Anche i giovani hanno giudicato la rivista


(NPG 1971-04-02)

 

Nel numero di febbraio è stato pubblicato il risultato di un sondaggio a campione, operato tra i lettori di Note di Pastorale Giovanile. È interessante notare la larga coincidenza esistente tra le affermazioni degli intervistati ed il parere di un gruppo di giovani cui è stato richiesto un giudizio critico sulla impostazione, l'incidenza, la centratura della Rivista.
Stiamo cercando di entrare in dialogo con i giovani più impegnati dei vari movimenti, per impostare davvero ima pastorale in corresponsabilità.
È chiaro un fatto: non sono giovani «comunque». Rappresentano quella fascia più sensibile di «collaboratori». Ma sono giovani vivi, che ci credono e si danno da fare:
non cercano la responsabilità pastorale come alibi ad una generica incapacità alle altre cose. Vari di essi animano gruppi di impegno sociale.

Gli interessi

Quasi tutti affermano di leggere la totalità o la quasi totalità della Rivista.
La curva di interesse è varia: le preferenze maggiori sono per i problemi sociali e politici e per i temi di corresponsabilità nella gestione delle comunità. Gli studi sulla RdV apparsi nella annata scorsa raccolgono un buon quarto delle preferenze.
Richiesti di avanzare proposte per la programmazione 1971, hanno ripetuto lo stesso indice: temi di impegno socio-politico (oltre il 50% delle preferenze); altre voci: vita dei gruppi giovanili, problemi di coeducazione, problemi di attualità, scelta professionale. Le preferenze sono state motivate: arricchimento acquisito di idee, problematiche, linee di soluzione e precedente interesse al tema trattato.

Rilievi sulla Rivista

Due domande centravano direttamente sulla richiesta di un giudizio circa il corpo della Rivista: la sua impostazione, la sua concretezza, la sua leggibilità, il tono di impegno.
Il 60% si dichiara decisamente d'accordo con l'impostazione della Rivista. La trova valida, stimolante, «capace di prendere anche posizione». Il resto è più critico. I rilievi si concentrano attorno a tre assi:
– la necessità di un maggior impegno, evitando i mezzi termini con cui talora sono affrontati problemi scottanti;
– una maggior aderenza alle situazioni locali «che sono meno rosee delle descrizioni che voi fate». Per questo «è spesso difficile tradurre nella pratica le proposte offerte»;
– alcuni (abbastanza pochi) trovano difficoltà di linguaggio: qualcuno avanza delle perplessità, qualcuno dichiara che... ci vogliono persone preparate per affrontare certi articoli.
Altri sono più realistici: «è scontato che alcuni argomenti esigono un linguaggio tecnico»; «bisogna studiare... per capire!».

Incidenza

Alla richiesta di valutare l'incidenza della Rivista, tutti gli intervistati hanno cercato di interpretare le posizioni degli altri giovani.
E, in questo, hanno affermato di
concordare – qualcuno ha aggiunto saggiamente: «in parte» – con le idee sostenute dalla Rivista. I giovani, in generale, si ritroverebbero, dicono, nel nostro discorso. Sono invece meno ottimisti nei confronti dei loro «educatori
(preti e laici: adulti in genere).
Più di uno fa notare che non tutti ci credono e qualcuno... la compra ma non la legge.
Tutto questo, affermano, rende la Rivista meno carica di incidenza nella pastorale giovanile italiana: «ne potrebbe avere molta di più, se ci credessimo di più!».
Questo, a grosse linee, il parere di un gruppo di giovani. I risultati non sono sempre statisticamente qualificabili e rilevanti, per la particolarità del campione (i giovani intervistati... non sono «il giovane-medio») : per questo abbiamo preferito riferire con battute originali piuttosto che con percentuali.
Le cose dette però forniscono un notevole momento di confronto: per la redazione e per i singoli operatori pastorali.

La rubrica AUTOCRITICA PASTORALE è il dialogo aperto con i lettori, con i mille problemi pratici che fanno il loro assillo quotidiano. Scriveteci!
Gli esperti di «Note di Pastorale Giovanile» sono a disposizione per consigliare, suggerire, incoraggiare...