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«Pregare giovane» nel mese di maggio


B. Bartolini - R. Tonelli

(NPG 1971-04-76)

 

UN SIGNIFICATO PER IL «MESE DI MAGGIO»

Quando il mese di maggio batte alle porte, ogni educatore si interroga. Da una parte sente l'inattualità, la insignificanza per i giovani di «un» mese di maggio; d'altra parte ne avverte, confusamente talvolta, l'importanza: sotto la vecchia scorza ci sono dei valori, innegabili, da far scoprire.
Anche i giovani sono su questa linea (cfr. Note di Pastorale Giovanile, 1969 /5). Inoltre rimane sempre vero un fatto: non è pastoralmente qualificato sbaraccare le strutture «vecchie» prima che siano state adeguatamente sostituite. C'è un tiro alla fune: fare o non fare, che cosa e quanto?
Per costruire una risposta tre elementi giocano un peso rilevante, nelle decisioni e nelle programmazioni. Ignorarli significa «dimenticare l'uomo» e rifiutare quindi l'incarnazione.

• Nell'arco dell'anno scolastico, il mese di maggio è un tempo «di conclusioni», perciò pieno di impegni pressanti (in maggio... studiano anche i grandi contestatori!): quindi non c'è il tempo materiale e lo spazio psicologico per fare molte attività.

• li mese di maggio fa da cerniera con il periodo estivo, delle vacanze. Il fatto è serio, in prospettiva educativa. Non tanto per le preoccupazioni moralistiche che avevano caratterizzato il tempo passato. Ma perché le vacanze, per lo studente, diventano la tavola di credibilità dei programmi fatti precedentemente: campi di lavoro, campi-scuola, vacanze da non buttare e consumare in un vuoto disimpegno. Il mese di maggio può diventare il tempo della semina, della programmazione dettagliata, della costruzione di un fascio di motivazioni condivise, per proposte di uno stile di vita di servizio. Anche perché, in questo spirito di vacanze «lavorative», lo studente ha la possibilità di integrare veramente la sua esperienza, limitata, parziale, utopistica: diventa uomo, sudando per gli altri, con tutti i fratelli che sudano tutti i giorni, in fabbrica.

• Nello spirito della Costituzione sulla Liturgia i «pii esercizi» e le devozioni devono essere armonizzati e finalizzati al tempo liturgico. Il maggio del 1971 è caratterizzato dalle domeniche dopo Pasqua e dalla attesa e preparazione della festa di Pentecoste che lo conclude. Temi come la speranza, lo Spirito che fa la chiesa e che richiede un nostro fare chiesa... sono d'obbligo. La verità della devozione alla Madonna non li presuppone, ma li sottolinea.

Nello spirito di quanto è stato detto si propone, mediante l'utilizzazione di PREGARE GIOVANE, una strutturazione del mese di maggio su queste linee:
• sembra opportuno non aggiungere altri momenti di preghiera, ma utilizzare a questo scopo i minuti di preghiera comunitaria del mattino e della sera;
• nella impostazione, si consiglia di tenere presenti i tre «fatti» ricordati: fine anno scolastico, programmazione vacanze, tempo liturgico;
• comunque, si eviti una visione «devozionalistica» e utilitaristica del mese di maggio («se ti impegni a viverlo bene... sarai promosso!»). Il rifiuto giovanile del mammismo e del paternalismo deve fare riflettere sulla presentazione della Madonna;
• per tutto questo, offriamo due linee di celebrazioni. La prima è più mariologica, la seconda più liturgica.

