Questa monografia conclude un lungo lavoro redazionale sul problema cruciale dell'educazione dei giovani all'amore e al matrimonio. Ci siamo imbarcati da tempo nell'argomento. Prima alla lontana, con interventi sporadici, tesi a delineare alcune sensibilità di fondo. Poi, mordendo più direttamente sulle problematiche.
I numeri del 1973 offrono una proposta più precisa ed organica, sul fronte della conoscenza dell'indice di vibrazione attuale, attraverso i mass-media. Il numero di maggio, inoltre, presenta una sintesi educativa, già confezionata sulla lunghezza d'onda giovanile.
Ora, finalmente, questa monografia, scritta con esplicita «destinazione-educatori».
Le riflessioni redazionali sono sviluppate sul fondale dell'attuale contesto culturale: desideriamo offrire un modello che si ponga come contestazione evangelica di quelli correnti, utilizzando le sensibilità più vive come chiave di reinterpretazione della perenne proposta di Cristo.
La «famiglia aperta» non è una novità.
L'aspetto però con cui desideriamo caratterizzarci sta nella prevalente preoccupazione metodologica, attinta spesso da esperienze vive. Le grosse affermazioni colpiscono solo emotivamente, se non sono corredate da un largo bagaglio di suggerimenti pratici; come le esperienze diventano inutile fardello, se non è facile rifrangerle alla lente di chiavi interpretative.
La fatica redazionale si è concentrata a questi livelli, dove la pastorale gioca la credibilità delle parole altisonanti.
Su questa piattaforma, che ci auguriamo stimolante, possiamo procedere in avanti, verso quella pienezza di esperienza che ci affascina e ci supera. Perché è il Futuro che il quotidiano ci permette di intravvedere.
(Le scelte, il tono e l'impianto della monografia sono stati lungamente maturati nel gruppo redazionale. Gli articoli non firmati, inoltre, sono stati totalmente elaborati in redazione).

FATTI

Partiamo dai fatti:
progettare la famiglia oggi

L'uomo è quello di sempre, d'accordo. Ma è mutato profondamente il contesto sociale all'interno del quale egli gioca la carta della sua vita.
Le mutazioni esterne rimbalzano all'interno, modificando le modalità in cui realizzare il progetto di sé.
I rapporti tra le persone sono, sempre e comunque, mediati da istituzioni, dal momento che essi si articolano al loro interno. Nessuna istituzione è neutrale: ha un peso, capace di condizionare la libertà personale, rendendo più o meno pronta la maturazione di gesti liberi.
Oggi, l'istituzione all'interno della quale il giovane cristiano progetta la sua futura famiglia, ha introdotto il divorzio, la larga permissività sessuale, la facile non definitività delle scelte, il consumo a costo di tutto, la spontanea messa in crisi della dimensione soprannaturale dei fatti umani.
Un'educazione all'amore che ignorasse questi «dati» sociali, con le sue proprie mani firmerebbe una condanna alla sterilità. Le parole, pronunciate anche con appassionato calore, verrebbero presto stemperate nel clima che si respira. Progettare una famiglia che salvi l'identità cristiana in cui ci si riconosce, nel contesto attuale, significa reinterpretare gli elementi perenni alla luce dell'oggi-qui.
Per fornire strumenti, questo primo capitolo della monografia, proiettato tutto sull'analisi dei modelli correnti di famiglia, per ritagliare, su essi o nonostante essi, un modello cristiano.

PROGETTI

La meta per un amore maturo:
«famiglia aperta»

Questo è il capitolo centrale della monografia.
La «famiglia aperta» è la meta che progettiamo per un'educazione dei giovani all'amore e al matrimonio. Come istanza di fondo, per fedeltà alla propria vocazione cristiana e come risposta oggi-qui, che l'amore cristiano offre alla nostra società.
L'aggettivo «aperta» dà significato di attualità e rende storico in rapporto alle esigenze del contesto culturale, l'assunto di sempre che qualifica il progetto d'amore di Cristo: «Nessuno ha amore più grande di colui che dà la sua vita per gli altri».
In questa prospettiva è il capitolo più importante della monografia: a partire da questo diventano comprensibili gli altri.

METODI

In margine ai progetti, perché la meta
non resti un sogno: proposte educative

Ogni progetto ha bisogno di un metodo adeguato, per passare dalla carta alla vita. I buoni propositi, non accompagnati dalla ricerca sui modi concreti per essere praticati, restano facilmente lettera morta.
Questo capitolo della monografia si offre come proposta di metodo, perché i progetti di «famiglia aperta» non si perdano nel cassetto dei sogni o svaniscano presto sotto l'incalzare del quotidiano.
Tra le tante cose che potevano essere dette, abbiamo preferito sottolineare gli elementi in sintonia con le scelte della rivista, per fedeltà ad un quadro portante unitario. Per questo l'accento è in prevalenza su queste tre dimensioni:
• l'educazione agli atteggiamenti corrispondenti, per poter vivere nell'oggi, in pienezza, le movenze che dovranno caratterizzare il domani;
• il contrappeso dei valori, per equilibrare, attraverso un saggio dosaggio di alternanze, ciò che descrive l'apertura verso l'esterno con la maturità dell'interiore vita a coppia;
• il gruppo come momento privilegiato nella preparazione e come supporto qualificato anche «dopo», per non lasciare ad una generica «buona volontà», così presto smantellata, la presa in carica di un progetto di famiglia faticosa. mente costruito nel tempo felice del fidanzamento.
In questa luce assume significato, nel piano editoriale, la presentazione di una esperienza per il «dopo-matrimonio»: non tanto il privilegiarne una (quella delle E.N.D.) tra le molte esistenti, quanto l'assumere dal concreto le linee più generali che dovrebbero caratterizzare un progetto serio di «sbocco», per non naufragare alle prime difficoltà.

FEDE

La «famiglia aperta» 
in un più grande progetto d'amore

Lo studio sull'educazione dei giovani all'amore e al matrimonio si conclude con una proposta di «itinerario di spiritualità», sulle cui movenze ritmare il tempo del fidanzamento.
Nelle pagine che precedono, la dimensione cristiana ha fornito la piattaforma di lavoro e l'indice di risonanza. La specificità del tema richiede però qualcosa di più. Desideriamo riprendere tutti i fili disseminati lungo l'arco della monografia, per intrecciare una sintesi proponibile come il quadro di riferimento che illumini tutto.
La spiritualità dell'Esodo, con i toni di provvisorietà, di avventura, di attesa e di promesse, che la caratterizzano, porta un contributo notevole all'educazione all'amore. Centra l'attenzione su uno stato di speranza e di esperienza, cui il giovane è sensibile e di cui il fidanzamento è carico. E così il dono dell'amore s'innesta, con un salto qualitativo nella fede, in quella lenta quotidiana costruzione che è il Regno, verso la sicura speranza dei «cieli nuovi e terre nuove».