«Dimensioni Nuove», un sussidio che dura 12 mesi

Inserito in NPG annata 1974.


Carlo Fiore

(NPG 1974-01-55)

 

Tutti hanno fame di sussidi. Anche perché con i giovani e nei gruppi si consumano presto. Risentono dell'usura del tempo: come il giornale, che ogni giorno diventa vecchio.
DIMENSIONI NUOVE è un sussidio che dura 12 mesi all'anno, perché raggiunge gli operatori pastorali ogni mese, con la periodicità dell'urgenza e della notizia fresca.
Come tutti i sussidi... non è di facile uso.
Ha un'impalcatura alle spalle che va compresa in tutti i suoi particolari, per diventare una «buona proposta» educativa.
Per dare una mano agli operatori pastorali interessati, abbiamo pregato il direttore della rivista di iniziarci alla sua comprensione.
L'inserimento reale della rivista DIMENSIONI NUOVE nel Centro Salesiano Pastorale Giovanile aprirà, con il 1974, una collaborazione stretta tra le due riviste. Per tentare un unico discorso, ai giovani e agli operatori pastorali, anche se necessariamente su lunghezze d'onda diverse.

 

UN BUON MATERIALE PER L'INTEGRAZIONE TRA FEDE E VITA

Una pastorale che voglia essere sinceramente antropologica non può astrarre dai problemi più vivi e concreti che agitano oggi la società in tutti i suoi settori e aspetti, e nelle tante ambiguità che esigono un chiarimento cristiano. Ce ne avverte lucidamente il Documento Base della catechesi italiana, cui si ispireranno anche i nuovi catechismi in via di preparazione. «I temi della pace, della libertà, della giustizia sociale, dell'impegno culturale e politico, della collaborazione internazionale, devono entrare nella catechesi senza temere di presentare il messaggio della fede nel suo significato dì fecondo scandalo e rottura» afferma il Documento citato. E più oltre, specificando ulteriormente: «Sono pertanto da studiare fenomeni come la rivoluzione scientifica e tecnologica, il processo di secolarizzazione, la diffusione del benessere e della civiltà dei consumi, gli squilibri sociali ed economici, il nuovo volto della famiglia, la diffusione dei mezzi di cultura, la trasmissione di idee e di valori attraverso i mezzi di comunicazione sociale, il pluralismo culturale e religioso, l'urbanizzazione, la democratizzazione della società, la nuova coscienza della dignità e della responsabilità personale dell'uomo» (RdC 97, 128).
Istanze che, per essere soddisfatte, richiedono mezzi diversi dal normale testo di «catechesi «. Si tratta infatti di fenomeni in continuo movimento che esigono di essere colti nel loro dinamismo, nel farsi quotidiano. Più che un libro, si rende necessaria una rivista. E il passaggio dal testo-libro al testo-rivista, o meglio l'integrazione dei due mezzi, diventa sempre più di attualità. O ci riduciamo alla catechesi descritta da Fellini in Amarcord, totalmente astratta dai problemi quotidiani del vivere.
Da anni stiamo tentando questo lavoro di appoggio agli operatori pastorali con la rivista giovanile Dimensioni nuove. Il fatto che, con il 1974, passi al Centro Salesiano di Pastorale Giovanile, recentemente costituito, è un'indicazione espressiva.
Già da anni, molti sacerdoti hanno adottato Dimensioni nuove come sussidio pastorale. Dal caso limite di coloro che abbonano a loro spese tutti i ragazzi, ad altri che ne chiedono alcune copie da distribuire ai ragazzi e alle ragazze di maggior impegno, deriva la prova che la rivista pur con tutti i limiti e le carenze che può avere e di cui siamo pienamente consci, può servire allo scopo di far aderire la fede ai problemi e alle istanze del momento.
Due sono gli elementi che possono maggiormente essere di aiuto.
Anzitutto la posta della rivista, le Lettere al Direttore. Dimensioni nuove ha una caratteristica rispetto alle altre riviste: di ospitare con ampiezza e completezza gli interventi dei giovani, la loro voce, i problemi che essi sottopongono, le loro reazioni. Ne deriva un dialogo interessante, che tocca molto da vicino i problemi e la sensibilità dei giovani. Non passa mese che qualche lettera non si presti, senza forzatura alcuna, per mettere a fuoco problemi che la fede deve affrontare. Le lettere pubblicate condensano un po' i tratti della nostra gioventù: speranze, delusioni, impegni, scoraggiamenti, prese di posizione, tutto è offerto con l'immediatezza e la concretezza di una testimonianza vissuta e sofferta. Per questo possono dare l'avvio a un dialogo che certamente trova risonanze nei giovani, partendo da loro stessi.
Si aggiunga, per il 1974, una novità. Apriremo una nuova rubrica, dal titolo I nostri esperti. In seguito ad accordi presi, il Centro di Consulenza Morale e Religiosa di Roma che da anni sta svolgendo un impegnativo lavoro per i giovani italiani, mette a disposizione di Dimensioni nuove i suoi esperti nei rami più vari (psicologi, sociologi, catecheti, teologi, biblisti, pedagogisti, ecc...) per rispondere ai problemi che emergono dalla posta dei giovani. Spesso una lettera viene esaminata da più di un esperto per una risposta angolata da punti di vista complementari. L'utilizzazione di questa rubrica è facile e immediata. Dagli interrogativi posti sul tavolo dai lettori, alle risposte che si possono tentare in gruppo, al confronto con le risposte degli esperti, è tutto un itinerario di dialogo che non lascia tempo per cadute di attenzione.