MARIA LUCE SUL MISTERO DELL'UOMO E DEL CRISTIANO

Ecco, allora, lo sviluppo della linea mariologica.
• I fatti della vita di Maria sono «misteri»: la sua immacolata concezione, l'annunciazione, la visitazione... dicono qualcosa di Dio e dell'uomo, o meglio del mistero di Dio in situazione con l'uomo e della verità dell'uomo (dell'uomo in situazione con Dio). Sono misteri, in quanto contengono un significato nascosto, ma in quanto questo significato è letto e scoperto, diventano rivelazioni: sono «sacramento».
• Poiché sono rivelazione del proprio vero volto, «di me a me stesso», diventano, i fatti della vita di Maria, sorgente di impegno.
• Ogni impegno ha due facce: un qualcosa da fare subito e qualcosa da realizzare lentamente, nell'arco della propria esistenza.
Il «subito» e il «dopo», concretamente, per i giovani studenti di questo mese di maggio sono: la fine d'anno scolastico e la programmazione delle vacanze.
• Perché l'impegno non lasci il tempo che trova, va reso concretissimo: il genericismo è la strada al fallimento.
Il compito di concretizzazione tocca alla comunità, in corresponsabilità: giovani ed educatori, assieme. La prima programmazione del mese di maggio dovrebbe vertere sulla ricerca: che cosa vogliamo ottenere? come muoverci? dove battere la testa, noi-ora-qui?
In sintesi, allora, la proposta mariana che offriamo percorre queste tappe:
fatti della vita della Madonna = misteri (da rivelare) = impegni (da realizzare).
Il giovane che ha rotto la scorza di superficialità che la nostra società gli ha costruito attorno, per manipolarlo a piacimento, si interroga spontaneamente sul senso della propria vita.
L'interrogativo sulla vita apre al mistero: porta a cercare al di là della propria esperienza, della propria cerchia. Tante sono le risposte che si affacciano pronte e seducenti: ciascuna ha bagliori di verità.
Il mese di maggio può diventare «tempo forte» per vedere, quasi al rallentatore, la proposta-risposta cristiana, che si realizza in Maria.
Cristo è la vera proposta-risposta di Dio all'uomo (cfr. RdC). Ma è una proposta «trascendente»: è uomo perfetto (RdC, 59) perché è figlio di Dio, quindi la sua «perfezione di umanità» è, in un certo senso, al di là delle nostre misure. Maria è modello «immanente»: è più vicina, è dei nostri, una creatura «solamente» umana.
In un periodo di pluralismo come è quello in cui viviamo, è significativo, educativamente, potersi confrontare con tante «proposte», proprio a partire da un amore sincero per la verità.
Da una parte, il giovane credente non può essere insensibile alle mille altre voci che lo contestano, nelle scelte di fondo: la verità della sua scelta nasce da un'opzione mai unilaterale. Ma anche il giovane non credente, freddo, annoiato, non può ignorare una proposta (Maria, proposta di Dio all'uomo) che tenta di dirgli un modo di realizzazione di se stesso. Il rifiuto aprioristico è rifiuto di autenticità, mancanza di amore alla verità.
Riportare la riflessione su queste linee è fare un vero servizio educativo: innestarsi, per autenticare, sul pluralismo spontaneo e sulla ricerca del giovane. Certo non può diventare lo strumento nascosto per far passare nei giovani una tacita manipolazione...: è invece, sempre, educare alla verità, alla realtà delle cose.

Prima settimana:
MARIA, LA NUOVA CREATURA, MODELLO DEL CRISTIANO, NUOVA CREATURA

Per la preghiera del mattino e della sera

Maria Immacolata (pag. 430)
(la traccia di riflessione presenta l'Immacolata soprattutto come rivelazione dell'amore onnipotente e redentivo di Dio e della assoluta gratuità della grazia. Conviene completare il quadro presentando anche l'altro aspetto dell'Immacolata come rivelazione del vero volto dell'uomo. Maria è la creatura «senza peccato». Tutta amore. Senza egoismo).

Il battesimo, nostra immacolata concezione
(sotto questo tema, si potrà usare la celebrazione a pag. 432; oppure introdurre i giovani a contemplare l'azione di Dio che ci ricrea nel battesimo, attraverso il testo di Ef 1, pag. 95. Ma la nascita dell'uomo nuovo attraverso l'acqua e lo Spirito suppone la morte dell'uomo vecchio: il battesimo perciò è partecipazione alla morte e resurrezione di Cristo, cfr. Rom 6, pag. 106).

Una vita immacolata
(Maria ci rivela che il vero volto dell'uomo si realizza nell'amore. La vita immacolata è una vita nella giustizia, nell'amore del Padre e dei fratelli. il tema può essere sviluppato attraverso la celebrazione a pag. 433; oppure attraverso la meditazione di alcuni testi come ad esempio 1 Gv 3, pag. 107, o anche Col 3, pag. 113. Quest'ultimo testo, tra i brani del NT, è uno di quelli che sviluppa con maggior ampiezza le conseguenze vitali del battesimo).

