa.
Cristo, che ci ha fatto dono della consanguineità con sé e tra di noi, nei vincoli divini dell'unica figliolanza del Padre, accresce in noi i valori della convivenza, della solidarietà, della compartecipazione vicendevole ai fini materiali e spirituali, della vera fraternità, in cui i doni e i carismi ricevuti sono in funzione altrui, per realizzare la comunione nell'unico uomo perfetto che è il Cristo eterno.
L'educatore cristiano, con la missione regale che gli è propria, aiuta i giovani ad organizzare socialmente i propri doni e carismi, a coltivare interessi comuni e amicizie vere, a scambiare capacità e servizi attraverso le iniziative dei gruppi in cui la forza di coesione interna sia pari alle capacità di intesa e di collaborazione con gli altri gruppi della comunità sociale ed ecclesiale. Il senso di appartenenza al gruppo, posto di fronte alla parola di Dio ed alla liturgia trasformatrice, realizza con la presenza di Cristo la comunione col Padre e la comunione tra fratelli e spinge ogni gruppo verso la tensione missionaria ed evangelizzatrice e verso l'azione politica e sociale.
Tenere presente contemporaneamente le tre aree, i tre obiettivi e le tre proposte educative equivale a fare una scelta di metodo pastorale. Farne le applicazioni concrete con linee orientative comuni e con traguardi successivi, programmare assieme, attuare corresponsabilmente e verificare con revisione comunitaria il risultato, significa impostare la propria azione educativa sul piano di una discreta completezza e serietà pastorale per la realizzazione della unità della persona umana.

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