Esperienze di Vangelo

Inserito in NPG annata 1978.


(NPG 1978-10-64)


Il sussidio che presentiamo è nato da un'esperienza fatta con un gruppo interparrocchiale cittadino di ragazzi e ragazze di 14-15 anni. Il «dopo terza media» è un momento che fa spesso problema, ma rappresenta anche un'occasione privilegiata da non perdere. Gli incontri non si proponevano tanto lo studio del Vangelo, quanto di far fare ai ragazzi «un'esperienza comunitaria gradita», che partisse però da un momento di ricerca in comune, secondo queste tre piste:
– L'esperienza della comunità. I ragazzi sono stufi di parole e di problematiche sulla Chiesa. Il fare insieme un'esperienza di vita comunitaria, superando la barriera della non conoscenza o della amicizia istintiva per aprirsi a tutti, ha portato spontaneamente a «sentire» la Chiesa. Nello stesso tempo ha convinto che la Chiesa è una realtà da costruire, e non dato scontato.
– Una esperienza che partiva dal Vangelo di Marco. Marco era accanto a Pietro mentre nasceva e si costruiva la Chiesa. Questi incontri hanno cercato di riattualizzare la sua testimonianza di fede per Cristo.
– Una esperienza di preghiera, con la quale si chiudeva ogni incontro. Sia perché la preghiera è di felice attualità tra i giovani, sia per cercare una preghiera giovane, gradita e partecipata, nella quale avessero particolare importanza, sia il silenzio che il canto.
Il lavoro a piccoli gruppi, le testimonianze personali nei momenti di preghiera, il canto e il clima spontaneo di gioia, hanno sottolineato ogni volta che l'obiettivo degli incontri era l'«esperienza» che si stava facendo insieme. Il testo che presentiamo, curato da Giancarlo Avataneo e Umberto De Vanna, è la traccia che è servita per i vari momenti di riflessione.

 

Premessa: perché abbiamo scelto il Vangelo di Marco:
– perché ci racconta la vita di Gesù in modo chiaro, lineare, ed è scritto da uno che ne fu spettatore e testimone (personalmente o attraverso la catechesi dell'apostolo Pietro);
– perché non solo racconta la «storia di Gesù», ma soprattutto quella del «cammino di fede» degli apostoli e della Chiesa primitiva;
– questo Vangelo rappresenta un crescendo di interesse attorno a Gesù; ad un certo punto gli apostoli e la gente si domandano: ma chi è Costui?
– anche noi, attraverso questi incontri, vogliamo ripercorrere Io stesso cammino e rivolgerci la stessa domanda: chi è Cristo?

Sussidi
IL VANGELO DI MARCO, nella edizione interconfessionale (ABU), LDC.
VEGLIA SUL MONDO (ediz. LDC): soprattutto per i momenti di preghiera e il canto.

 

1. GESÙ, UN UOMO CHE SA SCEGLIERE E CHE INVITA A SCEGLIERE

Il giorno dopo, Gesù si alzò molto presto, quando ancora era notte fonda, e uscì dalla casa. Se ne andò fuori della città, in un luogo isolato, e là si mise a pregare. Ma Simone e i suoi compagni cominciarono a cercarlo, e quando lo trovarono gli dissero: Tutti ti cercano! Gesù rispose: Andiamo da un'altra parte, nei villaggi vicini, in modo che possa portare il mio messaggio anche là. Per questo infatti io sono venuto. Viaggiò così per tutta la Galilea, predicando nelle sinagoghe e scacciando i demoni» (Marco 1,29-39).

«Un giorno, mentre Gesù camminava lungo la riva del lago di Galilea, vide due pescatori che gettavano le reti: erano Simone e suo fratello Andrea. Disse loro: Venite con me, vi farò diventare pescatori di uomini. E quelli abbandonarono le reti e lo seguirono subito.
Poco più avanti, Gesù vide i due figli di Zebedeo: Giacomo e suo fratello Giovanni. Stavano sulla barca e riparavano le reti. Appena li vide, li chiamò. Essi lasciarono il padre nella barca con gli aiutanti e andarono dietro a Gesù» (Marco 1,16-20).