Una vita immacolata fatta di impegni concreti
(per dare concretezza all'impegno che deve nascere come conseguenza logica dalla meditazione della Parola di Dio fatta sui testi precedenti, suggeriamo:
– un impegno oggi-qui: l'impegno scolastico riproposto alla riflessione attraverso qualcuna delle celebrazioni da pag. 128 a pag. 139;
– un impegno per il prossimo domani: vacanze vissute per gli altri. Per dare una motivazione psicologicamente valida si potrebbe proporre qualcuna delle celebrazioni sulla fame e il sottosviluppo, da pag. 190 a pag. 200. Conviene, per il solito criterio della concretezza, ampliare le tracce di riflessioni di queste celebrazioni, con testimonianze tratte per esempio da «L'estate dei giovani», SEI, «Credere con le mani», Nigrizia, ed in generale dalle annotazioni e dalla bibliografia indicata in Note di Pastorale Giovanile, 1971/3, pag. 59 ss.).

Per una celebrazione comunitaria della penitenza

Nella eventualità che si programmasse una celebrazione comunitaria della penitenza, conviene fortemente che sia impostata sul tema della settimana, per creare mentalità attraverso una convergenza di interventi.
Consigliamo quindi di inserire nello schema generale della penitenza (pag. 479 ss) questi testi evangelici: «Saremo giudicati sull'amore, oggi e nell'ultimo giorno» (pag. 465), «Liberazione della persona dalla alienazione del peccato» (pag. 469), «Una rivoluzione permanente: sempre più giustizia e amore» (pag. 474).
Anche se non si facesse una celebrazione comunitaria, questi testi potrebbero essere usati come «esame di coscienza» personale. Oppure, inseriti nel solito schema, come preghiera della sera del sabato.

Per la presentazione della messa
Anche le varie introduzioni alla messa, nella settimana, è bene siano armonizzate con il tema generale. Suggeriamo di utilizzare a questo scopo le riflessioni n. 8, pag. 498, n. 10, pag. 499, n. 11, pag. 500.

Seconda settimana:
MARIA, MADRE E MODELLO DEL CRISTIANO, MEMBRO ADULTO, ATTIVO E RESPONSABILE NELLA COMUNITÀ CRISTIANA

Per la preghiera del mattino e della sera

L'annunciazione, vocazione di Maria (pag. 435)
(una vita vissuta senza «vocazione» non è umana. L'annunciazione è stata la vocazione di Maria)

La nostra vocazione
(le celebrazioni utilizzabili per sviluppare questo tema sono: quella a pag. 436; la professione come vocazione, pag. 132; la famiglia come vocazione, pag. 424; la vocazione religiosa, pag. 426)

Maria nella visitazione (pag. 438)
(la vocazione comporta una missione. Maria dopo la risposta all'annuncio dell'angelo «parte» per annunciare il vangelo della salvezza alla cugina Elisabetta. Il cristiano è chiamato come Maria ad essere «evangelizzatore», pag. 439. Il fondamento di questo impegno di evangelizzazione sta nella appartenenza alla Chiesa, di cui siamo membra vive, pag. 108).

Gli impegni concreti
un impegno concreto può assumere queste due linee:

– verso la comunità cristiana: RdC 23 ricorda a tutti i battezzati: «Ciascun membro del popolo di Dio deve farsi attento ai rapporti quotidiani con gli altri, deve cioè superare la mentalità di chi, consciamente o meno, lascia l'esercizio dell'ufficio profetico ai sacerdoti, ai religiosi, ai catechisti che operano in forme istituzionalizzate». Se questo vale per tutti, impegnativo è soprattutto per i giovani: essi sono i primi catechisti dei loro coetanei e degli adolescenti, in quanto costituiscono per essi un modello di comportamento. L'adolescente infatti si identifica con il giovane. II giovane perciò deve prendere consapevolezza di questo suo potere e di questa sua responsabilità. Per essere catechista, deve prepararsi (cfr. RdC, 183, 184). Il tempo delle vacanze è funzionale a questo scopo: campi-scuola, riflessione... Sarà perciò utile fare simili proposte, motivandole e inserendole nella preghiera. Un aggancio potrebbe offrirlo la celebrazione «La fede nasce dall'ascolto «a pag. 280. Basta ampliare, nel senso sopra indicato, la traccia di riflessione.

– verso la comunità umana: è importante prendere coscienza dei condizionamenti cui siamo sottoposti, per superarli. Si consiglia l'uso delle due celebrazioni a pag. 180 e 181. Inoltre, il sapere acquisito durante l'anno va comunicato: per questo si potrà proporre ai giovani di organizzare corsi di ripetizione e di preparazione da fare agli adolescenti o ad operai che vogliono conseguire il diploma di licenza media. Per inserire la riflessione su questo punto nella preghiera, si usi la celebrazione a pag. 134.

