Elementi per una pastorale dei preadolescenti

Inserito in NPG annata 1971.


Commissione episcopale francese

(NPG 1971-06/07-88)

 

A conclusione ideale delle riflessioni condotte in questa monografia, presentiamo il testo di un documento-progetto redatto in Francia da un Comitato episcopale misto, come introduzione al nuovo «documento-base» per la catechesi ai preadolescenti (ragazzi di prima e seconda media).
Può fornire una serie di riflessioni molto stimolanti, per la costruzione di una pastorale dei preadolescenti che ponga veramente a suo fondamento «la legge della fedeltà alla parola di Dio e della fedeltà alle esigenze concrete dei fedeli» (RdC, 160), indicando quindi, con molta precisione, la missione dei loro educatori e il modo concreto di realizzazione.

 

All'interno del mondo giovanile, che oggi riveste un'importanza sempre crescente, i ragazzi di prima e seconda media occupano un posto particolare. Il loro numero, la loro diversificazione, la situazione loro propria, a metà strada tra l'infanzia e l'adolescenza, la loro presenza nelle scuole, esigono una nuova attenzione da parte della Chiesa e delle sue varie strutture pastorali.
Gli interrogativi e gli appelli dei responsabili e dei pastori sono ormai numerosi, a proposito della complessità della situazione e della diversità degli orientamenti per una educazione alla fede.
Questo documento si propone di enunciare alcune convinzioni e proporre alcuni punti focali che riguardano tutta l'azione pastorale tra i ragazzi di prima e seconda media.
Vuole essere, per ogni pastore, per ogni istituzione, per ogni movimento, l'occasione di una seria revisione, e nello stesso tempo un invito a continuare la ricerca comune, nel quadro della missione globale della Chiesa e nel rispetto della realtà dei ragazzi di prima e seconda media.

LO SPIRITO SANTO È AL LAVORO NEL MONDO DEI GIOVANI
PER FARVI NASCERE E CRESCERE LA CHIESA

I giovani e il piano di Dio

♦ Dio vuole che ogni uomo si salvi, e che Cristo sia annunciato. Egli chiama i ragazzi di prima e seconda media – tutti insieme, e ognuno a suo modo – ad essere i beneficiari e i collaboratori del suo piano di salvezza. La loro vita e le loro aspirazioni non sono estranee a questo piano di Dio. Agli occhi di Dio, questi ragazzi sono persone capaci di ricevere, vivere e annunciare il vangelo di Cristo.
 Questa chiamata di Dio si manifesta nella vita dei ragazzi. Lo Spirito Santo è all'opera in mezzo ad essi, all'interno dei loro gruppi, nelle loro classi scolastiche. Essi stessi possono rendersi conto che lo Spirito Santo è attivo nel loro mondo e che cammina verso la edificazione della Chiesa.

I giovani e la costruzione della Chiesa

 La Chiesa di Gesù Cristo è chiamata a nascere con verità anche nel mondo dei giovani, nelle comunità in cui essi vivono e crescono. Ai ragazzi di prima e seconda media, essa vuole presentarsi non come estranea o straniera, ma come il Popolo di Dio radunato ora in mezzo agli uomini.
 I ragazzi di prima e seconda media possono, e vogliono, essere parte attiva nella costruzione della Chiesa nel mondo, specialmente nel mondo dei giovani. Essi hanno le capacità per partecipare alla vita della Chiesa che si costruisce e testimonia Gesù Cristo con la fede, l'azione e la liturgia.
 Questi ragazzi sono così una parte autentica dell'unica Chiesa di Gesù Cristo, malgrado il carattere ancora fragile e parziale della loro vita e della loro azione cristiana. Essi chiedono di essere presi sul serio dagli altri cristiani e di essere riconosciuti nella loro originalità. Sono, nel loro modo e per la loro parte. sacramento di salvezza per tutti i giovani.

I ragazzi e i giovani

 La Chiesa, nascendo nel mondo dei giovani, vi trova delle ricchezze che possono portarle oggi una nuova giovinezza. Nella fedeltà allo spirito di Cristo, essa che continuamente si rinnova, trova tra i giovani elementi della sua proiezione futura.
 Coscienti delle loro particolari possibilità, i ragazzi di prima e seconda media riconoscono che i giovani più grandi e gli adulti hanno un ruolo proprio da svolgere in seno ai loro gruppi: ragazzi, giovani e adulti partecipano insieme alla crescita della Chiesa di Gesù Cristo.