Traccia di riflessione
I primi episodi del Vangelo ci hanno presentato i momenti della scelta per Gesù: il battesimo (vv. 9-11), le tentazioni (vv. 12-13). Poi Gesù annuncia in modo deciso il suo programma: «Il tempo della salvezza è venuto, Dio inaugura il suo regno. Cambiate vita e credete al lieto messaggio!» (v. 15).
L'iniziativa è di Gesù: venite con me. Partecipare al suo progetto significa diventare pescatori di uomini, conquistare gli uomini al Vangelo. Gesù li vide e li chiamò: vengono riportati i nomi, quasi ad indicare un rapporto personale.
Qual è la risposta di questi uomini?
– abbandonano le reti
– lo seguono subito
– lasciano il padre
– vanno dietro a Gesù (in senso materiale e in senso spirituale: entrano in comunione di vita con lui).

«Subito dopo, uscirono dalla sinagoga e andarono a casa di Simone e di Andrea, insieme con Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre. Appena entrati, parlarono di lei a Gesù. Egli si avvicinò alla donna, la prese per mano e la fece alzare. La febbre sparì ed essa si mise a servirli.
Verso sera, dopo il tramonto del sole, la gente portò a Gesù tutti quelli che erano ammalati e posseduti dal demonio. Tutti gli abitanti della città si erano radunati davanti alla porta della casa. Gesù guarì molti di loro che soffrivano di malattie diverse e scacciò molti demoni. E poiché i demoni sapevano chi era Gesù, egli non li lasciava parlare.

Traccia di riflessione
Gesù ha annunciato il suo programma, ha coinvolto alcune persone; ora Marco ci presenta Gesù in azione, la descrizione abbastanza completa di una sua giornata: predica, ascolta, guarisce, prega, annuncia.
– Gesù nella vita familiare e degli amici: a casa di Simone, guarisce la suocera: «la prese per mano e la fece alzare».
– Gesù a contatto con l'umanità sofferente: dopo il tramonto del sole (poiché era sabato) tutti gli ammalati, tutti i posseduti dal demonio, tutti gli abitanti della città erano radunati davanti alla porta.
Gesù è attento a ogni uomo e a tutto l'uomo (guarisce, scaccia i demoni).
– Gesù di fronte al successo (tutti lo cercano) si ritira a pregare: solo con il Padre confronta la sua giornata con il progetto del Padre. Poi il dialogo conclusivo: gli apostoli a nome della folla: «Tutti ti cercano!». «Andiamo negli altri villaggi», risponde Gesù, «Per questo sono venuto». Gesù ha chiaro il suo cammino e apre gli stessi orizzonti ai suoi apostoli: occorre annunciare a tutti il Vangelo!

Pista di ricerca nel gruppo
1. Gesù annuncia il suo programma e invita gli uomini a vivere can lui questo progetto (Marco 1,16-20).
– La vita dipende da qualche sì e qualche no detto a 14-15 anni. Nella tua esperienza, quali sono state le occasioni in cui hai dovuto compiere qualche scelta importante? Es. nella scuola, in famiglia, con gli amici, nella fede?...
– Hai presente qualche persona del passato o del presente che ha realizzato pienamente se stessa? Quali le differenze con la vita di uomini che vivono alla giornata?
– Spesso non è facile scegliere. Quali sono per te i maggiori ostacoli per seguire Gesù Cristo? 2. Gesù passa dal programma, dalle idee ai fatti vivendo con intensità la sua giornata (Marco 1,29-39).
– Ti sembra che oggi ci siano in giro più idee e programmi che gente disposta a realizzarli? Perché?
– Gesù lascia la folla e ascolta il Padre. È proprio necessario pregare? O non è meglio fare qualcosa di utile per gli altri?

2. GIOVANI SENZA MAESTRO

Abbiamo concluso l'incontro precedente affermando il successo crescente di Gesù e l'entusiasmo che lo circonda: «Tutti ti cercano!» (questo ritornello ritorna spesso nel primo capitolo). Ma chi è questo Gesù che tutti cercano? Cos'ha di diverso? Marco 1,22: la gente che ascoltava Gesù era meravigliata del suo insegnamento; Gesù era diverso dai dottori della legge perché insegnava come uno che ha piena autorità, come un Maestro «nuovo».


