(NPG 1971-06/07-60)

 

La scelta del giovane animatore si pone come momento di un processo di conoscenza di se stessi, di presa di coscienza reale di sé in rapporto all'ambiente sociale in cui si vive in modo da permettergli la migliore realizzazione creativa delle proprie capacità, secondo la propria personale vocazione.
Non si tratta di selezionare, secondo un criterio funzionalistico ed efficientistico, il miglior animatore, ma di stimolare, attraverso un esame psicologico che aiuti il giovane a capire se stesso ed a scegliere il proprio ruolo. Fuori di questi contesti si rischia di strumentalizzare o fallire lo scopo. Pensando ad una scuola di animatori di gruppi preadolescenziali viene alla ribalta il problema della scelta-orientamento: occorre aiutare i giovani a scegliere da sé l'alternativa che apporta il massimo sviluppo per sé e per la società di cui fanno parte.
L'orientamento vocazionale è addestramento a scelte fondamentali, un aiuto a maturare la libertà personale, a costruire da sé il proprio destino nel contesto di una società umano-cristiana.
Ciò suppone dotazione, coscienza di sé, dei bisogni della società e della Chiesa, delle possibilità di realizzarsi attraverso questa scelta, come pure maturazione delle capacità di decisione responsabile, adeguata alla realtà.

GIOVANI DISPONIBILI

Per essere animatori non sembra sufficiente una generica buona volontà; non bastano neppure generosità, zelo e disponibilità, se non sono sostenute da dotazione di personalità e innestate su una chiara visione cristiana della vita.
Dice un proverbio dialettale: «Quando un uomo ti dice sì, lascia stare il sì e considera l'uomo; saprai subito se si tratta di un sì oppure di un no!».
La sapienza popolare fissa così, con parole semplici, il fondamento di ogni scelta vocazionale: la personalità di base, la capacità di assumere un nuovo stato di vita, di riorganizzare attorno ad esso la propria personalità, di svolgere un ruolo nuovo nel contesto sociologico.
La disponibilità dice una semplice aspirazione di volontà e un desiderio di impegno e realizzazione.
Nel settore socio-religioso essa, se non è debitamente integrata da capacità, può indurre il pericolo di una pseudo-religiosità impregnata di esaltazione, misticismo, compensazione personale, oltre che poca profondità motivazionale e funzionalità.
Si aprirebbe a questo punto il lungo capitolo storico di alcuni giovani che hanno dato lunghi anni della loro vita nella direzione associativa e non hanno «mai saputo perché», si sono sacrificati ed entusiasmati «non si sa per chi», finché una prova più dura delle altre ha distrutto tutta la loro religiosità. In quel preciso momento è caduta la maschera del personaggio dirigente e si sono ritrovati anonimi e senza volto, perciò disadattati.

GIOVANI CAPACI

Capacità dice un complesso, ereditato o acquisito, di intelligenza, rendimento, personalità, interessi, potenzialità specifiche di svolgere presto e bene un determinato problema o comportamento sia di tipo intellettivo che operativo.
Nello specifico settore dell'animazione cristiana dei preadolescenti un discorso di capacità dice possesso di doti intellettive, sociali, affettivo-donative ed operative che pone il giovane in situazione di serenità personale e di massima attenzione agli altri, sospinto da un ideale sociale.
In questo equilibrio umano, l'animatore cristiano immerge la sua fede nei valori evangelici tali da produrre comportamenti ed atteggiamenti degni di un seguace di Cristo: mentalità di fede.
È l'uomo nuovo, che pensa, decide, opera in conformità alla matrice «Cristo», con un ruolo nuovo di testimone e animatore della vita cristiana presso i preadolescenti.

CRITERI DI RILEVAZIONE DELLE CAPACITÀ

♦ Criterio ambientale-esterno.
Per aiutare un giovane a realizzarsi al giusto posto, il metodo incarnazionistico dell'animazione dice di «fare strada con lui», convivendo, collaborando ed entrando a far parte del suo mondo interiore, affettivo ed ideale.
Ciò permetterà una conoscenza ambientale e vera del giovane, perché raggiunto in situazione, nella stessa vita, colto nel sorgere e nell'espletarsi delle reazioni esistenziali.
Perché questa osservazione possa essere sistematica, analitica e raccontabile, le scienze pedagogiche consigliano, oltre ad appunti personali frammentari, la adozione di una scheda di osservazione che colga i vari aspetti della personalità dinamica e i singoli settori di azione.

