Educare al cinema

Inserito in NPG annata 1978.


(NPG 1978-08-84)

 

1. CINEFESTIVAL MONDO ERRE

A Livorno nei mesi scorsi si è svolto in una cornice di particolare rilievo il «Cinefestival Mondo Erre», di cui viene data qui breve relazione. Il carattere di «festa» e di «manifestazione di massa» pensiamo non abbia nuociuto agli scopi che si erano prefissi gli organizzatori. Ogni film infatti è stato oggetto di un'attenzione speciale nell'ambito delle classi e dei piccoli gruppi spontanei.
«Quando il cinema ci aiuta a scoprire noi stessi con i nostri problemi e le nostre attese, quando ci aiuta a incontrarci per fare gruppo e comunicare insieme, quando ci aiuta a collaborare per esprimere il meglio che c'è in noi, allora il cinema non è più la dannata macchina che ci fa schiavi, ma uno strumento prezioso al servizio della nostra liberazione».
Con queste battute di presentazione, più di 1530 ragazzi delle scuole «Collodi», «Mazzini», «Maria Ausiliatrice», «Thouar», «Modigliani», «Fattori» di Livorno sono stati accolti nell'ampio locale del «Cinema Salesiani» per un Festival Cinematografico riservato ai ragazzi. Un Festival chiamato «Mondo Erre» perché intendeva offrire una serie di films attraverso i quali poter riflettere sul «mondo» caratteristico dei ragazzi. Un Festival che si è mostrato originale e affascinante perché non si è esaurito soltanto nel momento della proiezione, ma ha offerto spunti e occasioni per momenti di aggregazione tra ragazzi che sono diventati amici e collaboratori grazie a un interessante «Concorso» legato al Festival. I films, infatti, venivano discussi in classe o durante i momenti di incontro spontaneo all'interno delle diverse associazioni dei ragazzi, e si traducevano in attività concrete di composizioni, disegni, espressioni mimiche, azioni sceniche, collages, ecc. L'attiva partecipazione dei ragazzi è stata documentata da una Mostra che ha raccolto in una vasta sala del quartiere Colline di Livorno più di 250 firme di ragazzi che hanno espresso in vario modo le proprie impressioni e le proprie considerazioni a seguito dei films proiettati.
Il «Cinefestival Mondo Erre» ha avuto larga eco anche nella stampa (quasi una quindicina di lunghi articoli su quotidiani come «La Nazione», «Il Tirreno», «Avvenire») e attenta considerazione da parte di organismi ed enti culturali e scolastici. Non è mancato neppure l'interessamento di alcuni rappresentanti del mondo del cinema: in primo luogo il regista Luigi Mangini il cui film «Abbasso tutti, viva noi» ha inaugurato il Festival offrendo un quadro della vita avventurosa e affascinante tipica dei ragazzi; il segretario dell'ANICA che ha incoraggiato l'iniziativa (augurandosi e impegnandosi a far sì che possa essere estesa su tutto il territorio nazionale); l'attore Renato Cestiè di cui è stato presentato un film e che non ha potuto essere presente per impegni di lavoro; l'attore Andrea Balestri che ha dato vita a un'animatissima conversazione con i ragazzi presenti e che si è prestato per una intervista realizzata da alcuni ragazzi per la rivista «Mondo Erre».
Il «Cinefestival Mondo Erre», al di là dei contenuti positivi offerti dai films in programma, ha saputo sollecitare e provocare le ricchezze di fantasia e di creatività che i ragazzi possiedono in maniera privilegiata e che spesso non trovano occasione di esprimere e di partecipare ad altri.
Ne sono riprova, oltre la Mostra accennata, la creazione di un «giornale audiovisivo» dal significativo titolo «Baby-zoom» che veniva proiettato (attraverso un attento montaggio di diapositive e di commenti preregistrati) prima di ogni film. Il «Baby-zoom» è stato una specie di cinegiornale costruito dai ragazzi e che proponeva all'attenzione di tutti immagini, riflessioni, appunti critici, progetti e tutto ciò che interessa la vita del ragazzo all'interno del proprio quartiere di appartenenza. Una serie di rubriche e di notiziari interessanti che hanno trovato viva adesione anche da parte del pubblico adulto.
Il Cinefestival si è concluso con un incontro di quartiere nella spaziosa palestra che per l'occasione quasi esplodeva per la superaffollata presenza degli spettatori e per le scatenate esibizioni (scenette, musiche, danze, saggi ginnici) dei ragazzini partecipanti al Cinefestival. La serata si è conclusa con una massiccia premiazione-ricordo di quanti hanno preso parte alla manifestazione cinematografica «Mondo Erre». L'esperienza, che ci si augura possa essere allargata anche ad altre città, ha fatto capire che il cinema può essere ancora un momento valido di partenza per iniziative utili a socializzare e a far crescere i ragazzi, chiamandoli ad essere protagonisti attivi e non pallidi spettatori (Pidi Giordano).