«Gesù lasciò quel luogo e tornò nella sua città accompagnato dai discepoli. Quando fu sabato, cominciò a insegnare nella sinagoga e molti di quelli che Io ascoltavano erano sbalorditi. Dicevano: Ma dove ha imparato tutte queste cose? Chi gli ha dato tutta questa sapienza? Come mai è capace di compiere miracoli così grandi? Non è lui il falegname, il figlio di Maria e il fratello di Giacomo, Joses, Giuda e Simone? E le sue sorelle, non vivono qui in mezzo a noi? E perciò non gli davano ascolto. Ma Gesù disse loro: Un profeta è disprezzato soprattutto nella sua patria, tra i suoi parenti e nella sua casa. Così in quell'ambiente non ebbe la possibilità di fare miracoli ( guarì soltanto pochi malati posando le mani su di loro ). E si meravigliava del fatto che quella gente non avesse fede» (Marco 6, 1-6).

Traccia di riflessione
È sabato, siamo a Nazareth, la gente esce dalla sinagoga sapendo che un nuovo rabbi è sorto tra il popolo. Almeno come tale è presentato colui che poco prima si è alzato per spiegare le scritture. Quell'uomo ha detto bene, si sa anche che fa miracoli. E tuttavia lo rifiutano. Non scatta la fede in lui. Perché?
– Forse perché lo sconoscono troppo bene (i suoi familiari sono del paese).
– Forse sono in un atteggiamento troppo critico e negativo.
– Forse perché erano già stati delusi da altri rabbi.
– Forse perché non cercano un maestro.
– O addirittura Gesù appariva troppo diverso dagli altri maestri.

«Gesù stava per rimettersi in cammino, quando un tale gli venne incontro, si gettò in ginocchio davanti a lui e gli domandò: Maestro buono, che cosa devo fare per ottenere la vita eterna? Gesù gli disse: Perché mi chiami " buono "? Soltanto Dio è buono, e nessun altro. Tu sai quali sono i comandamenti di Dio: non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire il falso contro nessuno, non imbrogliare, rispetta tuo padre e tua madre. E quello rispose: Maestro fin da giovane io ho obbedito a tutti questi comandamenti! Gesù lo guardò con grande simpatia e gli disse: Ti manca soltanto una cosa: vai a vendere tutto quello che possiedi, e i soldi che prendi dalli ai poveri. Allora avrai un tesoro presso Dio. Poi vieni e seguimi! A queste parole l'uomo si trovò a disagio e se ne andò triste, perché era molto ricco» (Marco 10,17-22; chi crede può proseguire fino al v. 27).

Traccia di riflessione
C'è anche chi cerca Gesù perché ha già avuto altri maestri, ma questo gli sembra più convincente (maestro buono).
Gesù appare in questo episodio non tanto come un maestro che dà delle proibizioni, quanto uno che libera dai falsi maestri.
Anche oggi, tanti maestri: fa' compra, vesti, leggi...
Anche dentro di noi: fanno tutti così, cosa diranno gli altri?...
Gesù appare in questo brano come un maestro che libera dai falsi maestri: Va', vendi tutto quello che possiedi e dallo ai poveri... Sii libero, per condividere, per aprirti agli altri.
Gesù in fondo propone a tutti il suo stile di vita: dal possedere al condividere
dall'avere all'essere
dal Dio da ubbidire al Dio da scegliere
dal Dio che comanda al Dio che invita (se vuoi).

Pista di ricerca nel gruppo
– Quali sono e come agiscono i maestri occulti che influenzano il comportamento della gente oggi?
– Il cristiano come può agire criticamente nei confronti di questi falsi modelli?
– L'ideale che Cristo propone è un rifiutare tutto e fuggire dal mondo? Qual è il senso delle parole: «Vendi tutto, dallo ai poveri, vieni e seguimi»?

3. E TU CHE NE DICI DI CRISTO?

«Gesù si ritirò con i suoi discepoli verso il lago di Galilea e una grande folla lo seguì. Venivano dalla Galilea, dalla regione della Giudea, da Gerusalemme, dall'Idumea, dai territori che sono al di là del fiume Giordano e dalle zone attorno alle città di Tiro e Sidone. Era una gran folla di gente che aveva sentito raccontare quello che Gesù faceva e per questo veniva da lui. Allora Gesù disse ai suoi discepoli di preparargli una piccola barca, per non essere schiacciato dalla folla. Infatti sapendo che egli aveva guarito molti malati, tutti quelli che avevano qualche male si spingevano fino a lui per arrivare a toccarlo. E quando gli spiriti maligni lo vedevano, si gettavano ai suoi piedi e gridavano: Tu sei il " Figlio di Dio ". Ma Gesù ordinava severamente di non dire chi egli era» (Marco 3,7-12).