IL DISCORSO RELIGIOSO, POLITICO, SOCIALE, GIOVANILE

Dopo la posta, gli articoli, il grosso cioè della rivista.
Per analizzarne l'uso nei gruppi di impegno ecclesiale, tralasceremo alcuni aspetti e ci concentreremo sul discorso religioso, politico, sociale e giovanile condotto avanti dalla rivista. E per restare sul terreno della concretezza, analizzeremo l'annata che è appena terminata, prospettando alcune aperture sui programmi del 1974.

Il discorso religioso

La rivista non si qualifica come rivista religiosa ma come rivista di cultura, vista in luce cristiana. Si fa religione – e ce lo dice il Documento Base sopra citato – parlando di problemi politici e sindacali, culturali e sociali. Ma anche il discorso esplicitamente religioso non manca.
Il 1973 ha visto una serie di interventi sui problemi fede-scienza. È uno dei campi oggi dibattuti, specialmente per quanto riguarda la biologia. Basti per tutti citare il nome di Monod. Ed è con tre testimonianze di grandi biologi e genetisti, Francois Jacob, Jean Rostand e Alfred Kastler che si chiude il discorso.
Molto gradita ai giovani, e ripresa da varie altre riviste, è stata la nostra intervista sulla preghiera a P. Charles, apparsa in settembre: vi è una focalizzazione dei problemi dell'uomo contemporaneo di fronte alla preghiera che può offrire più di uno spunto al discorso.
Per il 1974 affronteremo un problema di vivissima attualità tra i giovani: Gesù Cristo, il profeta della liberazione, dei poveri e degli emarginati. L'uomo e il figlio di Dio. Una équipe di nostri collaboratori sta intervistando un consistente numero di giovani per captare le loro impressioni su Cristo, la risposta alla domanda «Chi è Cristo per te?». Vogliamo con questi servizi provocare i lettori a una chiarificazione e a una presa di posizione nei confronti di Cristo che superi il folklore della Jesus Revolution e dei vari Jesus Superstar che pure hanno un valore, più sociologico che religioso.
Una serie di interviste in gran parte già registrate affronta pure il problema della Chiesa, visto dall'angolazione dei giovani. Problemi su cui ristagnano confusioni e ambiguità. In un incontro con giovani, in vista di questa serie di servizi, abbiamo ad esempio registrato una critica radicale alla Chiesa perché «aveva tradito Cristo». Ma chiesto loro chi fosse Cristo in realtà, sono rimasti bloccati in pochi luoghi comuni e scontati. Contiamo di condurre il discorso con i lettori 1974 per raccogliere tutte le loro testimonianze su Cristo e la Chiesa e farne pure, se avremo materiale sufficiente, un volumetto della collana Parametri. Un altro discorso specificamente cristiano sarà affrontato da un nostro nuovo collaboratore, P. Giovanni Bottasso, missionario in Ecuador da una quindicina di anni. Il tema del suo discorso ai giovani sarà cristianesimo - mondo occidentale - Terzo Mondo. Coinvolgerà i problemi di una società consumistica in raffronto a un mondo di sottosviluppo, di un eurocentrismo ormai fuori storia, di una difesa delle minoranze che il «desarrollo» sta travolgendo tra le selve millenarie dell'Amazzonia, discorso in perfetto parallelismo con l'emarginazione che sta avvenendo nella nostra società verso i non produttivi. Il tutto nella visuale di una missione cristiana che è anzitutto difesa dell'uomo, messaggio del Cristo, Liberatore.
Tematiche specificamente cristiane saranno poi affrontate dagli esperti del Centro di Consulenza Morale e Religiosa nelle loro risposte ai quesiti dei giovani.