Per una celebrazione comunitaria della penitenza

Testi evangelici: «Risurrezione della persona: la vittima dell'egoismo risorge per la forza dell'amore «(pag. 470), «La penitenza, ritorno al Padre» (pag. 466), «Una rivoluzione permanente: l'esperienza del più amore di Dio per un tuo più amore a lui «(pag. 472).

Per la presentazione della messa

Riflessioni n. 4 (pag. 496) e n. 5 (pag. 497).

Terza settimana:
MARIA, MADRE E MODELLO DELLA CHIESA, UNA COMUNITÀ DI UOMINI LIBERI E RESPONSABILI

Per la preghiera del mattino e della sera

Maria madre della comunità dei credenti
(per presentare il rapporto di Maria con la Chiesa, in quanto comunità di fede, si possono usare le celebrazioni «Maria a Cana», pag. 445 e «Maria nella pentecoste», pag. 451)

Noi, la comunità dei credenti
(La cresima è la nostra pentecoste: pag. 452. Per la cresima, siamo diventati una comunità, una comunità di credenti: pag. 446. La fede può essere vissuta solo all'interno di una comunità: pag. 298.
La comunità che è la Chiesa è prima di tutto un dono dall'alto: non può mai essere frutto di dinamismi puramente umani, anche se il dono dello Spirito si innesta in essi autenticandoli. Sono molto opportune, in questo contesto, le celebrazioni sullo Spirito Santo, da pag. 371 a pag. 378).

Un impegno per fare la comunità
(Costruire la comunità è difficile. D'altra parte, fare chiesa vuol dire concretamente fare comunità. Gli ostacoli vengono dall'interno di noi stessi e dal mondo circostante: prendiamone coscienza con le celebrazioni di pag. 183 e 184. In base alle urgenze della comunità che prega, ai suoi difetti più avvertiti, possono essere scelte alcune delle celebrazioni sul tema della comunità (da pag. 379 a pag. 417). C'è qualcosa che si può incominciare a costruire subito: una scuola-comunità. In tempo di esami e di chiusura d'anno, ciascuno corre il pericolo di pensare a se stesso, ai fatti suoi...: sarebbe la morte della comunità. Utili possono risultare le celebrazioni a pag. 440-442. Guardando in prospettiva, si può vedere che cosa fare oggi per la famiglia di domani: pag. 424).

Per una celebrazione comunitaria della penitenza

Testi evangelici: «Resurrezione della comunità: riconciliazione continua con i fratelli» (pag. 471), «Come Dio ci ha perdonati, così facciamo anche noi» (pag. 475), «Ogni confessione un miracolo, cui deve seguire un'eucaristia (pag. 476).

Per una presentazione della messa
Riflessioni n. 1, 2, 3 (pag. 495-496).

Quarta settimana:
MARIA, SEGNO DI SICURA SPERANZA PER IL PEREGRINANTE POPOLO DI DIO

Per la preghiera del mattino e della sera

Dalla morte alla glorificazione
La glorificazione viene dopo la passione e la morte: è il mistero pasquale di Cristo che Maria ha vissuto, in pienezza prima di noi. Indichiamo questa sequenza di celebrazioni: Maria nella presentazione al tempio (l'annuncio della passione, pag. 442), Maria nell'ora della croce (pag. 448), l'assunzione, glorificazione di Maria (pag. 454)

Il mistero della morte e resurrezione in noi
(il cristiano cammina sulla stessa strada che ha percorso Maria: dalla sofferenza (pag. 444 e 449) alla glorificazione. Ciò che per Maria è una certezza, per noi è solo una speranza. Per questo possono essere utilizzate tutte le celebrazioni sulla speranza, contenute nelle pagg. 353-367.
Conclusione ottima di questo ciclo può essere la meditazione sul testo della GS che sottolinea che la costruzione del regno di Dio comincia qui: pag. 118. Ogni comunità studierà i modi concreti per «credere a nel proprio quotidiano alla speranza).

Per una celebrazione comunitaria della penitenza

Testi evangelici: a La penitenza, ritorno al Padre a (pag. 466), «Solo Dio può rimettere i peccati a (pag. 464), a Fare la pace dopo il tradimento a (pag. 468).

Per una presentazione della messa

Riflessioni n. 11 e 12 (pag. 500).