Traccia di riflessione
Gesù, un uomo che sa scegliere e invita a scegliere (1° incontro).
Gesù, un maestro diverso dagli altri (2° incontro).
In questo episodio vediamo la gente che continua a crescere; sale l'entusiasmo. Gesù lentamente si fa conoscere: è in contrasto con i farisei e gli scribi, poiché i discepoli non digiunano e fa miracoli in giorno di sabato. Compie infatti miracoli di ogni tipo: sulle persone, moltiplica i pani, calma la tempesta.
La folla accorre da lui: perché lo cerca? Che cosa vuole questa gente da Gesù? Ha capito veramente chi è? (anche se i demoni gridano che è il Figlio di Dio).
La risposta la troviamo nel secondo brano che abbiamo scelto.

«Poi Gesù e i suoi discepoli partirono verso i villaggi della regione di Cesarea di Filippo. Lungo la via, Gesù domandò ai discepoli: La gente ,che dice? Chi sono io? Gli risposero: Alcuni dicono che tu sei Giovanni il Battezzatore, altri che sei il profeta Elia, altri ancora dicono che tu sei uno dei profeti. Gesù domandò ancora: E voi che dite? Chi sono io? Pietro rispose: Tu sei li Messia, il " Cristo ". Allora Gesù ordinò loro di non parlarne a nessuno» (Marco 8, 27-30).

Traccia di riflessione
Gesù domanda dunque: la gente chi dice che io sia?
Veniamo a conoscere l'opinione della gente. E quella di Pietro. Gesù invita a non parlarne agli altri. Perché? Tra poco dovrà rimproverare proprio Pietro perché «ragiona secondo gli uomini e non secondo Dio». In realtà gli stessi apostoli non hanno capito veramente l'identità di Gesù. Essi dovranno ancora fare un lungo cammino, prima di arrivare alla fede del «dopo risurrezione». Hanno bisogno di silenzio e di riflessione in questo momento.
Siamo a metà del Vangelo di Marco: era iniziato con le parole: «Inizio del Vangelo di Gesù, che è il Cristo e il Figlio di Dio». A questo punto si apre uno spiraglio di luce anche più grande. D'ora in poi tuttavia Gesù assumerà un atteggiamento diverso: diminuiscono i miracoli e la folla, Gesù parla più chiaro anche di ciò che lo aspetterà. Alla fine del Vangelo di Marco sarà un pagano, uno straniero ai piedi della croce di Gesù a fare un altro atto di fede: «Veramente costui era Figlio di Dio!».
Pista di ricerca nel gruppo
– Gesù è venuto, fa cassetta (film, dischi...). Perché?
– Per i tuoi amici e per la gente che conosci, chi è Gesù?
– Chi è Gesù per te?
– Quale cambiamento c'è stato nella tua idea di Cristo e nel tuo rapporto di fede con lui, rispetto a qualche anno fa?

4. GESÙ LIBERATORE

Qual è il significato dei miracoli di Gesù? Che cosa vuole insegnare Gesù liberando l'uomo dalle sue malattie? Fino a che punto giunge la liberazione di questo maestro che i discepoli sempre più cercano di conoscere fino in fondo?

«Un'altra volta, Gesù entrò di nuovo in una sinagoga. Là si trovava un uomo che aveva una mano paralizzata. Alcuni dei presenti stavano a vedere se Gesù lo avrebbe guarito in giorno di sabato, perché poi volevano denunziarlo.
Gesù disse all'uomo che aveva la mano malata: Vieni qui in mezzo a tutti. Rivolto poi agli altri, chiese: Che cosa è permesso fare in giorno di sabato? Fare del bene o fare del male? Salvare la vita di un uomo o lasciarlo morire? Ma essi non rispondevano.
Gesù allora si guardò attorno con sdegno. Era anche pieno di tristezza, vedendo che avevano un cuore tanto ostinato. Disse all'uomo malato: Dammi la tua mano! Il malato obbedì, e la mano ritornò perfettamente sana.
Ma i farisei uscirono dalla sinagoga e subito fecero una riunione con quelli del partito di Erode per cercare il modo di far morire Gesù» (Marco 3,1-6).