Il discorso politico

Tutti i più grossi problemi politici internazionali relativi ai nuovi equilibri mondiali sono rimbalzati sulla rivista. Con una caratteristica però: l'attenzione all'apporto cristiano in tutte le sue forme, dagli interventi della Gerarchia a quelli di preti e laici.
In questa luce abbiamo affrontato il problema dell'Europa, in cui la Comunità dei Nove sta diventando quell'Impero denunciato da Camara in uno dei suoi più incisivi discorsi.
L'intervento di Paolo VI e della Gerarchia è stato messo in luce nel discorso sulle «multinazionali», le potenti società che stanno determinando le sorti politiche di più di un paese e che costituiscono uno dei fenomeni più attuali e discussi. Un servizio speciale è stato dedicato alla celebre lettera del Card. Van Roy a Paolo VI in occasione del decennale della Pacem in terris: è un documento che offre una analisi approfondita del nostro tempo e del difficile itinerario alla pace. È stato pure affrontato lo scottante problema della vendita delle armi al Terzo Mondo da parte dei paesi occidentali: e su questo tema si è dato ampio spazio all'intervento dell'episcopato francese e alla sua precisa presa di posizione contro la politica del governo. Discorso che non si limita alla Francia ma è valido per tutto il commercio delle armi, Italia compresa.
Le denunce di Sakharov e di Solgenitsyn sono state fedelmente raccolte e inquadrate nel più vasto fenomeno del dissenso sovietico, dai tempi della rivoluzione d'ottobre ad oggi, passando per il periodo zdanoviano e i terrori della grande purga degli anni trenta. Inquadratura necessaria per capire meno superficialmente il fenomeno. E recentemente, i drammatici avvenimenti cileni hanno avuto una puntualizzazione che forse ci ha alienato parecchi lettori amanti di condanne stroncatrici e sommarie, non rispondenti però alla complessa verità dei fatti.
Per il 1974 abbiamo in programma alcuni articoli di molto impegno sul problema demografico: è infatti l'anno dedicato dall'ONU alla «popolazione mondiale».
È noto come il problema demografico sia molto complesso e come si tenda a semplificazioni pericolose dall'una e dall'altra parte della trincea. Cercheremo di capirci chiaro e stiamo già lavorando con la speranza di offrire servizi idonei a centrare il problema, sulla scorta degli studiosi più qualificati in materia.