2. FACCIAMO UN CINECLUB

Oggi sono sempre più numerosi i ragazzi che si riuniscono in gruppi di «cineclub» per interessarsi ai problemi del cinema e per realizzare iniziative varie prendendo occasione dal film.
Suggeriamo alcune attività che un cineclub di ragazzi potrebbe concretizzare.
1) Raccogliere dai giornali tutto ciò che si riferisce al lancio pubblicitario dei film ed esaminarlo: osservare, ad esempio, quale tipo di immagini vengono solitamente presentate, con quali espressioni viene data importanza al film, quali aggettivi sono usati con maggior frequenza, ecc.
2) Raccogliere e ordinare su schede gli articoli di critica ai film che sono pubblicati sui quotidiani.
3) Inventare brevi racconti e disegnarne le scene più importanti, senza fare uso di didascalie. Disporre queste scene in successione ordinata quasi fossero le sequenze più importanti di un film. Fare interpretare il racconto completo dai vostri amici e controllare se veramente siete riusciti a individuare le scene essenziali per la comprensione di tutta la vicenda.
4) Se nella scuola si fa attività di ripresa cinematografica o nel gruppo c'è qualcuno che può disporre di una cinepresa, inventare un breve soggetto, farne la scaletta e la sceneggiatura e quindi tradurla in immagini filmiche. Se non c'è disponibilità di cineprese, il racconto in immagini può essere fatto anche con una comunissima macchina fotografica: basta fotografare i momenti più significativi del racconto e disporli secondo un montaggio che illustri lo svolgimento della storia creata da voi.
5) Suggeriamo un gioco che può aiutare a «leggere» l'immagine. Raccogliete, prendendole anche da giornali illustri, una decina di fotografie. Provate a disporle secondo un montaggio che vi suggerisca un racconto. Controllate quanti racconti diversi riuscite a fare disponendo in maniera variabile le vostre foto. Curate di non forzare troppo il significato delle fotografie.
6) Raccogliete un bel pacco di riviste quali «Annabella», «Novella 200», «Amica», «Oggi», «Epoca», ecc. e studiate come in queste riviste vengono presentati i fatti e i personaggi che si riferiscono al cinema: attori, registi, produttori, film...
7) La televisione programma regolarmente film interessanti nel corso della settimana. Allestite, nella vostra sede, un angolino di informazioni sui film in programma, raccogliendo notizie nelle biblioteche, dalle riviste, sui quotidiani.
8) Fate questo esperimento: andate a vedere un film con i vostri amici (o guardate quelli trasmessi in TV) e discutetene insieme, registrando al magnetofono i diversi interventi. Riascoltate la vostra conversazione ed elencate i punti sui quali vi siete trovati in accordo e quelli sui quali si sono manifestati pareri contrastanti. Analizzate il perché delle divergenze e il perché dell'accordo. In particolare controllate se i punti sui quali non concordate sono dovuti al fatto di aver letto male l'immagine o alla diversità di gusti o di temperamento, ecc.
9) Organizzate una specie di inchiesta sul cinema tra i vostri compagni chiedendo i film che preferiscono (guerra, avventura, cartoni animati, comici, ecc.), gli attori più graditi, quante volte vanno al cinema, quante volte seguono il film in TV, se sono soliti informarsi sui giornali prima di andare a vedere un film o entrano nella prima sala che capita a tiro, ecc.

3. UN PANNELLO PER VALUTARE IL FILM

Per aiutare i ragazzi a non essere consumatori passivi dei film che vedono, può essere utile far compilare uno schedario. Un grosso quaderno-notes a fogli intercambiabili andrà ottimamente. Se lo schedario personale risultasse troppo impegnativo, si potrebbe ricorrere alla elaborazione di grossi pannelli da tenere in classe o in sede, sollecitando la collaborazione di tutti.

1978-08-86