Traccia di riflessione
La scena ci presenta Gesù liberatore, che cerca l'uomo ad ogni costo (anche trasgredendo al sabato, una legge severissima) e vuole salvarlc così com'è (notate la semplicità del miracolo che in realtà è cosa grande, specie per quell'uomo). Per i presenti un Dio così è forse troppo umano. Essi infatti stanno a vedere, non rispondono, hanno il cuore ostinato.
Gesù alla domanda: «È lecito di sabato salvare la vita di un uomo o bisogna lasciarlo morire?» 'risponde con il miracolo.
L'autorità con cui Gesù compie il miracolo, rivela Gesù all'uomo che viene liberato, preannunciando una salvezza più grande.

«Qualche giorno dopo, Gesù tornò in città, a Cafàrnao, e si sparse la voce che egli si trovava in casa. Allora venne tanta gente che non c'era più posto per nessuno, nemmeno di fronte alla porta. Gesù parlava alla folla e presentava il suo messaggio.
Vennero anche alcune persone che accompagnavano un paralitico, portato in barella da quattro di loro; ma non riuscivano ad arrivare fino a Gesù per via della folla. Allora scoperchiarono il tetto della casa proprio dove si trovava Gesù; poi, di lassù, fecero scendere la barella con 'sopra sdraiato il paralitico.
Quando Gesù vide la fede di questi uomini, disse al paralitico: Figlio mio, ti sono perdonati i tuoi peccati.
Erano presenti alcuni maestri della legge. Se ne stavano seduti e pensavano: Perché costui osa parlare in questo modo? Egli bestemmia! Solamente Dio può perdonare i peccati! Ma Gesù indovinò subito i loro pensieri e disse: Perché pensate così? È più facile dire al paralitico: " Ti sono perdonati i tuoi peccati ", o dire: " Alzati, prendi la tua barella e cammina? ". Sappiate che il Figlio dell'uomo ha sulla terra il potere di perdonare i peccati. Allora si voltò verso il paralitico e gli disse: Dico a te: alzati, prendi la tua barella e torna a casa!
Mentre tutti lo guardavano, l'uomo si alzò, prese la sua barella e se ne andò via. Il fatto riempì tutti di stupore. E lodavano Dio e dicevano: Non abbiamo mai visto una cosa del genere!» (Marco 2,1-12).

Traccia di riflessione
Il brano precedente ci presenta Gesù che cerca l'uomo ad ogni costo, per poterlo salvare.
Ma anche l'uomo cerca Gesù, per essere salvato. Nel Vangelo di Marco quante persone attorno a Gesù, che cercano soprattutto per trovare la salute fisica. Gesù non manda via costoro, anzi afferma che quegli uomini hanno la fede...
Tuttavia Gesù vuole donare una liberazione più profonda di quanto l'uomo possa pensare: «Ti sono perdonati i tuoi peccati!».
I presenti giustamente reagiscono: solo Dio può cambiare l'uomo dal di dentro, perdonarlo... Gesù – perdonando a nome del Padre – rivela ancora una volta se stesso, e invita i presenti a prendere posizione di fronte a lui.

Pista di ricerca nel gruppo
– Quali sono i mali dell'uomo d'oggi? Quali le persone e le situazioni bisognose di salvezza?
– Quali rimedi offre la società a questi mali? (es. la rivoluzione politica, il progresso della scienza, il godersi la vita...).
– Come Dio mi salva oggi? Che cosa significano per me le parole perdono e peccato?
– Come ciascuno di noi può diventare salvezza per gli altri?

5. GESÙ, IL FIGLIO CHE IL PADRE CI HA MANDATO

Siamo talmente abituati a considerare Gesù come «Figlio di Dio» che non solo non riusciamo più a cogliere il significato profondo di questa espressione, ma quasi preferiamo qualificare Gesù in altro modo, che richiami maggiormente l'attualità: «uomo nuovo, uomo libero, il liberatore». In realtà ciascuna di queste qualità ha alla fonte una personalità unica; appunto quella del «Figlio di Dio».