 

LO SPIRITO SANTO, DONO DEL CRISTO RISORTO

Proponiamo una linea per impostare il mese di maggio in consonanza con Io spirito del tempo liturgico. Il mese inizia con la quinta domenica dopo Pasqua e termina con la festa di Pentecoste.
Per questo, indichiamo il seguente sviluppo:
• la riflessione sul mistero della resurrezione di Cristo porta a focalizzare il tema della speranza;
• la preparazione al mistero della pentecoste (in cui nasce la chiesa e ad essa è dato lo Spirito, come dono di Cristo risorto) concentra l'azione prima sulla costruzione della comunità umana, come condizione per essere chiesa, secondo la linea pastorale già tante volte indicata dalle pagine di questa rivista (cfr. RdC, 77, 96-97), e poi sull'azione specifica dello Spirito Santo.
E la Madonna? Non è difficile vedere il rapporto di Maria con il tema della speranza («segno di certa speranza per il peregrinante popolo di Dio a) e della chiesa («madre e modello della Chiesa a). Per rendere più evidente il legame, ogni tema settimanale sarà introdotto da una celebrazione specificamente mariana.

Prima e seconda settimana:
TEMA DELLA SPERANZA

• Celebrazione di apertura: «L'assunzione: la glorificazione di Maria a (pag. 450).

• Per gli altri giorni: le celebrazioni da pag. 355 a pag. 367.

♦ attualità del tema: i fenomeni dell'attuale mondo giovanile (la contestazione, la presa di coscienza di un necessario impegno politico a livello strutturale, la coscienza delle personali responsabilità, la forte tensione verso il futuro, la percezione del mondo come divenire nelle mani dell'uomo, la scoperta dei grandi valori contenuti nella visione marxista del mondo, della società e della storia, pur frammisti ad elementi negativi) rendono attuale e urgente un discorso di speranza. Per fortuna, oggi c'è tutta una linea di riflessione teologica su questo tema, operata da «I teologi della speranza». L'animatore responsabile della comunità non può proporre una speranza disincarnata dalle concrete situazioni di vita: essa è all'opera all'interno delle stesse, per far recuperare l'autentica identità, spinge ad un impegno nella storia, per la sua verità: il tutto proiettato verso «i cieli nuovi e i mondi nuovi».
Per evitare quindi di svuotare e banalizzare un tema così denso di prospettive esistenziali, facendo passare con parole altisonanti realtà stantie e impersonali, si consiglia lo studio previo di qualcuna di queste opere: le pagine sulla speranza de «Il nuovo catechismo olandese», LDC; Mondin, I teologi della speranza, Boria; Moltmann, La teologia della speranza, Queriniana; Morero, Giovani così, Esperienze; alcuni capitoli di «La fede in un mondo secolarizzato» del gruppo del Gallo, Ave.

♦ sviluppo del tema e indicazioni pratiche: in PREGARE GIOVANE ci sono 8 celebrazioni sulla speranza, in cui sono focalizzati alcuni tra i punti più significativi. Si consiglia di ripetere due o tre volte la stessa celebrazione, accentuando ogni volta un aspetto, nello sviluppo della traccia di riflessione. Per questo si potrà attingere alla bibliografia sopra indicata.

Terza e quarta settimana:
TEMA DELLA CHIESA

•Celebrazione di apertura: «Maria, madre della comunità messianica» (Maria a Cana), pag. 445.
Prima delle tre celebrazioni sullo Spirito Santo che saranno fatte nel triduo di preparazione alla pentecoste: «Maria nella pentecoste», pag. 451.

• Per gli altri giorni: «Fare comunità» (pag. 379-417) + Scuola come comunità (pag. 140-144) + «Stai costruendo la tua famiglia» (pag. 424) + «Pentecoste, tempo dello Spirito» (pag. 371-378).