Il discorso sociale

Da anni Dimensione nuove ha preso posizione in favore della non-violenza. li discorso è stato condotto avanti, nel 1973, con interventi di vario calibro: Fabrizio Fabbrini, Jean-Marie Muller, il massimo esponente europeo della non-violenza ci hanno dato contributi che hanno superato la cerchia della rivista. È infatti dalla intervista fatta da Dimensioni nuove a Muller che ha avuto origine il «Manifesto per una azione non-violenta che viene oggi discusso in Europa negli ambienti interessati a questa strategia. Alcune esperienze particolarmente interessanti in campo di non-violenza sono state recepite dalla rivista e proposte ai giovani. Tutto il materiale infine, è stato raccolto in un volumetto della collana Parametri, mentre un secondo volumetto è in preparazione sui problemi dell'antimilitarismo e dell'obiezione di coscienza, temi tutti molto sentiti dai giovani. Anche i problemi della società italiana sono stati analizzati con una certa profondità di discorso. Emigrazione e immigrazioni interne, problemi della sicurezza del lavoro, lavoro minorile, salari, nuova concezione del sindacato nella società attuale, problema della casa hanno avuto su Dimensioni nuove uno spazio privilegiato. Non se ne può infatti prescindere, dal punto di vista di un discorso cristiano di liberazione.
Anche il problema dello smarrimento dell'uomo contemporaneo nella nostra società, il senso di inquietudine esistenziale che lo tormenta, la crisi di angoscia che lo attanaglia ha trovato una eco incisiva in uno degli inserti fotografici che maggiormente hanno attirato l'attenzione dei giovani e degli educatori. Mi diceva un insegnante di religione di aver fatto una lezione seguitissima proprio distribuendo ai ragazzi e discutendo insieme le foto della X Quadriennale che documentano questo travaglio angoscioso della nostra civiltà, così minacciosa per l'uomo, per la sua libertà e autenticità. Per parecchi gli inserti fotografici della rivista, sempre di alto livello, sono stati uno dei sussidi che maggiormente li hanno aiutati.

Il discorso sui giovani

Tutta la rivista, nel suo largo dialogo, è un discorso ai e con i giovani. Ma alcune rubriche sono intervenute in modo particolare a discutere i problemi della condizione giovanile.
Segnalo anzitutto, per il 1973, la serie di articoli sulla psicologia giovanile di Don Piero Balestro, insegnante di filosofia in scuola statale e vicino ai problemi dei giovani nel quotidiano convivere scolastico. Gli spunti offerti da Don Balestro all'operatore pastorale sono talmente numerosi che non abbiamo qui lo spazio per illustrarli, né sarebbe questo il luogo adatto.
Numerosi altri servizi hanno rivolto la loro attenzione ai giovani: dal dibattito sui giovani hippies e pop, partito da una fotodocumentazione che è stata molto utilizzata e che ha provocato un tale interessamento nei giovani da farne uscire un volumetto intero della collana Parametri, al tema dei consumi dei giovani, ai problemi della scuola che, nel 1974, avranno ampio sviluppo dopo il Convegno di Bologna, organizzato dal Centro Salesiano Pastorale Giovanile nel novembre scorso. E così i problemi dell'amore, del fidanzamento, dei rapporti prematrimoniali torneranno da visuali nuove sul tappeto: sono i problemi di sempre di ogni generazione giovanile.

MAGGIORI CONTATTI

Questo il nostro impegno. Questo il sussidio che, con lacune, limiti e difetti, cercheremo di offrire agli operatori pastorali, lieti se potremo essere loro di una qualche utilità.
Una cosa chiediamo loro: un maggior contatto con noi. Una critica costruttiva. Indicazioni di problemi e argomenti. Segnalazioni utili. Lo sappiamo, spesso lo si vorrebbe fare ma scarseggia il tempo, si rimanda da un giorno all'altro e si finisce per non scrivere mai.
Ma un contatto intensificato ci aiuterebbe a mettere a punto uno strumento che, senza nessuna pretesa, vorrebbe porsi al servizio di una pastorale in cui tutto l'uomo e i suoi problemi siano assunti.