 Con i ragazzi di prima e seconda media gli educatori svolgono un vero compito ecclesiale. In spirito di servizio, in comunione reale con i ragazzi, essi devono accompagnare e sostenere la vita e il cammino particolare di ogni gruppo e di ogni ragazzo. La testimonianza della fede, della ricerca di vita cristiana valorizza al massimo la loro azione di educatori.

Convinzione

L'atteggiamento di ogni educatore che partecipa alla vita dei gruppi di ragazzi di prima e seconda media è fatto di rispetto della personalità di ciascuno, di stima per l'azione originale dei giovani; nel campo della fede, riconosce l'azione dello Spirito Santo che è presente in mezzo a loro per costruirvi la Chiesa.

IL DINAMISMO DEI GIOVANI PERMETTE LORO DI PARTECIPARE AL DINAMISMO DELLA CHIESA

I ragazzi di prima e seconda media

♦ Per questi ragazzi, l'attività è una espressione insostituibile del loro dinamismo; è per mezzo di una attività costante – e il gioco ne è la forma caratteristica – che essi si rivelano, crescono, entrano in relazione, si realizzano L'attività personale e collettiva permette a questi ragazzi di mobilitare tutte le loro risorse per il loro cammino di fede e di prendere parte all'azione della Chiesa.
 Per essi, vivere in un gruppo è l'elemento più intenso della loro esistenza. Le esperienze di partecipazione, di dialogo e di comunità, permettono loro di scoprire la Chiesa. Popolo di Dio, facendola esistere nel loro mondo giovanile.

L'universo dei giovani

 Il dinamismo dei ragazzi di prima e seconda media trova la sua esplicazione nella scuola. Da una parte, vogliono beneficiare sempre più dei metodi di lavoro che tengono conto della loro evoluzione personale e delle loro capacità, dei gruppi di interesse e di quelli di lavoro: hanno a disposizione nuove possibilità di cultura e di apertura intellettuale. D'altra parte, i ragazzi trovano a scuola la possibilità di stabilire una vera rete di relazioni sia con i compagni, sia con gli adulti. Così, la scuola orienta in modo particolare il dinamismo dei ragazzi, segna in profondità il loro cammino nella fede e il modo di esprimere questa fede in parole e in atti.

 I giovani risentono profondamente dell'influenza della storia del loro ambiente. La diversità di estrazione sociale, e la diversità culturale che ne consegue, hanno un grande peso per la loro vita; a questa età, i ragazzi se ne rendono sempre più conto. Essi entrano così nella costruzione di una Chiesa la cui unità si arricchisce col contributo delle diversità sociali. Inserendosi nel loro ambiente, la fede guadagna in densità e innesto sull'umano, trova sempre più modo di esercitarsi e di esprimersi.

 I ragazzi di prima e seconda media sono sensibilissimi alla evoluzione del mondo di oggi. Risentono l'influenza delle conquiste, delle scoperte, degli stili di vita, delle mode, che fanno del nostro mondo un mondo in continuo cambiamento; sono in sintonia con i mezzi di comunicazione sociale: stampa, radio, TV, cinema, e risentono particolarmente l'influsso della pubblicità. Questo senso dell'evoluzione li rende sensibili a tutto ciò che, nella vita della Chiesa, esprime il dinamismo della sua missione di salvezza.

 A questa età, comincia a manifestarsi una diversità di maturazione tra i ragazzi e le ragazze. Nello stesso tempo, la loro vita è caratterizzata dalla promiscuità nel lavoro e nel divertimento, e anche dal «fenomeno giovinezza» (differenziazione sociale meno evidente fra i sessi) che provoca nuove relazioni tra ragazzi e ragazze. Tutto ciò caratterizza il cammino specifico proprio dei ragazzi e delle ragazze, nella fede.