«Gesù cominciò a raccontare una parabola ai capi degli ebrei. Disse: Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio dell'uva e costruì una torretta di guardia; poi affittò la vigna ad alcuni contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo della vendemmia, quell'uomo mandò un servitore dai contadini per ritirare la sua parte del raccolto. Ma quei contadini presero il servitore, lo bastonarono e lo mandarono via senza dargli niente. Allora il padrone mandò un altro servitore: i contadini lo accolsero a parolacce e lo picchiarono a sangue. Il padrone ne mandò ancora un altro e quelli lo uccisero. Lo stesso avvenne per molti altri servi: alcuni li bastonarono, altri li uccisero. Alla fine quell'uomo ne aveva soltanto uno, suo figlio, che amava moltissimo. Per ultimo mandò lui, pensando: Avranno rispetto per mio figlio!
Ma quei contadini dissero tra loro: Ecco, costui sarà un giorno il padrone della vigna! Coraggio, uccidiamolo e l'eredità sarà nostra! E così lo presero, lo uccisero e gettarono il suo corpo fuori della vigna.
A questo punto, Gesù domandò: Che cosa farà, dunque, il padrone della vigna? Certamente egli verrà e ucciderà quei contadini e darà la vigna ad altre persone.
Senza dubbio voi conoscete queste parole della Bibbia: La pietra che i costruttori hanno rifiutato è diventata la pietra più importante. Il Signore ha fatto questo, ed è una meraviglia per i nostri occhi.
I capi degli ebrei capirono bene che Gesù aveva raccontato questa parabola riferendosi a loro. Cercavano quindi un modo per arrestarlo, ma avevano paura della folla. Perciò non gli fecero nulla e se ne andarono via» (Marco 12,1-12).

Traccia di riflessione
Ci avviciniamo al termine della sua vita e Gesù ora gioca a carte scoperte. Racconta una parabola, che è una sintesi della storia del suo popolo, una storia ben conosciuta, dai personaggi identificabili. Al termine della parabola compare tuttavia un personaggio sorprendente: «Suo figlio che amava moltissimo» e una citazione biblica. I presenti compresero che Gesù parlava di se stesso.
Gesù ha coscienza della propria identità, sa di avere i poteri del Padre e lo dice. Ma il suo popolo, accortosi che egli era «il Figlio», «lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori...».
È quanto capiterà ben presto a Gesù.
Come vive Gesù il suo rapporto col Padre? Stranamente l'atteggiamento di Gesù appare spesso molto simile al nostro.

«Intanto raggiunsero un luogo detto Getsèmani. Gesù disse ai suoi discepoli: Sedetevi qui, io vado a pregare, e si fece accompagnare da Pietro, Giacomo e Giovanni. Poi cominciò ad aver paura e angoscia, e disse ai tre discepoli: Una tristezza mortale mi opprime. Fermatevi qui e state svegli.
Andò un po' più avanti, si gettò a terra e si mise a pregare. Chiedeva a Dio, se era possibile, di evitare quel terribile momento. Diceva: Padre mio, tu puoi tutto. Allontana da me questo calice di dolore! Però sia fatta la tua volontà, non la mia.
Poi tornò dai discepoli, ma li trovò che dormivano. Allora disse a Pietro: Simone, perché dormi? Non sei riuscito a vegliare per un'ora? State svegli e pregate, per resistere nel momento della prova; perché la volontà è pronta, ma la debolezza è grande!
Si allontanò di nuovo e ricominciò a pregare con le stesse parole. Poi tornò dai discepoli e li trovò che ancora dormivano; non riuscivano a tenere gli occhi aperti e non sapevano cosa rispondergli. Quando tornò da loro la terza volta, disse: Ma come? Voi ancora dormite e riposate? Ormai è finita, il momento è giunto. Il Figlio dell'uomo sta per essere consegnato nelle mani dei suoi nemici.
Alzatevi, andiamo! Sta arrivando colui che mi tradisce» (Marco 14,32-42).

Traccia di riflessione
Marco descrive con crudo realismo l'abbattimento di Gesù. Anche il Figlio che il Padre «amava moltissimo» vive un momento di prostrazione, di tentazione...
Il Padre non chiede la morte, ma la fedeltà. Il Figlio, in quel momento di preghiera, trova la forza per rimanere fedele fino in fondo. «Alzatevi, andiamo!»: la frase esprime la scelta operata da Gesù, di andare avanti con coerenza. Gli apostoli al contrario si allontanano e lo abbandonano.

Pista di ricerca nel gruppo
– Sono tanti i profeti, i maestri e i testimoni nella storia dell'umanità (elencatene alcuni). In che cosa Gesù si differenzia da loro?
– Perché i coraggiosi e i profeti vengono normalmente perseguitati o incontrano grandi difficoltà per raggiungere i loro obiettivi?
– Quali sono le prove più grandi che è chiamato a superare il cristiano d'oggi?
– A che cosa serve la preghiera? Come può aiutare a credere, ad agire?