 attualità del tema: nella civiltà di massa e nel relativo clima di anonimato in cui il giovane vive, è sempre sentito in modo urgente il problema di una vita di gruppo, con forti legami personali. Oggi su questo dato, ormai acquisito, si innesta la scoperta del sociale come inserimento in una società più vasta, da cui non è possibile evadere, e quindi da modificare e ristrutturare. Il piccolo gruppo non vive isolato ma inserito e qualora non abbia la chiara coscienza di questo inserimento e delle proprie responsabilità, vive nell'astrazione. Non è più un rapporto singolo con la società attraverso il piccolo gruppo, ma è un rapporto di singolo / piccolo gruppo / società.
Lo stesso problema è vissuto all'interno della chiesa: se si urge l'istanza strettamente comunitaria, necessariamente si giunge a trasformare ogni piccola comunità in ghetto, con il pericolo immanente della propria morte e dell'impoverimento della chiesa più grande, ridotta a puri rapporti giuridici estrinseci. Il gruppo perciò deve curare con tutti i mezzi il raccordo, l'inserimento, anche se dialettico, con la chiesa «più grande». La chiesa è insieme comunità e società. Un altro elemento da sottolineare, con precisione di termini e fuori da ogni genericismo, è il rapporto tra comunità umana e comunità cristiana, che è insieme di continuità e di diversità, costruzione attraverso le leggi della dinamica di gruppo e dono dello Spirito che ci convoca e ci trascende (rapporto tra natura e soprannatura).
Offriamo qualche indicazione bibliografica, a comodità dell'animatore, perché nello sviluppo delle tracce di riflessione sappia prospettare un discorso preciso, dettagliato, concreto: Rusconi-Saraceno, Ideologia religiosa e conflitto sociale, De Donato (testo particolarmente utile in quanto presenta una riflessione critica dal punto di vista sociologico su alcuni gruppi impegnati di cattolici); Negri, Fare gruppo è fare chiesa, in Pastorale e dinamica di gruppo, LDC; Tonelli, Il gruppo per la RdV, in Linee per la revisione di vita, LDC; Morero, Giovani così, Esperienze.

 sviluppo del tema e indicazioni pratiche: dopo una celebrazione mariana di apertura (Maria a Cana, pag. 445), si consiglia di scegliere alcune celebrazioni del gruppo «Fare comunità», integrando le tracce di riflessione attraverso i rilievi fatti sopra e le indicazioni bibliografiche. Dopo aver riflettuto sopra le condizioni per costruire comunità, nella società, potrebbe essere opportuno concretizzare il tema applicandolo, con due o tre celebrazioni, alla scuola (cfr. i suggerimenti indicati nella prima linea «mariologica «) e alla famiglia. Gli ultimi tre giorni, prima della festa di pentecoste, saranno dedicati ad una riflessione più attenta allo Spirito che trasforma una comunità in chiesa (cfr. celebrazioni pag. 371-378, precedute dalla celebrazione mariana di pag. 451).

 

ALCUNE INDICAZIONI PRATICHE PER L'UTILIZZAZIONE

Concludiamo questa rassegna sulla utilizzazione di PREGARE GIOVANE nel mese di maggio, ricordando alcune annotazioni pratiche che ci sembrano importanti per un pieno servizio del sussidio.

• Le due linee proposte sono totalmente indicative. Ogni comunità fa la «sua scelta, con molta aderenza alle persone e al loro grado di maturazione umana e cristiana (GS, 26; RdC, 75). Come si può immediatamente costatare, le due linee sono molto integrabili (sono già di fatto abbastanza integrate), perché si comprenda sempre di più che «un discorso cristiano su Dio deve muovere dai problemi umani e tenerli sempre presenti (RdC, 77).

• Lo spazio ideale per pregare con PREGARE GIOVANE in mano è il piccolo gruppo, guidato da un animatore (gruppo e animatore si richiamano reciprocamente, per la verità dell'uno e dell'altro). La conversazione è più spontanea e immediata; la recita corale meno macchinosa e pesante; la scelta esistenziale più facile.
Il mese di maggio, se lo si vuole il meno formalistico possibile, potrebbe essere un'ottima occasione per articolare la massa di una convivenza in gruppi di preghiera-riflessione (cfr. i suggerimenti operativi nel capitolo «Dal gruppo alla pastorale di gruppo», in Pastorale e dinamica di gruppo, LDC). Anche in una parrocchia, si potrebbero promuovere gruppi «spontanei» per la preghiera: gli studenti che fanno una veloce «visita» in chiesa prima della scuola, le preghiere conclusive di una giornata di attività, i vari gruppi «organizzati»...

• Non è possibile utilizzare pienamente PREGARE GIOVANE senza che i giovani l'abbiano in mano (se ne perderebbe tutta la carica comunitaria, nel dialogo, nella preghiera...).

 

SUSSIDI
PER IL MESE DI MAGGIO

Pregare giovane
pp. 600 - L. 1.500

Con Maria alla scoperta della mia fede
24 celebrazioni

pp. 88 - L. 400

Celebrazioni mariane
pp. 120 - L. 500

Maria nel popolo di Dio
pp. 72 - L. 350

e inoltre gli studi pubblicati su
Note di Pastorale Giovanile (1968 /5, 1969 /5, 1970 /5)

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