 La situazione dei ragazzi è spesso segnata dal loro inserimento (o non-inserimento) nel mondo sociale o culturale, o dalle loro possibilità fisiche o psicologiche. I giovani handicappati o disadattati, in particolare, chiedono che le loro particolari ricchezze siano riconosciute nella vita della Chiesa. Le loro speciali condizioni di vita non devono comportare la segregazione; a loro modo, questi giovani vogliono prendere posto nella comunità di tutti i giovani.

La storia dei ragazzi

 I ragazzi di prima e seconda media sono giunti a una tappa particolare dello sviluppo umano: è il momento in cui escono dall'infanzia per entrare poi nell'adolescenza. Questa tappa oggi ha subito una accelerazione, causata dalla mobilità del mondo attuale. Il cammino della loro fede, nelle sue modalità e espressioni, non può essere paragonato né a quello dell'infanzia né a quello dell'adolescenza vera e propria; esso porta il segno del carattere evolutivo di questo periodo.

 Gli anni della prima e seconda media si iscrivono in un insieme più vasto. Si tratta di una tappa sulla strada che porta dalla pubertà all'età adulta: e ciò indica il suo orientamento al futuro; ma i ragazzi sentono ancora fortissimo l'influsso di tutto ciò che hanno vissuto e acquisito anteriormente. Questa ambiguità concorre a rendere ancora più importante, per essi, l'educazione e l'esercizio della fede.

 Le classi di prima e seconda media corrispondono a un momento particolare di una esistenza personale e collettiva:
• Non formano che una parte dell'evoluzione di uno stesso essere, segnato dal passato e orientato all'avvenire; la novità realissima avvertita a questa età non esclude la coscienza di una continuità di vita. È importante distinguere, nella vita di fede a questa età, le rotture reali da quelle solo apparenti, così come bisogna distinguere le fedeltà e i progressi.
• Questi anni di prima e seconda media sono vissuti dai ragazzi con l'intensità del momento presente; è necessario prendere atto del fatto che essi stanno vivendo un periodo che ha in sé una certa completezza, una realtà, una verità. A questa età la fede non si presenta come quella degli adulti; tuttavia, ha non minore autenticità, e bisogna riconoscerne il valore.
• Tuttavia, questo periodo non è del tutto omogeneo: si nota una sensibile differenza tra i ragazzi di prima media e quelli di seconda, a causa di fattori psicologici e sociologici (relazioni con l'adulto, con il gruppo, centri di interesse). L'accostamento alla fede non è identico per le due classi.

 La tappa prima e seconda media è segnata, in maniera particolare, dal fenomeno «generazione». I ragazzi prendono posto nella realtà collettiva della loro generazione; senza ancora opporsi direttamente alle generazioni che li hanno preceduti, cominciano a voler verificare ciò che i più anziani trasmettono loro, a cercare i punti di riferimento propri, vogliono esprimere la fede in un linguaggio loro proprio.

La storia religiosa dei ragazzi

 Per i ragazzi, il periodo di prima e seconda media è uno dei momenti dello sviluppo religioso, una tappa del cammino tra il battesimo chiesto dalla famiglia e l'accesso a una fede da adulti. Non conviene fermarsi solo sul periodo 8-12 anni; l'educazione della fede invece, deve essere vista come un'opera in accrescimento, che struttura progressivamente la personalità cristiana del ragazzo.

 In dipendenza dall'ambiente che li circonda, dall'educazione precedentemente ricevuta e dalla risposta personale che ciascuno ha dato a Dio, i ragazzi manifestano una notevole diversità di atteggiamenti religiosi, di livelli di fede e di vita cristiana. I ragazzi stessi hanno coscienza di questo pluralismo religioso. Essi hanno bisogno di essere stimolati, in modi diversi, a proseguire il loro cammino particolare nella fede cristiana.

 Questa diversificazione comporta la ricerca di espressioni diversificate della fede, particolarmente per celebrare le diverse tappe della vita di fede dei ragazzi. Invece di incentrare tutto attorno alla sola «Comunione Solenne», è meglio programmare celebrazioni di fede che si rinnovino fino all'adolescenza, al fine di manifestare meglio la crescita della vita di fede, in un periodo educativo che ormai si prolunga almeno fino a 16 anni.