♦ Criterio interno-psicologico.
Ma se è vero che la «vita vissuta assieme» ci rivela l'uomo fenomenico e le sue spinte coscienti che guidano e motivano il comportamento umano, è anche vero che per conoscere il volto profondo dell'uomo occorre saggiare le energie dovute ad elementi inconsci, a carattere emozionale, i moventi ultimi e le forze primordiali che orientano l'azione individuale in un senso piuttosto che in un altro e che costituiscono la motivazione ultima dei nostri atti.
Un'analisi sul tipo proposto richiede l'intervento specifico di un operatore psicologo che metta in azione tecniche scientifiche per cogliere la personalità dinamica profonda dell'individuo.
Non tutti gli educatori o i pastori sono in grado di realizzare questo tipo di intervento psicologico. D'altra parte una scuola per animatori si avvale dell'aiuto di esperti, fra i quali non può mancare l'orientatore psicologo. L'intervento non si ferma qui, ma va presentato e ragionato col soggetto perché possa rendersi conto dei perché di certi suoi comportamenti, scelte e reazioni, e perché possa prendere coscienza di un piano di vita in cui esercitare la sua autodecisione ed autoeducazione. Occorre cioè «rivelare l'uomo all'uomo» per potergli poi rivelare Dio e la sua vocazione cristiana.
• È proprio da questa visione profonda dell'uomo che nasce la presa di coscienza di un «significato di vita» e si innesta un ideale donativo umano e cristiano.
• È in forza di questo intervento psicologico che vengono ad evidenziarsi dei giovani controindicati a missioni donative e di responsabilità, mentre potranno fare bene in mansioni esecutive e meno esposte. Ciò serve ad evitare i «fuori posto» e i «disorientati» dello spirito, come pure ad evitare alla Chiesa una facile attribuzione di «rifugio».
• Infine questa conoscenza profonda e sistematica del soggetto permette un più giusto innesto di spiritualità ed un più sereno dialogo fra l'umano e il divino. La direzione spirituale va incarnata in un contesto personale.

PROPOSTA DI UNA BATTERIA DI TESTS

Lo studio e l'esperienza hanno messo in evidenza la validità scientifica e pratica di alcuni tests psicologici per la lettura della personalità e la predittività della propria vocazione.
Parlando di giovani animatori si possono presentare vari strumenti. A titolo di esemplificazione ne illustriamo alcuni fra i tanti possibili.

♦ Scheda delle preferenze personali (P.P.S.).
Per l'analisi di alcuni fattori della personalità la cui conoscenza è importante nella ricerca delle potenzialità dell'animatore, si suggerisce la combinazione dei 14 tratti evidenziati dal P.P.S. secondo le analisi di correlazione del prof. Remondino le quali contribuiscono positivamente o negativamente alla formazione dei seguenti quattro fattori:
– dominanza, indipendenza / sottomissione, conformismo
– sociabilità / insociabilità
– ciclotimia / schizotimia
– riflessività / impulsività.

♦ Questionario di Le Senne.
Dice i tratti di carattere del giovane e il tipo caratteriologico.

Ai fini dell'orientamento sono particolarmente significative le singole proprietà correlate tra loro.
Il test descrive:
– il grado di emotività, attività e risonanza (primario o secondario)
– l'ampiezza del campo di coscienza, l'atteggiamento combattivo di fronte alla vita, il bisogno di autoconservarsi ed espandersi
– l'interesse per la vita associata
– il grado di sensibilità estetica e finezza di tratto.
^ Questionario di Bernreuter
Saggia i tratti fondamentali della personalità, letta in rapporto alle relazioni sociali (dominio, amore della solitudine, introversione), all'autonomia di pensiero (insicurezza) e di decisione (indipendenza), e al grado di suscettibilità manifestato nelle circostanze di vita (emotività).

 Altri tests.
– per la misura del livello di ansietà nevrotica si suggerisce lo SA-IPAT
– per il rilevamento di eventuali tendenze nevrotiche – paranoidi –psicotiche si suggerisce il questionario P.N.P.
– per osservare la disponibilità ad esercitare il ruolo di leader in situazione di gruppo si possono usare tests di gruppo basati sia sulla discussione sia sul lavoro
– eventuali tests di livello mentale ed attitudinale.
Il colloquio clinico dovrebbe essere il momento conclusivo, umanizzatore, di una conoscenza globale e reale al di là delle illusioni del test.