Clima della educazione della fede

 Vivendo un periodo di transizione, i ragazzi sono particolarmente sensibili ad alcune tensioni che segnano la vita di fede e le colorano con il proprio dinamismo. I ragazzi sono capaci, nella Chiesa, di dare un clima costruttivo alla educazione della loro fede. Tre sono soprattutto le tensioni che si manifestano a questa età:

 I giovani sono attenti all'umanità dove è all'opera lo Spirito, riconoscono le ricchezze di un mondo spesso non credente ma che è chiamato a divenire il Popolo di Dio; contemporaneamente, possono riconoscere che la Chiesa che crede in Gesù Cristo è capace di assumere, purificare ed elevare queste ricchezze dell'uomo. La tensione fra questi due poli può divenire costruttiva: l'umanità che porta le sue ricchezze alla Chiesa, e la Chiesa che le accoglie e le purifica: nasce allora una Chiesa più ricca e più nuova, quella Chiesa in cui i ragazzi vogliono vivere e agire.

 I ragazzi sono sensibili alle possibilità creative proprie della loro generazione: ciascuno vuole agire e inventare, ogni gruppo è cosciente della sua creatività; nello stesso tempo, essi possono accettare il necessario riferimento al gruppo ecclesiale, molto più vasto, e ricco di una sua tradizione. La tensione fra questi due poli può divenire produttiva: quando ogni giovane o gruppo di giovani sviluppa la sua creatività in riferimento al gruppo ecclesiale, e quando la Chiesa accoglie le ricchezze «nuove» dei giovani; c'è convergenza tra la cristianizzazione dei giovani e il rinnovamento della Chiesa.

 I ragazzi si trovano trascinati dal dinamismo di un mondo che si costruisce e progredisce sempre più. Da ciò deriva il clima particolare della fede giovanile. Nello stesso tempo, cominciano a risentire, talvolta dolorosamente, i limiti dello sviluppo umano, culturale, economico, ecc. Questa tensione può divenire costruttiva e, con l'alternativa tra un ottimismo spontaneo e un pessimismo distruttivo, i giovani possono giungere, all'interno della Chiesa, a una speranza attiva, sorgente e animatrice del loro impegno.

Convinzione

La fede dei ragazzi si educa all'interno dei dinamismi della loro vita; essa poggia sulla storia personale e collettiva, sulla realtà umana attuale; è caratterizzata dalla perfezione propria di questa età, ed è orientata ad una maturazione che, passando per l'adolescenza, li porterà all'età adulta.

LA COSTRUZIONE DELLA CHIESA TRA I RAGAZZI
DI PRIMA E SECONDA MEDIA

In una Chiesa concreta

♦ I ragazzi di prima e seconda media non possono progredire nella fede che all'interno della Chiesa, di questa Chiesa che al momento attuale è in costruzione in mezzo a loro. Attraverso le loro comunità e i loro rapporti personali, di cui saranno aiutati a cogliere tutta la densità e il significato, attraverso le associazioni che sono loro proposte in nome della fede, i ragazzi potranno creare una comunità cristiana concreta, segno del Vangelo e luogo di salvezza per se stessi e per gli altri.

 I ragazzi chiedono che tutta la loro vita sia integrata nell'atto di fede, e che la fede impegni tutta la vita. La risposta di fede alla chiamata e alla rivelazione di Cristo è possibile e doverosa a questa età, anche se non si realizza che parzialmente o occasionalmente, anche se si diversifica quanto a contenuto e intensità. Le tappe successive permetteranno di approfondire e rendere stabile ciò che qui si è già iniziato.

 I ragazzi di prima e seconda media possono aprire il loro orizzonte verso una Chiesa che è missionaria ad un raggio più largo del piccolo gruppo: altri giovani o adulti del loro ambiente, cristiani di altri ambienti o di paesi diversi, sono sostenuti dalla stessa speranza, diffondono lo stesso amore di Cristo; i ragazzi possono così scoprire il loro posto e il senso della loro azione in mezzo ai fratelli.

 È tutta la Chiesa che deve essere presente nella costruzione della fede nei ragazzi di prima e seconda media, particolarmente grazie alla testimonianza dei cristiani vicini o lontani.
Bisogna sottolineare l'importanza, per questa età, della famiglia, che è l'ambiente di vita in cui cresce la loro fede; la responsabilità dei genitori è insostituibile, ma, per esercitarsi, ha bisogno di essere suscitata e sostenuta: i ragazzi sentirebbero la conseguenza della mancanza del necessario legame tra genitori, educatori e ragazzi. Si presterà particolare attenzione a coloro che non hanno un ambiente familiare normale: per questi, è ancor più importante che la Chiesa si senta responsabile di portare l'aiuto di cui necessita la loro vita di fede.

Una costruzione della fede che sia coerente

 Per i ragazzi di prima e seconda media, l'educazione della fede deve basarsi su una corretta costruzione della personalità umana; è una condizione indispensabile perché i ragazzi accolgano il Vangelo come una «Buona Novella» per la totalità della loro persona.

 L'educazione della fede si radica nei ragazzi in modo corretto solo se dà un senso alla loro storia personale e collettiva; è tutta la loro esistenza che deve essere «evangelizzata»: di qui la necessità di interessarsi della vita personale dei ragazzi e di quella dei loro gruppi, dell'inserimento in un ambiente umano o nelle altre comunità in cui vivono. Il Vangelo diventa per loro una «Buona Novella» se permette di illuminare ciò che essi vivono e compiono, in un riferirsi cosciente a Gesù Cristo e al piano di Dio sugli uomini e sul mondo.

♦ Le classi di prima e seconda media offrono ai ragazzi particolari possibilità di cultura e di apertura intellettuale. Perciò la fede cristiana va proposta ai ragazzi, nel rispetto di queste condizioni:
• Il modo di proporre la fede deve essere concreto, attento al loro dinamismo e al loro agire cristiano, aiutandoli a riconoscere la presenza di Cristo nella vita di tutti i giorni. A questa età, essa non può essere né una esposizione teorica né una analisi di principi; poggia su segni sensibili, su testimonianze concrete.
• Questa proposta di fede, che si adegua alle possibilità dei ragazzi e rispetta ritmi e scadenze, deve tuttavia portare elementi nuovi. Essa è, per sua natura, un atto di evangelizzazione, che annuncia la Parola di Dio, il suo piano di amore. I ragazzi hanno diritto a questo annuncio.
• Questa proposta di fede è rispettosa della libertà dei ragazzi; anzi, vuole promuoverla. Qualunque modalità assuma, resta un invito, una trasmissione della parola di Cristo: «Vieni e seguimi».

 Questa fede della Chiesa a cui partecipano i ragazzi, si esprime in maniera privilegiata nella partecipazione alla vita liturgica e sacramentale della Chiesa. È nella liturgia che essi, in unione con tutta la Chiesa, ricevono da Dio ciò che sono, ne prendono coscienza nella fede e lo manifestano al mondo. Anche se è conveniente rispettare ritmi e scadenze, la fede dei ragazzi non può scostarsi dalla prospettiva della celebrazione liturgica. È necessario cercare nuove vie per trovare espressioni più vicine ai ragazzi; ma nello stesso tempo, si impongono assemblee caratterizzate da diversificazione dei partecipanti (età, situazioni, ecc.), per manifestare l'unità realizzata dal Cristo.

Diversità dei modi di preparazione

 A causa della diversità dei ragazzi e degli aspetti della vocazione cristiana, esiste una diversità legittima nei mezzi impiegati per far crescere la fede nei ragazzi di prima e seconda media.
 Tuttavia, per quanto siano legittime, tutte le opzioni pastorali vanno relativizzate e sottoposte a verifica. Non si può erigere a principio assoluto una forma o l'altra di azione o di educazione. Gli esclusivismi e le semplificazioni abusive – anche se fatte in nome di «priorità» – non potrebbero essere vie per una vera educazione alla fede dei ragazzi di prima e seconda media.

Convinzione

Per servire la fede dei ragazzi di prima e seconda media, si esige da tutti una volontà effettiva di fedeltà al Cristo e agli appelli dello Spirito, ricerca di dialogo e di collaborazione, preoccupazione concreta di unità cattolica, attenzione sempre rinnovata ai cambiamenti necessari. Ciò che è in gioco è la fede dei ragazzi di oggi: degli adulti di domani.